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Intervista ad Alberto Mandolesi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 21 Aprile 2012 10:08
Il noto giornalista di sponda giallorossa, direttore di

Alberto Mandolesi, noto giornalista di sponda giallorossa, direttore di “Fuoriclasse” e “Cuore Romanista”, nonché conduttore di “Battito Giallorosso” il programma fatto dai tifosi per i tifosi e unico giornalista romano che ha raccontato in radiocronaca due scudetti (1983-2001), parla di sé ai lettori di Seven Press.

 

Diventare giornalista: è il sogno che coltivavi da ragazzino?

 

Il mestiere di giornalista era un sogno a livello inconscio. In realtà la mia prima passione è stata la musica. Ho iniziato a suonare negli anni del liceo. Avevo un gruppo ed eravamo bravini. Poi ho lavorato fino a 30 anni come discografico e autore di colonne sonore. Quando nacquero le prime emittenti private iniziai quasi per scherzo a parlare di calcio in una piccola radio che sarebbe diventata un grande Network: Radio Dimensione Suono. Il suo successo fu anche il mio e mi ritrovai giornalista. Ennesima dimostrazione che la vita è sempre più grande di noi.

 

La tua prima esperienza giornalistica qual é stata?


Dato il carattere delle prime radio private (allora si chiamavano “radio libere”) ho avuto piena libertà di scegliere ed ho fatto quello che, da tifoso, avrei sempre voluto sentire: ho raccontato da tifoso le partite della mia squadra del cuore. Quelle prime radiocronache “di parte” ebbero un seguito clamoroso e vennero imitate in tutte le città.

 

Oggi è sempre più difficile entrare a far parte di questo mondo. Quali consigli ti senti di dare a chi desidera di intraprendere questa carriera?


Lo scrivo a “bassa voce” perché non dovrei dirlo. Attualmente tendo a scoraggiare tutti i ragazzi che mi chiedono di intraprendere questo mestiere. E’ un lavoro ancora più precario degli altri, che ti impegna (se lo fai seriamente) 7 giorni su 7 e che, non avendo orari definiti, ti porta a perdere gli amici di sempre. Io, ad esempio, non ricordo più il significato del termine “week end” perché per un giornalista (per di più sportivo) i giorni di festa sono proprio quelli più impegnativi. A fronte di tutti questi impegni c’è anche il luogo comune dell’opinione della gente che associa il termine “giornalista” come “venduto”. Tutti parlano male dei giornalisti ma, chissà perché, il mestiere più ambito dai giovani è proprio il nostro.

 

Da tifoso della Roma, come vivi i derby?


Contrariamente a quanto dicono allenatori come Zeman (o lo stesso Luis Enrique), il derby non è una partita come le altre che può portare al massimo 3 punti in classifica. Il calcio vive “di” sentimenti e “per” i sentimenti, e bisogna rispettarli. Io, ad esempio, ho sempre somatizzato l’ansia pre derby (sudori, salivazione azzerata, insomma tutte quelle cose descritte nei film di Fantozzi), e continuo ad avvertire gli stessi disturbi anche dopo oltre mezzo secolo. Se perdo, soffro maledettamente. Se vinco vedo tutto più bello. Per fortuna tra la squadra che porta il nome ed i colori della Città e quella che porta il nome della Regione ed i colori della Grecia, ci sono 13 vittorie e una trentina di gol a vantaggio della prima.

 

Il 7 aprile la Roma ha perso 4 a 2 dal Lecce. Secondo te qual è stata la causa? La squadra ha un andamento altalenante?


La Roma di Luis Enrique è figlia dell’allenatore. L’asturiano è un integralista del proprio pensiero, e in nome di un gioco che lui ritiene spettacolare, va sempre incontro a rischi enormi. Con questa filosofia le conseguenze sono inevitabili: quando le cose si mettono bene, stravinci, ma se si mettono male vai incontro a batoste umilianti. Non è un caso se la Roma, tra le 20 di Serie A, è la squadra che ha pareggiato meno partite (appena 5 su 32).

La Roma di Luis Enrique è figlia dell’allenatore. L’asturiano è un integralista del proprio pensiero, e in nome di un gioco che lui ritiene spettacolare, va sempre incontro a rischi enormi. Con questa filosofia le conseguenze sono inevitabili: quando le cose si mettono bene, stravinci, ma se si mettono male vai incontro a batoste umilianti. Non è un caso se la Roma, tra le 20 di Serie A, è la squadra che ha pareggiato meno partite (appena 5 su 32).
 

Attualmente qual è il giocatore della Roma dal rendimento migliore?


Ci sono stati alti e bassi per tutti durante questa stagione. Però, dovendo dare un giudizio complessivo, debbo ammettere che non mi aspettavo gli 11 gol di Osvaldo (senza battere rigori e segnati in 11 partite diverse). Con Lecce, Fiorentina e Bologna aveva realizzato appena 16 reti in 3 campionati. Deve averlo maturato l’esperienza nella LIGA spagnola.

 

Il miglior giocatore attuale di questa Serie A invece?


Difficile da stabilire. Però nel formulare giudizi non si può prescindere dai risultati, e questi dicono che c’è un uomo che da 10 stagioni cambia maglia ma vince sempre i campionati (Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan). Se Ibrahimovic riuscirà anche quest’anno a fare la differenza, dovremo fargli tanto di cappello.

 

Secondo te chi vincerà lo scudetto? Chi retrocederà e chi della serie cadetta sarà promossa in A?


In questo campionato estremamente livellato (verso il basso), i pronostici sono ancora più difficili. Per lo scudetto siamo veramente sul filo di lana, con la Juve che ha 1 punto di vantaggio che diventano 2 per via degli scontri diretti col Milan. Attualmente i rossoneri mi sembrano un po’ più stanchi e devono fronteggiare una marea di infortuni. La Juve, invece, è più determinata. Lo vedo anche da come esultano i giocatori dopo ogni gol segnato. Riguardo la retrocessione in gennaio avrei indicato le ultime 3 della classifica, ma il Lecce è sorprendentemente rientrato (bravo Cosmi) e la Fiorentina si è messa nei guai. In B darei un posto sicuro al Torino, uno probabile al Verona e poi mi piacerebbe la promozione del Sassuolo che potrebbe diventare il Chievo dei prossimi anni.

 

Ritorniamo al tuo lavoro. Dove riesci ad esprimerti meglio? In tv, in radio o scrivendo?


In radio, senza dubbio alcuno. Sono certo che ti risponderanno così tutti i colleghi che hanno potuto fare le stesse esperienze. La radio è Magia, dove metti tanto di te, ed aiutandoti anche con le tonalità della voce riesci ad esprimere sentimenti che toccano il cuore di chi ti ascolta.

 

Parlaci del tuo sito internet www.albertomandolesi.it. È nato per caso o per costruire un progetto?


Il sito è solo un mio piccolo diario. Non è a scopo di lucro (gli introiti pubblicitari sono bassissimi e bilanciano a malapena le spese) ma solo uno dei tanti modi per restare in contatto con i tifosi.

 

Le notizie sul web viaggiano veloci e il futuro dell'informazione è internet, attraverso gli innumerevoli siti. Ma come mai, secondo te, i siti web hanno cosi un basso guadagno nonostante siano cosi tanto cliccati?


Penso che dipenda dal rapporto domanda-offerta. E’ vero che i siti hanno migliaia di visite, ma ormai qualsiasi persona può aprire un sito personale. E la torta della pubblicità viene quindi divisa in centinaia di sottilissime fette. Aggiungiamo poi che il pubblico che naviga è costituito ancora oggi da un target prevalentemente giovane, quindi con meno disponibilità economiche. Diciamo che, dal punto di vista dei profitti, funzionano solo i siti sportivi (pochi) e quelli a luci rosse.

 Fabiana Rebora
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Aprile 2012 10:08
 

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