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Lunedì 21 Maggio 2012 19:08
Cantieri Baglietto: chiediamo un deciso intervento di Comune, Provincia e Regione  

Dopo l’odierna comunicazione ufficiale da parte dell’Ad della Baglietto, di procedere con i lavori necessari a poter portare via dal cantiere di Varazze lo scafo di 44 metri in costruzione, a cui è seguita la determinata presa di posizione delle maestranze, decisi a fare quanto possibile per non consentirlo, chiediamo al Sindaco e Assessori del Comune di Varazze e ai Presidenti e Assessori competenti della Provincia di Savona e Regione Liguria farsi carico della situazione, di convocare le parti in causa e dare finalmente soluzione alla travagliata trattativa, importante per i dipendenti, l’indotto e la comunità varazzina, che non può permettersi di perdere una delle sue ultime realtà industriale, fiore all’occhiello di un passato che si perde nella notte dei tempi, oggi indispensabile per dare lavoro e sostegno a tante famiglie.


Comunicato Assemblea Sindacale Baglietto Varazze


Oggi è stato comunicato ufficialmente dall’amministratore della Baglietto di procedere con i lavori necessari a portare via dal cantiere di Varazze lo scafo del 44 metri in costruzione. I lavoratori, come già detto in precedenza, non permetteranno la definitiva cannibalizzazione del cantiere fino a quando non avranno garanzie sul loro futuro e hanno chiesto al liquidatore di sospendere le lavorazioni sullo scafo. Qualora le lavorazioni dovessero continuare attueranno tutte le azioni di protesta possibili per impedire allo scafo di lasciare il cantiere.


La volontà di portare via lo scafo ha esasperato ulteriormente la situazione e per questo chiediamo che il prefetto riconvochi subito le parti, come stabilito nel precedente tavolo, ed estenda la convocazione anche all’Azimut-Benetti, unica azienda che ha presentato un’offerta per rilevare il cantiere di Varazze corredata da un piano industriale credibile.


Non è concepibile che il futuro di decine di lavoratori e di un progetto capace di trasformare il cantiere di Varazze in un moderno polo della nautica, si areni per l’avidità di una procedura che incasserà, e in parte ha già incassato, risorse che stimiamo essere molto superiori alle aspettative e alle necessità; basti pensare ai 6 milioni riscossi dalla fideiussione della EffeBi holding e al fatto che, accettando l’attuale offerta del gruppo Azimut-Benetti e concludendo la vendita di Pisa ai valori dichiarati, dalla vendita dei cantieri incasserà 1 milione in più di quanto garantito dall’offerta EffeBi su cui si è basata la procedura nella scelta, poi dimostratasi fallimentare, del soggetto a cui vendere la società.


I lavoratori chiedono inoltre che le istituzioni, e in particolare la regione, si decidano ad agire per sbloccare la situazione. Siamo esasperati dalle entusiastiche celebrazioni che l’assessore Guccinelli continua a portare avanti verso una procedura completamente sbilanciata a favore di La Spezia: per salvare La Spezia la procedura non si è fatta scrupoli saccheggiando prima il valore del cantiere di Varazze, privato del marchio, e oggi provando a rubargli il lavoro.


Bisogna che sia messo in chiaro da tutti che la trattativa tra la procedura e il gruppo Azimut-Benetti, per quanto privata, non esime dal prendere una posizione: da una parte c’è una procedura concorsuale che mira ad incassare più soldi possibili i quali, anche se in eccesso rispetto alle necessità, non avranno alcuna ricaduta sul tessuto produttivo essendo ormai stabilite le percentuali di rimborso dei creditori; dall’altra c’è un imprenditore disposto ad investire diversi milioni di euro per creare un polo nautico di eccellenza capace di rivitalizzare un settore in gravi difficoltà e creare 140 posti di lavoro in una provincia duramente colpita dalla crisi.


Questi sono i soggetti in gioco ed è necessario schierarsi: comune di Varazze e Provincia di Savona lo hanno fatto approvando nei rispettivi consigli delibere di sostegno all’offerta Azimut-Benetti. All’appello manca la regione che non ha ancora formalizzato il suo orientamento. Chiediamo per questo che il presidente Burlando intervenga, come ha già fatto in altri passaggi delicati della travagliata storia di questo concordato, per garantire, in accordo con il comune di Varazze e la Provincia di Savona, la chiusura positiva di queste trattative a vantaggio del lavoro e del tessuto produttivo che gravita intorno al cantiere varazzino.” (Assemblea dei lavoratori del cantiere Baglietto di Varazze del 21.05.2012 e FIOM Savona)

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Maggio 2012 19:08
 

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