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PonentevarazzinoNews PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Maggio 2012 22:04
Proclamato lo sciopero ad oltranza ai cantieri Baglietto di Varazze I lavoratori dei Baglietto di Varazze hanno deciso, in data odierna, di proclamare lo sciopero ad oltranza per impedire le lavorazioni volte a depredare il cantiere dello scafo del 44 metri in costruzione a Varazze.” Così inizia il comunicato emesso dall’assemblea dei lavoratori del cantiere Baglietto di Varazze, preoccupati per il prolungarsi della crisi apertasi da oltre due anni e arenata in una trattativa che se conclusa positivamente garantirebbe la continuità produttiva, il riassorbimento delle maestranze in cassa integrazione e la graduale assunzione di altri lavoratori, compreso il recupero urbano dei capannoni, che si inserirebbe in quello più complesso e già avviato dell'intera area del ponente varazzino.. La prefettura di Savona ha convocato per venerdì 1 giugno le Istituzioni, il curatore e i sindacati, ma non l’azienda interessata a rilevare il sito varazzino, vanificando le aspettative delle maestranze che, volendo evitare il trasferimento dello scafo in costruzione da Varazze a La Spezia, hanno proclamato lo sciopero ad oltranza e due azioni dimostrative: ·         Giovedì 31 maggio alle ore 9.15, un corteo partirà dal cantiere per attraversare la città. “Sono stati invitati a partecipare la popolazione e le istituzioni, per difendere il lavoro e le prospettive che il cantiere ha si spera possa ancora rappresentare per Varazze e i suoi abitanti.”·         Venerdì 1 giugno alle 10.30, “i lavoratori si riuniranno sotto la prefettura di Savona, per portare all’attenzione del prefetto il profondo disagio e le difficoltà che questa situazione, vissuta dai lavoratori ormai da 25 mesi in cassa integrazione, causa a loro e alle loro famiglie.” Comune e Provincia si sono già schierati a fianco dei lavoratori nel sostenere le loro aspettative, auspichiamo una simile iniziativa anche da parte della Regione, affinché sia a tutti chiaro che il sito varazzino deve essere messo in condizioni di riprendere la produzione e a ridare lavoro e reddito ai lavoratori dipendenti, all’indotto e all’intera comunità varazzina, anche se con un ltro marchio e diverso logo.
Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Maggio 2012 22:04
 

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