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Gli Eradius pubblicano l'omonimo debut album PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 19 Febbraio 2018 20:59

Tags: Eradius

Eradius

Come nasce il vostro duo?


Noi due abbiamo iniziato a suonare assieme circa cinque anni fa, in gruppo cover rockabilly/blues
attualmente in vita, i Triple Rock. Gli anni passati insieme nel trio ci hanno permesso di conoscerci e scoprire di avere gusti musicali affini, ma soprattutto la stessa serietà per quanto riguardava la
musica, non vedendola solo come un hobby. Entrambi reduci da numerose formazioni cover di
vario genere, dal rock al pop, al funk al jazz, decidiamo che è il momento di scrivere musica nostra.
In principio volevamo la classica formazione con quattro musicisti, infatti abbiamo contattato un
chitarrista e un cantante/tastierista. Ma per divergenze stilistiche e incompatibilità di tempo libero,
quasi subito si era capito che non erano le persone giuste, e quindi un po'; perché non volevamo smorzare subito la spinta del nostro entusiasmo, un po'; perché c'era questa band inglese (Royal Blood) che calcava i palchi internazionali con solo basso e batteria, abbiamo deciso di provare in due. Quindi seppur avendo sempre affrontato la musica con grande serietà, tutto nasce come esperimento cercando di scrivere musica che piacesse prima di tutti a noi stessi. Le conferme che stavamo facendo qualcosa di interessante anche per chi ascoltava ci arrivò dai riconoscimenti e premi ricevuti ai diversi contest a cui abbiamo partecipato durante il primo anno di attività.

I segreti della vostra musica?
Strumentalmente parlando la fase di composizione ruota attorno al riff o a un groove, data la
natura ritmica degli strumenti, lasciando la parte melodica alla linea vocale. Per questo motivo si
potrebbe parlare di Funk-Rock oppure Crossover. Per la ricerca dei suoni invece ci avviciniamo
molto alle sonorità grezze dello Stoner. È sempre difficile etichettare la musica, a volte è riduttivo, e
noi non siamo partiti con l'dea di assegnare la nostra musica a un genere in particolare, ci siamo invece fatti influenzare liberamente dai nostri gusti e studi musicali. Il tema principale della maggior parte dei testi è di protesta verso qualsiasi cosa che ci sembrasbagliata all'interno della nostra società: prendiamo di mira la politica, la religione, il web e il comportamento autolesionistico umano. Vuole essere una protesta però il più oggettiva e apartitica possibile, vogliamo provocare chi ascolta senza avere la presunzione di porci al di sopra di essi.

Tra di voi siete affiatati o vi scontrate spesso e, se si, per cosa?
Stando spesso insieme è facile scontrarsi, soprattutto su questioni abbastanza stupide e irrilevanti, niente di grave dunque, il nostro è simile a un rapporto tra fratelli. In campo musicale non ci sono mai state finora grosse divergenze, di base c'è sempre rispetto e disponibilità l'uno nei confronti dell'altro senza che nessuno faccia il despota.

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Parlatemi di questo lavoro e del tour che avete già iniziato.
In realtà all'inizio doveva essere un EP di quattro canzoni, poi incontrando in studio Tommaso Canazza, abbiamo capito subito che c'era feeling, e se c'era qualcuno che poteva produrre un nostro disco, quel qualcuno era lui. Come lavoro possiamo dire che è stato molto grezzo nella sua preparazione, non avevamo 30 brani a disposizione da cui selezionare la tracklist, quello che è presente sul disco è quello che avevamo creato fino ad allora niente di più niente di meno. E noi stessi non eravamo esperti in studio, era il primo disco che registravamo dall'inizio alla fine, quindi l'aiuto sapiente di Tommaso è stato fondamentale, possiamo definirlo il terzo membro della band.
Per quanto riguarda il tour siamo felicemente emozionati e intrepidi nell'affrontarlo, e vogliamo farlo al meglio delle nostre possibilità. Speriamo di divertire o quantomeno incuriosire ogni pubblico che avremo sotto il palco.

Cosa ripudiate (se ripudiate qualcosa) della musica dei giorni nostri?
Forse l'uso e il consumo che si fa di questa, e di conseguenza come si sta manipolando la creazione della musica in funzione di questo modo di fare “usa e getta”. Forse si sta un po' perdendo l'educazione all'ascolto e al rispetto di questa arte. Ma non si può dare la colpa solamente a chi fa la musica, è come lamentarsi della scarsa qualità dei programmi TV, basterebbe cambiare canale o spegnerla.

I vostri gruppi o cantanti preferiti e perché?
I RATM per il groove di Tom Morello e i testi di De La Rocha, i Tool per l'innovazione e la tecnica, i Muse per la loro versatilità e genialità. Sono stati assieme a tante altre le band della nostra adolescenza, e volenti o nolenti si ritorna sempre alle origini. La lista poi sarebbe infinita, come non citare i Foo Fighters, i Queen of The Stone Age, gli Alter Bridge o altri gruppi storici come Iron Maiden, Metallica o ancora più indietro con Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, insomma le varie fasi del rockettaro medio le abbiamo passate più o meno tutte. Cerchiamo di seguire anche le novità italiane e estere, per esempio ci piacciono i lavori dei What A Funk da Reggio Emilia, oppure degli americani Stray From The Path. Ci piacciono anche altri generi come Jazz, Funk e Fusion per esempio uno degli ultimi concerti dove ci siamo divertiti di più è stato quello degli Snarky Puppy, oppure la band di Chick Corea con Steve Gadd, o Victor Wooten con Dennis Chambers. Se parliamo di rap possiamo citare esempi italiani come Salmo o Nitro, e come dimenticarsi di Sir Bob Cornelius Riffo e i suoi Bloody Beetroots parlando di elettronica. Cerchiamo di essere più aperti possibile verso tutta la musica.

La canzone che vi ha uniti e quella preferita nella storia della musica?
Citare una sola canzone ci risulterà impossibile, possiamo dire che gli album dei Rage Against The Machine ci hanno fatto capire che avevamo un'idea comune su come doveva essere la nostra musica, quindi possiamo affermare che Tom Morello coi suoi riff ci ha unito musicalmente parlando. Non riusciamo invece a rispondere alla seconda domanda, ci dispiace.

L'anno scorso siete subito stati vincenti a Vicenza, ma non solo. Che emozioni avete provato?
Stupore prima di tutto, non ci aspettavamo nulla di tutto ciò, ci siamo sempre iscritti ai contest con l'obbiettivo di farci conoscere non certo di vincere. Abbiamo acquisito maggior consapevolezza di quello che stavamo facendo, i vari riconoscimenti ricevuti ci hanno dato un'ulteriore spinta confermandoci che avevamo creato qualcosa di buono.

Possiamo dire che tutti con l'aiutino tecnologico possono fare oggi musica?
Come tutti con una matita e un pezzo di carta possono disegnare, l'abbiamo fatto tutti da bambini, ma non tutti siamo diventati Picasso o Van Gogh. È  legittimo che la musica sia accessibile a chiunque, poi sta nella cultura delle persone distinguere la qualità del soggetto.

Dove volete arrivare?
Lo spirito è quello di non sentirsi mai arrivati in realtà, puntiamo sempre a migliorare ma con i piedi ben saldi a terra. Potremmo girare l'Europa magari calcando palchi grossi, oppure continuando nei Live Club della nostra regione, ma sempre con lo stesso spirito e la stessa fame, perché stiamo facendo qualcosa che da gioia a noi e a chi ci ascolta pochi o tanti che siano, e ci riteniamo fortunati solo per essere in grado di farlo.

Progetti futuri a medio o breve termine?
Stiamo già lavorando al secondo album, con maggior consapevolezza e con maggior maturità e metodo rispetto al primo. Abbiamo anche qualche idea per delle collaborazioni ma è ancora tutto da vedere. A breve speriamo di poter viaggiare più possibile sia in Italia che in Europa.


Il progetto Eradius nasce a Verona nel 2016 dalla voglia di esprimersi e di comporre musica originale di Richard (Londra, classe 1994) e Edoardo (Verona, classe 1991). La loro particolare formazione si ispira alla formazione britannica dei Royal Blood che, utilizzando un originale sistema di pedali, riesce a simulare la presenza di una chitarra e di un basso contemporaneamente. Il genere si lega anche a gruppi come Rage Against The Machine e Tool, portando con sé tutte le influenze raccolte nel corso degli anni dai due musicisti su numerosi palchi e con diverse formazioni, non solo rock. Infatti i due suonano già insieme in un gruppo cover Blues/Swing da tre anni, e con questa formazione hanno fatto più di 150 date in tutta Italia.  L'intenzione è quella di esprimere se stessi con il linguaggio che più è congeniale, facendosi ascoltare il più possibile.

 

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