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"A sesso unico" il nuovo blog di Leyla Ziliotto PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabiana   
Martedì 24 Aprile 2018 19:24

Leyla Ziliotto e il suo libro in giro per l'Italia. Fra tv e successi sportivi, nasce anche il suo blog personale "A sesso unico".

asessounio

Leyla, da scrittrice a campionessa di bocce, da pianista a conduttrice televisiva, adesso anche blogger?

"La scelta di creare un blog sta nella mia necessità continua di scrivere per dar sfogo a realtà di cui si parla ancora troppo poco. Dopo aver svolto la prima presentazione del mio libro al di fuori di Genova a Bologna, ho compreso di avvertire la forte necessità di parlare e far parlare di situazioni poco convenzionali. Ho deciso di continuare il mio percorso iniziato già qualche anno fa relativo alla divulgazione della piaga sociale dei padri separati e delle conseguenze sui loro figli e sostengo che la scrittura sia uno strumento troppo importante."

"A sesso unico" è il titolo del tuo blog. Ci spieghi perché?

"Un pò provocatorio, forse. Semplicemente per una ragione: ritengo che per raggiungere l'emancipazione più completa di noi donne, si debba iniziare a parlare di persone senza distinzioni di genere. Intendo che se una donna è valida, essa ha il sacrosanto diritto di emergere più di un uomo. Detto questo, ciò non deve costituirsi in un diritto acquisito, a prescindere in quanto tale e per abbracciare la legge delle cosiddette quote rosa. Che reputo particolarmente discriminanti per le donne stesse. A Sesso Unico è dunque un modo ulteriore per esprimere le proprie idee ed opinioni, commentando gli articoli da me pubblicati periodicamente, in cui il genere non prevarica le opinioni."

Come mai ti sta così a cuore la problematica prettamente maschile dei padri separati?

"Perché la violenza non deve avvalersi mai di distinzioni di sesso. Perché la violenza è violenza, e quando si verifica deve essere sempre condannata, senza attenuanti. Sono figlia di genitori separati e ho riscontrato sia personalmente che indirettamente seguendo vicende di altri padri separati, che la figura maschile nell'ambito separativo viene sovente discriminata. Ciò è letale sia per i padri che per i loro figli, prime vere vittime e spesso abbandonati a loro stessi. Ed ora più che mai, sento visceralmente il bisogno di denunciare questo tipo di violenze silenziose. Ricordiamoci, infine, che non tutti siamo genitori, ma tutti siamo figli. Di conseguenza, tale problematica interessa tutti perche i figli dei genitori separati, al centro di disavventure giudiziarie e di situazione di profondo disagio sociale, saranno un giorno genitori. Sensibilizzare su questo penso sia fondamentale."

Hai accennato della tua recente esperienza bolognese dove sei stata ospite di un'Associazione destinata al supporto dei genitori separati. Vuoi brevemente raccontarci qualcosa?

"E' stata un'esperienza unica nella migliore accezione positiva che si possa immaginare. Ho avuto il piacere di conoscere persone meravigliose che, oltre ad avermi accolto in maniera stupenda (l'accoglienza emiliana è davvero il top!) mi hanno dato la possibilità di condividere il significato più profondo del mio libro, Mia madre mi odia, con coloro i quali avevano subito situazioni analoghe a quelle raccontate da me nel testo e quindi capaci di immedesimarsi e comprenderlo. Sono grata all'Ass. Genitori Sottratti e mi piacerebbe tanto pensare un giorno che Bologna possa essere stato il motore da dove sono partita. 5) Sarai a Torino prossimamente, non è vero? Sì, non vedo l'ora. Sarò ospite del Circolo sardo di Sant'Efisio e supportata dallo Sportello del malato e dall'Ass. papà Separati Torino. Avrò anche l'onore di esporre il mio romanzo al Salone Off torinese. Sono molto emozionata. Il fatto di poter esportare il mio libro in più parti d'Italia per farlo conosce mi da una carica incredibile. Spero di coinvolgere più persone possibili per sensibilizzare su questi argomenti e per dar vita a dibattiti socio-culturali."

Sei una tuttofare per eccellenza. Quale è il tuo segreto per essere così piena di risorse?

"Sinceramente? Il timore di deprimermi da una parte, la grande ambizione e voglia di vivere e mettermi in gioco dall'altra. Ritengo la scrittura psicoterapia applicata, la musica (ho studiato pianoforte qualche anno e mi sono cimentata quasi da subito ad improvvisare sulla tastiera) un viaggio emozionale che mi propongo di fare ogni giorno, il senso di giustizia che mi ha sempre contraddistinto mi da la forza di organizzare eventi che possano coinvolgere persone che hanno sofferto e che cercano un riscatto. Poi, certo, le bocce e la conduzione del programma ad esso dedicato, sono una passione a sè. Lo sport e la cultura, d'altronde, sono un binomio vincente, l'ho sempre sostenuto!"

La prossima avventura che ti vedrà protagonista sarà un nuovo programma televisivo. Ce ne dai un assaggio?

"Sì! Molto presto partirò alla conduzione di un programma dedicato all'ambiente e al mondo animale (ho sempre amato i gatti!) insieme ad una cara amica, l'avvocato Alessandra Cavalli. Per il momento non mi sbilancio, ma di sicuro ci vedrete presto in tv"

Fabiana Rebora

 

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