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Raffaella Griggi, una vita giornalistica...live PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 25 Aprile 2018 19:01

Tags: Francesca Piccinini | Mara Venier | Raffaella Griggi

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Isola del Giglio - Concordia

Raffaella Griggi, una donna in prima linea!

Il suo tour italiano parte da Genova e fa tappa in tutta la nostra penisola. Valigia sempre pronta e tante storie da raccontare. Per il pubblico a casa, ma lei ha la capacità di immedesimarsi in ogni notizia strappalacrime.
Ora, vive a Roma, in hotel, solo quando deve montare il pezzo per 'Chi l'ha visto', sempre pronta a mettersi in viaggio quando il lavoro chiama perché l'Italia ha una storia da raccontarci ogni giorno, dolorosa, struggente o a lieto fine.

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Raffaella, raccontami la tua carriera, da Genova ai canali nazionali...

"Ho cominciato a Telenord dove sono stata in prima linea, in strada, al G8, poi tappa a Primocanale dove ho seguito lo sport con Maurizio Michieli. C'è stato il passaggio a 'Il Lavoro', dove mi sono occupata di tutto, dalla cronaca allo sport, dalla Sampdoria al Genoa, quando Gessi Adamoli o Stefano Zaino non potevano esserci, per non dire del 'Gronchi Rosa' con Piero Sessarego, un momento di cui sono tanto fiera perché allora c'era la professionalità e l'amicizia. Nel 2008, volevo altri stimoli e così decisi, in modo garibaldino, di mettermi alla prova con altre realtà fuori città. A Roma, iniziai con Sky Tg24, ma ero senza paracadute, cominciarono i tribolamenti, senza garanzia di continuità. Ci fu l'inizio della collaborazione con Il Messaggero nel periodo della morte di Brenda e dei trans. Con il senno di poi, arrivai a Sky, per una sostituzione, troppo presto e ora, sono certa, non commetterei gli stessi errori. Ero impreparata per una realtà così strutturata, lontana anni luce dal mondo delle tv locali. A momenti, manco sai usare il computer e non è facile inseririsi nel loro meccanismo. Ho vissuto qualche difficoltà. Ci fu il passaggio a LA7 per una sessione estiva e Mentana era una persona di impatto, che si faceva sentire. Proposi di fare la 'gheddafina' per l'arrivo di Gheddafi a Roma. Dopo essere stata all'allora agenzia Tgcom, passai tre stagioni in Rai con 'La vita in diretta', altrettanti anni a 'UnoMattina' e ora a 'Chi l'ha visto' dove giro molto meno, ci sono pochissimi collegamenti e un altro modo di lavorare. Federica Sciarelli è una professionista che vuole tenersi aggiornata su tutto. C'è da dire che non ci sono più formule contrattuali che ti tutelano e a 44 anni non è facile. Ma questo è il nostro mondo. Hai un lavoro giornalistico, ma devi avere la partita iva. Io ho commesso l'errore di non fare il concorso quando potevo".

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I tuoi sogni da adolescente li hai realizzati?

"E' vero che mi è sempre piaciuto scrivere, ma il mio sogno era quello di giocare alle Olimpiadi con la nazionale di pallavolo. Ho iniziato a 13 anni e ho smesso a 25 per un problema al ginocchio. Mi sono rotta due volte le caviglie. Sono stata in B con l'Italbroker e l'Erg, gli anni migliori della mia vita nel ruolo di opposto, da capitana. Avevo una grandissima parallela e te lo possono confermare molte persone. A dispetto della mia altezza, 1,74, saltavo tanto. Ora ho abbandonato ogni tipo di attività sportiva, mi rimane solo lo sci una volta l'anno. Il mio idolo assoluto del volley è Francesca Piccinini. Nonostante l'età che avanza, lei continua e non molla, ha tenacia e carattere. Lo scorso anno, a 'Stelle nello Sport', ci siamo fatte una bella chiacchierata 'tecnica', e mi ha detto che le ragazze non sono più quelle di una volta, hanno un altro approccio. Ai nostri tempi non c'era lo smartphone, era un'epoca con altre distrazioni, adesso invece è più facile perdersi e abbandonare lo sport".

Sei partita da Telenord, che ricordi hai?

"Momenti belli, quasi nostalgici, l'ambiente era di colleghi bravi, uniti, non si trovano così spesso in questo mondo del giornalismo e della televisione".

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Nelle varie trasmissioni tv hai toccato molti argomenti, quale ha lasciato più il segno?

"L'esperienza dell'Isola del Giglio per il naufragio della Concordia. Ho seguito realmente il processo con Schettino e ho avuto modo di fare qualche chiacchiera con lui. Ero circondata da ingegneri quando ancora non si sapeva come sarebbe stata rimossa. All'epoca non c'era neanche il cantiere, con questo gigantone del mare adagiato sul fianco, andavo in barca con i sommozzatori che avrebbero poi fatto le immersioni per visitare l'interno. Uno spettacolo terrificante. Schettino, secondo me, non è assolutamente l'unico responsabile, è l'unico che ha pagato pesantemente, anche in maniera eccessiva, ma c'erano altre responsabilità, a partire dalla compagnia. Lui era il comandante, mi aveva spiegato le sue ragioni, ma non è servito. Non ha sbattuto lui sullo scoglio, ha gli alibi veri, mi rendo conto di andare controcorrente, ma ci sono altre colpe, dal suo secondo agli altri ufficiali a bordo. Poi, è uscito quel pezzo da 90 del gossip con la moldava e ha pagato anche per quello. Schettino è un guascone, un uomo simpatico. Altra esperienza forte è stata il processo a Bossetti a Bergamo, interessantissimo, ore e ore in aula a sentire teorie su dna mitocondriale e nucleare, l'appassionante difesa dell'avvocato Salvagni, con Bossetti sempre presente. Si instaurò un rapporto bello tra colleghi e avvocati. E poi Ragusa, il caso Veronica Panarello che uccise Lorys, una storia tipo quelle di Montalbano, nella Sicilia più autentica e anche lì un indelebile ricordo. Non posso non menzionare gli anniversari della strage di Capaci e via D'Amelio a Palermo, la giornata della legalità a San Luca, un posto incredibile con due giganti della giustizia come Gratteri e Palamara. A Genova, la torre piloti, quando avevo fatto la diretta e, in contemporanea, era mancata mia nonna".

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San Luca - Gratteri e Palamara



Le persone del tuo mondo televisivo con cui hai legato di piu?

"Tra i conduttori Franco Di Mare è molto bravo, Tiberio Timperi, molto ironico e sempre sul pezzo, Marco Liorni e Mara Venier, una donna sincera, schietta e generosa, mi hanno fatto piacere i suoi complimenti esternati in più di un'occasione. E detti da una donna bella come lei, davanti ad altre persone, fanno ancora più piacere e sono apprezzatissimi"

Qualche indizio di indagine o gaffe nei tuoi servizi che ricordi in particolare?

"Alle gaffes ci penso un attimo...Il Giglio e Ragusa mi sono rimasti nel cuore positivamente; come indizi, invece, mi ricordo che durante le dirette per la morte di Federica Mangiapelo avevo intervistato prima i genitori della ragazza che mi raccontarono che il fidanzato ne aveva già fatte altre, tipo lanciarle l'acqua calda della pasta, e ora, non è un caso, lui è in carcere.Ora mi sono venute in mente alcune gaffes: di recente con la Sciarelli ero in onda e ci fu l'episodio in cui dissi 'schiaccialo il pulsante'. Per un servizio nel bosco delle Casermette, una volta un ospite si allargò un po' toccandomi il sedere; un'altra volta dissi che Sarzana era in Toscana, un errore imperdonabile da una ligure. In molti si ricorderanno la brutta figura, ma non per colpa mia o dell'operatore, della secchiata d'acqua tirata da Michele Misseri ad Avetrana, andata in onda anche su Striscia la Notizia"

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Capaci



Roma è sinonimo per te di vita mondana?

"Assolutamente no, me la sono goduta un po' di più quando ci vivevo realmente in passato, ero romanizzata, ma dal punto di vista gastronomico, partecipando alle feste. Qui, ho amici cari davvero, giornalisti sciatori tutti bravissimi (più nel lavoro che nello sci, forse)"

E la tua Genova come la vivi e quando la vedi?

"Ora torno molto spesso, è una città che sento macaiosa, un po' ferma. Il cuore e la famiglia sono sempre lì, ma per me ormai è un conflitto di odio e amore. Quando torno a casa mi godo le mura domestiche, al massimo faccio un passo a Boccadasse con gli amici. Giro talmente tanto in un anno che ho bisogno di staccare la spina. Casa mia è il mio eremo, il mio placebo".

Un programma tv che vorresti fare o una testata per cui vorresti scrivere?

"Vorrei scrivere per un quotidiano nazionale, il mio sogno è sempre la carta stampata, in tv mi piacerebbe avere un programma tutto mio, dove fare più cronaca con la possibilità anche di variare con qualcosa di più leggero. Un contenitore mio, magari anche a Telenord, perché no?"

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Cefalù - Giro d'Italia 2017



Un pensiero sulla tua amata Sampdoria

"I miei genitori sono abbonati da 60 anni, io non vado più allo stadio e mi spiace. Sono sampdoriana da sempre, ma il lavoro mi ha portata ad essere una 'teletifosa', posso giudicare solo attraverso i racconti di mio papà"

Progetti futuri?

"La prossima partenza di lavoro. Per l'estate dovrei fare le vacanze perché ad agosto si fermano tutte le trasmissioni, chiaro che se arriva la solita sostituzione...ci penseremo"

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Aprile 2018 22:19
 

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