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“Paratechnicolor” è il disco di esordio della band bergamasca Noir & The Dirty Crayons PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 07 Maggio 2018 20:56

Tags: Noir & The Dirty Crayons

Noir  The Dirty Crayons

Siete una nuova realtà, dove volete arrivare insieme?


Le finalità più importante di questo progetto è quella di riuscire a stabilire una connessione reale e diretta con la nostra fanbase. La musica è un mezzo di comunicazione meraviglioso in grado di veicolare emozioni in una maniera unica. Questo è il principale obiettivo. I dischi, i concerti sono il mezzo per conseguire questo obiettivo. La parte più importante della nostra musica sono le orecchie di chi la ascolta e la ama.

Come nasce questa unione e perché?
Noir & The Dirty Crayons nasce in seguito ad una mia volontà di uscire sul mercato con un mio progetto solista. Dopo i L’Ame Noire, band nella quale ho militato per anni, raggiungendo importanti traguardi (2 singoli in classifica Mei, svariati tour e collaborazioni con importanti artisti del panorama italiano, collaborazioni con gli Abbey Road Studios di Londra) ho sentito la necessità di mettermi alla prova, scrivendo ed arrangiando “Paratechnicolor”, il nuovo album in uscita il 28 maggio. Ho sentito il bisogno di fare “un passo avanti”, artisticamente parlando, Noir & The Dirty Crayons sono la risposta a queste necessità.

Quali sono i segreti della vostra musica?
Non esistono segreti nella nostra musica. Esiste solo quello che esce dalla testa e dal cuore. La musica si scrive, si suona con testa e cuore, oltre ad anni di studio e preparazione. Nessun segreto.

Tra di voi siete affiatati o vi scontrate spesso e, se si, per cosa?
C’è un rapporto molto sereno al nostro interno. Non esistono “capi o capetti” ma esistono solo buone o cattive idee. Un’idea, se è vincente, lo è indipendentemente da chi la espone o propone. Tutti danno il loro contributo in questo senso. L’obiettivo è sempre lo stesso, creare musica interessante. Questo è il nostro mestiere. Alla fine vince sempre la musica, mai le persone.

Parlatemi di questo primo lavoro insieme
“Paratechnicolor” è un disco molto diretto ma, sotto certi aspetti, molto complesso. Al suo interno contiene moltissime e disparate influenze. Le due costanti sono una marcata matrice rock e la presenza di inserti elettronici molto “solidi”. Durante il processo di scrittura del disco ho collaborato con Valter Sacripanti (Nek,  Bertè, Cristicchi, E.Rhao), mio grande amico, al quale è stata affidata la direzione artistica del progetto. Valter ha, inoltre, suonato le parti di batteria presenti sul disco. Hanno partecipato Nik Mazzucconi (Labyrinth, Ian Peace) al basso e Massimo Ciocca (F.Renga) alla chitarra. Quest’ultimo è parte integrante dei Dirty Crayons. Io mi sono occupato delle voci, chitarre, sintetizzatori e di alcune parti di basso. La line up attuale dei Dirty Crayons comprende, oltre a me, il già citato Massimo Ciocca alla chitarra, Rachele Rebuscini al basso e Daniele Milesi alla batteria. La parte testuale di questo lavoro è fortemente autobiografica, brani come “Voci” o la stessa “Paratechnicolor” parlano di spaccati di vita quotidiana, senza scomodare aleatori concetti filosofici o concetti metafisici. Come ho detto, è un disco semplice e complesso allo stesso tempo. Va ascoltato e poi giudicato.


Cosa ripudiate (se ripudiate qualcosa) della musica dei giorni nostri?
Non è la musica il problema ai giorni nostri. A mio avviso i problemi sono due, correlati tra loro:
1 la discografia ha smesso di cercare
2 l’ascoltatore medio è pigro
Con l’avvento dei talent, il mondo discografico è profondamente cambiato. Oggi le major non hanno più bisogno di cercare nuovi artisti. Hanno il piatto bello e pronto, solo più da mangiare. Questo comporta che l’interesse dei discografici verso la musica nuova sia pari a zero. In fondo, chi glielo farebbe fare di investire denaro ed energia in artisti, sì bravi, ma con il dubbio di non avere margini di guadagno? Nessuno. I talent offrono loro la possibilità di avere una “massa” sempre fresca di artisti, a costi molto ridotti. Pensiamo che uno dei costi maggiori risiede nella promozione di un prodotto. Passando tramite la tv, i discografici hanno a disposizione il più grande mezzo di comunicazione mai esistito, ciò si traduce in un guadagno praticamente sicuro, in quanto i vincitori dei talent hanno già un grande eco mediatico, dato dal talent stesso. La parte più tragica, secondo me, del mercato moderno non è nelle proposte di dubbia qualità, ma nella pigrizia del pubblico. Si sente spesso dire “non esistono più artisti di una certa levatura, come un tempo”. Questo è un grosso errore. Esistono, solo che si è persa quella voglia di scoprirli. Troppo comodo lamentarsi stando seduti davanti alla tv, aspettando che qualcuno ci porti sul piatto il nuovo David Bowie. Alza il culo e vattelo a cercare, sicuramente già c’è ma tu sei troppo pigro per saperlo.
Un po’ come chi, le rivoluzioni, le fa su Facebook.

Noir 2



I vostri gruppi o cantanti preferiti e perché?
Io arrivo da un passato legato all’heavy metal, quindi sicuramente Metallica, Megadeth, Slayer, ma non solo. Credo che la più grande band mai esistita siano i Beatles. In 8 ore di musica (tanto è lunga la loro produzione discografica) hanno cambiato non solo il mondo musicale, ma i costumi, i modi di pensare dell’intera società. Loro sono stati davvero una rivoluzione culturale!

La canzone che vi ha uniti e quella preferita di ognuno di voi nella storia della musica?
Abbiamo influenze musicali molto diverse, credo che più che una canzone potrei citare un artista comune che tutti amiamo, cioè David Bowie.

I vostri gusti musicali sono identici od ognuno di voi va per la propria strada?
Come ho detto, abbiamo.influenze musicali molto diverse. Elettronica, rock, jazz, blues. Tutto.

Possiamo dire che tutti con l'aiutino tecnologico possono fare oggi musica?
No. Non tutti possono fare musica. Non sono tutti musicisti, come non sono tutti fotografi o registi. La tecnologia aiuta a velocizzare certi processi e a contenere i costi, ma la tecnologia, da sola, non crea. Le idee creano. Senza quelle non si va da nessuna parte. In nessun campo, in nessun modo.

Progetti futuri a medio o breve termine?
Ci stiamo preparando per il tour estivo in promozione a “Paratechnicolor”, che come ho detto uscirà il 28 maggio. Ho già cominciato, inoltre, a scrivere il materiale per il prossimo disco. Qui chi si ferma è perduto... “Autodafè” è il primo singolo estratto dall’album ed è già presente su YouTube; seguiteci inoltre sui nostri social facebook noirandthedirtycrayons ed instagram @noirtdc dove pubblichiamo giornalmente contenuti esclusivi ed aggiornamenti riguardanti le nostre attività. Grazie!

Le risposte sono del chitarrista e cantante Noir

 

Noir & The Dirty Crayons è una nuova realtà musicale, nata nel 2017, da un’idea di Noir, musicista di origini piemontesi. All'anagrafe Maurizio Griglio, è un cantautore, chitarrista, interprete. Dopo la fondazione nel 1997 dei Paranormal Misteria, death metal band, nel 2007 dà vita ai L’Ame Noire, virando la direzione artistica del progetto verso sonorità piú vicine al rock. La band pubblica l'Ep “Les Ames Noires” (2010) parallelamente ad una forte attività live che la porta ad aprire una delle due date italiane dei finlandesi Poisonblack. Segue "Il Deserto” (2013) con relativo tour italiano, dividendo il palco con Custodie Cautelari, Giuseppe Scarpato (E.Bennato), Federico Poggipollini (Ligabue), Ricky Portera (L. Dalla, Stadio), Maurizio Solieri (Vasco Rossi), Alberto Radius (Battisti), oltre ad esportare la propria musica al prestigioso “Nambucca” di Londra. Nel 2014 esce il primo full lenght "Lo specchio”.

Nel 2015, una nuova sfida lo porta ad intraprendere la carriera solista, componendo ed arrangiando, sotto la direzione artistica di Valter Sacripanti, i brani che comporranno il suo primo disco solista. Parallelamente, Noir si affida ai “Dirty Crayons” come band di supporto per i propri live, band composta da Massimo Ciocca alla chitarra, Daniele Milesi (The Fletcher) alla batteria, Paolo Vendetti al basso e Noir stesso alla voce e chitarra. Questa formazione lo accompagnerà nel corso dei live per la prossima stagione concertistica e nella promozione del primo singolo “Autodafè” in uscita l’8 marzo 2018 e del successivo album “Paratechnicolor” in uscita a maggio 2018.

Le diverse influenze di ciascun membro si riflettono sul sound finale, con una commistione di sonorità tipicamente mainstream e al contempo ricercate, un’unione tra sonorità del passato e un sound decisamente contemporaneo.

 

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