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British? No: Svizzera! Presentazione “Il primo scudetto” di Fabrizio Càlzia e Loris Davide Fiore PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabiana   
Martedì 04 Settembre 2018 22:22

British? No: Svizzera! In occasione dei 120° anniversario del calcio in Italia, il Circolo Svizzero di Genova e Galata Edizioni presentano il libro "Il primo scudetto". 

La scelta della location, appunto il "Circolo Svizzero" di Genova, non è casuale. Scopriamo il perché attraverso le parole di Fabrizio Cálzia. 

CopertinaIlPrimoScudetto

Come location per l'evento di domani ha scelto il Circolo Svizzero. Scelta non casuale immagino.

"La scelta del luogo in cui presentare IL PRIMO SCUDETTO è tutt'altro che casuale perché in realtà la Comunità Svizzera ha avuto quasi più importanza di quella inglese per la nascita del calcio in Italia."

Approfondiamo il discorso.

"La matrice inglese è molto forte soprattutto a Genova attraverso la figura di Spensley, che sicuramente dal punto di vista umano, culturale e sportivo è stato l'anima del Genoa, sotto il profilo tecnico e dell'aggregazione dei calciatori. Sotto il profilo diplomatico, politico e infine sportivo la parte del leone però più che gli inglesi la fecero gli svizzeri. Svizzeri che erano molto forti in Italia, perchè quell'Italia chiaramente non aveva ancora sviluppato una propria classe imprenditoriale, industriale e la nascente industria italiana era sostanzialmente rappresentata da svizzeri e in parte inglesi, soprattutto a Genova. Ovviamente questi personaggi facevano parte della cosiddetta High Society. Erano molto legati a cominciare da Cavour a quella che era l'aristocrazia italiana e in particolare Sabauda che creò l'Unità d'Italia e quindi esisteva questa Business Community, se così vogliamo chiamarla, che diede vita appunto all'Italia dell'epoca. Come spesso accadeva queste erano le prime persone che riuscivano a praticare sport, che allora era una cosa da ricchi, per cui c'erano questi nuovi sport, queste nuove discipline alla moda, tra cui il calcio, che venivano praticate. Furono gli svizzeri a riuscire a mettere insieme prima la Federazione e poi il Primo Campionato di calcio che aveva in campo fior di nomi; se pensiamo al Genoa Dapples (suo fratello fu negli anni 20 l'amministratore delegato della Nestlè), c'era Pasteur che era un lontano parente del batteriologo. Parlando di Torino gravitavano attorno alla squadra torinese i De Fernex che erano una famiglia di banchieri e furono negli anni 20 i banchieri degli Agnelli. Erano anche imparentati con i Dapples, la mamma di Dapples si chiamava De Fernex."

Non mancherà Claudio Onofri, bandiera storica genoana. 

"Claudio Onofri è un pezzo di storia importante del Genoa e a differenza di chi ne scrive, lui quella storia l'ha scritta su una pagina verde che è il prato di Marassi ed altri prati. Anziché la penna ha usato i tacchetti. Ho visto giocare Claudio e nel '76 '77 era praticamente da Nazionale. Secondo me era il Beckenbauer del calcio italiano. Claudio è diventato ed è rimasto genoano nell'anima."

Domani l'evento sarà aperto a tutti?

"L'evento è aperto a tutti, ai genoani e agli amanti del calcio, della storia, cultura e anche della storia d'Italia. Il Circolo Svizzero si trova in Via Felice Romani 24. Siamo sopra la Stazione Brignole praticamente."

Fabiana Rebora 

 

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