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Alessia Orro tra Uyba, nazionale e non solo. PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   
Venerdì 21 Settembre 2018 08:49

Tags: Alessia Orro | Uyba Volley

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Le parole a 360° della palleggiatrice sarda confermata in maglia bianco rossa per il secondo anno consecutivo.

E’ lei la padrona assoluta della regia della squadra di Marco Mencarelli, per il secondo anno in maglia bianco rossa, Alessia Orro, classe 1998, originaria di Oristano la giovanissima sarda è pronta per un’altro anno da grande. Dopo quattro stagioni vissute a “farsi le ossa” al Club Italia, dove ha impressionato tutti tanto da conquistarsi il posto da titolare in maglia azzurra ai giochi olimpici di Rio, Alessia ha accettato la scorsa estate la corte dalla Uyba. Nonostante molti club avessero gli occhi su di lei, è diventata padrona di casa di quella che fino alla stagione precedente aveva conosciuto soltanto come ospite durante le partite casalinghe della squadra federale. Il palmares con cui si presenta, a soli 19 anni, è sicuramente da far invidia a molti, due medaglie mondiali al collo e altrettanti premi personali non sono cosa da poco, insomma un curriculum che poteva solo che far presagire l’arrivo di una palleggiatrice con i fiocchi. Non a parole ma direttamente con i fatti, dal campo, dopo stagioni in cui in viale Gabardi non si respirava troppo entusiasmo attorno a questo ruolo, ci ha pensato la giovanissima Alessia a ridargli luce dopo, l’ultimo talento purissimo che aveva solcato il teraflex bustocco, Carli Lloyd. Il mondo Uyba ha ripagato con la stessa moneta scegliendo proprio lei come miglior “farfalla” della stagione 2017-2018 e non solo anche nel contest lanciato dalla società per far eleggere ai tifosi il sestetto più amato dell’era Uyba, Alessia ha superato anche la trascinatrice americana del triplete che ha chiuso proprio alle sue spalle. Nel primo anno in un grande club Alessia, ha dimostrato subito la sua classe e il suo talento mettendo a tacere alcune precoci e poco fondate perplessità al momento del suo arrivo da parte degli scettici. La numero 8 non ha sbagliato una partita o quasi nella scorsa stagione, anche quando la squadra affondava era sempre lei a tenere la sufficienza e la lucidità del gioco cercando, ad ogni pallone, di dare una scossa alla squadra con un entusiasmo travolgente. Nonostante una stagione ad alto livello la palleggiatrice non ha convinto in estate il ct. Davide Mazzanti, che ha optato per una esclusione, inspiegabile, dalle 19 azzurre che si giocheranno il mondiale in Giappone.

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Alessia ha accolto la notizia senza proclami, non ha perso il sorriso e l’entusiasmo di sempre e a testa bassa si è subito messa al servizio della squadra con grande umiltà, professionalità, dedizione doti che sicuramente non le mancano pronta a dimostrare ancora una volta sul campo tutto il suo valore. Quella che era un piccolo bocciolo è sbocciata a pieno in un bellissimo fiore, proprio sotto le luci di quel PalaYamamay che da piccola vedeva in tv o dalle tribune e che ora l’ha resa protagonista tra le grandi. Nulla di migliore delle sue parole per conoscere più da vicino uno dei migliori talenti italiani, che purtroppo vuoi per scelte tecniche o no, non condivise a parere di chi scrive, non potremo ammirare sul palcoscenico internazionale e mondiale, ma l’attesa sarà più dolce per la Uyba che se la potrà coccolare prima dell’inizio della stagione.

I primi pensieri non possono che andare alla stagione scorsa, la prima in un grande club: “Guardando nel complesso la scorsa stagione è vero non siamo riuscite a conquistare trofei ma siamo riuscite ad arrivare al quarto posto in campionato, siamo arrivate quarte anche in Coppa Italia, abbiamo peccato un po' in Coppa Cev con un’ eliminazione precoce (complice un sorteggio più che complicato), ma tutto sommato è stata una bella stagione, di alti e bassi sicuramente ma bella”.

Sul piano personale Alessia è stata sicuramente una delle migliori riuscendo sempre a tenere a galla la squadra anche nei momenti peggiori con il sorriso stampato sempre sulle labbra e una grande voglia di lottare :

Sono contenta perché era il mio primo anno in un club serio come Busto, ad alto livello, quindi sono felice perché sono riuscita spesso a fare quello che volevo e che avevo in mente, altre volte mi è mancato qualcosa però, tutto sommato devo dire che ho fatto una buona stagione”.

Rispetto al Club Italia sono molti cambiamenti nel salto di qualità : “Qui è sicuramento tutto molto più competitivo e qui bisogna vincere – sorride – al Club Italia pensavi molto a lavorare su te stessa a crescere sul piano personale senza avere come obiettivo primario il raggiungimento di un risultato importante, qui ti devi calare in un altro contesto e devi vincere sia per i tifosi, che per la società che una soddisfazione personale”.

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Vivere il PalaYamay prima da “ospite” e ora da padrona di casa cambia molto : “Sicuramente è una bellissima emozione perché prima guardavo le partite dalla tribuna e molto prima ancora le guardavo in tv da casa, pensare che ora gioco qui e sono io protagonista su questo campo è un sogno che si realizza”.

Un crescendo assoluto nell’apprezzamento da parte del pubblico quello per Alessia, che arrivata accompagnata da qualche scetticismo, ha fatto ricredere tutti lasciando la parola al posto migliore, il campo. Eletta miglior farfalla dell’anno in piena conformità a quanto fatto vedere sul campo e titolare del sestetto più amato dell’era Uyba scelto dai tifosi nel contest #Uybamostloved lanciato dal club bianco rosso, Alessia anche in riferimento a questo dimostra tutta la sua umiltà da vera campionessa   : “Non mi aspettavo tutto questo sinceramente, sapevo che comunque qualcuno poteva essere un po’ scettico per il mio arrivo e da una parte capisco anche questa cosa perché comunque arrivavo dal Club Italia ed ero tanto un punto di domanda però sono molto contenta che sono riuscita a far cambiare idea spero a tutti i tifosi e quest’anno spero di fare ancora molto di più”.

In uscita dal Club Italia molte squadre si erano fatte aventi per la giovane regista ma la scelta è ricaduta proprio sulla Uyba : “Ci sono state un bel po' di quadra che mi hanno cercata, ma alla fine ho scelto Busto perché mi piaceva l’ambiante, conoscevo già l’allenatore (Marco Mencarelli) e mi piaceva lo spirito della società. Da piccola ho sempre sognato di venire qui per cui è stato il coronamento di un obiettivo e non ho guardato una cosa in particolare ma mi sono concentrata su molti aspetti differenti”.

Quattro anni importanti per la sua crescita quelli passati al Club Italia, che non possono non aver lasciato il segno : “Mi porto dietro davvero tutto quello che ho fatto dal primo all’ultimo anno perché ho sempre imparato qualcosa. Il primo anno ho cambiato anche diversi ruoli facevo l’attaccante, il palleggiatore in serie C e il libero in serie B, negli anni poi sono cresciuta definitivamente come palleggiatrice. Ogni allenatore che ho avuto mi ha dato qualcosa sia a livello tecnico che tattico. Insomma qualsiasi cosa sia bella che brutta me la porto dietro”.

Un handicap da migliorare è sicuramente l’approccio con le “piccole” del campionato che lo scorso anno ha penalizzato molto il cammino della squadra di Mencarelli : “Sicuramente questo è un aspetto su cui crescere e cambiare prima di ogni altra cosa, quest’anno cercheremo di avere un maggiore equilibrio riducendo il più possibile questi alti e bassi che ci sono capitati soprattutto da Gennaio in poi e ci hanno penalizzato, dobbiamo lavorare su questo per cercare di mantenere il più possibile una stabilità, essere pazienti e lucide con tutte le squadre sia quelle che sulla carta sono inferiori che con le altre senza mollare mai”.

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Un gruppo quello di quest’anno in cui è avvenuta una mini rivoluzione che appare però subito molto unito : “Vedo un gruppo molto unito sin dai primi giorni e questo è davvero molto bello, perché entrare in palestra e trovare una squadra che ha tanta voglia di lavorare sodo ti trasmette una grinta maggiore e la voglia ancora maggiore di dare il massimo sempre anche quando hai finito le energie. Questa è una cosa molto positiva secondo me perché avere un gruppo di base è un elemento in più che a volte porta anche a vincere le partite”.

Lo scorso anno solo 10 giorni per conoscere la squadra, quest’anno invece la Uyba conta l’organico al gran completo : “Sicuramente questo sarà molto utile per affinare l’intesa con le mie compagne perché parto dall’inizio quindi ho la possibilità di conoscerle molto meglio e secondo me è un buon punto di partenza perché siamo l’unica squadra che è al completo e possiamo puntare su questo fattore soprattutto all’inizio della stagione”.

Dal punto di vista tecnico un cambiamento rispetto agli attaccanti da servire lo scorso anno: “ Ci sono diversi aspetti che cambieranno in particolare l’aspetto principale è il gioco con il centrale, perché Sara Bonifacio spinge tanto ha un braccio veloce, salta molto, un cambiamento ci sarà anche per il diverso assetto complessivo di squadra”.

Immancabile un pensiero alla maglia azzurra e ad un estate non passata nel migliore dei modi con l’esclusione dalle 19 azzurre che prenderanno parte al Mondiale, che Alessia è riuscita però a trasformare, come lei sa fare, in qualcosa di positivo da cui ripartire: “ Sicuramente sono un po’ delusa e amareggiata di non essere stata convocata per il Mondiale, ci sono rimasta male, ma alla fine sono cose che succedono ed a qualcuno doveva pur succedere. Accolgo la decisione del ct. e vado avanti a lavorare sodo a testa bassa per cambiare le cose il prossimo anno”.

Un pensiero finale va agli azzurri impegnati nella seconda fase del mondiale e protagonisti proprio nella tre giorni che inizia oggi a Milano : “Sto seguendo le gare e devo dire che sono sicuramente una bella squadra, sono molto forti e sono davvero molto felice per loro perché so che possono fare molto bene e arrivare sicuramente a medaglia magari anche quella più prestigiosa”.

Le compagne la chiamano “Zorro”, ormai da tanti anni, Alessia ci racconta da cosa nasce questo soprannome : “La cosa è nata tanti anni fa nei primi anni in cui ero al Club Italia quando Anna Nicoletti si divertiva a storpiarmi il cognome, era nato “Zorro” e poi le altre compagne non lo hanno più cambiato ed è rimasto così, inoltre in spagnolo significa Volpe”.

Un legame inscindibile quello di Alessia con la sua terra natale, la Sardagna, la cui sagoma è diventata anche oggetto di un tatuaggio sul braccio : “Mi manca moltissimo, il tatuaggio significa tanto per me perché alla fine è un pezzo del mio cuore che ho lasciato lì tanti anni fa perché sono andata via di casa a 14 anni e per me non è soltanto una regione ma proprio un paradiso – i suoi occhi si illuminano di gioia – quando torno a casa io mi sento davvero in paradiso”.

Non solo volley però Alessia ha anche un'altra passione ed è quella per il calcio e la Juventus in particolare : “La passione per la Juventus arriva da mio padre che fin da piccole ci ha trasmesso questa passione per lo sport in generale, così come mia madre, ma lui era sfegatato per la Juventus quindi sia io che mia sorella abbiamo ereditato questa passione da piccole anche perché poi vinceva sempre – sorride – e quindi ovviamente eravamo entusiaste”.

Per una appassionata del mondo bianco nero non possono che essere loro gli idoli, il capitano ed il pallone d’oro : “ I miei preferiti sono Neved che hai tempi mi piaceva moltissimo, e Alessandro Del Piero”.

Non resta che prenotare il seggiolino, la campagna “Urlo Uyba” è in piena attività, per non mancare all’appuntamento con la nuova stagione pronti ad ammirare le magie di Alessia e compagne sperando che possa arrivare anche il tanto agoniato trofeo atteso dalla piazza.

Roberto Bojeri

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Settembre 2018 13:08
 

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