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Intervista ai Project-TO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Novembre 2018 14:15

Tags: IRO | Laura Pol | Project-TO | Riccardo Mazza

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Come nasce il vostro duo e da chi è venuta l'idea di mettersi insieme?



Io e Laura ci siamo conosciuti collaborando proprio in ambito museale alcuni anni fa. Lei arriva dalla fotografia e aveva curato moltissime mostre dal punto di vista dell’immagine.
Rimasi affascinato dal suo modo di vedere le immagini, aveva da subito una visione chiara degli elementi visivi nella composizione all’interno di un video o di una fotografia, mentre io che arrivavo dal suono facevo fatica e spesso non riuscivo a cogliere quei particolari importanti che invece a lei non sfuggiva. Il risultato di questa contaminazione artistica, dalla quale traiamo continuamente ispirazione, diventa un’opera autonoma che trova la sua espressione più compiuta durante il Live dove la parte visual viene generata e modificata da Laura in tempo reale, così come io genero sul momento tutte le sonorità con i sintetizzatori.



Dove volete arrivare?
Si tratta di un progetto aperto in continua evoluzione e ricerca. Quello che stiamo tentando di fare è riuscire a trovare un punto di bilanciamento tra diverse forme d’arte come la musica elettronica, il video e la fotografia. Portando il nostro live anche in ambiti culturali, come all’interno di gallerie d’arte o di musei, sperimentiamo la  contaminazione della musica elettronica con altri linguaggi, altre forme espressive e d’arte.



Quali sono i segreti della vostra musica?
Penso che la più grande difficoltà sia nel riuscire a rimanere sempre fedeli alla propria vocazione, che nel nostro caso é la voglia di sperimentare, senza lasciarsi tentare dal realizzare un prodotto orientato alla vendita. In questo senso c’é sempre curiosità artistica e di conseguenza riusciamo a trovare ispirazione per quello facciamo.


Tra di voi siete affiatati o vi scontrate spesso e, se si, per cosa?

Penso che arrivando ognuno da esperienze differenti, sia stata proprio l’interazione tra diversi linguaggi a generare e formare l’esperienza Project-TO. Soprattutto il visual che, interagendo dal vivo con la musica e i suoni, permette di costruire esperienze sempre differenti. Forse per questa ragione, trattando ognuno di noi un linguaggio differente, è possibile conservare la propria autonomia artistica e ciò non solo riduce al minimo i motivi di possibile scontro, ma al contrario alimenta un confronto creativo.

Parlatemi di questo nuovo lavoro

Come per gli altri due album precedenti, si tratta di un concept album. Questa volta abbiamo introdotto un colore che musicalmente si è tradotto nell’utilizzo dell’elemento vocale, assente nei nostri lavori precedenti. In giapponese IRO significa appunto colore e ogni traccia del disco è dedicata ad un differente haiku. Gli haiku sono componimenti poetici tradizionali giapponesi minimaliste dove il tema delle stagioni è  caratterizzato da almeno una parola che le rappresenta e dalla quale parte una ricerca anche sulla musicalità del verso. Anche i video sono ispirati alla cultura giapponese e cercano di tradurre in immagine l’emozione ed il significato dell’haiku, che viene cantato naturalmente in giapponese.


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Cosa ripudiate (se ripudiate qualcosa) della musica dei giorni nostri?

Noi rispettiamo qualsiasi forma d’arte e soprattutto gli artisti che le creano. Piuttosto che ripudiare un genere musicale rispetto ad un altro, pensiamo sua poco serio chi cerca di sfruttare le capacità di giovani talenti a proprio vantaggio senza realmente avere un progetto di crescita per l’artista. Vedi ad esempio come sono impostati alcuni dei talent show che vanno oggi per la maggiore, dove il turnover dei ragazzi è sempre più veloce e una volta spenti i riflettori si ritrovano senza nulla, sfruttati dalla produzione che sulle loro spalle fa la trasmissione. Immagino che anche psicologicamente per un ragazzo sia un trauma vivere un’esperienza in questi termini.


I vostri gruppi o cantanti preferiti e perché?

Ci piace molto l’elettronica sperimentale purché sia decifrabile. Un’etichetta che seguiamo con passione è la Raster Noto che ha nel proprio raster artisti come Alva Noto, Atom, Empty Set che della sperimentazione ne riescono a fare una ricerca sempre attuale e interessante. A Torino inoltre abbiamo moltissimi festival di musica elettronica tra cui Club 2 Club, un festival diventato ormai tra i top 5 in Europa.


La canzone che vi ha uniti e quella preferita di ognuno di voi nella storia della musica?


Forse più che una canzone quando siamo partiti nel 2016 con il primo album “The White Side, The Black Side” ci ha ispirato molto il lavoro "Further" dei Chemical Brothers del 2010. Un progetto che si è sviluppato in parallelo ad una video story. Abbiamo trovato molto interessante il concetto di fondere il suono con l'immagine attraverso una storia che legasse tutto il lavoro, e siamo partiti da lì per sviluppare poi il progetto con la nostra visione.


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Possiamo dire che tutti con l'aiutino tecnologico possono fare oggi musica?

È una domanda che viene posta in molte occasioni, visto anche l’uso massiccio che faccio io stesso della tecnologia, ma bisogna considerare che alla fine un computer o un qualsiasi sistema elettronico, da solo non fa nulla e ha sempre un input e un output.  L’artista in buona sostanza deve sempre inserire degli elementi da lui pensati nell’input e di conseguenza questi saranno gli elementi che verranno restituiti modificati dall’output del sistema, ora per fare un parallelo con la cucina se nell’input della mia  ricetta utilizzo della verdura andata a male il piatto che ne risulterà difficilmente profumerà di rose… rendo l’idea? Se l’idea e la forza creativa ci sono, il computer potrà trasformarle o interpretarle e ne uscirà qualcosa di vivo e di emozionante, altrimenti saranno suoni vuoti e privi di emozioni. Insomma i contenuti secondo me sono la discriminante vera.


Progetti futuri a medio o breve termine?
Ora siamo concentrati nella promozione del nostro nuovo album  IRO, ma come dicevamo il nostro è un progetto che sperimenta diversi linguaggi e questo oltre alla produzione discografica, ci porta a realizzare in parallelo nuove produzioni che spaziano dalla sonorizzazioni di film muti come il recente lavoro sul cinema d’avanguardia che abbiamo presentato al Museo del Cinema, nell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana lo scorso 13 ottobre, oppure Club 27 produzione di musica elettronica, visual e Graphic novel sulla parabola degli artisti morti a 27 anni (Hendrix, Joplin, Cobain, Morrison, Johnson ecc) prodotta per Seeyousound international film festival. Il nostro progetto sta crescendo e abbiamo avuto un autunno veramente denso di eventi! Inviterei a seguire la nostra pagina Facebook o il nostro sito www.project-to.com dove potete sempre trovate i prossimi live.




Bio

Project-To  nasce  nel  2015  da  un’idea  di  Riccardo  Mazza  (compositore,  docente  presso  la  Scuola  di  Alto Perfezionamento  Musicale  di  Saluzzo,  artista  multimediale  specializzato  nella  ricerca  sonora  sperimentale)  e  la fotografa  e  videomaker  Laura  Pol  autrice  di  numerosi  lavori  in  ambito  artistico,  culturale  e  museale.
E’ un  progetto  di  musica  elettronica  e  visual  che  si  sviluppa  dall’interazione  di  elementi  elettronici  sonori  originali  con  elementi  visivi,  entrambi  eseguiti  in  tempo  reale  durante  il  live  set.  Un  progetto  in  continua  evoluzione  che  trasforma  lo  spazio  in  cui  vive,  generando  performance  differenti  ad  ogni  esibizione.

 

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