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Al 26° Rally Adriatico vittoria francese: Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) in trionfo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 04 Maggio 2019 20:25

Tags: 26° RALLY ADRIATICO | Jean Thibault De La Haye | Stéphane Consani | “TROFEO ANDREA DINI”

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Foto Bettiol

Grandi firme, grandi macchine, ed anche grande agonismo e spettacolo, oggi, al 26° RALLY ADRIATICO/1° RALLY STORICO DEL MEDIO ADRIATICO, proposto ancora a Cingoli (Macerata) da PRS GROUP.

Dal plateau di “grandi firme” al via si è elevato il 28enne francese Stephane Consani, in coppia con Jean Thibault De La Haye, su una Skoda Fabia R5, che si è dunque aggiudicato il primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra con una prestazione cristallina in una giornata estremamente tirata, corsa sempre con un ritmo alto.

Il transalpino, che si è anche iscritto al campionato terra, ha preso con decisione il comando della classifica dalla prima prova speciale, poi resistendo ai ripetuti attacchi soprattutto del velocissimo russo Nikolay Gryazin sino alla settima prova speciale, per poi vederselo sparire dalle spalle per un’uscita di strada quando era pronto ad un testa a testa. A quel punto Consani ha gestito con calma la situazione, visto che aveva già scavato tra sé ed i rivali un fissato profondo oltre 30” e tra coloro che inseguivano si è poi scatenata un’accesa bagarre.

Bagarre che ha visto protagonisti soprattutto il giovane padovano Nicolò Marchioro, in coppia con Marchetti (Skoda Fabia R5) ed il blasonato Paolo Andreucci, affiancato per la prima volta da Rudy Briani, con una Peugeot 208 T16 R5 privata. Entrambi partiti in sordina, con Marchioro in crisi di gomme ed assetto e l’undici volte Campione d’Italia che doveva trovare il miglior feeling con la vettura (oltre a partire per secondo sulla strada, quindi “pulendo” anche lui la strada), la fase centrale del confronto li ha visti emergere, in modo particolare Marchioro, che ha saputo poi concludere al secondo posto, peraltro meritato, riuscendo a infilare alcune importanti vittorie parziali (quattro in tutto), quelle utili per scrollarsi di dosso un pericoloso Andreucci, il quale ha terminato quindi terzo.

Fuori dal podio, quarta posizione per lui, l’attesissimo Umberto Scandola, con alle note D’Amore, al debutto con la Hyundai i20 R5. Attesissimo perché lo scaligero è il recordman di successi al Rally Adriatico (6 volte) e perché appunto era alla “prima” con la vettura coreana. Il dover studiare la vettura e, in prima istanza aprendo le partenze, quindi spazzando la strada soprattutto nel primo giro di “piesse” non gli hanno consentito di tentare il settimo sigillo, guardando soprattutto a capire la nuova dimensione con la Hyundai.

Completa la top five il sammarinese Daniele Ceccoli, con Capolongo, anche loro su una Fabia R5 mentre è mancato dalle posizioni di vertice il lombardo Andrea Crugnola, arrivato in gara per migliorare la sua esperienza sulla terra con l’ennesima Fabia R5 al via. Affiancato dalla svizzera Moira Lucca, Crugnola ha gravitato in seconda posizione sino all’ottava prova (per il lasso di tempo della PS 2 è stato anche al comando), prima di venire cacciato nelle retrovie, otto minuti persi circa, per una gomma stallonata, finendo poi decimo. Tra i “nomi” non figura poi quello del giovane veneto Giacomo Costenaro (Skoda Fabia R5), fermatosi dopo sole due prove per uscita di strada.

Riflettori poi anche sulla seconda sfida del Campionato Italiano Rally Junior firmato ACI Team Italia, partito poche settimane fa dagli asfalti del “Sanremo”. Il progetto giovani con i sette equipaggi “griffati” ACI Team Italia, con le Ford Fiesta R2, gommate Pirelli con il supporto di MotorSportItalia, ha vissuto momenti “caldi”, con l’esaltante dualismo tra il bresciano Luca Bottarelli (con Grimaldi alle note) ed il palermitano Marco Pollara, affiancato da Castiglioni. Alla fine l’ha spuntata quest’ultimo, approfittando dell’uscita di strada del rivale durante la penultima prova. Il confronto serrato e ravvicinato tra Pollara e Bottarelli ha progressivamente allontanato il resto della compagine “tricolore” e sotto la bandiera a scacchi secondo ha finito il piacentino Andrea Mazzocchi e terzo il molisano Giuseppe Testa.

Nel terzo atto del Trofeo Terra Rally Storici la vittoria è stata per Guggiari-Sordelli, con una Ford Escort MkII), andati al comando, senza più lasciarlo, dalla prima prova speciale. Hanno approfittato delle difficoltà iniziali di Mauro Sipsz e Monica Bregoli, Lancia Rally 037, incappati in un errore che li ha affondati in classifica, con tanto di un braccetto rotto. Un fuori programma che non ha scalfito la loro voglia di vincere ed infatti si sono poi prodotti in una tenace progressione che li ha portati al secondo posto finale, potendo così consolidare ulteriormente la loro leadership in Campionato. Guggiari si è aggiudicato il terzo raggruppamento davanti a Ormezzano (Talbot Lotus) ed allo spettacolare umbro Sisani (A112 Abarth), Sipsz il quarto, mentre il secondo è andato a Mombelli-Leoncini (Ford Escort MK I). Il sammarinese Giovanni Muccioli (BMW 320) per finire, si è ritirato dopo la quinta prova speciale quando era sopra il podio.

IL TERZO ANNO DEL “TROFEO ANDREA DINI”

Un premio riservato a chi firmato il miglior tempo assoluto nella prova speciale finale della gara.  Era quello intitolato ad Andrea Dini, quindici anni, di Macerata Feltria, un pilota di motocross, deceduto il 30 marzo 2017 per i forti traumi subìti in un incidente in gara occorsogli pochi giorni prima. L’ha vinto Nicolò Marchioro.


Classifiche complete: https://bit.ly/2Y6T7zd

Nella foto Consani-De La Haye

 

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