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Scritto da Administrator   
Martedì 25 Giugno 2019 15:16

CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI

Trasformare il Parco Montemarcello Magra in Parco Interregionale Liguria-Toscana
Con 18 voti a favore (maggioranza di centro destra e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria), 4 contrari (Movimento5Stelle) e 6 astenuti (Pd) il Consiglio regionale ha deciso di rinviare nella competente commissione consigliare la mozione 229, presentata da Alice Salvatore (Mov5Stelle), e sottoscritta da tutto il gruppo, che impegna la giunta ad avviare, in collaborazione con la Regione Toscana, le procedure per la trasformazione del Parco Regionale Montemarcello Magra in Parco Interregionale Liguria – Toscana. Salvatore ha ricordato che il Consiglio Regionale della Toscana il 10 Ottobre scorso ha approvato alla unanimità una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi in questa direzione. Secondo il consigliere il bacino della Magra ha molti elementi comuni sotto il profilo sociale, territoriale ed ambientale e, se il Parco della Magra amplierà le competenze in Toscana, valorizzerà le sinergie esistenti tra i diversi ambiti e migliorerà gli strumenti di tutela.
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha annunciato il voto favorevole alla mozione e ha aggiunto: «La trasformazione in parco interregionale è un’occasione che la Liguria non può permettersi di perdere per uno sviluppo sostenibile del territorio e contro il dissesto idrogeologico».
Juri Michelucci (Pd) ha definito «condivisibile» il documento sottolineando che l’istituzione del parco interregionale «avrebbe conseguenze positive da un punto di vista economico, sociale, con una riduzione dei costi e una migliore difesa del territorio», ma ha suggerito un percorso di condivisione con le comunità locali.
Francesco Battistini (Rete a Sinistra &liberaMENTE Liguria) ha rilevato: «Dobbiamo concentrarci perché il parco possa funzionare meglio e possa essere un volano per economia e turismo e per la difesa del territorio». Il consigliere ha auspicato: «Occorre quindi avviare un dialogo su questo tema con la Regione Toscana».
Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha espresso perplessità sull’attuale gestione del parco: «Il parco non risolve i problemi, il parco semmai li complica perché l’area si popola di animali nocivi e il verde non viene mantenuto bene». Secondo De Paoli, infine, l’area protetta contrasta con le esigenze dei contadini della zona.
Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha replicato a De Paoli e ha annunciato parere positivo alla mozione perché «il parco dà una risposta positiva in termini naturalisti e anche di opportunità turistica,, di cui la Liguria ha estremo bisogno».
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra%&iberaMENTE Liguria) ha ribadito «la necessità di investire adeguatamente negli enti parco» e ha invitato l’assessore a non esprimere un parere negativo e ha proposto che la mozione sia avviata nella competente commissione consiliare per effettuare approfondimenti.
Andrea Costa (Liguria Popolare) ha annunciato il voto contrario ricordando che è già in itinere una sua proposta di legge proprio su questo tema: «Sarebbe più opportuno aspettare che sia concluso l’iter della proposta di legge, sulla quale presenterò degli emendamenti, prima di mettere ai voti la mozione». Costa ha invitato l’assemblea a fare una riflessione: «Si è parlato molto in quest’aula in difesa dell’ente parco, in quanto tale, e non della difesa dell’ambiente, che richiede politiche che garantiscano anche la presenza dell’uomo».
Luca Garibaldi (Pd) ha rilevato: «Il vero nodo non è il parco, ma la sua gestione, invece, in questi ultimi mesi non si discusso di questo ma solo della sua abolizione». Secondo il consigliere, invece, «i parchi possono svolgere una funzione importante nei territori abbandonati dall’uomo e questa mozione – ha concluso - è in coerenza con la legge dei parchi in vigore».
L’assessore ai parchi Stefano Mai ha proposto di rinviare la mozione in commissione «per approfondire meglio il tema e fare alcuni passaggi. Ricordo, infatti, che la Toscana non ha un parco nelle aree limitrofe a quello ligure e, dopo l’approvazione del documento nel loro consiglio regionale, si è limitata ad inviare alla nostra giunta un lettera dai toni molto tiepidi». L’assessore ha anche suggerito di organizzare una seduta congiunta delle competenti commissioni consiliari delle due Regioni.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha respinto la proposta dell’assessore definendola «tardiva» e lo ha accusato di «pavidità istituzionale» perché non si espresso contro la mozione ma ne ha chiesto il rinvio in commissione.
 
 Rendiconto del Bilancio del Consiglio Regionale-Assemblea Legislativa
della Liguria –Esercizio finanziario 2018
Con 22 voti a favore (maggioranza di centro destra e Pd), e 6 astenuti (Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) è stato approvato il Rendiconto del Bilancio del Consiglio Regionale-Assemblea Legislativa ella Liguria –Esercizio finanziario 2018. Il collegio dei revisori ha espresso parere favorevole all’approvazione del Rendiconto generale che è corrispondente alle risultanze contabili e ha verificato la chiarezza dei dati contabili presentati nei prospetti di bilancio.
 
 Modifica della Legge suIl'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana" e disciplina del conferimento e dell'uso delle onorificenze
Con 20 voti a favore (maggioranza di centro destra e Movimento5Stelle) e 7 contrari (Pd e Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) è stata approvata la mozione 232, presentata da Angelo Vaccarezza (FI) e sottoscritta dal collega di gruppo Claudio Muzio, che impegna la giunta ad attivarsi nei confronti del Governo perché sia modificata la legge che disciplina le onorificenze, in modo da consentire la revoca dei titoli di merito della Repubblica Italiana anche a persone decedute che, in passato, si sono macchiate di gravi crimini contro l’umanità e, in particolare, per revocare le onorificenze conferite a Josip Broz, detto Tito. L’insignìto – si spiega nel documento - se ne è reso indegno a causa degli orrendi crimini contro gli Italiani in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Tito è Cavaliere di Gran Croce decorato dell’“Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, il titolo onorifico più elevato, conferitogli nel 1969 dall’allora Capo dello Stato Giuseppe Saragat nel 1969.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha annunciato voto favorevole: «Il documento - ha detto - nel merito è condivisibile e giusto». Salvatore ha ricordato «gli orrori compiuti durante la dittatura titina. La mia famiglia – ha aggiunto - ha pagato duramente, la persecuzione è stata un atto contro gli italiani, che sono stati perseguitati ed emarginati». Secondo il consigliere, dunque, «Tito è stato un dittatore sanguinario che non merita le onorificenze dello Stato Italiano».
Claudio Muzio (FI) ha ribadito il voto favorevole all’ordine del giorno. «Quella persecuzione storicamente fu considerata un fatto di serie B ma – ha dichiarato - io sono convinto che diventerà un fatto storico di serie A». Il consigliere ha aggiunto «Oggi, dopo 50 anni, è l’occasione per togliere questa onorificenza ma, per farlo, occorre che la persona a cui è stata attribuita sia ancora in vita». Muzio ha proposto, dunque, di investire della questione il presidente della Conferenza Stato-Regioni in modo che si possa procedere ad una modifica della legge. 
Giovanni Lunardon (Pd) ha annunciato voto contrario: «La storia non può essere utilizzata per fini politici, nemmeno per il più nobile. E’ sbagliato – ha aggiunto - utilizzare gli occhi del presente per mettere mano alla storia. Questa disposizione, che impedisce di revocare una onorificenza a chi non è più in vita, è presente in tante legislazioni del paesi democratici dell’occidente, altrimenti si rischierebbe di commettere gli stessi errori fatti dai regimi comunisti, che rileggevano la storia sulla base delle linee politiche di quel momento, perché – ha detto - è tipico di un regime totalitario voler cambiare la storia». Lunardon ha, infine, ribadito ferma condanna della persecuzione dei Giuliano Dalmati
Franco Senarega (Lega Nord Liguria – Salvini) ha annunciato voto favorevole all’ordine del giorno: «La persecuzione dei Giuliano Dalmati è stata una pagina totalmente buia e abbiamo perso troppo tempo per decidere di togliere questo riconoscimento a chi non ne era degno».
Luca Garibaldi (Pd) ha annunciato voto contrario e ha criticato «chi lucra sul dolore delle persone». Secondo il consigliere, infatti, il documento «non è una proposta politicamente sensata». «Occorre un approfondimento storico diverso e il processo politico – ha aggiunto – andrebbe fatto anche a chi ha scelto di attribuire questo riconoscimento, e mi riferisco al presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e al ministro degli esteri Aldo Moro. Credo, dunque, che il meccanismo della ricostruzione debba fermarsi perché anche gli errori nella storia sono ciclici».
Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ringraziato Muzio e Vaccarezza per avere presentato l’ordine del giorno e Alice Salvatore per la sua dolorosa testimonianza in aula. «Ringrazio anche i colleghi del Pd, che hanno avuto il coraggio di dire certe cose – ha aggiunto - da esponenti di un partito che aveva preso le difese di quello che era successo in quelle terre italiane. In Italia, purtroppo ci sono morti di serie A, morti di serie B e di serie C». Secondo il consigliere: «è troppo comodo dire che ci siamo sbagliati, spesso la storia è stata tirata per la giacca a proprio uso e consumo. E’ giusto – ha concluso - togliere l’onorificenza al macellaio Tito».
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha replicato alla maggioranza: «Non so cosa pensino i colleghi di Mussolini e di quello che ha fatto». Pastorino ha quindi annunciato voto contrario all’ordine del giorno: «E’ un documento strumentale e non condivisibile». Rispetto a tragici avvenimenti del Secondo Dopoguerra il consigliere ha aggiunto: «E’ stato un periodo cupo della storia dell’Europa e del nostro paese ed è una mia idea ferma che quei comportamenti non vadano ripetuti», ma - ha avvertito - «non bisogna cedere agli slogan».
Giovanni Barbagallo (PD) ha fatto una premessa storica: «Lo Stato italiano sapeva da tempo degli eccessi compiuti allora, ma la politica estera italiana ha avuto il sopravvento perché Tito aveva favorito la nascita dei paesi non allineati rispetto all’Unione sovietica, per giunta in uno scenario molto complicato come era quello nei Balcani». Secondo Barbagallo, dunque, quel riconoscimento «fu un contributo alla stabilità della politica internazionale. Invito tutti – ha concluso - a valutare la storia quando i fatti avvengono, in questo caso 40 o 50 anni fa, perché allora c’erano problematiche internazionali molto diverse da quelle attuali».
Il vicepresidente della giunta Sonia Viale (Lega Nord Liguria-Salvini) ha convenuto con i firmatari dell’ordine del giorno sulla necessità di chiedere al Parlamento di rivedere la legge sull’assegnazione delle onorificenze, ampliando la possibilità di revoca anche a coloro che sono deceduti. «C’è ormai un consenso generalizzato sulla condanna di quei fatti e di mea culpa per quanto è successo e, allora, noi non dobbiamo essere condannati alla fissità»
Secondo Viale «è il momento di riconsiderare una onorificenza anche per rispetto degli esuli e della memoria di chi ha pero la vita».
Angelo Vaccarezza (FI) è intervenuto e ha ribadito:  «Mi riferivo a Tito non come politico ma come macellaio» e ha aggiunto:  «Nel dopoguerra si sono vissute pagine che prima o poi dovremmo riscrivere tutti insieme».
Mauro Righello (Pd) ha annunciato voto contrario «per una ragione di metodo e non di merito». Secondo il consigliere, infatti, è stato sbagliato l’approccio del documento «con un percorso a ritroso». Righello ha concluso: « Noi siamo rappresentanti delle istituzioni e di tutti i cittadini quindi dobbiamo lanciare un appello che non sia divisivo».

Ampliamento delle competenze dei giudici di pace di Chiavari.
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno 469, presentato da Vittorio Mazza (Lega Nord Liguria-Salvini) che impegna la giunta a attivarsi presso il Ministero della Giustizia, per anticipare gli effetti del Decreto Legislativo numero 116 del 13 Luglio 2017, relativo all’ampliamento della competenza dell’ufficio del Giudice di pace. Mazza ha ricordato che la presenza dei Giudici di Pace all’interno dell’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari è fondamentale per la loro vicinanza alla popolazione e che il Decreto Legislativo 116 ne ha ampliato le competenze e, in tal modo, numerose cause vengono svolte presso gli uffici territoriali, creando meno disagi ai cittadini. Nel documento si ricorda che dal maggio 2018 è operativo nell’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari l’Ufficio di prossimità che è un punto di riferimento per tutto il Tigullio.
Si sono espressi a favore Claudio Muzio (FI), Giovanni Boitano (Liguri con Paita), Luca Garibaldi (Pd), Alice Salvatore (Mov5Stelle) e il vicepresidente della giunta Sonia Viale (Lega Nord Liguria-Salvini).

 

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