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COPPA ITALIA DELLE REGIONI - LA SARDEGNA FA BENE DENTRO E FUORI DAL CAMPO PDF Stampa E-mail
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Lunedì 01 Luglio 2019 16:51

Tags: Coppa Italia delle Regioni | FITARCO Sardegna

Cerimonia di chiusura Foto Giuseppe Fozzi

Foto Giuseppe Fozzi

La Lombardia precede tutti a Cagliari, sollevando per la quinta volta nella sua storia la regale Coppa Italia delle Regioni.

L’ultima volta fu nel 2012 e un po’ di fortuna deve aver portato il suo presidente regionale Marco Capelli da poco tempo al comando e alla sua prima manifestazione importante. Alle spalle dei vincitori una sorprendente Umbria e poi la Toscana.
Ma gioisce tantissimo anche l’arcieria sarda, non solo per l’impeccabile dispiegamento di forze messo in campo tra lo stadio di atletica Riccardo Santoru e il centralissimo polmone verde di Monte Urpinu. Sotto il profilo prettamente agonistico, infatti, ottiene un undicesimo posto assoluto che risulta essere la migliore prestazione degli ultimi anni, ma non da quando la manifestazione, dedicata alla memoria di Gino Mattielli, è stata istituita (2002).
Non riescono a salire sul podio i due componenti dell’Arco Olimpico Mixed Team Ajeeb Medda e Debora Pinna (Arcieri Uras) che dopo le frecce di spareggio devono arrendersi al duo Belli – Curato dell’Emilia Romagna. Ma l’intero movimento sardo è ugualmente contento per l’exploit di questi due valorosi atleti che mai in precedenza avevano tirato assieme.
La cerimonia finale è stata preparata nei minimi dettagli dando la giusta importanza ai quasi 300 atleti in rappresentanza di 19 regioni (non c’era la Valle d’Aosta), più le delegazioni di Trento e Bolzano. Otto figuranti dell’Associazione Ballu Tundu Karalis, che indossavano i costumi tradizionali dei comuni di Cagliari, Buddusò, Ovodda e Cabras (in rappresentanza delle quattro province sarde) hanno avvicinato sul grande podio le targhe e le medaglie. A consegnarle direttamente agli atleti ci hanno pensato le autorità presenti tra cui il presidente nazionale FITARCO Mario Scarzella, il vicepresidente Vicario Paolo Poddighe, i presidenti regionali di CONI e CIP Gianfranco Fara e Cristina Sanna, e poi tutti i presidenti dei comitati regionali FITARCO capeggiati dal padrone di casa Giuseppe Spanu. Colpiti dalla spettacolare scenografia tutti i protagonisti quasi non fanno caso al sole che irradia il suo calore a temperature record.
Ma a ristorare i partecipanti, durante la tre giorni, ci ha pensato il pool organizzativo di centocinquanta persone costituito da atleti e dirigenti di gran parte delle 18 società affiliate alla FITARCO isolana. A Monte Urpinu tra i campi di qualifica Hunter e Field hanno operato i rappresentanti di Arcieri Torres, Sardara Archery Team, Arcieri Uras, Arcieri Annuagras Nurachi. Il campo degli scontri ha visto come abili coordinatori i seguenti club: Arcieri Ichnos Assemini e ArcoClub Portoscuso. Allo Stadio Santoru, ad allestire il Campo Targa c’erano: Arcieri Nuragici Cagliari, Arcieri Quattro Mori Cagliari, Arcieri Galluresi Telti, Arcieri Terranoa Olbia e Arcieri Mejlogu Bonorva.
“Sono molto soddisfatto perché le rappresentative regionali non hanno palesato alcuna lamentela – riepiloga uno stanco ma felice presidente regionale FITARCO Giuseppe Spanu - e si sono congratulate per l’accoglienza avuta, i trasporti messi a loro disposizione grazie anche al contributo prezioso della Polizia di Stato, e la bellezza dei campi. A Monte Urpinu durante la gara hanno fatto spesso e volentieri la loro apparizione i pavoni che noncuranti della posta in palio si fermavano a ostentare la loro caratteristica ruota. E ciò ha divertito tanto gli arcieri. Sono tante le persone che si sono messe a disposizione per la buona riuscita della manifestazione, e questo ci ha fatto molto piacere. In futuro ricorderò l’edizione sarda della Coppa Italia delle Regioni per la grande coesione tra i centocinquanta volontari e il risultato agonistico finale, ben superiore alla media”.

UN BRONZO SFUMATO AL FOTOFINISH MA TUTTI GLI ATLETI SONO STATI BRAVISSIMI

A quattordici anni, e solo dopo quattro stagioni di confidenza con la disciplina, sfiora per un soffio la medaglia di bronzo nell’Arco Olimpico, in una distanza familiarizzata solo di recente. Nonostante ciò il sangavinese Ajeeb Medda non nasconde la soddisfazione per il quarto posto nel Mixed Team assieme alla portoscusese Debora Pinna. Vanta diversi titoli regionali nelle categorie Giovanissimi e Allievi e per tre volte è riuscito a qualificarsi ai campionati Italiani sia Targa, sia Indoor.
“Sono soddisfattissimo perché nonostante appartenga alla categoria Allievi ho tirato dai 70 metri anziché dagli abituali 60 – evidenzia Ajeeb - e mai avrei immaginato di arrivare così in fondo perché la qualifica non è andata al top, ero conscio che in alcune volèe avrei potuto fare di più. Siamo comunque riusciti ad entrare nella fase degli scontri e in quel contesto ci siamo messi alle spalle tanti avversari fino al raggiungimento della semifinale dove la Lombardia si è mostrata superiore. Nella finalina per il bronzo la tensione si è messa di traverso perché era la prima volta che mi trovavo in un contesto così prestigioso. Di sicuro l’Emilia Romagna ha puntato sull’esperienza per prevalere. Ma per come è andata la reputo una vittoria. Ora mi attendono i campionati regionali del 14 luglio che si terranno a Sardara. Mi sto allenando duramente per conquistare il podio. Spero di avere nuove soddisfazioni nella prossima stagione.
Debora Pinna inizia a tirare nel 2011, all’età di 14 anni nel team di Portoscuso, ma da due mesi gareggia per gli Arcieri Uras. Ha conquistato un argento agli Italiani Campagna del 2016, e un bronzo nell’edizione successiva. E lo scorso anno un terzo posto individuale alla Coppa delle Regioni. “Dopo tutto ci siamo avventurati fino alle semifinali partendo da un decimo posto in classifica – ricorda Debora - e poi scontro dopo scontro siamo andati avanti. Si poteva fare di più ma io sono molto contenta della prestazione globale, abbiamo combattuto duramente, grazie anche agli allenamenti assidui durante gli ultimi raduni regionali. Credo che gli arcieri della Penisola abbiano più possibilità di confrontarsi periodicamente rispetto a noi e quindi hanno più opportunità nel gestire al meglio certe situazioni di gara. E poi con Ajeeb non avevamo mai tirato insieme, ma nonostante tutto abbiamo trovato subito un feeling con la consapevolezza che ognuno doveva fare il proprio nella convinzione di migliorarsi sempre. Mi fa piacere constatare che il movimento sardo stia crescendo, vedo anche più giovani che si stanno avvicinando alla pratica. Speriamo di ritrovarci così numerosi anche ai prossimi campionati italiani di luglio e settembre”.
Nell’ Arco Olimpico 40 metri, Irene Riguer (Arcieri 4 Mori) e Michele Pia (Arcieri Uras) cedono al primo turno. Giacomo Pia (Arcieri Uras) e Valentina Gavrila (Arcieri 4 Mori) avanzano fino al secondo turno dei 60 metri.
Il Mix team Compound formato da Ilaria Spanu (Arcieri Uras) e Fabio Marras (Arcieri Mejlogu) li imita bloccandosi allo stesso punto
Nel Campagna il team femminile ottiene un ottimo sesto posto con Sara Pinna (Arcieri Uras), Martina del Duca (Sardara Archery Team), Elga Etzi (Arcoclub Portoscuso).
Decima è invece la posizione del team maschile costituito da Carlo Del Castello (Arcieri Uras), Daniel Caddeo (Sardara Archery Team) e Giacomo Bandini (Arcieri Uras).

COMPLIMENTI E APPLAUSI OVUNQUE

Le alte sfere della federazione arcieristica gongolano per aver puntato sulla Sardegna. Il presidentissimo Mario Scarzella ha già comunicato che l’anno prossimo sarà Asti ad organizzare l’importante evento. “L’organizzazione è stata ottima – argomenta il presidente nazionale FITARCO – e devo fare i complimenti a responsabili e volontari che sono stati preziosissimi nel portare a termine i loro compiti ottimamente, senza incidenti e lamentele. Andando ad analizzare i risultati la più bella sorpresa, che mi ha fatto veramente piacere, è stata l’Umbria. Pur essendo una regione di piccole proporzioni, si è inserita tra le big della disciplina, mostrando di essere validissima sotto l’aspetto agonistico, sbaragliando nel tiro di Campagna e mostrando grandi risultati con i giovani. Faccio i miei complimenti al presidente umbro Franco Sensi e ai tecnici che hanno lavorato per questo importante piazzamento. Il movimento arcieristico tornerà nell’isola il prossimo anno. A Olbia si terrà un campionato europeo valido come qualificazione ai Giochi Paralimpici. Sarà una manifestazione di grande spessore a livello internazionale che andrà curata sotto ogni aspetto perché darà la possibilità di vincere delle carte paralimpiche”.
Giocava in casa il vice presidente Vicario Paolo Poddighe: “La cerimonia di chiusura ha dato un saggio della ampiezza di questa manifestazione. Tutti hanno manifestato la loro approvazione per un evento sportivo contornato dalla massima ospitalità in un territorio ad alta vocazione turistica. Sono contento perché ancora una volta la Sardegna ha dato un’immagine di grande capacità organizzativa. Fa piacere che il Comitato Regionale e le società sarde abbiano avuto la loro visibilità che altre volte venivano offuscate da manifestazioni di livello internazionale. In questo caso l’allestimento è stato corale in una situazione gestionale complicata e i collaboratori meritano un grande ringraziamento. Mi fa molto piacere che siano stati apprezzati i campi; non era mai capitato prima che gli arcieri potessero gareggiare all’interno di un parco cittadino”.
Parla come sempre a ruota libera il presidente regionale del CONI Gianfranco Fara che non ha mai smesso di socializzare con tutti coloro che affollavano l’area VIP.
“I complimenti vanno fatti innanzi tutto a Paolo Poddighe che ha voluto fortemente questa manifestazione. Abbiamo assistito ad una tre giorni meravigliosa, confrontandoci con realtà che sono completamente diverse dalle nostre. La Regione Sardegna, mi sembra doveroso ricordarlo, è intervenuta con un buon contributo. E questi soldi sono stati spesi bene perché oltre allo sport, abbiamo dato l’opportunità di far conoscere Cagliari, la sua provincia e l’isola. Sport e turismo si sono unificati in una realtà stupenda”.
La presidente del CIP Sardegna Cristina Sanna aveva espresso il desiderio di conoscere l’unica atleta paralimpica presente alla manifestazione: la calabrese Vincenza Petrilli. E ciò è avvenuto durante le finali di domenica mattina. “Mi ha fatto piacere che sia stata convocata – ha sottolineato Cristina – avendo l’opportunità di gareggiare in una competizione olimpica, nel nome dell’integrazione totale. Seguendo con attenzione le fasi della gara ho appreso qualcosa di nuovo di questa disciplina ma mi riservo di applicarmi maggiormente quando l’anno prossimo, a Olbia, torneranno gli atleti paralimpici di tutta Europa. Della Coppa cagliaritana mi ha colpito l’armonia organizzativa; inoltre è stato molto bello lo scenario delle premiazioni con i figuranti che hanno indossato dei bellissimi costumi sardi”.
Felice come una pasqua è il presidente della FITARCO Lombardia Marco Capelli: “Arrivare qui per la prima volta e vincere la Coppa Italia delle Regioni è assolutamente fantastico. Merito ovviamente dei ragazzi, dei loro tecnici e delle società lombarde che lavorano tutto l’anno per cogliere risultati importanti. Secondo me sono stati superiori perché quest'anno si sono preparati meglio. Ringrazio la Federazione che ogni anno organizza questa fantastica competizione che ci permette di ritrovarci tutti insieme”

LA DURA VITA DI UN RESPONSABILE A TUTTI GLI EFFETTI: PARLA MARCO STEFANO CAU

Si era messo a dieta già da diverse settimane e i risultati sono stati ammirevoli. Ma per il vice presidente della FITARCO Sardegna Marco Stefano Cau gli ultimi sette giorni sono stati ulteriormente salutari sotto quel punto di vista perché nel suo ruolo di responsabile del Comitato organizzatore non è mai restato fermo più di un nanosecondo.  
“Con la divisione dei compiti siamo riusciti a portare a termine delle situazioni di elevata complessità – ha ammesso Cau - e non a caso le prime pianificazioni a tavolino sono state condotte con molti mesi d’anticipo. C’erano da risolvere difficoltà sulla parte organizzativa perché andare a tirare frecce in un parco urbano non era affatto semplice. Grazie a questa modalità, seppur difficoltosa, si è permesso ai cagliaritani curiosi di poter assistere ad alcune fasi della gara e scoprire le peculiarità della disciplina”.

Come si è concretato il tuo ruolo?
L’iter burocratico che ho dovuto sostenere per avere tutte le autorizzazioni è stato molto impegnativo. Voglio ringraziare il Comune di Cagliari, l’Assessorato comunale Sport, l’ufficio del Verde comunale per il loro supporto alla realizzazione di tutte le procedure essenziali a garantire lo svolgimento della manifestazione. Ho avuto una buona risposta instaurando nuovi rapporti di conoscenza. E di questo sono molto contento.

Da vice presidente del Comitato che analisi puoi fare a conclusione della Coppa Italia delle Regioni?
La straordinarietà dell’evento e l’essere riusciti a portarlo a termine ci inorgoglisce assai. Vedremo se nei prossimi anni si potrà ripetere perché nei grandi eventi legati alla nostra disciplina in Sardegna riusciamo sempre a fare bella figura. Sicuramente abbiamo imparato tante belle cose che ci serviranno per il futuro.

VITA DA GIUDICE DI GARA: LA SERENITA’ DEL PIEMONTESE EMILIO FANTI

Tredici giudici di gara, di cui 5 impegnati sul campo di campagna e otto sul campo targa. Questo lo staff arbitrale che ha accompagnato le delegazioni regionali durante la kermesse sportiva cagliaritana.
Domenica mattina si sono ritrovati tutti insieme in via Degli Sport perché anche le finali di Campagna si sono svolte lì. Assieme al responsabile Emilio Fanti, c’erano Marco Di Giovanni, Marco Falchi, Maria Silvia Falchi, Emiliano Lazzara, Stefano Murgia, Luigi Picci, Maurilio Pinna, Claudio Poli, Francesca Testai’, Mario Antonio Trapani, Angelo Virdis.
Emilio Fanti, torinese doc, ha cominciato a fare il giudice nel 2008, cooptato nel mondo arcieristico dalla passione del figlio.

Un giudizio sull’esperienza cagliaritana ?
“Direi giornate calde ma belle. Non abbiamo incontrato grossi problemi e tutto si è svolto secondo le previsioni. Questo grazie anche alla correttezza degli atleti. E’ filato tutto liscio anche sotto l’aspetto della tempistica, il programma di gara è stato rispettato, più di così non si poteva fare.

Che dire dello scenario anomalo di Monte Urpinu?
Vederli gareggiare a all’interno di un parco cittadino è stato bellissimo. E gli stessi arcieri sono rimasti affascinati dai due distinti percorsi disegnati. Anche lo stadio Santoru aveva tutte le caratteristiche per garantire una bella gara come alla fine è stato. Era provvisto di tutto, in definitiva un’ottima location per gestire gare come la Coppa Italia delle Regioni.

Come si diventa arbitri di Tiro con l’Arco?
Occorre una grande passione, avere voglia e lo spirito di essere a disposizione degli altri. E’ necessario essere tesserati alla FITARCO da almeno 2 anni e aver compiuto 21 anni.

Cosa fate esattamente?
Durante la gara dobbiamo verificare che ci siano tutte le condizioni di sicurezza, perché la nostra disciplina può portare delle sorprese. E poi rispettare tutti i parametri. E infatti in ogni gara si procede con la verifica del campo e il controllo delle varie distanze. E poi si deve gestire nel miglior modo possibile la competizione senza mettersi in mostra, perché la funzione dell’arbitro è quella di aiutare e non di punire gli arcieri. Siamo i primi che dobbiamo intervenire per mettere in condizioni favorevoli gli atleti e mai arrivare a delle penalizzazioni che esistono solo se si continua ad infrangere il regolamento.

Nella foto un momento della cerimonia di chiusura

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Luglio 2019 19:30
 

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