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Intervista a Emanuele Abate, l'uomo degli ostacoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliabue   
Domenica 02 Settembre 2012 15:30

Tags: Emanuele Abate | Pietro Astengo | Samuele De Varti

abate londra 2012

 

Un 2012 da incorniciare, ma il genovese Emanuele Abate, ormai residente in pianta stabile ad Alassio, promette ancora di migliorarsi perché i margini ci sono. Una finale olimpica a Londra soltanto sfiorata, con il decimo tempo assoluto delle semifinali, due medaglie di bronzo vinte agli Europei under 23 di Debrecen in Ungheria e quella delle Universiadi di Belgrado del 2009, sei titoli agli assoluti. Record italiani di 110 hs e 60 hs spazzati via con 13"28 e 7"57 pochi mesi fa.

 

abate a istanbul

 

"Ho iniziato tardi con l'atletica perché prima, come tutti i ragazzi, giocavo a calcio. Ho fatto le giovanili con Laigueglia e Alassio, come terzino sinistro, ero veloce, il piede era anche buono, ma mi mancava il senso del gioco. Andavo anche sui pattini, amavo l'hockey, le moto, questi erano i miei hobby. Al secondo anno di liceo, l'allora insegnante di educazione fisica, tuttora mio allenatore, Pietro Astengo mi chiamò per gareggiare negli studenteschi negli ostacoli, anche se in realtà dovevo fare il salto in alto. Atleticamente ero alto e magro, agile, non talentuoso. A sedici anni così ho iniziato ad andare sul campo, soprattutto per stare con gli amici, non per fare atletica. L'anno dopo cominciai a svolgere l'allenamento bene e risultai subito tra i primi dieci in Italia nella specialità. Devo ammettere che mi è capitato di raro di cadere, ma tornavo a casa con molti lividi e sanguinante quando colpivo gli ostacoli. Mi ricordo anche una brutta facciata in gara a Catania, agli Universitari, ma sono incidenti del mestiere. Partecipai ai mondiali di Grosseto 2004 e agli europei. Dal 2006 al 2012 ho avuto una fasi di stasi, senza particolari picchi di crescita. Il 2012 invece è stato un anno eccezionale per i risultati ottenuti. Penso di poter migliorare ancora sui 110 e arrivare a 13"20, 13"15 o anche a 13"10. Quando ho ottenuto il nuovo primato italiano a Torino non posso dire di aver fatto la gara perfetta. Dovevo fare il tempo per le Olimpiadi subito e l'allenamento è stato fatto in quell'ottica. Dopo ho avuto un calo, ma prima di partire per le Olimpiadi avrei messo la firma sul 13"35 che in altre edizioni sarebbe valso la finale. Nei 60 è più difficile migliorarsi perché la gara è più corta, ma posso limare anche lì mezzo decimo e arrivare a 7"52/7"53. Amo maggiormente le gare all'aperto perché è la vera atletica e la mia forza è negli ultimi 3-4 ostacoli, mentre in partenza sono lento. Diciamo che i 60 hs servono per interrompere la preparazione dell'attività outdoor. In questo finale di stagione mi aspettano ancora Padova (oggi ndr) e Rovereto, ma non mi aspetto granché, ora valgo 13"60 perché dopo Londra sono un po' scarico".

abate parigi 2011


Torniamo a Londra, quanto è il rammarico per un personale che sarebbe valso il quarto posto assoluto, a un passo dal podio?

"A caldo, dopo la gara brucia, ma guardando indietro sono comunque soddisfatto. La finale olimpica non è arrivata, ma non ho rimpianti. E' stata un'esperienza positiva. Il vilaggio olimpico non l'ho proprio vissuto. Sono arrivato tre giorni prima della gara e mi sono concentrato solo su quella, poi ci sono stati due giorni di gare e il giorno dopo sono ripartito. Mi sarebbe piaciuto rimanere qualche giorno per vivere di più questa atmosfera di cui ne ho fatto parte senza averla vissuta. Brasile 2016 sembra lontano, avrò 31 anni, ma guardare cosa ha fatto Donato nel triplo è uno stimolo per andare avanti. Il prossimo anno ci saranno i Mondiali, questo è il primo obiettivo, conto ancora di migliorare, poi l'appetito vien mangiando. Ora che sono stato vicino alla finale olimpica, sogno una finale mondiale e per farlo devo migliorare ancora. La più grande delusione in carriera è stata quella di non fare il tempo per 7 centesimi per andare a Pechino. La gioia più grande che ricordo è il bronzo agli Europei 2007 perché una medaglia resta, ma fra qualche anno magari mi renderò conto che vale di più il record italiano e ora è troppo fresco".

abate debrecen 2007

 


Allenamenti, studio, vacanze. Quanto tempo dedichi a ciascuno?

"L'allenamento mi porta via l'intera giornata, se vuoi migliorare. In pista faccio due ore al mattino e altrettante al pomeriggio, ma quando stacchi non è che fai altro. Ci sono accorgimenti che servono anche a casa. Devo migliorarmi di più con l'ostacolo, nel modo di correre tra l'uno e l'altro, nella ritmica. Devo avere un numero più alto di frequenze. E su questo lavoreremo con il mio allenatore. Ad esempio, quest'anno gli ostacoli sono stati sempre più presenti negli allenamenti perché quello che più conta è il gesto. Crescendo impari a conoscere te stesso, capisci dove hai gli stimoli positivi e da dove arrivano i problemi fisici, tipo ai tendini, che spesso mi impedivano di rendere al meglio. Ho imparato a gestirmi, ho raggiunto la maturità atletica e uno, se si conosce, sa cosa fare, in perfetta sintonia con l'allenatore, con cui è fondamentale il dialogo. Con lui ho vissuto una stagione quasi in simbiosi. Ora che è in pensione non ci dobbiamo rincorrere tra i miei impegni universitari e i suoi da insegnante a scuola. Con noi si allena anche Samuele De Varti di Albenga, secondo agli assoluti, in prospettiva ha grandi potenzialità. Allenarsi insieme è uno stimolo per me e anche per lui. Ci confrontiamo. Astengo ha dimostrato di essere un buon allenatore, vede l'atleta se è talentuoso, per me è un bravo artigiano, non un super teorico, ma grande nella pratica perché ha molto occhio. L'Università, ingegneria meccanica, quest'anno l'ho trascurata. Non ho avuto tempo di studiare. Il triennale è finito, ora devo fare la specialistica. Direi che, alla luce dei risultati ottenuti, la scelta è andata bene. A ottobre avrà il solito aggiornamento in Polizia e, a metà mese, prima dell'inizio della preparazione in vista della nuova stagione può darsi che vada in vacanza in settimana. Devo ancora decidere, ci penserò. Dopo le Olimpiadi il mare di Alassio sono riuscito un po' a godermelo".

abate e de varti2

 

foto Colombo - Omega Fidal

abate stoccolma 2011

 

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