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AMAZZONIA: WWF A CONTE, ITALIA PROPONGA PRESA DI POSIZIONE FORMALE AL G7 DI BIARRITZ PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 24 Agosto 2019 11:29

Tags: Amazzonia | G7 di Biarritz | Presidente Conte | WWF Italia

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Il WWF Italia chiede al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che partecipa al G7 di Biarritz, di farsi portavoce della fortissima preoccupazione della società civile italiana rispetto agli incendi che stanno devastando la foresta amazzonica e che si faccia promotore di una presa di posizione della comunità internazionale, che da un lato affermi la necessità, per il mondo intero, della conservazione della foresta amazzonica e che dall’altro metta immediatamente a disposizione del governo brasiliano e degli altri paesi coinvolti una task force antincendio dotata dei mezzi necessari, così come si fa nei grandi disastri naturali.


Sebbene dopo giorni e giorni di allarme ora molte siano le prese di posizioni internazionali sugli incendi in Amazzonia, ancora non c’è quella cooperazione internazionale necessaria a fronteggiare tragedie di queste dimensioni. Basti pensare alla solidarietà e ai mezzi internazionali dispiegati, ad esempio per lo tsunami del 2004 o per l’uragano Metthew del 2016 per comprendere cosa occorrerebbe fare. Il Presidente Jair Bolsonaro, con gravissimo ritardo, ha finalmente deciso di schierare l’esercito per contrastare il fuoco, cosa certamente utile, ma servono corpi specializzati dotati di mezzi idonei ad intervenire in una situazione così complessa ed estesa. Per questo la necessità di lanciare tramite il G7 una chiara ed irrinunciabile offerta di cooperazione internazionale. Gli incendi in Amazzonia, al di là della tragedia in corso che avrà conseguenze drammatiche, hanno finalmente evidenziato al mondo quanto sta accadendo nell’area amazzonica.

Data la straordinaria importanza ambientale dell’area, sia per l’equilibrio climatico del pianeta che per il tesoro di biodiversità e di acqua che conserva, l’Amazzonia è monitorata da vari sistemi satellitari sia della NASA, che dell’Unione Europa col programma Copernicus, che dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile (INPE). Tutti hanno confermato un aumento degli incendi rispetto agli anni precedenti.

In particolare, l’INPE che ha dall’inizio del 2019 ha registrato nell’intero Brasile ben 74.000 incendi con un aumento dell’80% rispetto lo scorso anno; di questi 39.000 riguardano direttamente la foresta amazzonica.

Possiamo dire che nonostante gli sforzi e il lavoro svolto negli ultimi anni dalle ONG, anche a supporto delle comunità locali, la situazione è fuori controllo.

Sempre l’INPE, che svolge anche un importantissimo monitoraggio sulla deforestazione in Amazzonia, ha documentato che tra il maggio e il luglio del 2019 ci sono stati interventi maggiori rispetto agli anni precedenti; ad esempio nel solo luglio la deforestazione in Amazzonia avrebbe interessato 2.254 chilometri quadrati, come più o meno la provincia di Latina.

La scelta del Presidente Bolsonaro di promuovere uno sfruttamento definito “ragionevole” dell’Amazzonia sta producendo effetti tutt’altro che ragionevoli e che rischiano di pregiudicare il futuro di un patrimonio vitale per l’umanità. In Brasile c’è una legge che vieta ai proprietari terrieri di disboscare più di un quinto dei loro possedimenti, questa legge non è stata modificata ma il Climate Observatory (un network di organizzazioni ambientali brasiliane) ha denunciato che col nuovo clima politico si è creata una sorta di impunità che nel primo quadrimestre del 2019 ha visto diminuire del 70% (rispetto allo stesso periodo del 2018) gli interventi governativi per garantirne l’applicazione.

Per questo la comunità internazionale deve con forza affermare che i grandi sistemi naturali da cui dipende l’equilibrio ambientale del pianeta, e quindi la vita di tutti, non possono essere rinchiusi nelle sole competenze geopolitiche degli Stati di cui fanno parte.

È estremamente importante che il G7 si esprima con una mozione straordinaria: il WWF Italia chiede al Presidente Conte, in rappresentanza del nostro Paese, di farsi promotore di una proposta in tal senso, anche in considerazione del fatto che alcuni paesi del G7 potrebbero essere disponibili a discuterla dal momento che i loro leader hanno già assunto posizioni chiare sui drammatici incendi che stanno devastando l’Amazzonia.

 

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