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Turrita d'Argento a Minerva - 30 anni di Cultura, Arte e Storia celebrati con la Mostra Walter Breveglieri Fotografo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 21 Ottobre 2019 12:21

Tags: Minerva Edizioni | Mostra Walter Breveglieri | Roberto Mugavero

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Foto LucaBolognese.com

La mia stessa esistenza è inesorabilmente così, però credo – e spero – di aver sviluppato in me quella sensibilità per saper riconoscere quei momenti speciali e magici che segneranno positivamente la mia vita.

E uno di questi avvenne nel 1999, esattamente 20 anni fa. Era una giornata di inizio autunno quando la dottoressa Franca Varignana, una storica bolognese mi invitò a casa sua per conoscere un fotografo di Bologna che con lei aveva iniziato a collaborare in ambito museale e cercava un editore per realizzare il catalogo della sua prima mostra dedicata a Bologna.

Si trattava di un fotoconfronto della città felsinea da lui immortalata nell’immediato dopoguerra e rifotografata 50 anni dopo dallo stesso angolo con il suo stesso occhio. Una mostra ed un volume che chiudevano nell’anno 2000 le celebrazioni di Bologna capitale europea della cultura.

Il suo nome e il suo volto da quel giorno entrarono per sempre nella mia vita. Quell’uomo serio con lo sguardo curioso si chiamava Walter Breveglieri.

Mi presentai da giovane editore e lui mi iniziò a parlare del suo lavoro e di molti servizi che aveva realizzato nella sua lunga carriera iniziata nel 1944 e conclusa come agenzia fotografica “Fotowall” nel 1972 quando venne assunto in RAI Emilia-Romagna come operatore video.

Decisi immediatamente, osservando quelle belle immagini di una Bologna appena uscita dalla guerra e parallelamente la Bologna contemporanea di editare quel catalogo. E feci benissimo visto che fu ristampato 4 volte ed ebbe il successo che meritava.

La dottoressa Varignana scrisse poi di lui che “Walter Breveglieri ha costituito dagli anni quaranta al settanta un incredibile archivio con una serie di reportages che svariano su un ventaglio amplissimo di soggetti, da quelli sportivi all'attualità. E la qualità delle immagini non cede mai alla molteplicità degli interessi, il taglio registico è sempre sapiente, l'occhio ritaglia dall'intero la parte che conta: è la capacità rara che distingue il saper vedere dal guardare.”

Quindi, dopo aver definito con lui gli aspetti del catalogo e della mostra, mi aprì una seconda cartella per mostrarmi una serie di immagini stampate su carta fotografica dove si vedevano solo come microscopico suo campione di lavoro: Coppi, Bartali, Magni, Agostini, Pasolini, Schiavio, Bulgarelli, Rivera, Fangio, Nuvolari, Ascari. E poi ancora: Einaudi, De Gasperi, Moro, Togliatti e i reportages sull’alluvione del Polesine del 1951; i ritrovamenti romani di Spina; il servizio del ritorno a Predappio della salma di Benito Mussolini e la costruzione della cripta; un servizio a Cuba con Hemingway e via così fra cronaca e personaggi anche dello spettacolo nazionale e internazionale. Fotografie di una bellezza davvero mozzafiato.

Nella foto l'Editore Roberto Mugavero

Orio Vergani grande firma del Corriere della Sera e amico di Breveglieri un giorno scrisse che “Una fotografia, vale di più di un articolo di mille parole, perché mille parole possono essere una bugia, mentre la fotografia è la verità”.

Io rimasi a bocca aperta dall’incredulità e dalla bellezza di quegli scatti e lui – ritengo – se ne accorse e mi aggiunse che quella era solo una piccolissima selezione, perché il suo archivio era composto da 250.000 negativi formato da lastre 6x9 in grande formato fino alla pellicola.

Lavorammo nei mesi successivi al suo catalogo e alla mostra, ma il destino non guarda in faccia a nessuno e una settimana prima dell’inaugurazione nel mese di novembre dell’anno 2000 un infarto si portò via per sempre Walter Breveglieri.

Io frequentavo oramai casa sua da tempo e conobbi così anche la sua amatissima moglie Paola e quel suo ultimo collaboratore, Gianni Gitti anch’esso però malato.

Il dolore e lo sconforto della sua scomparsa fu enorme ed io – infatti - non ricordo quasi nulla dell’inaugurazione della sua mostra che fu ovviamente amata e visitatissima dai bolognesi.

Dopo qualche settimana, mentre ero tornato alla mia routine ricevetti una telefonata dalla moglie di Breveglieri che mi invitava a casa sua. Andai e lei mi disse che sistemando le cose del marito nel suo studio aveva trovato una busta chiusa a me indirizzata. Il mio stupore fu grande, poi presi quella busta e la aprii, dentro Breveglieri aveva appuntato una serie di progetti editoriali che voleva ridiscutere con me. Sicuramente rimase colpito favorevolmente da quella mia passione ed entusiasmo che sono poi le colonne portanti della mia vita e si rispecchiò sicuramente in lui.

Oggi quello straordinario archivio è divenuto un vero patrimonio per la mia casa editrice. La moglie di Breveglieri così ha voluto - nonostante diverse e molto alettanti offerte di denaro da parte di istituzioni locali - riconoscendo che io in tutti questi anni ho sempre valorizzato l’arte e il lavoro di suo marito per non farlo dimenticare. Infatti, lui stesso, scrivendo un giorno di sé disse del suo archivio: “È un patrimonio che mi piacerebbe non andasse perduto, come è capitato a tanti miei amici fotografi. Vorrei che restasse a testimonianza non tanto del mio lavoro, quanto del tempo e della società nella quale ho vissuto. Sarebbe - ho l'immodestia di dirlo, ma lo dico con serenità e tranquilla coscienza - il mio piccolo contributo aIla storia del nostro tempo”.

È così è stato, oggi questo fondo lo stiamo valorizzando come merita, certi di trovare sempre più estimatori dell’arte di Walter Breveglieri o come lo chiamavano i colleghi fotografi e i giornalisti “Fotowall”.

E vorrei concludere questo mio piccolo ricordo di lui utilizzando le parole di un grande del giornalismo italiano e buon amico di Breveglieri, Sergio Zavoli che ricordandolo appena saputo della sua morte scrisse: “Walter Breveglieri – per come ha condiviso, sul campo, la nostra vita professionale – dovrebbe essere nominato “giornalista ad honorem”.

Walter, amico buono e gentile, […] continua a volerci bene e facci una bella fotografia, tutti insieme, senza arrabbiarti perché guardiano da un’altra parte: è per far finta di nulla, perché ci luccicano gli occhi”.  

Roberto Mugavero

Informazioni:

La mostra propone un archivio di immagini che vanno dal 1944 al 1972 e illustrano quella Bologna che, con la sua proverbiale caparbietà e ostinata discrezione, ha partecipato a tutti gli avvenimenti storici, mondani, politici.

Una mostra e un catalogo antologici raccolgono alcune delle fotografie più belle tratte dall’archivio Breveglieri, che oggi è stato acquisito dalla casa editrice.

Una gallery unica, nella quale si possono ritrovare splendidi bianchi e neri che rivelano il contesto sociale e politico nel quale sono state scattate e che svelano a 360 gradi questo grande artista dell’obiettivo.

La mostra, dal 19 ottobre al 29 novembre 2019, sarà organizzata secondo 4 grandi tematiche: ritratti di personaggi famosi; momenti di grande sport; la cronaca, i processi, gli eventi che lo vedevano sempre in prima fila; gli attimi di vita cittadina nella sua Bologna, città in cui ha vissuto fino alla sua scomparsa nel novembre del 2000.

Orari:
domenica, martedì, mercoledì giovedì e sabato ore 10-18.30
Venerdì 14.30-18.30, chiuso lunedì. Ingresso libero.

La vita - scrisse Friedrich Nietzsche - è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

http://www.minervaedizioni.com/

Minerva Edizioni

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Ottobre 2019 12:38
 

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