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Intervista a Jessica Nicolini, giornalista a Telenord e figlia dell’ex giocatore blucerchiato Enrico PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabiana   
Mercoledì 12 Settembre 2012 20:22

Tags: Corriere della Sera | Enrico Nicolini | Jessica Nicolini

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Jessica Nicolini, giornalista professionista presso Telenord e figlia dell’ex giocatore blucerchiato Enrico Nicolini, si confida a Seven Press.

Jessica, racconta ai nostri lettori l'iter che hai seguito per diventare giornalista. Hai dovuto percorrere una strada lunga e tortuosa prima di arrivare in vetta?

"Avete presente il detto 'Essere nel posto giusto al momento giusto'? Per me è andata così nel mio percorso per diventare giornalista. Era il 2007, mi ero appena laureata in lettere moderne e mi sono ritrovata a Telenord come stagista proprio nel momento in cui si liberava un posto in redazione. Mi è stata offerta questa possibilità ed io ho accettato con entusiasmo. Di facile però c'è stato solo l'inizio, il praticantato per arrivare a dare l'esame di stato è stato molto lungo ed impegnativo. La parola estate è scomparsa dal mio vocabolario assieme alla parola weekend, ma era il mio sogno fin da bambina e volevo raggiungerlo. Così è stato a Roma il 2 dicembre 2009 quando la commissione di esame mi ha iscritto nell'albo dei giornalisti professionisti. Una grande soddisfazione, non a caso si dice 'senza sacrificio non c'è gloria'.

Quindi diventare una giornalista era il tuo sogno fin da bambina?

"Sì fin da bambina sognavo di fare la giornalista, pensate che con il registratorino portatile la domenica con mio cugino Walter registravamo delle finte dirette di Domenica sportiva. E quanti finti telegiornali ho registrato dalla scrivania della mia cameretta!"

Credi che al giorno d'oggi per esercitare la tua professione bisogna essere più bravi o più svegli?

"Per fare il giornalista bisogna avere passione, è una professione bellissima, ma che richiede anche molti sacrifici. Se si ha una vita privata bisogna dimenticarla!"

Sei la figlia di Enrico, noto ex giocatore blucerchiato. Che opinione hai di lui come calciatore, opinionista e papà?

"Se ci fosse una tifoseria organizzata per mio padre io sarei il capo ultras. È la mia stella polare, una persona fantastica da cui ogni giorno imparo qualcosa. Come opinionista lo considero molto obiettivo ed equilibrato nonostante la sua nota fede blucerchiata e questo non lo dico perchè sono sua figlia, ma per i tanti attestati di stima che per strada ricevo nei suoi confronti anche da molti tifosi genoani".

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L'anno scorso Cassano aggredì la troupe di Telenord e tra questa c'eri anche tu. Credi che le sue cassanate saranno eterne?

"Sul caso Cassano c'è poco da dire, io mi occupo di cronaca e lui pensava che fossimo lì per lui. Sicuramente vivono uno stress mediatico importante, ma l'educazione e il rispetto deve venire prima di ogni cosa. Per questo non ci ho pensato due volte a rendere nota la vicenda, chiusa però non appena ho ricevuto le sue scuse tramite papà, anche se avrei preferito riceverle personalmente e poi io sono tra quelli che hanno tifato per lui nella sud, quindi ci sono rimasta male due volte. Ma ripeto il caso è chiuso e gli auguro una grande stagione, ma senza gol contro la Sampdoria".

La soddisfazione più grande e la delusione più grande nell'ambito del tuo lavoro?

"Le soddisfazioni più grandi arrivano quando ti rendi conto che il tuo lavoro serve a qualcosa, come quando a tgn denunciamo un disagio che viene poi risolto grazie a noi o quando, durante l'alluvione nello spezzino, abbiamo fatto ritrovare madre e figlia che non si trovavano. Ascoltare la gente, le loro storie, le loro lamentele è una soddisfazione continua, un privilegio unico che solo il giornalismo ti può dare. Il momento più brutto è stato l'alluvione, il dolore della gente mi è entrato dentro e difficilmente lo dimenticherò".

Attualmente stai conducendo una trasmissione su Telenord che riguarda i Comuni, ma hai in cantiere alcuni progetti? Ad esempio, hai mai pensato a scrivere un libro?

"Sì, anche questa stagione ripartirà la mia trasmissione sui quartieri Genovax9, un viaggio alla scoperta della città che mi ha fatto conoscere Genova in ogni suo aspetto, ogni sua caratteristica. Una città fantastica, pur con le sue problematiche, da ponente a levante. Per questo nel mio futuro mi vedo qui, nella città che amo e che sento sempre più mia nonostante sia nata ad Ascoli Piceno dove nel lontano 1985 giocava mio padre.Tutti i miei coetanei vanno a vivere altrove, ma io voglio andare controtendenza e stare qui in attesa che la città si riapra ai giovani e quel giorno voglio esserci e magari dirlo al tg. Il libro nel cassetto c’è da sempre, chissà che prima o poi non lo apra".

Se avessi la bacchetta cosa faresti?

"Salute per tutti, è l'unica cosa che conta veramente! Poi, mi toglierei qualche sfizio: da un articolo in prima pagina con la mia firma sul corriere della sera a qualche regalino personale e magari lo scudetto della Samp! Magari con mio padre in panchina! Hai detto bacchetta magica giusto? Allora lasciami sognare!"

Fabiana Rebora

 

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