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Arianna Errigo, la donna di ghiaccio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 12 Settembre 2012 22:40

Tags: Arianna Errigo | Catania | Elisa Di Francisca | Valentina Vezzali | Villaggio Olimpico

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Oro e argento olimpico alla sua prima partecipazione. Arianna Errigo fa parte del nuovo corso del fioretto femminile, altrettanto vincente.

La brianzola ha regalato emozioni con le compagne nella finale a squadre che ha portato all'oro, mentre nell'individuale ha ceduto alla sua compagna di camera Elisa Di Francisca, dopo aver estromesso la 'storia' del fioretto Valentina Vezzali. Una ragazza da tenace con una grande voglia di emergere e, se il buongiorno si vede dal mattino, siamo solo agli inizi...

Arianna, raccontami della tua infanzia e dei tuoi trascorsi sportivi, hai fatto sempre e solo scherma?

"Gli inizi sono stati precoci, all'età di 6 anni, e non ho potuto non appassionarmi a questo splendido sport. Quando ero piccola ho praticato pallavolo, calcio, vela, tennis, nuoto... Insomma una vera piccola sportiva! Ma poi, come avete visto, la scherma ha vinto su tutti!"

Da cosa è nata la passione per la scherma?

"Possiamo dire che una parte del marito va senza dubbio a mia mamma. Ha sempre amato la scherma, la seguiva alle olimpiadi!"

Scherma e studio, come hai conciliato le due cose?

"Non è stato sempre facile conciliare le due cose, ma ci tenevo così tanto a far bene in entrambe, che ho tirato fuori tutta la caparbietà possibile ed eccomi qua.. medagliata e in procinto di fare il test d'ingresso a Medicina".

 

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Il tuo primo assalto, che emozioni provavi?

"Alle olimpiadi: Ero nel posto che ho sempre sognato! Sicuramente tesa, ma la voglia di dimostrare quanto valgo era tanta! Primo assalto in generale: ero leggera, mi divertivo e cercavo di colpire l'avversario senza pensare a niente, ma sempre con la voglia di vincere!"

La tua prima vittoria, che ricordi hai?

"Quando ho vinto la mia prima gara ero felicissima, avevo vinto un gioco; ogni gara vinta pensavo sempre che davanti a me c'erano gare molto più importanti da conquistare, e tutt'ora è così. Mi chiamavano la 'donna di ghiaccio' perché sia nelle vittorie sia nelle sconfitte non avevo reazioni esagerate!"

Quando hai capito di poter ambire a grandi livelli?

"Nella categoria under 20 vincevo, ma sapevo bene che tra 'i grandi' sarebbe stato diverso! A 15 anni ho iniziato i ritiri con la nazionale assoluta, misurarmi con Vezzali, Trillini e Granbassi è stato importante per capire dove potevo arrivare! Nel 2009, a 21 anni, nella mia prima stagione assoluta, ho vinto la Coppa del Mondo partendo dalla 117esima posizione e proprio quell'anno ho iniziato a crederci davvero!"

 

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Sogni, delusioni, gioie

"Sogni: oro olimpico individuale. Delusioni: argento olimpico e il mio primo mondiale fuori dal podio a Catania nel 2010, erano 9 anni, partendo dalla categoria under 20, che non scendevo dal podio mondiale".

Il villaggio olimpico cosa rappresenta per un'atleta?

"E' uno degli aspetti nascosti delle Olimpiadi, ma invece è una delle cose più indimenticabili. Il Villaggio è organizzato perfettamente, ti dà la possibilità di incontrare tutti gli atleti partecipanti e condividere con loro l'emozione dei Giochi, ma anche il divertimento".

Chi è più forte delle tue compagne in azzurro? E quanto siete amiche nella vita?

"Siamo tutte delle campionesse e non prime donne, questo è molto importante per andare d'accordo fuori dalla pedana".

La tua vita da atleta, quanto tempo dedichi?

"Il mio sport è la mia vita, il mio lavoro e quindi occupa gran parte delle mie giornate, tra allenamenti e gare".

 

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E quanto ti rimane per amore e amicizie?

"Dedico tutto il tempo possibile al mio fidanzato e alle mie amicizie di sempre che spero non mancheranno mai al mio fianco".

Il segreto del fioretto femminile?

"Il segreto parte dagli ottimi maestri che abbiamo e dalla mentalità vincente che ci contraddistingue".

La Vezzali cosa rappresenta per te e tutto il movimento?

"Valentina ha rappresentato per anni il fioretto italiano nel mondo. Per me rappresenta l'esperienza e la tenacia".

Cosa prova un'atleta dopo una medaglia olimpica?

"Emozioni straordinarie, difficili da dire. Prova a dormire, ma quasi non ci riesce per quanto quella medaglia l'ha caricata e portata a toccare il cielo con un dito!.

Di Francisca compagna di camera, tornate ogni tanto a parlare della finale?

"No, non ne abbiamo più parlato. Entrambe sappiamo com'è andata, quindi va bene così".

 

blog di Arianna: http://ariannaerrigo.fameblogs.net/

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Settembre 2012 09:59
 

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