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Manifesto “Rugbysti per Sempre” PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 14 Febbraio 2020 03:20

“MANIFESTO del Risveglio”


PREMESSA
Il movimento è nato su iniziativa di diversi azzurri e di un gruppo di appassionati del rugby
italiano che amano questo sport e la sua filosofia di competizione inclusiva e di collaborazione
aperta e leale.
MISSIONE
Lo scopo primario del movimento è promuovere l’evoluzione dell’attuale gestione federale
attraverso le preziose risorse dell’unità e del coinvolgimento dialettico delle molte anime che
costruiscono l’identità del rugby. Il coinvolgimento prefigura l’unità di intenti su obiettivi
condivisi che portino a risultati migliori.
Ragionare sul “che fare” e su “cosa serve” per migliorare è un dovere; lo è sia per i
tesserati che per gli appassionati di questo meraviglioso sport.
Occorre analizzare e discutere, ideare e verificare, condividere e progettare diverse nuove
soluzioni, pensare come e con chi metterle in atto.
Occorre un risveglio del rugby italiano, che ha grandi potenzialità, ma per ottenere ciò che
può dare ha bisogno di essere stimolato.
Occorre un percorso di evoluzione dell’attuale gestione federale.
Un percorso ampio, totale.
Il passato non è negativo, ma è importante associare il positivo del passato alle aspirazioni
del futuro.
E il futuro va costruito insieme, con coraggio e scelte chiare.
Il futuro è visione, forza e determinazione nel cambiare, è superare schemi e compromessi
che nel tempo hanno ingessato e fermato il dinamismo.
VISIONE
Manca quasi un anno alla fine dell’attuale quadriennio e al nostro rugby restano ancora pochi
appuntamenti importanti, che non potranno però alterare la percezione diffusa di un rugby
italiano in chiaroscuro.
Per promuovere una più larga partecipazione alle attività rugbistiche di base e per garantire
ai nostri atleti più bravi di competere al meglio delle loro capacità nell’alto livello, l’evoluzione
che proponiamo punta sulla condivisione di soluzioni coraggiose.
È necessario mettere insieme le energie migliori, dove esse si esprimono, e dedicare
occasioni strutturate di ascolto (Stati generali) alle società affiliate, l’anima più profonda del
nostro sport.
Proponiamo di fare della Federazione un luogo aperto al meglio del nuovo, che realizzi un
nuovo modello organizzativo, adeguato ai tempi.
Manifesto “Rugbysti per Sempre”
Proponiamo di mettere insieme il ruolo istituzionale con un’indispensabile nuova azione di
comunicazione e marketing, per rilanciare e dare radici più profonde – in presenza di
ingenti attuali nuove risorse finanziarie di bilancio – all’immagine positiva che il nostro sport
e il suo mondo si erano conquistati in anni anche recenti.
Proponiamo una conduzione nitida, un management dalle responsabilità chiare, in grado di
gestire la tradizione e la transizione, di individuare obiettivi e priorità.
Una azione attenta, con una chiara strategia operativa, che sappia cogliere per tempo i
segnali e le esigenze di fronte ai cambiamenti in atto nel mondo dello sport in generale e del
rugby in particolare.
CONTENUTI
Proponiamo un approccio che metta insieme tradizione e globalizzazione, che non sono
alternative. Il nostro sport ha un enorme valore sociale e un’identità che prende vita dai suoi
luoghi; occorre tenere insieme questa preziosa cultura del territorio e l’apertura alle cose
migliori del nuovo, anche in termine di professionalità finora inespresse che la globalizzazione
impone.
Proponiamo di mettere insieme tutte le persone di buona volontà per avviare una fase di
rigenerazione della vita associativa federale in forme più aperte, inclusive e stimolanti.
Va ripensata la nostra struttura tecnico-organizzativa; serve un rugby cosciente delle
difficoltà ma determinato a dare soluzioni, a creare opportunità e a rinnovarsi attraverso la
formazione continua per essere più attuale.
La forza del rugby sta nella forza delle nostre Società Sportive e il concetto su cui puntare è
ridare valore al merito.
Dobbiamo valorizzare i ruoli di ognuno, partendo dalla formazione dei quadri tecnici e
dirigenziali, aiutando e proteggendo i nostri atleti, sostenendo il settore arbitrale. In questo
senso il ruolo dei dirigenti e dei tecnici è fondamentale per guardare al futuro.
Vanno incoraggiate nuove generazioni di dirigenti.
I giovani vanno stimolati a guidare società sportive, a impegnarsi nei luoghi del rugby (da
coinvolgere in modi creativi), a farsi carico delle esigenze e delle attese del nostro mondo,
della nostra ‘famiglia’, del nostro rugby italiano.
La scuola rimane un elemento centrale. Per coinvolgere nuovi giovani nella promozione,
ricerca e individuazione del talento sportivo da avviare al rugby, la scuola va coinvolta in
modo nuovo.
La forza del rugby sta nell’agonismo e nel suo valore sociale, che si evidenzia nella pratica
popolare, quella che investe anche i temi della salute, del benessere, della qualità di vita e
della partecipazione aggregativa, che non è mera inclusione bensì integrazione; è
anch’essa promozione, ed è giusto che venga valorizzata.
***
Per arrivare a questo serve un sistema che deve proporre, innovare e non solo
accontentare.
Manifesto “Rugbysti per Sempre”
Rendersi leader di un risveglio significa essere consapevoli delle responsabilità assunte e
lasciare da parte i personalismi.
Significa sapere, momento per momento, di lavorare per tutto il rugby Italiano; quello che
ogni giorno scende in campo e coinvolge i giovani, che organizza eventi e li comunica alla
gente, che lo dirige a tutti i livelli.
Ci aspetta una sfida da abbracciare insieme senza timori.
Tutti insieme per il nuovo futuro del rugby italiano.
Questo documento non ha avversari.
Cerca adesioni, cerca alleati.
Si propone alla sottoscrizione di chiunque ne condivida i principi.
Questo è quello che ci proponiamo con “Rugbisti per Sempre”.
Su questi principi chiediamo l’adesione e l’impegno, con convinzione.
E non all’ultimo momento: ora!
“Rugbysti per Sempre”
propone alla firma e condivisione tutti questi contenuti


Premessa
Il sistema italiano, impostato oltre un decennio fa prima sul cosiddetto progetto-altezza, poi
sull’impianto delle accademie e dei centri di formazione, ha indotto discutibili processi
esclusivi di selezione degli atleti e ha prosciugato una quantità esagerata di risorse.
I risultati sportivi non hanno confermato le aspettative, anzi. La nazionale maggiore,
sostenuta dalle due franchigie professionistiche, ha mostrato i limiti di un sistema politicizzato
e costoso.
Sul piano economico-finanziario una serie di bilanci opachi e tremendamente in ritardo nella
loro approvazione non esplicitano a sufficienza le voci di spesa. Le informazioni rilevanti si
perdono: non si conosce l’esatto ammontare del costo delle accademie e la questione riguarda
anche i compensi dei responsabili delle varie sezioni.
Dal lato delle entrate poco è stato fatto per aumentare la capacità di attrazione del movimento
per sponsor e investitori, anche in mancanza di risultati sportivi di rilievo. Solo la cessione di
una importante quota patrimoniale, derivante dal Pro 14 e dal 6 Nazioni, sembra essere in
grado di far pervenire alla Federazione ingenti somme, in grado di coprire le spese fuori controllo
e di mantenere il bilancio in attivo.
Alcune decisioni federali, in particolare la scelta di chiamare persone di alto livello da fuori
(O’Shea) a cui lasciare mano libera per innovare il sistema, che parevano azzeccate, alla fine
non hanno illuminato l’oscuro tunnel imboccato dall’Italia. La Federazione e la Nazionale del
dopo Tokyo 2019 si ritrovano senza O’Shea e senza un progetto credibile per il 6 Nazioni e
per il futuro.
L’evoluzione dall’attuale stagnazione riguarda temi quali: Organizzazione – Formazione –
Attività Federale – Nazionale.
Organizzazione
La globalizzazione ha inciso anche nel mondo del rugby e della FIR. Si rende necessario un
adeguamento dell’apparato, una rivisitazione del sistema burocratico amministrativo, delle
aree di competenza, della gestione delle risorse umane e dei carichi di lavoro.
Formazione
La formazione dei dirigenti è fondamentale per il nuovo ruolo e adeguamento delle società
soprattutto nell’ambito dell’attività giovanile, quando diventano importanti il tesseramento, la
ricerca, l’individuazione e la fidelizzazione del talento. La formazione deve essere unica e
parlare la stessa lingua per tutti (promozione, reclutamento atleti, tesseramento, quota di
adesione al progetto, etc).

Vanno coinvolte famiglie e genitori, spiegando loro cosa e quanto si fa per i tesserati,
comunicare come e quanto i valori dello sport entrano nella formazione e educazione dei
giovani. Coinvolgere le autonomie locali ed esplicitare l'importanza del lavoro svolto.
Nell’ambito della formazione tecnica serve un formatore con ampie conoscenze internazionali.
La scelta deve essere federale per dare le linee tecniche di indirizzo “adattandole” alle abilità
agonistiche italiane (la via italiana al rugby). Un tecnico formatore che “giri” l’Italia e indirizzi il
movimento a lavorare tutti all’unisono (progetto e risorse a sostegno del convincimento).
Un indirizzo per risultati di medio-lungo termine.
Attività Federale Internazionale (Franchigie) e Nazionale (Campionati)
Pro 14
Le franchigie italiane continueranno la loro attività in essere con eventuali modifiche per
quanto riguarda il numero degli stranieri ammessi a far parte delle squadre.
I giocatori tesserati con una squadra, dall’inizio dell’attività, apparterranno alla medesima e non
sarà più concesso l’utilizzo dei “permet player”.
I campionati si disputeranno tutti la domenica (mentre le franchigie resteranno legate al
calendario stabilito dalla E.P.C.R. – European Professional Club Rugby).
Top 14
Avrà 14 squadre iscritte (2 provenienti dalle Franchigie).
Ogni società dovrà avere una squadra U20 che giocherà il suo campionato seguendo il
calendario della prima squadra.
Per quanto riguarda l’attività agonistica U20 le spese vive delle trasferte saranno a totale
carico della Federazione.
Serie B
Sarà rielaborata in funzione delle reali necessità delle società iscritte; anche in questo caso
la squadra U20, ove possibile, giocherà prima della partita della prima squadra.
Serie C/C1/C2
Saranno rielaborati i campionati in funzione delle società partecipanti.
La prima fase del campionato continuerà a essere economicamente a carico dei Club.
Per le spese delle fasi finali (Promozione e Salvezza), invece, verrà dato un contributo da
parte della Federazione.
Le società che riusciranno ad avere una squadra U20 potranno farla partecipare a un
campionato di categoria organizzato e finanziato dalla Federazione.

CAMPIONATI FEMMINILI
Seguiranno la medesima struttura di quelli maschili, con le dovute proporzioni in base alle
reali società iscritte e al numero delle tesserate. Sarebbe auspicabile che le squadre femminili
e maschili, appartenenti a una stessa società, giocassero i loro campionati nello stesso giorno.
Le società che riusciranno ad avere una squadra U20 potranno farla partecipare a un
campionato di categoria organizzato dalle società stesse.
NB: Per quanto riguarda la parte economica dei vari Campionati (maschili e femminili), la
Federazione riconoscerà una cifra prestabilita che andrà a premiare le varie squadre
partendo dalla prima classificata della Top 14 all’ultima della nuova serie C1. Nessuna società
sarà esclusa.
La Federazione sceglierà, su tutto il territorio nazionale comprensivo di isole, le regioni
chiamate a un’ulteriore attività agonistica propedeutica all’individuazione di nuovi talenti.
Parteciperanno al Trofeo i migliori atleti regionali che saranno scelti da una Commissione
composta da tecnici delle società della regione di appartenenza, coordinati da un Tecnico
Federale messo a disposizione dei Comitati regionali. La squadra che vincerà il Trofeo, in
accordo con la EPCR, parteciperà all’attuale Challenge Cup.
Le selezioni saranno composte solo da giocatori eleggibili per la Nazionale.
1) - Ogni regione dovrà partecipare con una selezione Senior e U20.
2) - Gli allenatori delle selezioni saranno scelti in base alla classifica dei campionati svolti
nelle proprie regioni (es.: la selezione dell’Abruzzo, ed eventuali regioni limitrofe, non avendo
squadre nella Top 14, verrà allenata dal tecnico della squadra in testa al campionato
dell’Abruzzo e i suoi assistenti scelti in base alla classifica del campionato medesimo).
3) - Nell’arco del campionato si dovranno trovare le date per inserire il Trofeo delle Regioni,
sia Senior che Junior (es.: ogni tre settimane).
Prima dell’inizio dei campionati, e durante le soste per l’attività internazionale, le società con
squadre nella Top 14 parteciperanno a un campionato di Rugby a “7”, con la possibilità di far
giocare anche atleti della serie B e della serie C. L’organizzazione di questo campionato (Senior
e U20) farà riferimento a quella del Torneo a “7” organizzato dalla World Rugby.
Relativamente al settore femminile, sempre in considerazione delle società iscritte e del numero
delle tesserate, si proverà a organizzare un campionato a “7” abbinato al maschile.
Le spese vive per le trasferte dei concentramenti, sia delle squadre maschili che di quelle
femminili, saranno a totale carico della Federazione.

Settore giovanile fino all’U18 (compreso)
L’attività sportiva e educativa di tutto il settore dovrà essere rivista, e eventualmente
riorganizzata, con l’aiuto dei tecnici e degli organizzatori dei comitati regionali.
Il mini rugby andrà organizzato e gestito da un gruppo di educatori specializzati in questo
settore, con a capo un responsabile federale.
Poiché l’attività motoria è fondamentale per la corretta formazione dei mini atleti, saranno sì
necessari dei validi educatori ma anche, e soprattutto, dei capaci preparatori atletici e tecnici.
La Federazione, tramite i Comitati regionali, sosterrà economicamente i club che avranno a
disposizione un loro personale specializzato; per le società che non avranno questa disponibilità,
la Federazione fornirà ai Comitati regionali i propri collaboratori.
Comitati regionali
Data per scontata la fondamentale importanza dei Comitati Regionali, sarà necessario rivederne
l’organizzazione cercando di uniformare il loro “modus operandi”. Sarà compito della
Federazione fornire a tutti le linee guida operative da seguire. A tal proposito sarà anche
indispensabile rivedere il contributo federale che dovrà permettergli di svolgere in piena
autonomia il proprio compito.
Regole per gli stranieri in Italia
Al fine del tesseramento verranno considerati giocatori italiani coloro che, oltre ad avere il
passaporto comunitario italiano, saranno in possesso anche del Codice Fiscale e della
residenza, seppur provenienti da Federazioni o Unioni rugbistiche straniere.
Per poter essere tesserato come italiano, il giocatore extracomunitario dovrà giocare, con
continuità, nei campionati italiani, per un periodo di 10 anni. Ciò non impedirà al giocatore di
partecipare a campionati esteri durante l’interruzione dell’attività italiana a fine stagione.
Top 14 - non ci saranno limiti numerici per il tesseramenti di extracomunitari e comunitari.
Nel campionato nazionale potranno scendere in campo, contemporaneamente, 2 giocatori
extracomunitari e 3 comunitari.
Serie B - non ci saranno limiti numerici per il tesseramento di extracomunitari e comunitari.
In questo campionato nazionale potranno scendere in campo, contemporaneamente, un
giocatore extracomunitario e 2 comunitari.
Serie C - in questo campionato non sarà possibile tesserare alcun giocatore straniero
extracomunitario mentre il numero dei tesserati comunitari sarà libero; in campo potranno
scendere contemporaneamente solo 2 giocatori comunitari.

Settore giovanile fino all’U18 (compreso) - potranno partecipare ai campionati di categoria:
1) - i ragazzi stranieri residenti in Italia, sebbene non di nazionalità italiana;
2) - i figli di stranieri, anche se non in possesso di cittadinanza italiana.
In entrambi i casi gli atleti potranno essere chiamati nelle Nazionali di categoria.
Squadre Nazionali
I giocatori Nazionali avranno un contratto individuale, stipulato direttamente con la
Federazione, che nulla avrà a vedere con il contratto in essere con la società di appartenenza.
Saranno convocabili in Nazionale tutti i tesserati FIR a prescindere dalle modalità, previste
dalla Federazione Italiana e dalla World Rugby, con le quali saranno stati tesserati. Ciò non
varrà, ovviamente, per le Nazionali giovanili.
A ogni raduno delle varie Nazionali il tecnico federale dovrà essere affiancato da uno o più
tecnici scelti, a rotazione, tra quelli che alleneranno le pari categorie a livello societario.
Si cercherà di favorire, e aumentare, gli impegni delle Nazionali giovanili anche con i Club
europei; per fare ciò, ufficialmente, dovranno scendere in campo delle selezioni e non la vera e
propria Nazionale.
Settore arbitrale
Il Settore Arbitrale dovrà essere completamente autonomo dalla Federazione.
Dovranno essere riorganizzati sia la Commissione Nazionale Arbitri della F.I.R. (C.N.A.R.) che
il Gruppo Tecnico Arbitrale (G.T.A.). Rivisti anche i rimborsi per gli arbitri.
Strutture F.I.R. e rapporti con Enti e Aziende
1) - lo stadio Flaminio deve diventare la casa del rugby italiano (non solo come campo ma
anche per uffici e palestre);
2) - la Cittadella del Rugby di Parma dovrà essere utilizzata dalle squadre Nazionali, come
centro sportivo di preparazione e anche per eventi rugbistici speciali;
3) - fondamentale riallacciare un rapporto di collaborazione con le Università e gli Istituti
scolastici;
4) - per realizzare campi da gioco (anche sintetici), la Federazione potrà fare da garante alle
società che avranno concessioni a lungo termine o terreni di proprietà;
5) - saranno presi accordi con le reti televisive nazionali (RAI – Mediaset – La7) affinché
trasmettano le partite della Nazionale e del campionato Top 14;
6) - auspicabile un accordo tecnico con aziende di abbigliamento sportivo per la fornitura
del materiale sportivo per tutte le squadre del Rugby nazionale (Top 14, B, C, Femminile e varie
Nazionali);
7) - Accordi con le aziende di trasporto per agevolare l’organizzazione delle trasferte per tutte
le squadre del Rugby nazionale (Top 14, B, C, Femminile e varie Nazionali), puntando
contemporaneamente a qualità e riduzione dei costi;
8) - Semplificazione le procedure di tesseramento federale.
“Rugbysti per Sempre”

Elio DE ANNA (30.09.1949), medico chirurgo specialista in Chirurgia Generale, Medicina
Legale e delle Assicurazioni.
Ha praticato pallacanestro, atletica leggera (10”8 nei 100 piani) e rugby: 16 campionati
nazionali (1 in C, 2 in B, 13 in A con 236 presenze, 360 punti segnati/90 mete e 2 scudetti).
Presenze importanti nei Dogi (super club del Triveneto), nelle Zebre e XV della Colonna.
27 volte azzurro con esperienze in tutto il mondo. 1 presenza nel Resto del Mondo.
Dirigente sportivo nel rugby (presidente dei Dogi, vice presidente dell’associazione
europea dei rugbisti veterani) e nell’atletica leggera (consigliere nazionale della FIDAL
dal 1993 al 2000).
Presidente della Provincia di Pordenone (1999-2008). Consigliere e assessore regionale
(2008-2013), con deleghe importanti e allo sport. Coordinatore nazionale degli assessori
allo sport delle regioni italiane (2010-2013). Consigliere regionale (2013-2018).
Docente universitario, presidente di enti culturali della fotografia (CRAF) e della musica
(OSFVG), presidente dell’aeroporto di Trieste “Ronchi dei Legionari”; vice presidente
del Comitato Organizzatore Locale (COL) dei Master Games europei, presidente del COL
dei Campionati del Mondo di pallavolo maschile; vice presidente del comitato promotore
“Venezia capitale europea della cultura 2019”.
Nel 2016 è stato rieletto consigliere nazionale della Federazione italiana di atletica
leggera, nel 2018 ha lasciato la politica attiva.
Dopo aver esercitato la professione di medico di famiglia a Cordenons, dove vive e
risiede, oggi è in quiescenza.

 

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