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Centri estivi: l'Uisp chiede di rimuovere le incoerenze tra le normative PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 30 Maggio 2020 15:15

Già nel momento più difficile dell’emergenza la Uisp ha più volte avuto modo di stare nel dibattito pubblico, ponendo l’attenzione sulla necessità di sostenere la promozione sportiva, il vasto mondo dell’associazionismo di base.

Ovvero quello che nei legami di prossimità riesce a leggere meglio i bisogni delle persone e delle famiglie ed essere come tale un interlocutore credibile e attento nei confronti della pubblica amministrazione soprattutto e delle reti sociali.

“Abbiamo costantemente messo a disposizione la nostra capillare rete associativa nazionale - dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp - i dirigenti, i collaboratori sportivi, i volontari, non solo per mantenere costantemente aperti i rapporti con i soci e le basi associative nella tremenda fase del lockdown, ma soprattutto come associazione pronta ad essere un punto di riferimento per aiutare il paese a ripartire e sostenere le famiglie nella difficile conciliazione tra la riapertura delle attività produttive e la chiusura delle scuole.

La cultura e la pratica motoria e sportiva rappresenteranno pertanto, nei prossimi mesi estivi più che mai, una grande occasione di ripresa della socialità e di integrazione del valore pedagogico che la chiusura delle scuole ha messo in crisi, rendendo ancora più acuto il rapporto con la dispersione scolastica che prima della pandemia registrava percentuali già alte e le disuguaglianze sociali”.

“Attraverso il Decreto Rilancio il governo ha fatto scelte importanti per sostenere le famiglie e valorizzare il tempo estivo a favore di bambini e ragazzi – prosegue Manco - La Uisp da tempo sta partecipando ai tavoli della programmazione e della progettazione dell’attività estiva, insieme alle Regioni e agli Enti Locali ed è pronta a fare la propria parte attraverso i Centri Estivi Multisport, per riattivare il bagaglio motorio, integrare e stimolare l’aspetto pedagogico e garantire la socialità innanzitutto in sicurezza e nel rispetto delle regole.

Le notizie che tuttavia arrivano dal territorio non sono tranquillizzanti. Per effetto di alcune incoerenze che ci sono, registriamo difficoltà a conciliare le varie linee guida emanate dai vari livelli istituzionali. Approcci e semplificazioni che certo non aiutano sul terreno della sicurezza e delle responsabilità. Si avverte anche una sorta di assalto alla diligenza da parte di soggetti che hanno visto la nascita solo di recente e che cercano di accreditarsi per partecipare ai vari bandi”.

“La Uisp – conclude Vincenzo Manco - chiede pertanto uno sforzo affinché protocolli e linee guida siano improntati per dare certezza alle famiglie, agli operatori, alle professionalità che vengono messe a disposizione e per valorizzare i volontari che rappresentano la parte più ampia e attiva del nostro corpo associativo. Le istituzioni vigilino perché la qualità dell’offerta, la trasparenza e la credibilità dei soggetti proponenti siano priorità da garantire, individuando nel rapporto con gli enti di terzo settore quella sussidiarietà orizzontale che rende più efficace l’azione di prossimità con il territorio e con la popolazione delle singole comunità locali”.


www.uisp.it

 

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