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Combin en Musique (22 luglio-23 agosto), al via la terza edizione dell'appuntamento annuale per l’estate valdostana con la musica ai piedi del Grand Combin PDF Stampa E-mail
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Giovedì 16 Luglio 2020 12:55

Tags: Combin en Musique | Federico Bagnasco | Simona Oliveti

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Con nove appuntamenti tematici in luoghi suggestivi sia dal profilo naturalistico sia storico il Festival Combin en Musique ritrova, da mercoledì 22 luglio a domenica 23 agosto, l’alto profilo che lo caratterizza e l’apertura verso un pubblico diversificato, sempre con accesso gratuito, in una dimensione “familiare” e accogliente.

Nato nel 2018 dalle idee e dalla coorganizzazione del musicista Federico Bagnasco con Simona Oliveti, Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Ollomont, il Festival, arricchito dalla collaborazione con il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, giunge alla terza edizione e insiste geograficamente su tre aree ricche di fascino, di una bellezza autentica e altamente simbolica: Doues, Ollomont e Valpelline.
I concerti, realizzati secondo tutte le normative di sicurezza sanitaria di legge, copriranno generi diversi tra loro (classico, popolare, tradizionale, sperimentale…), tenendo salda la mission della manifestazione: unire la musica con l'ambiente circostante, la sensibilità alla bellezza dei luoghi con la propensione all’ascolto.  Il Festival Combin en Musique si regge sul personale volontario dell’associazione Combin en Arts, su diversi professionisti e, per la parte organizzativa, opera in sinergia con le amministrazioni comunali di Doues, Ollomont e Valpelline. Del resto il Festival è proprio lo specchio della cultura in tutte le sue accezioni e un consolidato polo di aggregazione sociale.
Tra boschi incontaminati e maestose montagne il Grand Combin è testimone solo apparentemente silenzioso con i suoi 4314 mt di altezza dell’intera vallata, ma soprattutto delle storie e delle arti che vi si sono avvicendate nel tempo.   “Il programma originario è stato necessariamente ridefinito  -spiega il direttore artistico e contrabbassista M° Federico Bagnasco - e quest’anno non prevede l’attività dei laboratori, ma siamo riusciti a mantenere intatti i principali target, a garantire una presenza convincente sia sul profilo della qualità sia dell’originalità delle proposte spaziando da solisti a ensemble, dalla classica al jazz per un ampio ventaglio di stili. Come nelle passate edizioni ogni spettacolo verrà preceduto da una breve presentazione con la descrizione dei luoghi dal punto di vista paesaggistico, storico, sociale e da un’introduzione all’ascolto. Il Festival si pone un obiettivo di continuità negli anni e di allargamento a iniziative che coinvolgano l’intera Comunità Montana del Grand Combin, anche creando una rete di collaborazione con altre consolidate iniziative artistiche. Ci auguriamo di crescere ancora il prossimo anno con il supporto di tutti”.  

Ulteriori spunti verranno affrontanti nell’appuntamento con giornalisti e appassionati online sulla pagina Facebook di Combin en Musique (https://www.facebook.com/Combin-en-Musique-644363275937173/  ) nella sintetica tavola rotonda del 21 luglio alle 11 con gli organizzatori della kermesse e alcuni musicisti.
Partenza ufficiale del Festival con il primo evento “Racconti di cornamuse… Antichi suoni dell’Aria” mercoledì 22 luglio alle ore 18, nella cornice del piazzale davanti al magazzino di stagionatura della fontina, precisamente presso il Centro Visitatori Fontina, Frissonière Dessus a Valpelline. Protagonisti Fabio Rinaudo con Claudio De Angeli alla chitarra in un viaggio sonoro tra Irlanda, Scozia e Nord Italia. Prevista degustazione di prodotti tipici preferibilmente su prenotazione o previa richiesta prima del concerto con la Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Martedì 28 luglio alle 17:30 “Omaggio a James Taylor” di Andrea Maddalone (voce e chitarra) per rilanciare i principali successi del songwriter americano con amore per la ricercatezza espressiva e con ironia, nella cornice di Champ Mort a Doues.
Venerdì 31 luglio alle 18 “Passe-temps for 4” con il Quartetto Italiano di Tromboni composto da Diego Di Mario, 1° trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Vincent Lepape, 1° trombone dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, Matteo De Luca, solo trombone dell’Orchestre de la Suisse Romande di Ginevra, Devid Ceste, 2° trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Verranno proposte alcune trascrizioni barocche e composizioni originali per questa formazione presso Plan Détruit, Doues.
Giovedì 6 agosto alle 16 sarà la volta de “La nuova vita delle Alpi” con letture di Enrico Camanni su musiche di Martin Mayes (corno e corno delle Alpi) e Gigi Biolcati (percussioni) in collaborazione con il festival CHAMOISic (Web: www.chamoisic.com    Facebook: www.facebook.com/chamoisicfestival    Instagram: www.instagram.com/chamoisic/    Twitter: www.twitter.com/Chamoisic    Pinterest: it.pinterest.com/source/chamoisic.com    ) presso la Conca di By di Ollomont.

Lunedì 10 agosto alle 22 il concerto a tema “Promenade tra le stelle nella notte di San Lorenzo” della pianista Valentina Messa offrirà un viaggio onirico, senza luci artificiali per godere dello spettacolo celeste, in un excursus tra la musica del XIX e del XX secolo presso il Prato delle Cascate, in località Barliard a Ollomont.

Giovedì 13 agosto alle 18 arriverà a Combin en Musique lo spettacolo “Oltre Swing” con Nunzio Barbieri alla chitarra e Francesco Barbieri al clarinetto, in una rilettura “più che swingata” di repertorio vario, spaziando dalla classica alla musica patriottistica italiana sino alla tradizione napoletana presso il centro storico di Valpelline.

Domenica 16 agosto alle 21 si terrà “Deep Conversations”, e sarà l’occasione di ascoltare uno dei più grandi bassisti italiani, che ha attraversato la musica italiana degli ultimi cinquant’anni, Ares Tavolazzi, e con lui in dialogo Federico Bagnasco, presso l’ingresso delle storiche miniere di rame, a La Cou, Ollomont.

Mercoledì 19 agosto alle 21 debutterà per la Valle D’Aosta dopo diverse presentazioni “Esperanto” con l’omonimo trio composto da Luca Falomi alla chitarra, Riccardo Barbera al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria mettendo in relazione il jazz con altre correnti fino alla world music proprio come la lingua ottocentesca esperanto tentò di mettere insieme idiomi diversi per renderla comunicativa ed accessibile. Il concerto si terrà presso l’Anfiteatro, Centro Storico di Doues.
Conclude il Festival Combin en Musique l’evento del 23 agosto alle 18 “Cello Ribelle - Almost3” di Flavia Barbacetto (voce) e Stefano Cabrera (violoncello).  Il concerto si terrà presso Le Fonderie, La Fabrique, a Valpelline.

“Un criterio fondamentale per la programmazione artistica dei singoli eventi è proprio il legame tra performance musicale e suggestione del luogo prescelto - commenta l’operatrice culturale nonché Vicesindaco con delega alla Cultura di Ollomont, Simona Oliveti-  ponendo attenzione al rapporto tra contesto e musica effettuata, non necessariamente in un'ottica tradizionale, ma anche evidenziando consonanze e accostamenti inediti. Arte e territorio sono inscindibilmente legati, lo  abbiamo già dimostrato anche nelle passate edizioni rilevando per esempio l’importanza dell’architettura rurale con i nuclei più antichi, con i recuperi delle zone d’interesse culturale, con la tutela ambientale, con la valorizzazione della ruralità dall’agricoltura agli antichi saperi alla cucina sino alla storia del flusso turistico e all’importanza della ricettività, dei rifugi in alta quota”.

     “Il Consiglio regionale sostiene con favore lo svolgimento di questa rassegna che promuove il connubio tra le note musicali e la bellezza dei paesaggi valdostani - afferma il Presidente dell’Assemblea valdostana, Emily Rini - valorizzando luoghi non così conosciuti. Sono certa che ogni tappa di Combin en Musique, anche grazie all’introduzione mirata che precede ogni appuntamento, permetterà di riscoprire il dono di saper ascoltare, di tradurre le note musicali in emozioni e pensieri; iniziative come questa rappresentano momenti di crescita per la persona e per la collettività, a maggior ragione in un contesto non facile come quello che stiamo vivendo”.

Combin en Musique accoglierà i suoi ospiti in totale sicurezza garantendo la registrazione nel rispetto della privacy, il distanziamento fisico di legge e la disponibilità di gel disinfettante per le mani. È raccomandabile la prenotazione, anche in relazione alla corrente emergenza epidemiologica, tramite il neocostituito sito internet www.combinenmusique.com .

Il Festival Combin en Musique è realizzato in collaborazione con i comuni di Doues, Ollomont, Valpelline. Si ringrazia inoltre la Presidenza del Consiglio regionale della Valle D’Aosta per il contributo finalizzato alla realizzazione del festival.

Per informazioni sul programma, sugli artisti, sui luoghi parte integrante del progetto, sulle modalità di partecipazione e in caso di variazione consultare il sito e i social, in particolare Facebook www.facebook.com/Combin-en-Musique-644363275937173/  e Instagram www.instagram.com/combin_en_musique/.  Hashtag ufficiale del Festival  #combinenmusique2020  per mostrare le vostre emozioni, scatti, impressioni e suggerimenti.                          

TUTTI I CONCERTI SONO GRATUITI

Il calendario del Festival musicale ai piedi del Grand Combin è online sul sito www.combinenmusique.com


PROGRAMMA

22 luglio, ore 18
 Racconti di cornamuse… Antichi suoni dell’aria
 di Fabio Rinaudo con Claudio De Angeli
Centro Visitatori Fontina, Frissionière, Valpelline
In collaborazione con Cooperativa Produttori Latte e Fontina
(Possibilità di degustazione di prodotti tipici su prenotazione)

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28 luglio, ore 17:30
Omaggio a James Taylor
Andrea Maddalone
Champ Mort, Doues

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31 luglio, ore 18
Passe-temps for 4
Quartetto Italiano di Tromboni
Plan Détruit, Champillon, Doues

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6 agosto, ore 16
La nuova vita delle Alpi

Enrico Camanni su musiche di Martin Mayes (corno e corno delle Alpi) e Gigi Biolcati (percussioni)
produzione originale CHAMOISic

Conca di By, Ollomont

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10 agosto, ore 22
Promenade tra le stelle nella notte di San Lorenzo

Valentina Messa

Prato delle Cascate, Barliard, Ollomont

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13 agosto, ore 18
Oltre Swing

Nunzio Barbieri e Francesco Barbieri

Centro storico, Valpelline

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16 agosto, ore 21
Deep Conversations

Ares Tavolazzi, Federico Bagnasco

La Cou, Ollomont

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19 agosto, ore 21
Esperanto

Esperanto trio

Anfiteatro, Centro Storico, Doues

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23 agosto, ore 18
Cello ribelle -Almost3


Flavia Barbacetto, Stefano Cabrera

Le Fonderie, La Fabrique, Valpelline



TUTTI I CONCERTI SI SVOLGONO ALL’APERTO NEL RISPETTO DELLE NORMATIVE ANTI COVID-19


POLICY GENERALE - È preferibile la prenotazione tramite accesso al sito www.combinenmusique.com  Sarà comunque possibile accedere agli eventi fornendo le proprie generalità, che verranno conservate per 14 giorni in ottemperanza alle vigenti norme anti Covid-19. Sarà disponibile in loco gel per disinfezione delle mani. Le sedute, ove presenti, saranno sottoposte alle procedure di sanificazione richieste dalla normativa.

I partecipanti dovranno mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro (salvo gruppo familiari e conviventi).

I posti a sedere saranno opportunamente distanziati e organizzati tenendo anche conto delle prenotazioni.

Per i concerti che si svolgeranno su prato (28 luglio, 31 luglio, 10 agosto) le postazioni del pubblico saranno indicate da apposite bandierine; gli spettatori potranno portarsi idoneo supporto (telo, plaid...) per la seduta.

È richiesto ai partecipanti di indossare la mascherina di protezione fino al raggiungimento del posto assegnato (salvo le esenzioni previste per i minori).


POLICY IN CASO DI MALTEMPO – Con condizioni climatiche avverse gli eventi potranno avere luogo presso i padiglioni dei comuni di Valpelline e Doues, nei quali verranno attuate tutte le procedure previste dalla normativa vigente anti Covid-19. Aggiornamenti a riguardo verranno tempestivamente pubblicati sul sito e sulle pagine social del Festival. Per informazioni si può anche fare riferimento telefonico al numero del direttore artistico di Combin en Musique Federico Bagnasco +39 392 1952141.

I LUOGHI
La forte attinenza con il territorio, con i luoghi e con il patrimonio storico e naturalistico, potrà essere di interesse per tutti gli amanti della montagna o anche per i più curiosi. Il festival è rivolto a un pubblico eterogeneo, per tutte le età, per i residenti e per i turisti. La parola Combin nel nome, oltre alla connotazione geografica, vuole proprio rimandare a una combinazione tra la musica e l’ambiente, un nuovo contesto sonoro che possa aggiungere un’inedita prospettiva, quasi una nuova dimensione o anche semplicemente fare da pretesto per la riscoperta di un luogo, di un particolare “teatro inconsueto” dove l'arte musicale possa trarre nuova linfa. Ogni spazio utilizzato, come per le scorse edizioni, potrà essere testimonianza e opportunità per sviluppare diversi temi importanti per il territorio locale: l'economia agricola, l'architettura rurale, la storia dei mestieri tradizionali, i percorsi dell’escursionismo, gli alpeggi e la tradizione casearia, il turismo sociale nei decenni passati o, semplicemente, la storia del paese per tornare alle radici e alla bellezza dell’autenticità.
Tra gli inconsueti palcoscenici naturali della manifestazione figurano l'ingresso delle antiche miniere di rame, il paesaggio imponente e la bellezza rasserenante del laghetto a Plan Détruit, la scoperta delle valli e la suggestione delle note sotto la cupola naturale delle lacrime di San Lorenzo. Poesia, natura e arte si riscoprono tutt’uno.

 

I PROTAGONISTI

Racconti di cornamuse… Antichi suoni dell’aria
Musiche dall’ Irlanda, Scozia e Nord

I padri latini la chiamavano “Tibia Utricularis”, oggi comunemente è la cornamusa. Viene ascoltata in molti Paesi del mondo fin dal Medioevo, immancabile nel bagaglio musicale di ogni Jongler. A livello artistico richiama alla mente il “Suonatore di cornamusa” di Blomaert Abraham intento nella sua performance oppure il “Suonatore di cornamusa” di Thomas Couture dall’ambientazione e dal raccoglimento quasi sacrale. Nella tradizione è legata al pastore oppure al periodo del Natale. In programma le varie suggestioni si uniranno: i musicisti Fabio Rinaudo e Claudio De Angeli, componenti della storica irish band “Birkin Tree” presenteranno un repertorio musicale tratto dalla letteratura tradizionale nord italiana, francese, irlandese e scozzese.

Fabio Rinaudo: Musette del Morvan 18 e 16 pollici, Irish Uilleann Pipes, Scottish small pipes
Claudio De Angeli: Chitarra

Fabio Rinaudo - Da circa trent'anni è attento studioso ed interprete in particolare della Uilleann Pipes, la cornamusa irlandese, della Musette, la cornamusa del centro Francia e della Sordellina zampogna italiana del primo Seicento. La sua attenzione si rivolge allo studio della musica tradizionale irlandese, di quella nord italiana e del centro Francia spaziando sino alla musica antica. Nella sua carriera ha all’attivo più di 2750 concerti in Italia, Germania, Spagna, Austria, Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca, Scozia, Galles, Inghilterra, Irlanda e Portogallo. Inoltre ha inciso per prestigiose radio nazionali e partecipato a più di 90 incisioni discografiche.


Nel 1982 ha fondato la formazione Birkin Tree, una delle band di musica irlandese più famose in Europa e con la quale ha tenuto più di 1900 di concerti in tutta Italia ed all'estero (Germania, Svizzera, Spagna, Francia ed Irlanda) nei 32 anni di attività. Con i " Birkin Tree" ha inciso 5 album: "Continental Reel" (1995), “A Cheap Present”(1998), “Three” (2001) ,Virginia ( 2010) e Five Seasons (2019) riscuotendo ampi consensi dal pubblico e dalla stampa specializzata italiana, europea ed americana. Ha fondato nel 2005 la formazione di musica ligure “Liguriani”. Il gruppo ha pubblicato nel 2011 il primo album “Suoni dai Mondi Liguri” (Felmay), che ha riscosso grandi consensi da parte della stampa specializzata e nell’autunno del 2014 “Stundai” (Felmay), distribuiti in tutta Europa, in America ed in Giappone. Già membro per undici anni della formazione 'Ensemble del Doppio Bordone’, si è esibito in festival internazionali con altre prestigiose formazioni di musica antica come Divino Sospiro e Ensemble Micrologus. Da anni presenta diverse conferenze dedicate alla storia della cornamusa in conservatori e musei. Nel 2014 ha partecipato alla registrazione di “The Passion of Musick” per la Deutsche Harmonia Mundi insieme ad illustri interpreti della viola da gamba come Vittorio Ghielmi, Cristiano Contadin e Rodney Prada e con la rinomata flautista tedesca Dorothee Oberlinger. Il disco ha vinto l’ambito premio tedesco Echo Klassik 2015 per la categoria Chamber Music Recording of the Year. Dal 2013 con gli stessi si è esibito in prestigiosi festival di musica antica. Nel settembre 2017 la formazione ha registrato il tutto esaurito sia a Milano sia a Torino nel prestigioso festival MITO.  Nell’aprile del 2017 hanno registrato una puntata della trasmissione “La Stanza della musica” per Radio 3 dedicata al disco “The Passion of Musick”. Il 2018 li vedrà protagonisti di numerosi festival in Europa, tra cui il rinomato festival Musikfestspiele a Potsdam presso la reggia di Sanssouci. Ha all'attivo in generale più di 90 lavori discografici riguardanti la musica tradizionale, la musica antica e la musica leggera, collaborando con musicisti quali Angelo Branduardi, Riccardo Cocciante, Massimo Bubola, Giorgio Conte, Vincenzo Zitello, Dorothee Oberlinger, Vittorio Ghielmi, Zibba, Roberta Alloisio, Yo Yo Mundi, Roberto Cacciapaglia, Danila Satragno, Mauro Palmas, Carlo Aonzo…



Omaggio a James Taylor

Ci vuole una straordinaria bravura per omaggiare un mostro sacro al di fuori di ogni standard ed etichettatura attraverso uno spettro emozionale crepuscolare, malinconico e romantico. È l’omaggio a James Taylor di Andrea Maddalone, voce e chitarra.  James Vernon Taylor (Boston, 12 marzo 1948) è un cantautore statunitense, tra i più celebri a partire dagli anni Settanta. È uno degli artisti che hanno venduto di più nella storia della musica leggera (oltre 100 milioni di dischi in tutto il mondo). James Taylor inizia a studiare violoncello, spinto dall’influenza della mamma soprano, ma poi decide di dedicarsi alla chitarra e di fondare una band con il fratello Alex abbandonando, così, gli studi. La svolta per la sua carriera arriva durante un viaggio a Londra grazie all’audizione per la Apple Records dei Beatles con il brano Something in the way she moves. Gli anni ’70 rappresentano il successo con l’album Sweet Baby James, nel 1972 seguito da One Man Dog. Nel 1974 l’album Walking Man si rivela una delusione, ma torna sulla cresta dell’onda con In the Pocket nel 1976. Gli anni ’80 sono anni difficili per il cantautore tra amori finiti e problemi con la tossicodipendenza tanto che, nel 1985, pensa di ritirarsi per poi cambiare idea grazie all’amore del pubblico. Negli anni Duemila mostra una grande forza grazie anche alla nascita dei due figli gemelli e pubblica l’album October Road nel 2002 e A Christmas Album nel 2004. Nel 2008 e 2009 incide due album di cover: Covers e Other Covers. Nel 2018 partecipa al Festival di Sanremo come ospite, in coppia con Giorgia, per omaggiare la musica italiana.

Andrea Maddalone - Nasce nella seconda metà del secolo scorso a Reggio Emilia. Nel 1986 si stabilisce a Genova dove, conseguito il diploma di perito informatico, intraprende la professione di musicista. Svolge attività di docente di chitarra moderna presso numerose scuole di musica tra le quali l'Accademia Musicale di Savona e la Roland School di Genova. Nel 1990 si trasferisce temporaneamente a Vienna, dove comincia l'attività concertistica. Nel 1993 partecipa, in qualità di chitarrista, alla promozione televisiva del' album "Tutte Storie” di Eros Ramazzotti. Dal 1996 al 1998 lavora con Anna Oxa nelle rispettive tournée estive e invernali in Italia, Slovenia, Canada, Kazakistan e Jackuzia. Dal 1998 è un membro del gruppo New Trolls, con il quale ha partecipato ai tour in Giappone 2006, 2007 e 2013, Corea 2007, 2009 e 2014, Messico 2007, 2008 e 2013, Russia 2011, ha registrato 5 album ed un dvd ed ha suonato insieme a Claudio Baglioni (in occasione dell'evento O'Scia 2010), Le Orme (Winter tour 2013), Gino Paoli, Loredana Bertè, Shel Shapiro, Luis Bacalov, Mariella Nava e Sarah Jane Morris. Da marzo a giugno 2005 si reca a Bayahibe- Santo Domingo (Repubblica Dominicana) nel club Smaila's dove si esibisce con Sergio Vastano, Los Locos, Stefano Masciarelli, Franco Oppini e tanti altri, oltre ovviamente a Umberto Smaila. Nel 2006 e nel 2010 partecipa alle produzioni francesi "Excalibur II e III", collaborando con Jon Anderson (Yes), Jeremy Spencer e Mick Fleetwood (Fleetwood Mac), John Anthony Helliwell (Supertramp), Billy Preston, Moya Brennan (Clannad), Gerry Conway e Dave Pegg (Fairport Convention), e Martin Barre (Jethro Tull). Nel 2009 prende parte all'evento "Buon Compleanno Faber" in una band composta da Franz Di Cioccio e Partick Djvas (PFM), Cesareo (Elio e Le Storie Tese), Roby Facchinetti (Pooh) e Lucio Fabbri, accompagnando sul palco tra gli altri Massimo Di Cataldo, L'Aura, Danilo Amerio e Cristiano Godano (Marlene Kunz). Nel 2017 partecipa agli eventi "50 anni di carriera" di Vittorio De Scalzi al teatro San Carlo di Napoli e a Sanremo, suonando insieme a Patty Pravo, Katia Ricciarelli, Neri Per Caso, Drupi, Clive Bunker (Jethro Tull), Peppe Barra, Sal Da Vinci, Alberto Fortis e Lighea. Ha all'attivo oltre 110 album come turnista. Nel 2015 scrive il libro "La Chitarra Moderna" per Fingerpicking.net e distribuito da Curci Editore. Nel 2016 esce il suo album acustico "Nylon Strings" per l'etichetta Cose Sonore. Alcuni dei brani sono la colonna sonora della soap messicana "Tres Veces Ana". E' attualmente endorser ufficiale di Ibanez per le chitarre, Galli per le corde, Killpick per i plettri e MAMA per i pickups. Ha collaborato inoltre in studio di registrazione e dal vivo con Mario Biondi, Zucchero, Renato Zero, Alexia , Ragazzi Italiani, Double You, Marcella e Gianni Bella, Carlo Marrale, Bruno Lauzi, Reverend Lee Brown, Bobby Kimball, Al Schmitt, Lee Rogers, Stef Burns, Nilda Fernandez, Natalia Lafourcade, Ricchi e Poveri, Federico Stragà, Giulia Ottonello, Irene Fornaciari, Andrea Liberovici, Mauro Levrini, Stefano Picchi, Stefano Nosei, Fabrizio Casalino, Alessandro Bianchi e Michelangelo Pulci, Sergio Sgrilli, Corrado Tedeschi, Paolo Silvestri e Pivio e Aldo De Scalzi. Con questi ultimi ha preso parte come arrangiatore e chitarrista alle colonne sonore, tra gli altri, di parecchi film, spettacoli teatrali e serie tv.

 

 Passe-temps for 4
Quartetto Italiano di Tromboni

Diego Di Mario, 1° trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Vincent Lepape, 1° trombone dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino
Matteo De Luca, solo trombone dell’Orchestre de la Suisse Romande di Ginevra
Devid Ceste, 2° trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI

Il quartetto è composto da quattro musicisti, nonché amici, di fama internazionale. Sull'onda del grande successo di pubblico e critica, il gruppo, che si è formato nel 2012, prosegue la sua attività con masterclasses e concerti in Piemonte, Lazio, Lombardia, Francia e Svizzera (Festa della Musica di Ginevra), oltre alla partecipazione al festival MasterBrass II, III e IV (con la pubblicazione di CD). Il Quartetto Italiano di Tromboni propone nel suo repertorio i grandi capolavori della letteratura originale del Novecento per questa formazione, oltre a brani del periodo rinascimentale, barocco e romantico. Il Quartetto tiene Masterclass e concerti sia in Italia che all’estero ed è stato ospite di importanti festival del panorama brass: Festival di Dax, sui Pirenei, il festival Mediterraneo del Trombone di Marsiglia, l'International Trombone Festival di Lille. E’ stato per tre anni l’ensemble di riferimento del Corso di Alto Perfezionamento organizzato dal Duo Di Mario-Bassi nel Lazio. La formazione ha inaugurato l’edizione 2016 dell’ “Alessi Seminar” di Fossano (CN), masterclass tenuta dal M° Joseph Alessi (Principal Trombone New York Philarmonyc Orchestra).L'ensemble ha all'attivo tre CD: due live (Masterbrass II e Masterbras IV con solista Stefan Schulz -trombone basso dei Berliner Philharmoniker-) e Passe-temps for 4, il primo CD interamente dedicato al Quartetto Italiano di Tromboni. Nell’aprile 2018, il quartetto è stato impegnato in una tournée in varie città europee e degli Stati Uniti d’America, tra cui New York, presso la rinomata Juilliard School. Il Quartetto ha partecipato inoltre ad una Prima Mondiale Assoluta del brano “Four for four” di Nicola Ferro, per doppio quartetto di tromboni, affiancando il World Trombone Quartet (J. Alessi, J. van Rijen, M. Becquet, S. Schulz).

Vincent Lepape- E’ primo trombone dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino e docente di trombone del biennio superiore di II livello presso il Conservatorio di musica di Aosta. Solista, commissario di giurie di concorsi per solisti, orchestrale e camerista. Una straordinaria carriera articolata fra le più importanti orchestre europee, fra cui: Orchestre National de France, Orchestre de Paris, Opera de Lyon, Opera de Paris, Orchestra di Mosca, Orchestre National de Lyon Palau de les Arts (Valencia), Orchestra del San Carlo di Napoli e molte altre. È un membro fondatore dal 1998 del quintetto di ottoni Pentabrass, (www.pentabrass.it) con i quali ha inciso due CD. I Pentabrass sono stati invitati nei maggiori Festivals e Stagioni concertistiche italiane: Festival di Ottoni di Bagnolo Mela (BS), Festival di Ottoni di Mendicino (CS), Festival Internazionale di organo di Cuneo, Stagione concertistica i Venerdì del Corelli, Stagione concertistica di Asti, Stagione concertistica di Monterubiano e Montegorgio (AP) Festival di Ottoni di Quart (Aosta), Regio Itinerante. I Pentabrass hanno al loro attivo una tournée in Germania (Castelli Bavaresi) concerti in Francia ed in Svizzera. Sono stati invitati a rappresentare il Piemonte al Conservatorio Royal de Bruxelles in presenza della famiglia Reale Belga e dell’Ambasciatore Italiano in Belgio. Sono stati richiesti dall’Università della Georgia (USA) per una serie di concerti ed hanno effettuato una tournée in Georgia, si sono esibiti al Spanish Brass Festival ad Alzira (Spagna). A Jeju (Corea) sono stati chiamati a far parte della giuria del Concorso Internazionale per Ottoni e ad una serie di
concerti in Corea. Nel 2008 hanno effettuato una tournée in Russia esibendosi al Conservatorio Tchaikovski ed al Museo Puskin. Nel 2008 hanno organizzato il  “Pentabrass Festival” con la collaborazione di Fred Mills (ex CanadianBrass), Phil Smith (tromba solista N. Y.Philarmonic), Andrei Ikov (tromba solista Bolshoi) , Franck LLoyd (solista internazionale e professore di Corno Hochschule Essen), Michel Becquet (Solista Internazionale e professore di trombone al Conservatorio Superiore di Lione e Losanna) James Gourlay (Solista Internazionale di tuba) e l’ensemble “Epsilon”. I Pentabrass hanno al loro attivo più di 250 concerti. Il 23 Marzo 2002 Vincent Lepape ha eseguito in prima esecuzione italiana la “Symphonia per trombone e orchestra” di Ernest Bloch con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretto dal Maestro Aleksandr Anissimov.

Matteo De Luca nasce a Magenta nel 1985. All’età di nove anni inizia a prendere lezioni di solfeggio e successivamente di trombone presso la scuola di musica della banda del suo paese, ed entra qualche anno più tardi a studiare al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, diplomandosi nel
2005. Studia nei due anni successivi con il Maestro Corrado Colliard presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara. Consegue nel 2010 il master de soliste presso la Haute Ecole de Musique di Ginevra sotto la guida del Maestro Andrea Bandini. Dal 2007 al 2009 ricopre il ruolo di primo
trombone presso la UBS Verbier Festival Orchestra (Conductor Laureate: James Levine), nel 2009 vince il concorso per principal trombone presso la Royal Philharmonic Orchestra of London (Music director: Charles Dutoit), nel settembre 2010 vince il concorso per primo trombone presso l’Orchestra of the Opera North a Leeds (UK) e il mese successivo il concorso per solo trombone presso l’Orchestre de la Suisse Romande a Ginevra. E’ stato primo trombone ospite presso importanti orchestre quali l’Orchestra e la Filarmonica del Teatro Regio di Torino, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra e la Filarmonica del Teatro alla Scala e la Berner Sinfonieorchester. Vincitore dei primi premi assoluti ai concorsi solistici internazionali di
Chieri (2006) e C.N.E.M. (Riddes, 2007).

Diego Di Mario è primo trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dal 2015.
Si diploma a 17 anni con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali G. Briccialdi di Terni. Si perfeziona presso la Scuola di Musica di Fiesole diventando primo trombone dell’Orchestra Giovanile Italiana Nel 2008 vince il concorso per il posto di Secondo Trombone all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, dove rimane fino al 2009. Ha collaborato con l’Orchestre Philarmonique de Liège, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Spira Mirabilis, l’Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento, l’Orchestra Regionale della Toscana, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari e l’Orchestra Mozart; viene regolarmente invitato come primo trombone presso l’Orchestre Philarmonique de Monte Carlo e l’Orchestra Filarmonica di Torino. Ha ricoperto nella stagione 2011-2012 il ruolo di primo trombone presso l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e l'Orchestra Filarmonica della Scala con la quale ha eseguito il “Bolero” di M. Ravel diretto dal M° Daniel Barenboim sia al Teatro alla Scala che in una tournée europea. Sempre come prima parte dell’orchestra scaligera ha registrato il CD “Viva Verdi” e il DVD “Gershwin live at la Scala” sotto la direzione del M° Riccardo Chailly. È stato primo trombone dell’Orchestra Sinfonica di Roma per la stagione 2013-2014 e, nello stesso anno, ha debuttato come solista eseguendo il “Concertino” di L. E. Larsson per trombone ed orchestra d’archi al Teatro del Fuoco di Foggia. Fa parte del Quartetto Italiano di Tromboni, con il quale tiene Masterclass e concerti sia in Italia che all’estero.
Con questa formazione ha registrato tre CD: due live (Masterbrass II e Masterbrass IV con solista Stefan Schulz -trombone basso dei Berliner Philharmoniker-) e Passetemps for 4, il primo CD interamente dedicato al Quartetto Italiano di Tromboni. Nell’aprile 2018, il quartetto è stato impegnato in una tournée in varie città europee e degli Stati Uniti d’America (tra cui New York, presso la rinomata Juilliard School). Con il quartetto ha partecipato inoltre ad una Prima Mondiale Assoluta del brano “Four for four” di Nicola Ferro, per doppio quartetto di tromboni, affiancando il World Trombone Quartet (J. Alessi, J. van Rijen, M. Becquet, S. Schulz) Dal 2009 suona in duo con la pianista Hilary Bassi, esibendosi per importanti festival in Italia e all’estero (Francia, Belgio) e vincendo il Primo Premio Assoluto a numerosi concorsi cameristici nazionali ed internazionali quali il “G. Rospigliosi” di Lamporecchio, “Riviera Etrusca” di Piombino, “Città di Piove di Sacco”, “Luigi Nono” di Venaria Reale (dove il duo vince anche il Premio Speciale Novecento). Al duo sono stati dedicati brani da importanti compositori contemporanei quali Luigi Giachino e Riccardo Panfili.
Ha recentemente preso parte a San Pietroburgo alla XVI International Tchaikovsky Competition,
essendo stato uno dei 13 trombonisti selezionati in tutto il mondo per rappresentare la categoria
“Ottoni” per la prima volta in questa prestigiosissima competizione solistica.

Devid Ceste si diploma con il massimo dei voti nel 1996 presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino sotto la guida del M. Floriano Rosini, e nel contempo si avvicina alla musica contemporanea collaborando con l’Ensemble Fuorintempo (eseguendo più volte la Sequenza V di L. Berio e Keren di I. Xenakis). Nello stesso anno partecipa al Concorso d’Interpretazione Musicale “Città di Asti” ottenendo il 2° premio. Frequenta in seguito i corsi della “Scuola Superiore di Musica di Aosta” perfezionandosi con i M. Branimir Slokar, Jacques Mauger e Rex Martin. Inizia nel frattempo a collaborare con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino e con l’Orchestra Sinfonica “A. Toscanini” di Parma Dal 1998 è primo trombone dell’ “Orchestra Giovanile Valdostana Jazz” diretta dal M. Mario Raja. Nel 1999 ricopre il ruolo di secondo trombone presso l’Orchestra
Sinfonica “G. Verdi” di Milano, che lascia nell’aprile del 2000 per occupare il medesimo ruolo, dopo aver vinto il concorso, presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, ruolo che ricopre tuttora e che lo ha portato a suonare in importanti manifestazioni (La Traviata a Parigi prodotta dalla RAI sotto la direzione di Z. Metha, Festa della Repubblica al Quirinale, Biennale di Venezia, ecc.), in prestigiose sale da concerto italiane ed europee (San Carlo di Napoli, Comunale di Firenze, Donizetti di Bergamo, Tonhalle di Zurigo, Ginevra, ecc.) e del Sudamerica (Teatro Colon di Buenos Aires, Rosario, Montevideo, Sao Paulo do Brasil, Santiago del Cile, ecc.), sotto la direzione di Maestri quali E. Inbal, G. Sinopoli, G. Pretre, M. Rostropovich, L. Maazel, V. Gergiev, R.F.de Burgos, ecc. Dal 1999 collabora inoltre con l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiati, con la Festival Brass Band (formazione unica nel suo genere in Italia) e con l’Orchestra di Fiati della Valtellina, formazioni tutte dirette dal M. Lorenzo Della Fonte. È chiamato regolarmente a far parte di giurie di concorsi internazionali solistici e cameristici. Solista di euphonium di eccezionale valore e qualità, è docente di euphonium presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.


 La nuova vita delle Alpi. (produzione originale CHAMOISic 2019)

Letture di Enrico Camanni, musiche di Martin Mayes (corno e corno delle Alpi) e Gigi Biolcati (percussioni). Il viaggio attraverso le parole dello scrittore, narratore ed alpinista Enrico Camanni (Alp, Vivalda, Mondadori, Laterza, Domus, La Stampa, Dislivelli) con le musiche di Martin Mayes (cornista scozzese da 30 anni in Italia, suonatore anche del corno delle Alpi) e Gigi Biolcati, percussionista poliedrico e compositore musicale.

Enrico Camanni- E’ uno scrittore, narratore ed alpinista nato a Torino nel 1957. Ha scalato per parecchi anni lungo tutte le Alpi, aprendo una decina di vie nuove e ripetendo circa ottocento itinerari di roccia e ghiaccio. E’ stato membro del Gruppo Alta Montagna e ha insegnato alla Scuola nazionale di Alpinismo Giusto Gervasutti e alla Scuola nazionale di Scialpinismo della Sucai di Torino, di cui ne è stato anche il direttore. Grazie alla passione per l’alpinismo è approdato al giornalismo di montagna, alternando lo studio con il lavoro di redazione. E’ stato redattore capo della Rivista della Montagna. Nel 1985 ha fondato e diretto per 13 anni il mensile Alp. Dal 1999 al 2008 ha diretto l’edizione italiana della rivista internazionale L’Alpe. Dal 1999 collabora con il quotidiano La Stampa, nelle pagine culturali e in cronaca. Dal 2008 al 2011 ha diretto il mensile Piemonte Parchi della Regione Piemonte. Ha scritto migliaia di articoli, commenti, recensioni e saggi sulla storia dell’alpinismo, l’ambiente e le tematiche alpine, collaborando con numerosi giornali quotidiani e periodici tra cui Airone, Il Sole 24 ore, La Stampa, Panorama, L’Unità, Meridiani, Specchio, L’Indice, Il Giornale dell’Architettura e Il Manifesto. In quarant’anni di attività pubblicistica e di ricerca, ha allargato i suoi interessi dall’alpinismo alla storia delle Alpi e alle problematiche dell’ambiente alpino, in particolare dal punto di vista umano, unendo più discipline e competenze. Allo stesso tempo si è dedicato alla narrativa, pubblicando alcuni racconti e sei romanzi ambientati in diversi periodi storici. Ha affrontato il problema della museografia alpina contemporanea firmando la progettazione scientifica del Museo delle Alpi, delle Alpi dei Ragazzi e del Museo delle Frontiere al Forte di Bard. Ha curato anche l’ultimo allestimento del Museo della Montagna di Torino (2005). Ha collaborato alla progettazione e alla realizzazione dell’esposizione permanente Montagna in movimento al Forte di Vinadio (Valle Stura, 2007). Ha diretto e curato l’edizione italiana del Grande Dizionario Enciclopedico delle Alpi (2007). E’ stato progettista e direttore culturale di Alpi 365 Expo, il rinnovato Salone della Montagna di Torino (2007). Dal 2009 è vicepresidente dell’associazione Dislivelli ed in particolare nel 2012 ha coordinato il progetto Torino e le Alpi con il sostegno della Compagnia di San Paolo, animando successivamente la rassegna cinematografica e letteraria In cordata (2015-2016). Nel 2012 ha fondato con un gruppo di torinesi e l’appoggio esterno di Carlo Petrini la rivista Turin, storia e storie della città. Nel Settembre 2012 ha inaugurato le Camminate Spirituali sui sentieri delle Alpi occidentali, nell’ambito del Festival Torino Spiritualità. L’iniziativa continua ogni autunno. Nel 2014 ha avviato con l’Associazione Dislivelli la start-up del progetto Sweet Mountains, la grande rete del turismo sostenibile sulle Alpi. Nel 2016 ha pubblicato con Laterza Alpi ribelli, in seguito si è dedicato all’appassionante ricerca sulla vita di Giusto Gervasutti, uno dei suoi miti giovanili. Ne è uscito Il desiderio di infinito (Laterza), un libro che umanizza la figura del grande alpinista friulano. Ha di recente pubblicato (2020), un romanzo, Una coperta di neve (Mondadori), la quarta avventura di Nanni Settembrini, un vero e proprio giallo di montagna; per Laterza ha realizzato Il grande libro del ghiaccio, raccontando le vicende che vanno dalla scoperta romantica dei ghiacciai sino all’attuale crisi climatica.

Martin Mayes – E’ nato in Scozia, dagli anni ‘80 risiede in Italia, a Torino. Ha studiato musica all’Università di York, Inghilterra e ha iniziato la carriera facendo concerti, performance e teatro di strada nell’ambiente sperimentale della Londra degli anni ‘70. E’ stato descritto dal sassofonista italiano Mario Schiano come “il derviscio rotante del corno” e dal “City of London Festival” come “un architetto dell’immaginazione musicale”. Lavorando con il corno moderno, il corno a mano, il corno delle alpi e la conchiglia crea performance in solo che intrecciano improvvisazione, composizione, testi poetici e spazi architettonici. Ha partecipato a molti festival importanti in Europa, Canada, USA e Giappone. Come cornista, ha lavorato con musicisti di diversi generi, tra cui classica (Horns Aloud Quartet), etnica (Michael Ormiston), jazz contemporanea (Cecil Taylor), rock (David Jackson di Van de Graaf Generator) e danza (Merce Cunningham Dance Company). In Italia fa parte del Phantabrass di Giancarlo Schiaffini, dell’Instabile Italian Orchestra e del progetto di Fulvio Albano sul Birth of the Cool di Miles Davis. A Torino fa parte dell’Equipaggio dei Corni da Caccia della Venaria. Dal 2004 sviluppa progetti per le scuole elementari che portano i bambini in un viaggio nell’universo della sonorità del mondo, con la musica, gli oggetti e le parole. Fa anche parte del progetto internazionale MUS-E creato dal violinista Yehudi Menuhin.

Gigi Biolcati -E’ un batterista, percussionista poliedrico e compositore musicale. Nel suo drumming si fondono sonorità e groove ispirati sia dalla tradizione batteristica che da quella delle percussioni etniche, in cui traspare l’aspetto tribale del ritmo contaminato da sonorità tecno post - industriali. Cajon, tabla, djembe, kalimba, chincaglierie, voce, body percussion, scatole sonore a fessura e a orde, cassetti di legno suonate a piedi nudi con una tecnica che ricorda passi di flamenco e tip-tap, sono gli ingredienti che creano interessanti e variopinte poliritmie. Allievo del Maestro Enrico Lucchini ha collaborato con Cristiano De Andrè e Aida Cooper e Maurizio Martinotti. Dal 2010 collabora con Riccardo Tesi e Banditaliana registrando due album in cui è anche autore e coautore di alcuni brani. Nel 2013 assieme ad Aldo Mella e Luisa Cottifogli fonda Youlook Trio. Dal 2014, nel cinquantesimo anniversario dello spettacolo Bella Ciao di Spoleto, è parte del cast del Nuovo Bella ciao diretto da Riccardo Tesi e che vanta la partecipazione di Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Alessio Lega e Andrea Salvadori. Nel 2015, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, realizza l’album solista Da Spunda pubblicato da Visage Music.




Promenade tra le stelle nella notte di San Lorenzo

In occasione della notte di San Lorenzo, quella dei desideri, la pianista Valentina Messa offrirà un concerto a tema, sotto la volta celeste sul Prato delle Cascate in località Barliard, per poter godere, a guisa di scenografia, del fenomeno annuale delle stelle cadenti. Il concerto sarà privo di luce artificiale, il pubblico potrà disporsi sul prato a osservare il cielo senza alcun disturbo luminoso (pur mantenendo le dovute distanze di sicurezza).

Il programma del recital sarà proprio incentrato sul tema della notte e delle stelle, muovendosi tra musica del XIX e del XX secolo come in un viaggio onirico, con musiche di Beethoven, Chopin, Schumann, Fauré, Poulenc, Barber, Cage, Stockhausen.

Valentina Messa – La pianista si diploma nel '99 al Conservatorio di Venezia con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Nel 2007 ha poi conseguito il Diploma accademico di II livello presso il Conservatorio di Genova con 110, lode e menzione speciale. Si è perfezionata con P. Rattalino, L. B. Arcuri, P. Masi ed E. Pace; ha seguito masterclass con B. Petrushanski, S. Pedroni, A. Specchi, K. Helvigg, J. Achucarro, M. Damerini, B.Canino. Vincitrice di varie borse di studio e premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il Premio Venezia, il Concorso Gante di Pordenone, il Concorso “Società Umanitaria” di Milano, tiene concerti dall'età di tredici anni in sale e per società concertistiche quali Normale di Pisa, Società Umanitaria di Milano, Teather Trier, Auditorium Casa Paganini, Sala della Radio Vaticana, Teatro Alfieri di Torino, Teatro Vittoria per Unione Musicale Torino, GOG Genova, Schleswig Holstein Music Festival, Caplan Centre for the Performing Arts di Philadelphia, Logan Centre for the Performing Arts di Chicago, Sanders Teathre della Harvard University a Boston e ha suonato come solista con l'Orchestra di Padova e del Veneto, la Filarmonica di Udine, l'Orchestra Classica Belvedere e la Philarmonische Orchester der Stadt Trier. Svolge intensa attività cameristica in varie formazioni ed è membro stabile di Eutopia Ensemble, gruppo dedito alla musica contemporanea: ha suonato con artisti quali L. Borrani, J. I. Murakami, M. Damerini, R.Agosti, E. Abeshi, M. Ben Omar, R.Crocilla, A. Berovsky, A. Pinzaru, Dami Kim, K. Nagaoka, M.Milstein, in Mo Young, Albrecht Menzel, Kevin Zhu, con l'Ensemble Nuove Musiche ed è da anni ospite fissa di Sentieri Selvaggi, ensemble diretto da Carlo Boccadoro. Dal 2009 si dedica con passione all’accompagnamento pianistico, in particolare degli strumentisti ad arco: è stata collaboratrice in numerosissime masterclass e corsi annuali di eminenti artisti quali Dora Scwarzberg, Friedemann Eichhorn, Lukas Hagen, Eugene Surbu, Ivan Rabaglia, Sonig Tchakerian, Bin Huang, Kleidi Satchi, Adrian Pinzaru, Umberto Clerici, Giovanni Gnocchi, Giovanni Sollima ed ha svolto ruolo di pianista ufficiale del concorso violinistico A.Postacchini di Fermo, nelle ultime due edizioni del Premio Paganini di Genova e del Concorso Violoncellistico Internazionale Mazzacurati di Torino. Attualmente insegna Pratica e lettura pianistica presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli di Modena, ricopre il ruolo di pianista di sala presso l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presso cui collabora al corso di Giovanni Sollima, ed è accompagnatrice delle classi di violino presso presso l'Accademia di Musica di Pinerolo; ha prestato servizio per oltre dieci anni come pianista accompagnatrice presso il Conservatorio N. Paganini di Genova.


Oltre Swing

“Oltre, osare, creare, sperimentare”, queste sono solo alcune delle parole con le quali è possibile definire questo progetto musicale “Padre e figlio”, di Nunzio e Francesco Barbieri. Si passa da Chopin alla musica patriottistica italiana, da Django Reinhardt a François Couperin, Paradisi e Händel, dai grandi fisarmonicisti italo-francesi dello Swing Valse fino ad omaggiare l’appassionata musica della tradizione napoletana.

Nunzio Barbieri - Chitarrista ed arrangiatore intraprende giovanissimo gli studi musicali. Un innato talento gli permetterà di iniziare da molto giovane come professionista e turnista in Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra. Partecipa a diverse importanti manifestazioni musicali; tra esse si ricordano Pistoia Blues, JVC Torino Jazz Festival, Jazz and Other, International Jazz Festival di Torino, Progetto Jazz Festival, Nizza Festival, Jazz in Piazza, Santarcangelo Festival, Gezziamoci Jazz festival Internazionale di Basilicata, Acoustic Guitar International Meeting, DiVino Jazz Festival, Vincoli Sonori Klezmer & Gipsy Music Festival, Shkodra Jazz Festival, Scutari Musik in Baden…La sua formazione totalmente autodidatta oltre che da Jimi Hendrix è stata profondamente influenzata anche dal chitarrista Django Reinhardt. Barbieri è un chitarrista eclettico, capace di unire grandi virtuosismi a un’espressività personalissima. Fa stabilmente parte da molti anni dell’orchestra di Paolo Conte.

Francesco Barbieri - Ha iniziato lo studio del clarinetto all’età di dodici anni, sostenendo pochi mesi dopo l'ammissione al Conservatorio G.Verdi di Torino. Durante gli anni di studio, sotto la guida del Maestro Vittorio Muó, ha partecipato a numerosi concerti per conto del Conservatorio presso la Reggia di Venaria Reale. Nel settembre del 2011 ha partecipato a MiTo per la città eseguendo, in formazione di trio di clarinetti, trenta spettacoli suddivisi in sei giorni, eseguiti nei posti più svariati della città di Torino. Esperienza poi ripetuta nel 2012, concludendo il ciclo di concerti con uno spettacolo al teatro Vittoria. Il repertorio eseguito partiva dallo stile classico di Mozart fino ad arrivare al RagTime di Schott Joplin ed al Tango di Astor Piazzolla. Ha conseguito il diploma nel 2012 con valutazione 10/10. Negli anni successivi al Conservatorio è stato in Spagna, per un periodo di cinque mesi di perfezionamento con il Maestro Pierluigi Bernard, primo clarinetto dell'orchestra sinfonica di Tenerife e successivamente a Londra, studiando con il Maestro Richard Hosford, primo clarinetto della Royal BBC Orchestra e docente al Royal College of Music. Ritornato in Italia, ha sostenuto concerti, oltre che per MiTo nuovamente, anche per una rassegna di concerti svoltasi a Sestriere, denominata "Alte note nella via lattea", svoltasi per tre anni. Sta seguendo un corso di perfezionamento con il Maestro Alessandro Travaglini, docente del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia. Da due anni sostiene concerti, oltre che di musica classica, anche di Swing, collaborando con formazioni del panorama Swing torinese e non, tra cui i ManoManouche.




 Deep Conversations

Se può essere curioso e insolito ascoltare un contrabbasso in una veste solista, in primo piano, ancor più insolito e curioso sarà ascoltare un dialogo tra due contrabbassi. Gli strumenti si sveleranno in molteplici voci e colori, muovendosi in territori di confine, tra il jazz e la musica popolare, con riferimenti classici e sperimentazioni più ardite. Alla maestria di Ares Tavolazzi, bassista e contrabbassista di fama internazionale, che ha dato un importante contributo alla storia della musica italiana, si aggiungerà in contrappunto lo strumento di Federico Bagnasco, direttore artistico del festival.

Ares Tavolazzi – Il musicista ha studiato violoncello e contrabbasso al Conservatorio di Ferrara. Nel 1969 inizia a lavorare come sessionman in studio per Paolo Conte, Francesco Guccini, Fabio Concato, Teresa de Sio e molti altri. Dal 1973 al 1983 fa parte degli Area insieme a Demetrio Stratos, Patrizio Fariselli Paolo Tofani e Giulio Capiozzo, registrando con il gruppo 10 album e partecipando a numerose manifestazioni internazionali. In quel periodo si avvicina alla musica jazz, frequentando l’ambiente jazzistico di New York. Nel 1982 partecipa al tour dell’orchestra di Gil Evans, con Steve Lacy  e Pietro Tonolo. Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è al primo posto nella classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club. Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno. Dal 1990 ha collaborato dal vivo e in studio con Sal Nistico, Max Roach, Lee Konitz, Phil Woods, Mau Mau, Massimo Urbani, Enrico Rava, Stefano Bollani, Dado Moroni, Ermanno Maria Signorelli, Enrico Pierannunzi, Roberto Gatto, Danilo Rea, Franco D’Andrea, Mike Melillo, Ray Mantilla, Carlo Atti, Paolo Fresu, Tino Tracanna, Gianni Basso, Gianluca Petrella, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso e molti altri. Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo (di recente Ruth e Il Cantico dei Cantici per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia, insegnando nelle scuole jazz di Milano, Bologna, Ferrara, Rovereto.

Federico Bagnasco – Contrabbassista, docente, compositore e arrangiatore, occasionale polistrumentista di strumenti ad arco e a pizzico, è da anni attivo come musicista che attraversa i generi musicali e i differenti contesti della cultura e dello spettacolo, dai più tradizionali ai più sperimentali.
Diplomatosi con lode in contrabbasso, presso il Conservatorio Paganini di Genova, e perfezionatosi con importanti solisti e didatti di questo strumento, ha approfondito anche la composizione, l'improvvisazione e la prassi esecutiva su strumenti antichi.
Ha collaborato e collabora occasionalmente con importanti orchestre e fondazioni lirico sinfoniche in Italia e all'estero anche in veste di prima parte. Attualmente collabora come primo contrabbasso con l'orchestra da camera Milano Classica, con la quale si è esibito anche in veste di solista.
Ha collaborato e collabora con molte formazioni italiane di musica barocca, suonando diversi “violoni”, partecipando a note rassegne in Italia e all’estero di musica da camera e di musica corale e suonando al fianco di alcuni fra i più importanti interpreti di musica antica.
Dal 2013 fa parte dell’Eutopia Ensemble, dedita alla musica contemporanea e del '900.
Spesso è stato coinvolto come musicista di scena per il teatro o come consulente e arrangiatore, per il teatro di prosa, per cabaret, per spettacoli per bambini, per reading poetici o in performance teatral-musicali vere e proprie, come attore-musicista. Una parte consistente della sua attività concertistica inoltre è legata al mondo della canzone d’autore. Le sue esperienze musicali passano inoltre per il jazz, il tango, la musica medioevale e rinascimentale, il progressive rock, le musiche da film o per il teatro di prosa, trasmissioni televisive, la musica popolare di tradizione e la libera improvvisazione, con importanti collaborazioni. Compie attività di ricerca musicologica sulla storia del contrabbasso; nel 2012 pubblica "KontraBach. Percorso storico musicale di un binomio possibile. Note intorno al rapporto tra il contrabbasso e la musica di J. S. Bach" (Armelin Musica-Padova).

Ha al suo attivo circa una cinquantina di registrazioni discografiche (per importanti etichette quali Decca, Sony Classical, Amadeus, CPO, Stradivarius, Avie, Brilliant classics, Ricercar, Felmay, Ala bianca, Tactus, Bongiovanni…). Nel 2009 pubblica per la rivista SuonoSonda una propria versione per contrabbasso di Solo (1966) di K. Stockhausen. Nel 2014 pubblica “Le Trame del Legno”, composizioni originali per contrabbasso e manipolazione elettronica, con ottimo successo di critica. Nel 2017 produce l'audiolibro Trita Provincia di Max Manfredi, letto dall'autore, curandone le musiche di scena. Nel 2019 pubblica inoltre il libro “Idiofonie”, bizzarro esperimento letterario tra la divulgazione musicale e il gioco poetico dei suoni e delle parole. È direttore artistico del Festival valdostano Combin en Musique. È docente di contrabbasso presso il liceo musicale Cavour di Torino.




Esperanto

Esperanto nasce da un'idea di Luca Falomi, giovane ed eclettico chitarrista e compositore, e dalla sua collaborazione con Riccardo Barbera, contrabbassista e compositore poliedrico e creativo. Il legame artistico tra Falomi e Barbera, entrambi compositori di grande sensibilità da sempre interessati alla ricerca sonora e alle contaminazioni musicali, li ha portati a collaborare ai rispettivi lavori discografici (Sober di Luca Falomi e Aymara di Riccardo Barbera) e a comporre insieme materiale originale, frutto di una visione musicale comune, di esperienze artistiche simili e di una naturale sinergia. A completare l’ensemble Rodolfo Cervetto, batterista di rara sensibilità e creatività, da subito in sintonia con la natura del progetto.

Luca Falomi -Muove i primi passi nella musica a soli sei anni. Parallelamente allo studio accademico della chitarra classica, presto scopre il jazz e l’improvvisazione e intraprende un percorso che lo porta ad approfondire la conoscenza dei linguaggi e dei generi musicali. Partecipa a masterclass con artisti internazionali che gli suggeriscono una visione più ampia della musica e del suo strumento. L’interesse per il suono lo porta a sperimentare con strumenti a corda acustici, elettrici ed etnici. La sua attività musicale lo vede coinvolto sia in studio che dal vivo in progetti di generi musicali differenti: jazz, world music, musica d'autore, musica sperimentale e contemporanea. Nel 2011 pubblica il suo primo album dal titolo Viens Voir, seguito nel 2014 da “Sober”, prodotto in collaborazione con Marco Canepa, sound engineer e produttore discografico di grande esperienza. Un album di composizione caratterizzato da melodie evocative e cinematografiche e contaminazione musicale tra world music, jazz e musica d'avanguardia. Dà vita inoltre al progetto live Esperanto, un trio acustico con il contrabbassista Riccardo Barbera e il batterista Rodolfo Cervetto che propone materiale originale accostando in chiave jazzistica idiomi musicali diversi. In qualità di chitarrista, arrangiatore e compositore partecipa a svariati progetti discografici, live e teatrali collaborando con: Franca Masu, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Javier Girotto, David Clayton, Al Schmitt, Francesco Baccini, Hannah Scott, Fausto Beccalossi, Alberto Fortis, Elisabetta Pozzi, Max De Aloe, Lukas Mantel, Marco Fadda, Giovanni Ceccarelli, Michela Lombardi, William Naraine, Mario Arcari, Gino Paoli, Riccardo Barbera, Roberto Freak Antoni, Armando Corsi, Stephane Casalta, Nicola Stilo, Max Manfredi, Roberta Alloisio, Giulia Ottonello.

Riccardo Barbera - E' uno dei più sensibili e apprezzati contrabbassisti sulla scena italiana. Fine compositore, nel 2014 ha pubblicato "Aymara" il suo primo album. Le sue collaborazioni, in studio e dal vivo, sono moltissime. Tra queste, registi e attori (colonne sonore) come: Elisabetta Pozzi, Mariangela D’Abbraccio, Ugo Dighero, Enzo Jannacci, Dario Vergassola, Gianfranco Funari. In campo jazz e pop: Ivano Fossati, Anna Oxa, Al di Meola, Andrea Parodi (Tazenda), Mau Mau, Nicola Stilo, Javier Girotto, Luciano Biondini, Rita Marcotulli, Gavino Murgia, Dado Moroni, Roy Paci, Beppe Gambetta, Tullio De Piscopo, Alessio Menconi, Mario Arcari, Marco Beasley, Ellade Bandini, Elena Ledda, Marco Pereira, Mike Marshall, Gumbi Ortiz, Tran Quang Hai, Ingrid Chavez, Eileina Williams, Kathy Chiavola, Nitin Sawhney, Gnawa Sidi Mimoun, Francis Bebey, Dervisci Rotanti Mevlevi Sema Ensemble, Stella Chiweshe e molti altri.

Rodolfo Cervetto - Uno dei batteristi jazz più apprezzati in Italia. Le sue caratteristiche principali sono la capacità di coniugare grande propulsione ritmica a sensibilità e dinamiche. Queste doti lo hanno portato a suonare in tutta Europa e a collaborare spesso con grandi musicisti come Bob Wilber, Benny Golson, Gary Bartz, Paul Jeffrey, Andrea Pozza, Buster Williams, Dado Moroni, Gianni Coscia, Bruce Forman, Gabriele Mirabassi, David Hazeltine, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Dominique Di Piazza e Michel Benita. Oltre al progetto Esperanto, è membro stabile di molte formazioni come il Philippe Petrucciani quartet, il gruppo On Air con ospiti Fabrizio Bosso, Mattia Cigalini e Max Ionata, il quartetto “Melodies” con Gianpaolo Casati, Andrea Pozza e Dino Cerruti. Ha partecipato a trasmissioni radio/tv e inciso molti album. Ha anche partecipato a colonne sonore per cinema e tv con Pietro Leveratto e Paolo Silvestri. Negli ultimi anni la sua ricerca si è orientata all’affinamento del proprio linguaggio avvicinandosi al free, al jazz europeo e alla musica classica. È direttore artistico di alcune rassegne jazz liguri a livello nazionale e del Louisiana jazz club. Con il teatro dell’Archivolto organizza eventi dove il jazz incontra le altre forme artistiche e musicali



Cello Ribelle - Almost3

Un viaggio alla scoperta di uno strumento dalle innumerevoli sfaccettature, che perde la sua patina meramente "classica" per acquisire ogni volta personalità diverse e inattese: il violoncello di Stefano Cabrera sa stupire l'ascoltatore facendosi chitarra, basso, percussione, sitar. Alla sonorità più acustica si affianca inoltre l'uso di loop ed effetti, in un'efficace commistione tra classicismo e modernità. Al violoncello si unisce la voce di Flavia Barbacetto, in un dialogo divertente, intenso e appassionato a spasso per la musica d'autore: da Gaber a Van Wood, da De André a Renato Carosone.

Flavia Barbacetto – Fiorentina d’adozione, nasce a Frosinone nel 1987 e si avvicina all’arte a sette anni, attraverso lo studio della danza contemporanea (metodo “Marta Graham”). Nel frattempo coltiva la sua innata passione per il canto e, all’età di quindici anni, entra in contatto per la prima volta con il mondo del musical. Riceve una borsa di studio per il corso di formazione al musical “Palcoscenico Giovani” presso la MaxBalletAcademy di Firenze, grazie alla quale ha l’opportunità di studiare canto, recitazione, danza classica, danza jazz e hip hop. Dopo un percorso all’interno della MaxBalletAcademy, della durata di 4 anni, perfeziona i suoi studi nell’ambito del musical con il laboratorio biennale “Arteinscena” del teatro Politeama di Prato diretto da Simona Marchini e Franco Miseria. E’ contralto del trio vocale torinese The Blue Dolls, con il quale si è esibita in prestigiosi teatri, Festival e Jazz Club (Blue Note di Milano, Montreux Jazz Festival, Arona Music Festival, Ravenna Jazz, Jazz Cat Club di Ascona...). In qualità di cantante solista e di corista ha collaborato con: Orchestra Haydn di Bolzano, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra della Toscana, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Artem. Con le Blue Dolls si è esibita a fianco di Renzo Arbore e ha preso parte alla registrazione della colonna sonora del film dedicato al Trio Lescano "Le Ragazze dello Swing", prodotto da RAI 1, per il quale il gruppo ha ridato vita all'indimenticabile trio vocale italo-olandese. Il trio ha al suo attivo diverse partecipazioni a trasmissioni televisive nazionali e non. È vocalist nel concerto "Come una specie di sorriso", a fianco di Neri Marcorè e GnuQuartet, e voce solista nello spettacolo “Musica a pedali”, a fianco del giornalista Marino Bartoletti e del direttore-compositore Roberto Molinelli. Collabora con il violoncellista, arrangiatore e compositore Stefano Cabrera, con il quale ha partecipato, in qualità di interprete, autrice dei testi e coautrice della musica, alla creazione dei due brani "Just Humans" e "Outing" per la colonna sonora originale del film "Outing - fidanzati per sbaglio" di Matteo Vicino, con Massimo Ghini, Nicolas Vaporidis e Giulia Michelini. È co-direttrice, a fianco di Maria Pierantoni Giua, Pier Mario Giovannone e Stefano Cabrera, del Coro Popolare della Maddalena, progetto socio-musicale per la riqualificazione del quartiere della Maddalena nato a Genova nel 2013.

Stefano Cabrera -Violoncellista, arrangiatore e compositore è nato a Genova nel 1971. Si è diplomato con il massimo dei voti e la lode in violoncello con il maestro Nevio Zanardi al Conservatorio di Genova nel 1992. Successivamente si è perfezionato con Mario Brunello, Yo-Yo Ma, Amedeo Baldovino, Emil Kline. Ha studiato musica jazz e composizione. Le sue composizioni sono state premiate in importanti concorsi nazionali ed internazionali. Ha studiato orchestrazione e arrangiamento alla Berklee School of Music. I suoi lavori sono stati eseguiti in festival internazionali ed in prestigiose sedi in Italia, nonché trasmesse da emittenti televisive e radiofoniche. Dal 1994 al 2009 ha lavorato come violoncello di fila al Teatro Carlo Felice di Genova. Nel 2005 ha iniziato una collaborazione con i "Violoncellisti della Scala" ed ha scritto per il Teatro Carlo Felice "Sugli Angeli", "Canto dell'Osso di Luna" e "Let it Beatles", rilettura dei successi del gruppo inglese per voce solista, coro e orchestra. Nel 2004 ha realizzato insieme a Luigi Berio, componendo la musica originale, il cartone animato "Genova, sinfonia di una città" con i disegni di Emanuele Luzzati. Dal 2006 è violoncellista e arrangiatore del GnuQuartet con il quale ha collaborato con molti artisti tra cui: Gino Paoli, Niccolò Fabi, Afterhours, Motel Connection, Simone Cristicchi, Dolcenera. Collabora con numerosi teatri, orchestre e gruppi da camera come arrangiatore e orchestratore.

 

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