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FIN SARDEGNA - Il programma settembrino delle Acque Libere e le peculiarità del team Acquasport Cagliari PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Settembre 2020 15:15

Tags: Acquasport Cagliari | Alessio Suergiu | Danilo Anedda | Danilo Russu | FIN Sardegna

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E’ arrivato il rush finale per una stagione di acque libere fugace, da assaporare fino all’ultimo metro. Il programma incluso nel nono mese dell’anno prevede tre competizioni ravvicinate riservate sia agli agonisti, sia ai master.

Si comincia nelle acque del capoluogo isolano con la mezzofondo di 3,5 chilometri Cagliari - Poetto di sabato 12 settembre 2020 con partenza dalla sempre suggestiva spiaggia di Calamosca, e la autorevole supervisione della Nuoto Club Cagliari

Il 19 settembre 2020 gli appassionati si ritroveranno ad Alghero sotto l’ala protettiva della Freedom in Water, anche lei esperta in ritrovi gettonatissimi che darà vita alla prima edizione del Meeting di mezzo fondo Baia delle Ninfe. In questo caso lo scenario mozzafiato riservato ai preparativi sarà la spiaggia Mugoni.

Non c’è tempo per rifiatare perché l’indomani si chiude definitivamente il sipario in quel di Iglesias davanti ad uno scrutatore speciale qual è lo scoglio Pan di Zucchero. La autoctona società Antares convoglierà nuotatori nell’arenile di Masua affinché animino la quattro chilometri che prende proprio il nome dell’incantevole località.

Se le condizioni meteo non deluderanno le aspettative si assisterà a tre momenti di rigoroso agonismo in un’annata funestata dal Coronavirus che poche opportunità ha concesso ai numerosi praticanti.

Nonostante ciò nei piani alti della FIN Sardegna il clima è disteso: per com’era la situazione in primavera si stava rischiando il tracollo generale, ed invece si è riusciti a salvare (almeno in parte) il calendario stilato lo scorso inverno. “Gli appuntamenti si contano sulla punta delle dita – esclama il presidente Danilo Russu - ma fino a questo momento posso dire che sono stati organizzati alla perfezione da società rivelatesi all’altezza, rispettando nel migliore dei modi le linee guida stilate per garantire la sicurezza. Penso che i nostri tesserati si divertiranno anche in quest’ultimo scorcio dell’universo Open e non si lasceranno sfuggire le restanti opportunità a contatto con il sale marino, prima di augurar loro di riappropriarsi al più presto degli effluvi al cloro”.

Tra le società che si sono rese protagoniste sul campo a cielo aperto con risultati eclatanti c’è la Acquasport di Cagliari del presidente Pino Anedda. E’ l’occasione per sviscerare meglio l’attività attraverso le sue parole, in qualità anche di responsabile del Settore Salvamento FIN Sardegna.

A imbastire un commento prettamente tecnico sarà Alessio Suergiu che oltre a raccontare la sua storia personale, esplorerà le vicende dei suoi atleti più in vista, fornendo anche un suo personale giudizio su cosa riserveranno i tre appuntamenti finali di Cagliari, Alghero e Iglesias.

Infine il testimone passa a Danilo Anedda, direttore delle quattro piscine che la società Acquasport ha in gestione a Cagliari, Assemini, Oristano e Capoterra.

PINO ANEDDA: OLTRE LA SUBACQUEA C’E’ UN IRRESISTIBILE AMORE PER IL MARE
Il padre fondatore dell’Acquasport Cagliari si chiama Amedeo Anedda (noto Pino). Dai suoi racconti emerge una venerazione per l’acqua e le sue estrinsecazioni più o meno latenti. Per lui è quasi naturale dare libero sfogo a immaginazioni pregne di poesie e sublimazioni che alla lunga aiutano a realizzare i sogni più improbabili.

Nel 1985 l’impianto natatorio di via Dello Sport era una meta abituale di Amedeo/Pino. Sovente si aggirava nei paraggi soffermandosi in particolar modo sui ruderi di quella che tanto tempo prima fu una piscina scoperta. I bei ricordi legati a quei luoghi cozzavano con ciò che era costretto a vedere nei periodici sopralluoghi: una specie di discarica contenente vecchie transenne e tribune ormai logore. Un colpo d’occhio frustrante che si palesava anche mentre attraversava il corridoio, diretto negli spogliatoi. E una richiesta di aiuto, sempre più assillante, sembrava sprigionarsi dall’oscurità di quelle macerie: “Riportateci ai fasti di un tempo”! Nonostante il tetro paesaggio la vasca continuava ad essere colma d’acqua e i suoi colori mutavano a seconda delle sfumature assunte dal cielo: ci si poteva incantare assuefatti dall’azzurro, oppure rimanere estasiati dalle mutazioni di tonalità verde e blu. Sembrava il video di un canto delle sirene che pregavano i presenti di riqualificare l’antro magico.

Ad un certo punto qualcosa si muove: Amedeo/Pino sensibilizza altri suo conoscenti che si mettono a tavolino per studiare a fondo il recupero del terreno. Ne viene fuori un progetto che viene sottoposto all’attenzione dell’allora sindaco Roberto Dal Cortivo. La municipalità cagliaritana storce il naso; a suo avviso quella mutazione non s’ha da fare perchè l’area non è stabile: lo si deduce da una analisi geologica avvenuta con una serie di micro-trivellazioni. La certificazione prodotta dagli esperti attestava che in quella zona, qualsiasi tipo di intervento edile avrebbe potuto essere molto pericoloso. L’impavido protagonista non ci sta e punta i piedi: attorno a quella struttura sorgono edifici niente male come l’Hotel Panorama o quello che ospita la Guardia di Finanza. “Non mi pare che dopo quelle edificazioni le leggi della fisica siano state stravolte – replicò Anedda al primo cittadino – e sono convinto che operando con la giusta attenzione si può intervenire con un buon lavoro di ripristino edile”. Qualcuno suggerì di presentare la proposta agli uffici tecnici e le trattative andarono avanti.

Nel 1990 si costituì la ACQUA SPORT S.r.l.; solo con una società di capitali si poteva ottenere il finanziamento necessario a coprire i lavori di ristrutturazione della piscina. Tre anni dopo fu concessa l’area e si poté dare finalmente il via ai lavori. La gestione dell’impianto divenne realtà nel 1996 ma c’era ancora da mangiare tanto pane. Le rate del mutuo, molto salate, si sarebbero accavallate per il ventennio successivo e tutto ciò che riguardava il settore agonistico doveva aspettare. Nel frattempo, però, Amedeo/Pino acquisisce esperienza sia sul fronte gestionale, sia su quello amministrativo. Aspetti che gli saranno utilissimi quando l’impianto procederà a pieno regime.

Le attività che prima si svolgevano in via Dello Sport vengono trasferite nel nuovo impianto, tra cui corsi di ogni ordine e grado: sub, salvamento, nuoto pinnato, attività di protezione civile in ambiente acquatico, ricerca e prospezioni subacquee propedeutiche all’archeologia subacquea, speleologia subacquea.

Amedeo/Pino prova ad esternare con esempi concreti il suo amore per il mare e soprattutto per la subacquea, risalente all’epoca adolescenziale: “Nel 1985 ho iniziato l’attività didattica subacquea – dice - e questa grande passione mi ha portato ai vertici nazionali della disciplina. Assieme ad un gruppo di amici, fondai il Club Sommozzatori Cagliari, e per diversi anni ne fui il presidente. Non ricordo il numero preciso di brevetti specialistici acquisiti, ma tra i più importanti snocciolo con orgoglio quello di istruttore 3° grado che porta il numero 0000001. Sono inoltre commissario federale per lo svolgimento dei corsi istruttori. Nei quadrienni 1990/94 e 1998/2004 venni eletto componente del Comitato Attività Subacquee e poi feci parte della didattica subacquea della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee). Sono inoltre istruttore di nuoto pinnato, apnea, fotosub, salvamento. E poi maestro di salvamento, istruttore plurispecializzato della Dan Europe nel campo del Rescue marino. Trent’anni fa, a Siracusa, ho istituito il Centro nazionale di Archeologia Subacquea. Mi sono interessato, anche a livello nazionale, di protezione civile subacquea, speleologia sub, relitti sub, biologia marina. Inoltre, in qualità di giudice, ho assistito ai tentativi di record di Umberto Pellizzari e Francisco "Pipin" Ferreras”.

Tanto impegno non è stato vano, i valori più autentici di questa mission sono stati trasmessi ai figli: il progetto Acquasport può continuare con identico impegno.

ALESSIO SUERGIU CREDE NEL SUO GRUPPO, MOLTO ATTIVO ANCHE IN MARE
Troppo poche cinque settimane di allenamenti per verificare il reale stato di salute dei suoi atleti. Al tecnico Alessio Suergiu interessava soprattutto che dal punto di vista psicologico andasse in porto il tentativo di ripresa. Obiettivo raggiunto in pieno, grazie anche alla partecipazione ai campionati nazionali su base regionale svoltisi ai primi di agosto a Sassari. Ma con l’avvicinarsi dell’autunno si profilano altre mete da raggiungere. Prima di tutto consolidare e migliorare i gruppi agonistici Acquasport in quanto, a parer suo, hanno le carte in regola per fare molto di più soprattutto a livello agonistico anche perché composti da giovani promettenti. Sa benissimo che la strada è lunga e in salita ma grazie all’entusiasmo dei ragazzi il cammino non fa troppa paura.

Di sicuro le tappe del calendario acque libere gli hanno regalato validi riscontri per restare ottimista: “Analizzando la prima parte di stagione delle open water FIN – afferma Alessio Suergiu - sono del parere sia stata divertente ed avvincente. Per quanto riguarda i colori Acquasport, Francesco Cabula ha continuato a fare esperienza con due secondi posti a Sant'Elia cui si aggiunge un discreto terzo posto nell’unica gara disputata a Tortolì, nonostante abbia cannato totalmente la traiettoria. Gara tatticamente perfetta, invece, quella disputata in Ogliastra dalla nostra Francesca Iannello, prima tra le donne. Tra i master Antonio Auriemma si è fatto valere a Sant'Elia. Come lui, hanno prodotto tante soddisfazioni anche i gruppi master, assoluti ed esordienti, mostrando tanta volontà di tornare in gara”.

Insomma, le competizioni a mare vi gratificano

Le reputo fondamentali. A tal proposito esorto il comitato nel continuare a spingere ed a investire sulle open water giovanili, magari riportando a galla la rappresentativa sarda al trofeo delle regioni.

Ma ora vi attende un settembre protecnico

Pur perdendo un po’ di fascino rispetto alla classicissima 6 chilometri, la Cagliari – Poetto del 12 settembre con la formula 3,5 km attirerà comunque i big che non vorranno di certo farsi sfuggire l'occasione di apporre il proprio nome nell'albo d'oro. La mezzofondo ad Alghero sarà valida anche come campionato paraolimpico nazionale ed infine il 20 settembre si chiude nella splendida cornice di Masua.

Pronostici?

In primis vorrei menzionare due atleti sardi che a livello regionale sono di un altro pianeta. Se partecipasse Marcello Guidi (Fiamme Oro – Rari Nantes Cagliari), vincerebbe a mani basse perchè è il migliore di tutti e non a caso si ritrova tra i maggiori specialisti italiani. Dopo di lui c’è Fabio Dalu (Esperia Cagliari) che se fosse disponibile si aggiudicherebbe facilmente in scioltezza tutti e tre gli appuntamenti. Esclusi i due big che sono stati protagonisti ai Campionati Italiani open water di Piombino, la lotta per il primato potrebbe interessare atleti anagraficamente molto più giovani: Emanuele Ottavio Pazzola (Sport Full Time Sassari), Francesco Cabula (Acquasport Cagliari) e Corrado Sorrentino (Atlantide Elmas). Sono stati sempre in testa alle gare regionali, ma per la competizione catalana riserverei un occhio di riguardo su Pazzola perché gioca in casa.

Tra le donne?

La situazione é un pochino più incerta. Alessia Mallus (Rari Nantes Cagliari), Giorgia Colaneri (Antares Iglesias), Francesca Ianniello (Acquasport) e Alessandra Sensi (Rari Nantes) sembrerebbero le più accreditate alla vittoria, ma mi attendo altri inserimenti importanti.

Adesso si riparte anche con la stagione indoor

Riprenderemo i discorsi lasciati in sospeso a Marzo. Anche nella stagione invernale come Acquasport siamo stati protagonisti con la brillante matricola Valentina Ricuperato che ha ottenuto il primo tempo nazionale nei 200 dorso R1 (conseguendo anche il record sardo categoria ragazzi) ed il secondo tempo in Italia nei 100 dorso.

E non solo..

Francesco Cabula, terzo anno categoria Ragazzi, si piazza tra i primi in Italia nella 3000 indoor. Si era qualificato per i campionati nazionali fondo indoor di Riccione poi annullati per il Covid-19. Stesso discorso vale per Francesca Ianniello che nei 5000 categoria Juniores aveva strappato il pass per i campionati nazionali. E poi ci sono tanti altri ragazzi e ragazze che fremono per rientrare in acqua e far bene. Ripartiremo dopo la parentesi di Luglio che ho ritenuto fondamentale per ritornare ad una vita normale, anche se l’ho adattata alla nuova realtà che ci aspetta.

Parlaci di te

L’avvicinamento alle piscine lo devo ai miei genitori che volevano imparassi a nuotare. Ho iniziato a cinque anni frequentando la scuola nuoto. Da allora non ho ma abbandonato le vasche. Successivamente sono stato selezionato ed inserito nei gruppi propaganda ed esordienti. In seguito, sono passato agli assoluti transitando per breve tempo anche sul pianeta pallanuoto.

Momenti da non dimenticare mai?

Pur non avendo mai avuto un fisico adatto al nuoto d’alto livello, ho conseguito i tempi per la semifinale di Coppa Olimpica, manifestazione nazionale assoluta. Ho pure collezionato svariati titoli regionali assoluti e di categoria. Non nascondo di essere stato particolarmente fortunato nel trovare allenatori di grande carisma come Chicco Cannas, Cesare Goffi e Mario Salvatore. Tre persone dalla grande carica umana che ho sempre stimato ed ammirato.

Grazie a loro sei diventato tecnico?

Li ho osservati scrupolosamente immerso nell'acqua clorata. In quegli istanti la scintilla per farmi mettere in "gioco" dal bordo vasca si è accesa. Terminata la parentesi agonistica, il passo per diventare istruttore e successivamente allenatore é stato brevissimo. Questa inversione di ruolo mi ha dato tantissime soddisfazioni sia professionalmente, sia umanamente.

DANILO ANEDDA: “TENERE SEMPRE ALTO L’UMORE DEI PRATICANTI”

O tra le mura domestiche, o in piscina, il clima familiare non muta di una virgola. Lo ammette senza problemi Danilo Anedda che dalla fine degli anni Ottanta ha un rapporto privilegiato con l’Acquasport visto che il papà Amedeo ne è presidente da poco più di un trentennio. E un contatto ancor più diretto si stabilisce nel 1997 quando proprio la società sopracitata realizza la piscina di viale Diaz, a Cagliari. “In quella profondissima e storica vasca sono cresciuto umanamente e professionalmente – dichiara Danilo - prima come istruttore di nuoto e responsabile dei corsi di immersione; poi come direttore sportivo e responsabile dell’impianto”.

Torniamo indietro nel tempo quando a dieci anni si registrano i primi approcci con il mondo del nuoto attraverso la frequentazione dell’animata piscina comunale di viale dello Sport. Lo seguiva Signor Migliaccio, persona che gli è restata sempre nel cuore. A parte qualche esperienza di nuoto pinnato è il settore subacqueo che lo strega più di ogni altra cosa. Frequenta assiduamente corsi di immersione targati Fipsas e Club Sommozzatori Cagliari: prima come allievo, poi in qualità di istruttore. Nel 2010 acquisisce il terzo grado e diventa direttore didattico. Non solo: da papà Pino, suo mentore, riceve il testimone come presidente del Club, carica che lo gratificherà per un quinquennio.

Nel 2012 è iniziata la gestione della Piscina Acquasport di Assemini, cinque anni dopo si aggiunge la Piscina Acquasport di Oristano. Da quest’anno Danilo sarà impegnato anche nell’avvio dell’impianto di Capoterra, supportato come sempre dalla moglie, dal fratello e dal padre, oltre che da tanti altri amici/collaboratori.

Come si fa a gestire impianti pubblici?

E’ un lavoro che richiede passione, dedizione, competenza. La quotidianità in piscina è imbastita di gioie, dolori, guasti, successi, pianti, risate, freddo e caldo. Noi ci impegniamo costantemente affinché i frequentatori si godano il proprio momento di sport; laddove si verifichino degli intoppi, agiamo immediatamente per risolverli. Il mio ruolo in definitiva richiede diplomazia, pragmatismo e totale sacrificio. E’ la mia vita e non posso farne a meno.

Un progetto manageriale basato su solidi valori sportivi

Ma anche su una grande passione. Ciò che davvero rende meraviglioso il mio lavoro è la fortuna di condividere questa mission con veri amici dove i rapporti si basano su spirito di lealtà, affiatamento e condivisone di intenti.

La monotonia non esiste ..

Esatto. La mission di Acquasport è quella di poter accogliere presso le proprie piscine qualunque tipologia di utenza. L’eterogeneità dei corsi, riservate a persone dalle esigenze differenti, rendono le giornate abbastanza complesse per gli impegni organizzativi e tecnici che investono il nostro staff. Tutti lavoriamo alacremente per innalzare la qualità dei nostri standard. Il servizio migliora grazie anche alla crescita dei collaboratori. Gli affiliati meritano un servizio di alto livello.

Se dico Coronavirus, cosa mi rispondi?

Questa emergenza sta condizionando negativamente ogni interazione sociale e le attività in piscina ne sono anch’esse vittima. Siamo pronti per avviare la stagione 2020/2021 presso tutti gli impianti nonostante le limitazioni vigenti. Abbiamo testato un mese di rigidi protocolli nella vasca di Assemini dove gli iscritti si sono ben comportati nell’attenersi alle regole di distanziamento e di igiene. Siamo certi che il nostro gruppo saprà aiutare gli sportivi a dare il proprio contributo in termini di corretti comportamenti e norme igieniche a vantaggio dello sport.

Anche prima della pandemia le piscine dovevano seguire determinate regole

Il diffondersi del coronavirus ha certamente complicato le cose e scoraggiato la partecipazione di una parte degli sportivi. Ora sappiamo cosa non dobbiamo sbagliare, stando attenti ad ogni aspetto legato alla prevenzione. Aspettiamo con impazienza che l’emergenza finisca.

Come immagini il tuo futuro?

Ovviamente con l’Acquasport, sperando che gli sforzi di oggi destinati a rendere il servizio di qualità siano supportati da una visione più ampia a tutela dello sport e la sua promozione. Atteggiamento che pure gli enti pubblici, proprietari degli impianti, dovrebbero adottare. Il mio sogno è che la pratica sportiva diventi “obbligatoria” come l’istruzione!

Affermazione un po’ provocatoria..

Si, lo ammetto. Ma gli effetti benefici che lo sport infonde sulla qualità della vita di chi lo pratica sono sugli occhi di tutti. Molto spesso politici e amministratori danno per scontato ciò che facciamo negli impianti sportivi comunali in gestione. Ma non pensano al volontariato che viene svolto quotidianamente per predisporre i servizi sportivi ai cittadini: questo aspetto merita più sostegno e attenzione. Auspico un futuro di grande crescita per gli sport natatori in chiave agonistica, dilettantistica e sociale (ad esempio il salvamento) e credo fermamente che Acquasport non resterà a guardare.

Nella foto Danilo Anedda

 

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