Contenuto Principale
Roberta Antignozzi: l'amore per il calcio e il suo Max PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliabue   
Domenica 20 Gennaio 2013 16:15

Tags: Guarino | Inter | Lazio | Max Bertolani | Panico | Roberta Antignozzi | Vigano

roby inter

Una calciatrice speciale. Roberta Antignozzi è conosciutissima nel panorama nazionale, combattente in campo, ma anche fuori, per difendere i diritti di un calcio femminile che non decolla. Un'esperienza amara con la Nazionale azzurra, una parentesi lampo, ma anche una carriera di successi con la Lazio delle più grandi calciatrici italiane.

Raccontami un po' di te, perchè hai iniziato a giocare a calcio?

"In verità credo di essere nata per giocare a calcio. Perché a sei anni ho detto a mia mamma che era l’unico sport che volevo praticare. Due miei cugini mi facevano tirare calci al pallone, credo si divertissero a vedere una ragazzina pelle e ossa (ero magrissima) che amava calciare il pallone. Cosi passavo i pomeriggi sotto casa provando a palleggiare, facevamo i tiri in porta. L’unica cosa era il 'ricatto' che subivo, mio cugino (che purtroppo non c’è più) mi diceva che se volevo giocare con lui dovevo dire 'forza lazio', io ero romanista, ma pur di giocare lo accontentavo. Nel mio paese c’era la squadra di pulcini formata da tutti i miei compagni di scuola, così i miei mi portarono li ed iniziai a giocare".

Hai fatto altri sport da piccola?

"Mia sorella ballava nelle majorettes del paese ed anche io all’inizio. Ma proprio non mi piaceva. I primi tempi che ho iniziato con il calcio portavo avanti anche la scuola di musica, ho suonato il clarinetto!"

E perchè alla fine hai scelto il calcio?

"Ho scelto il calcio perché ballare e suonare non mi trasmettevano nulla a livello personale. Invece, appena mettevo piede su quel rettangolo di terra, appena vedevo un pallone sentivo quel brivido, quell’emozione che solo una grande passione ti può dare. Insomma io, dopo aver fatto i compiti, uscivo e passavo ogni pomeriggio a giocare a calcio. Ero fuori dalle 17 alle 20. Ed io per tre ore giocavo con i miei amichetti. Anche crescendo, sempre la stessa cosa. Addirittura ricordo che alle elementari portavamo da casa la pallina da tennis o quei palloni piccolini...e passavamo la ricreazione in cortile giocando a calcio. Ero sempre con i maschietti. Avrei giocato anche di notte piuttosto che dormire. Una passione che non si può spiegare, ma credo che quando la si sente si debba solo assecondare e portare avanti. Cosi lo faccio da 23 anni!"

roby scudetto lazio

La gioia più grande della carriera, i due scudetti?

"Nella mia carriera ho avuto tantissime gioie. Sicuramente vincere lo scudetto è quella più grande. Poi io vinsi nella stagione 2000/2001 lo scudetto nel campionato nazionale under 20 e la stagione successiva lo scudetto in serie A. Una emozione unica, una cavalcata affascinante, faticosa ed emozionante come non si può spiegare. Ma la gioia la provavo ogni giorno perché potevo allenarmi con le più grandi giocatrici di sempre, e con due tecnici fantastici. Crescere vicino alla Guarino, alla Frollani, alla Di Bari, alla Tavalazzi, alla Panico, alla Caprini e tante altre campionesse era una gioia. Cercavo di carpire i segreti della loro forza e sono state un esempio per me. La Guarino poi, per lei spendo qualche parola in più perché mi stupì il suo modo di essere. Cosi forte e cosi umile, dava consigli a noi più piccoline, ed era una grande donna. Ho cercato di prendere esempio da lei per la serietà e l’impegno. Lei e le altre sono state molto per me. Ed anche i tecnici, ho imparato tantissimo in quel periodo. Nonostante mi sia tolta delle soddisfazioni, vincendo 2 scudetti e altro, non sono mai stata un fenomeno, una di quelle che nascono con una dote, ma sono una di quelle giocatrici che si sono sempre allenate per migliorare le proprie capacità, sudore fatica e tanto cuore. Tranne una buona visione di gioco (per quello mi hanno messo a centrocampo), le altre doti le ho dovute affinare e lo faccio anche oggi a 29 anni. I miei sacrifici e allenamenti mi hanno permesso di giocare sempre, sono sempre stata protagonista in campo perchè credo che alla fine solo il talento non serva, ma se hai cuore, voglia di sacrificarti e una buona tecnica giochi sempre! La mia idea di atleta è proprio questa: allenarsi ogni giorno per migliorare, faticare, correre più degli altri e meglio degli altri. Purtroppo nel calcio femminile non tutti la vedono cosi, ci sono società in cui vieni quasi derisa perchè mangi bene o vai a letto presto prima della partita o in ritiro precampionato, purtroppo non capiscono che essere atleti è una scelta di vita, anche se non siamo professioniste!!! Anche per questo fatichiamo a crescere, tante cose non vanno nel nostro sport, ma nessuno ha il coraggio di denunciare. Ognuno guarda il proprio interesse. Oggi, allenando anche le '99 dell'Inter, cerco di trasmettere i miei valori sportivi a loro, anche se, sono amata oppure odiata, senza mezze misure, proprio per questo mio modo di essere, sincera e schietta, diretta. Però, poter girare sempre a testa alta e specchiarmi ogni mattina mi rende orgogliosa, di me e di chi mi ha cresciuta cosi, la mia famiglia e gli esempi calcistici avuti".

Il maggior rimpianto, la Nazionale? O altro?

"Mah, sinceramente non ho rimpianti perché ho sempre dato il meglio di me. La Nazionale è un capitolo buio, ma non rimpiango nulla perché se non ti viene data l’opportunità di dimostrare non si può far nulla. L’unica cosa triste, che si può chiamare rimpianto, è che quell’11 maggio del 2002, quando abbiamo vinto lo scudetto con la Lazio, mio cugino (laziale sfegatato) non c’era già più, mi sarebbe piaciuto averlo li, sul campo, mi avrebbe sentito ancora dire 'forza Lazio', ma femminile però. Ecco forse questo è l’unico dolore".

Cosa farai da grande, una volta appese le scarpe al chiodo?

"Non lo so perché voglio mettere su famiglia, ma so che mantenendomi in forma potrei anche tornare, se lo volessi. Di sicuro allenerò, perché ho questa passione. Mi piace troppo ed amo imparare e migliorarmi anche come allenatrice".

roby giovanissime 99

Ora alleni anche delle ragazzine, gioie e dolori?

"Si. Avevo già avuto un’esperienza sempre all’Inter. Quest’anno mi è stata data questa opportunità e spero di ripagare la società per la fiducia datami. Loro, le giovanissime del ’99, sono una gioia per molti motivi. Vederle crescere e migliorare è bellissimo. Hanno un entusiasmo e una voglia di fare contagiosi. Non c’è pioggia o fango o neve che possa fermarle, fosse per loro giocherebbero sempre. In realtà poi sono loro che insegnano a me, ogni giorno. Io cerco solo di trasmettere loro quei valori sportivi che ho appreso negli anni, da grandi calciatrici. Cerco di farle capire che ogni cosa va conquistata perché nessuno ti regala niente. Il calcio è un gioco e come tale ci si deve divertire sempre, senza però mai dimenticare che se si vuole migliorare ci si deve impegnare. Di dolori non ne danno. Certo è molto stressante allenare, molto più che giocare perché hai responsabilità diverse. Quando sono in panchina e qualcosa non va vorrei entrare in campo, ma non posso, perciò è una sofferenza. Con loro non parlo mai di risultato, non chiedo loro di vincere, ma solo di mettere in pratica le cose su cui lavoriamo e soprattutto di dare il massimo. Quando lo fanno sono felicissima. Poi loro sono brave perciò quando decidono di giocare arriva anche il risultato. Spero solo di poter lasciare qualcosa di buono a queste ragazze, soprattutto sotto il profilo umano".

Più difficile gestire le ragazzine o i loro genitori?

"Beh, se dicessi che dall’inizio tutto è filato liscio come l’olio sarei bugiarda. Io do tutta me stessa con loro, ma sono molto esigente, soprattutto a livello disciplinare. Mi piace una squadra rispettosa, educata e che rispetti le regole. Diciamo che oggi, dopo qualche mese, sono tutte brave e ci fanno i complimenti anche le avversarie. Ci ho dovuto 'lavorare' un po’. A volte ho dovuto essere molto severa, a malincuore, perché non mi piace esserlo. Il tutto però lo faccio sempre per il loro bene. Probabilmente avrò sbagliato, sbaglio e sbaglierò qualcosa, perché sono giovane e perché non sono perfetta, ma ogni errore sarà sempre in buona fede. Perché ogni cosa che faccio è in relazione al bene di chi ho la fortuna di allenare. Loro, per me, sono delle piccole pianticine da curare ogni giorno e vederle crescere è bellissimo. Sono severa, ma in fondo...guai a chi me le tocca!!!"

Nella vita di tutti i giorni cosa fai, lavori?

"Si, sono una personal trainer. Mi occupo di preparazione fisica e atletica, studio anche qui per migliorarmi molto e mi piacerebbe anche iniziare con dei personal a domicilio. Vedremo".

E come gestisci i tuoi impegni con gli allenamenti?

"E’ molto dura, se vuoi ti dico la mia settimana tipo. Il lunedi e giovedi lavoro da mattina a sera. Il martedi dalle 11 circa alle 19, poi corro al campo ad allenarmi. Mercoledi e venerdi lavoro fino alle 16,15, poi corro ad allenare le piccole e poi ai miei allenamenti e rientro a casa alle 23 passate. Il sabato, se non parto per le mie trasferte con L’Inter di A2 seguo le mie piccole nelle partite e la domenica gioco con la prima squadra. Naturalmente, a tutto questo, aggiungi la casa, la spesa e le commissioni da fare, mi servirebbe qualche ora in più".

Come si può interrompere l'egemonia della Torres?

"Eh, bella domanda questa, non si può per me. Ha le calciatrici italiane più forti, non che non ce ne siano in altri club, ma la Torres la vedo favorita, troppo sulle avversarie. Loro sono davvero forti e la Panico ancora riesce a fare la differenza. Spero che andando avanti invece di vedere campionati cosi si possa assistere ad un campionato più equilibrato. C’è troppo divario tra le prime e le ultime. Dieci anni fa era così, oggi forse un po’ meglio, ma il passo fatto in avanti è troppo piccolo".

Perchè il calcio femminile non decolla?

"Io una mia idea ce l’ho da molto. Al di là di ciò che avrai sentito e letto milioni di volte, e cioè che servono soldi, sponsor, che danno più visibiltà etc etc...fatto vero che non nego. Ma, c’è un ma, per mio modesto parere. Credo che il movimento, tutto, dalle giocatrici alla dirigenza ai presidenti alla divisione, debba cambiare mentalità. Troppe, ancora troppe persone, pensano che non essendo professionisti allora possiamo fare i dilettanti. Mi spiego meglio. Molte società non hanno regole e regna l’anarchia perché si pensa che se una giocatrice non viene pagata non le si possa chiedere sacrifici. Cosi molte giocatrici pensano la stessa cosa. Io, ad esempio, sono dilettante come tutte le altre giocatrici, ma da sempre conduco uno stile di vita da atleta professionista, dagli allenamenti all’alimentazione alla gestione della sera prima della partita. Non vengo pagata per questo, ma ritengo sia giusto ragionare e comportarsi da professionisti pur essendo dilettanti. Perché conducendo uno stile di vita cosi si migliora anche sul campo. Se facciamo tutte le 4 del mattino, bevendo e mangiando schifezze e la domenica andiamo in campo il risultato è quello di un calcio scadente. E questo calcio ancora si vede tropo spesso in giro. Io mi metto nei panni di chi guarda, da estraneo di questo sport, ed obiettivamente a volte credo sia difficile 'fare colpo'. Non voglio generalizzare perché poi ci sono società e squadre gestite bene, ma per crescere credo dobbiamo fare tutti di più. Per non parlare poi di quelle società che non rispettano accordi economici e lo fanno da sempre. Di chi dice di voler promuovere questo sport ed invece cura i propri interessi e basta. Sarò impopolare, ma leggere anche i social network a volte è deprimente, insulti tra società, presidenti che offendono, siti che si attaccano, insomma non do tutta la colpa agli altri se non ci seguono. Però dico anche che i nostri sacrifici sono tanti, perciò meritiamo di certo di più di quanto abbiamo. Ma se vogliamo ottenere qualcosa in più dobbiamo migliorare tutti quanti. So già che molti mi 'odieranno' per queste mie 'denunce', ma questo è un altro punto. Credo che nascondendo certe cose fino ad oggi non abbiamo fatto passi in avanti. Forse sarebbe ora di dire le cose come stanno e ripartire da qui, cercando ognuno di fare il suo, e farlo bene. Succederà mai? Mah...Detto questo faccio i miei complimenti a quelle società che invece riescono ad essere professionali e professionistiche nel comportamento, loro devono essere un esempio per tutti".

Consigli per una ragazza che vuole iniziare a giocare a calcio?

"Dico di giocare per divertirsi, perché il calcio femminile non offre sbocchi. Per ora, perciò giocare e farlo al massimo delle proprie possibilità, ma che resti un divertimento, una passione portata avanti al meglio. E basta, per ora almeno..."

Giovani all'orizzonte, quale futuro con questa crisi?

"Nel calcio femminile c’è crisi da una vita perciò non è che ora cambi più di tanto. In generale la situazione è drammatica. Qualcuno diceva che la crisi non c’era, ma io ho visto anziani contare le monetine per comprare pane latte e frutta e che spesso lasciavano le poche cose prese alla cassa perché non avevano abbastanza soldi. Per non parlare di chi raccoglie in terra cibi andati a male dopo il mercato. La situazione è davvero pessima, ma anche qui una via di uscita ci sarebbe, ma non la prenderanno mai. Se tutti i politici vivessero onestamente, con compensi umani, quanto si risparmierebbe? Hanno privilegi assurdi e se penso che abbiamo più auto blu dell’America mi viene da piangere. Ecco io i soldi li prenderei a loro e farei pagare le tasse alla chiesa, invece loro si alzano gli stipendi, usano le auto blu e gli aerei di stato, spendono 80.000 euro per una vacanza e poi massacrano i cittadini con tasse su tasse, è assurdo! Il futuro? Come potrei vederlo roseo, la sola cosa che mi fa sorridere è la mia famiglia ed il fatto di avere vicino un compagno, quasi marito, eccezionale".

E la nazionale oggi, trovi giusto affidare l'incarico a Cabrini?

"Mah, si parla tanto di visibilità e credo che Cabrini possa darne di più. Io non lo conosco come tecnico, di certo è stato un grande professionista e credo abbia la mentalità giusta. Poi sai nessun tecnico andrà mai bene a tutti, ci sarà sempre qualcuno pronto a lamentarsi. Io credo che l’unico giudice sarà sempre il campo, e lui ci dirà se Cabrini è l’uomo giusto. Io un sogno per il futuro ce l’ho, vorrei vedere su quella panchina una grandissima ex calciatrice!"

roby e max

Di Max Bertolani cosa mi dici?

"E’ un uomo fantastico con cui convivo dal 2006. E’ molto simile a me per mentalità, uno sportivo vero che non si arrende mai, anche lui, come me, o lo ami o lo odi! Vive per lo sport ed insieme abbiamo creato la prima Accademia di Football Americano in Italia. Ha preso ragazzi che non sapevano neanche cosa fosse il football ed ha creato la Football Academy Gladiatori. Alcuni ragazzi con lui sono diventati giocatori, qualcuno di interesse nazionale, qualcuno dopo esser stato tirato su ha scelto strade diverse, ma noi andiamo avanti sapendo che la riconoscenza e la gratitudine sono valori molto rari oggi. I nostri atleti (nostri perché io curo la preparazione atletica) però sono molto fedeli oggi a questo progetto e ci stanno dando grandi soddisfazioni. Ogni anno aumentiamo come numero e cresciamo sempre di più!"

Raccontami dell'impianto sportivo che gestite

"Abbiamo appena preso in gestione un campo sportivo a Vigano (Gaggiano) e finalmente la nostra Academy ha un centro tutto suo. Stiamo già lavorando per migliorarlo ed organizzeremo molti eventi li. Magari più avanti inviteremo tutti i Vostri lettori..."

Rifaresti tutto quello che hai fatto?

"Rifarei tutto quanto perché ogni scelta fatta è stata una esperienza. Prima mi lamentavo perché negli ultimi anni, tranne qualche rara eccezione, credevo di aver perso molto tempo con mister impreparati e in ambienti assurdi. Oggi invece quelle esperienze mi sono servite. Ora che alleno so esattamente cosa non fare mai con le mie ragazze. Anche se a volte fa male cerco sempre di essere leale ed onesta con loro, di avere buon senso. Perciò rifarei esattamente tutto. Forse sarei solo un po’ più disponibile per le foto perchè non ho foto degli scudetti se non pochissime!"

Il sogno nel cassetto?

"Mah, io voglio solo poter migliorare. Ancora come giocatrice e poi come allenatrice. Voglio imparare molto e crescere. Poi si vedrà, di certo voglio formare una famiglia e seguire i miei figli, crescerli proprio come i miei genitori hanno cresciuto me"

Pochi scambi di battute, un feeling perfetto, e tra sevenpress.com e Roberta Antignozzi è nata subito l'idea di fare qualcosa insieme, per dare sempre più spazio al movimento rosa. Roberta ci invierà periodicamente delle interviste a sue colleghe, toccando anche punti scoccanti.

Benvenuta Roberta nella nostra squadra!!!

Massimo Tagliabue

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Gennaio 2013 18:06
 

Commenti  

 
0 #2 Brava RobyGianni 2013-01-24 20:40
Brava Roby complimenti
 
 
+1 #1 Dirigente Inter femminileGiorgio 2013-01-24 00:44
Grande Roberta complimenti ciao
 

Collegati o registrati per inviare un commento

Calcio

Tutte le notizie su Professionisti, Dilettanti, Giovanili, Calcio a 5, Calcio Femminile

Sport Acquatici

sportacquatici

Tutte le notizie su Canottaggio, Canoa, Nuoto, Pallanuoto, Pesca Sportiva...

Sport da Combattimento

Tutte le notizie su F.i.j.l.k.a.m., Pugilato e Scherma

    Sport di Squadra

    Tutte le notizie su Basebal, Basket, Football, Hockey, Pallavolo, Rugby...