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La Del Piero del calcio femminile. Intervista a Iole Volpi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 30 Gennaio 2013 21:41
  • Come già annunciato precedentemente, la mia rubrica “A tutto campo” sarà condivisa con i tantissimi lettori di sevenpress,sito che dà spazio a tutti gli sport!
  • Ai tanti amici di sevenpress anticipo che questa mia rubrica nasce per promuovere il calcio femminile e per far conoscere a tutti le calciatrici italiane,i sacrifici che fanno le donne per portare avanti uno sport e le emozioni che possono regalare.
    Per inaugurare questa nuova collaborazione,ho fortemente voluto intervistare una giocatrice speciale,dal curriculum calcistico importante e soprattutto dalle grandissime qualità umane.
    Maria Iole Volpi classe 1983 ed attuale giocatrice della ASD Roma calcio femminile oltre che allenatrice del settore giovanile.
    Io ho avuto la fortuna di giocare con lei,sempre insieme in mezzo al campo in quella vita da mediano che regala grandi emozioni. Ricordo una centrocampista di grande corsa e con buone qualità tecniche.
    Una generosità infinita e soprattutto un continuo sostegno per le compagne di squadra,soprattutto per chi commetteva qualche errore di troppo. Leale in campo e fuori,allegra come poche e grande punto di riferimento nello spogliatoio Iole è stata una buona amica di molte,me compresa.
    Ricordo un aneddoto che mi diverte molto nella finale scudetto contro il Tavagnacco,nel campionato Nazionale Under 20 che poi vincemmo con la Lazio.
    Eravamo al secondo tempo supplementare e vincevamo 1-0. Partita in bilico contro un avversario che schierava in campo la formazione appena salita in serie A. Iole prende una pallonata sul volto,cade a terra e si rialza in una frazione di secondo urlando..”sto bene sto bene”,ricominciando a correre. L’avrei calpestata perché a pochi minuti dal termine potevamo perdere qualche secondo prezioso..ma lei era così. A ripensarci questa cosa mi fa ridere.
    Questo può rendere in parte l’idea della persona che è Iole,e sono certa che questa lealtà la trasmetta benissimo alle sue bambine.
    Se dovessi fare un paragone avvicinerei Iole ad Alessandro del Piero per il suo essere sempre diplomatica e gentile,e soprattutto per aver seguito la sua squadra(la Roma)in una categoria bassa come la serie C femminile,con l’unico intento di riportarla ai vertici.
    Una scelta che avrebbero fatto in pochi,soprattutto perché avrebbe potuto giocare in tante società di serie A.
    Non voglio svelarvi tutto..vi lascio all’intervista!

    -Ciao Iole,partiamo dal tuo passato. Sei entrata in una squadra femminile(la Lazio) a 15 anni. Cosa ti ha spinto verso questo sport?
    Il Calcio mi ha sempre appassionato, avevo sempre il pallone tra i piedi, pur giocando per 8 anni a pallavolo!Purtroppo infatti nella mia città (Rieti) non c'erano squadre femminili, e devo ringraziare i miei genitori che per farmi felice hanno fatto per 4 anni Rieti- Roma in macchina, tra temporali gelo e traffico!! Anche tu dovresti saperne qualcosa..

    -Come è stato il tuo impatto con il calcio femminile?
    Venendo da una realtà completamente al di fuori, mi sono ritrovata a fare il primo allenamento con quelle che erano le più forti giocatrici del momento..senza sapere minimamente chi fossero! A me bastava giocare, e finalmente potevo farlo con altre ragazze, questa era l'unica cosa che importava!

    -Hai giocato per due anni nella Primavera della Lazio,dal 98 al 2000. Poi sei entrata a far parte della rosa della serie A,giocando però il campionato nazionale under 20 e vincendo lo scudetto. Che ricordo hai di quel successo?
    Ho ancora la foto appesa in camera mentre "dirigo" il coro ed i festeggiamenti di tutta la squadra..

    -Cosa vuol dire per una giovane ragazza potersi allenare con le giocatrici italiane più forti?
    Credo di esser stata davvero fortunata. Si perchè secondo me persone e atlete come quelle difficilmente s'incontrano.
    Ancora oggi mi ritrovo a parlare e a trasmettere insegnamenti tecnici e valori sportivi che ho appreso solo grazie a loro. Erano stimoli continui.

    -C’era una giocatrice,in quella Lazio,che ammiravi in particolar modo?
    Ognuna a modo suo mi ha insegnato qualcosa, ma più di tutte devo fare 2 nomi: Patrizia Panico, perchè nonostante fosse la più forte si allenava con l'impegno e la voglia di migliorare dell'ultima delle riserve,e soprattutto, ADELE FROLLANI, il mio capitano, esempio in campo e fuori. E’ da lei che ho ereditato il numero 6.

    -Quanti titoli hai conquistato con quella Lazio?
    1 scudetto,1 supercoppa, 1 coppa uefa, 2 coppa Italia... ( e gli altri non mi ricordo mi affido a te )

    Sei nel calcio femminile da molto ed hai visto molte squadre. Credi che quella Lazio sia tra le squadre femminili più forti di sempre?
    Assolutamente si, dal portiere all'attacco era una squadra senza punti deboli, e con una marcia in più: il gruppo,l'entusiasmo e la determinazione che ci univa!

    -Dopo 6 anni nella Lazio hai girato un po’..Milan ,Bardolino e poi Spagna. Che esperienze sono state?
    Lasciare la Lazio è stato un bel trauma, e sicuramente anche l'esperienza al MIlan ne ha risentito. Stavo quasi per lasciare il calcio, devo dire grazie alle amiche,al gruppo e alla società che ho trovato a Bardolino se anzichè gettare la spugna ho scoperto in loro nuovi stimoli e rinnovato l'amore per questo sport!
    In spagna mi hanno accolto con un calore incredibile ed è stata una bellissima esperienza anche quella!

    -Il calcio femminile in Spagna è più conosciuto?
    Più che conosciuto, direi che in Spagna (come nel resto dell'Europa), il calcio femminile sia semplicemente meno discriminato, dettaglio alquanto importante per la conoscenza di uno sport!

    -Nella stagione 2007 sei tornata in Italia per giocare nella ASD Roma calcio femminile. Avete conquistato la serie A e fatto ottimi campionati. Poi la situazione è “crollata”. Cosa è successo?
    Ferita ancora aperta...comunque... alla Roma abbiamo vissuto degli anni incredibili. Purtroppo l'anno passato abbiamo pagato lo scotto di problemi societari che hanno lasciato noi e soprattutto l'allenatrice "sole". Noi ragazze non siamo state in grado di "lottare" come avremmo voluto e dovuto, ci mangiamo ancora le mani per ciò che abbiamo "perso". Purtroppo però, gli errori, si pagano......e a modo mio, sto cercando di "recuperarli"

    -Hai assistito alla crisi economica della Lazio,quest’anno a quella della tua Roma. Sembra non cresca mai questo sport…
    Ho già anticipato la risposta pur non volendo. Io mi sono sentita molto responsabile della retrocessione dell'anno passato.
    Giustamente le altre mie compagne hanno ancora tante esperienze da fare,ambizioni e speranze....a me ne è rimasta una sola: rivedere la Roma in serie A, al più presto!Non ho certo tutto questo potere in campo, ma credo che a livello di esperienza, come giocatrice ed allenatrice delle piccoline, posso dare molto alle ragazze che rappresentano oggi la Roma, e, credo sia un contributo doveroso da parte mia, che da questa maglia ho ricevuto tanto.

    -Come ti trovi in questa categoria?
    In alcune partite, proprio onestamente, mi viene da piangere!!! Dopo 15 anni di serie A è un bel cambiamento, ma questo non diventa altro che uno stimolo a fare bene per tornare il prima possibile... nella categoria dove la ROMA (non Maria Iole!) è degna di stare!

    -In quanto tempo la Roma può tornare nella massima serie?
    Non facciamo pronostici, stiamo lavorando duramente, e se è vero che chi semina raccoglie.... speriamo che la primavera arrivi in fretta!

    -Credi che il fatto di giocare in C tolga alla società l’importanza che merita?
    IL campionato nazionale è sicuramente la vetrina più ambita, ma credo che l'importanza di una società vada rispettata e riconosciuta per le persone, la serietà, il nome e le ragazze che ne fanno parte, più che per la serie in cui milita.

    -Un paio di anni fa hai preso il patentino Uefa B ed ora gestisci il settore giovanile della Roma. Più bello giocare o allenare?
    Bel dilemma. Sono due cose ben diverse, difficile dare una risposta. Posso solo reputarmi fortunata ad essere anche una giocatrice, perchè "capire" cosa vuol dire questo, aiuta anche a sapere cosa pretendere dalle proprie ragazze in campo, e viceversa mettersi in panchina ti apre gli occhi su tanti aspetti che prima non consideravi come singolo giocatore.

    -Come vanno le tue bambine?
    Sono fantastiche, non potrei rispondere altrimenti. Loro non lo sanno,credono sia io l'allenatrice che fa apprendere a loro, ma la verità è che sono io ad imparare da loro, dall'entusiasmo delle più piccoline (6-10 anni), all'impegno e la dedizione di quelle più grandi (10-14). Sono veramente fiera di loro, sia per le loro doti calcistiche, che per quelle umane. Hanno creato un gruppo e un ambiente eccezionale.

  • -Il settore giovanile femminile sta crescendo?
    Quello della Roma femminile è in continua crescita, basti pensare che quest’ anno abbiamo avuto 30 nuove iscritte,( le tendenze generali non saprei,certo è che molti genitori sono poco propensi ad assecondare una scelta di uno sport considerato ancora prettamente "maschile")

    -Cosa cerchi di trasmettere alle tue bambine?
    VALORI,prima di tutto. Umani e Sportivi. Di partite ne vinceranno e perderanno tante, ma gli unici risultati che contano per me in questo momento sono solo lealtà, umiltà, rispetto e impegno. E se vinciamo in questi, abbiamo vinto tutto.

    -Naturalmente allenare nel calcio femminile non è un lavoro. Ma sei assistente Educazione e Cultura ai ragazzi con problemi (fisici e mentali) nelle scuole. Una missione umana più che un lavoro..deve essere un’esperienza bellissima..
    Lo è. Ho trovato questo lavoro "per caso", avevo chiesto di farlo in forma di volontariato e invece mi hanno assunto. IO credo che questi ragazzi siano davvero speciali, e ancora una volta, non faccio altro che imparare e crescere grazie a loro

    -Quanto tempo ti rimane per te?
    Ecco, il tempo "libero" è sempre di meno, perchè amo cosi tanto tutto quello che faccio che mi ci sto dedicando quasi completamente...ma non mi lamento, perchè se avessi "più" tempo a disposizione, non desidererei altro che spenderlo cosi..

    -Cosa fai quando hai un po’ di tempo libero?
    Alla fine non mi faccio mancare niente, tra un allenamento e l’ altro in settimana ci scappa sempre una cena con gli amici, il sabato torno spesso nella mia piccola Rieti, poi mi piace fare un pò tutto,tranne oziare!!!L’anno scorso andavo anche a fare il clown di corsia negli ospedali, quest’ anno ancora non sono riuscita, ma l'attività è solo rimandata a fine campionati!

    -Cosa ti aspetti dal nuovo anno?
    Si dice che i desideri vanno espressi a bassa voce, quindi non te lo dico altrimenti non si avvera...

    -Ultima domanda…sei stata ospite di Simona Ventura in occasione del derby maschile Lazio-Roma..una bella vetrina ma..accade raramente. Cosa si dovrebbe fare per riuscire ad avere più visibilità?
    Da parte nostra (parlo da giocatrice),l'impegno e l'accortezza di essere atlete, prima che calciatrici, e da parte di chi forse può aiutarci a farlo,(organi federali ed istituzionali della Lega Calcio), un reale contributo ed interesse volto alla promozione del calcio femminile in Italia. I canali ed i mezzi di comunicazione al giorno d'oggi certo non mancano, è tutta una questione di volontà !


  • Questa è Maria Iole Volpi,una grande donna prima che calciatrice ed allenatrice. E’ di queste persone che ha bisogno il calcio femminile. Persone dai grandi valori umani;che hanno giocato al calcio ad alti livelli e che conoscono i sacrifici che si fanno,i pregi ma anche i difetti di questo sport,perché in tal modo si può migliorare ed inculcare la giusta mentalità alle bambine che un giorno diventeranno donne. Alle bambine che dovranno diventare atlete,prima che calciatrici.
    Ho sempre ritenuto che le società che dicono di non avere i soldi per prendere buoni tecnici dovrebbero guardare in casa propria ed avere fiducia nelle tante calciatrici o ex calciatrici,che possono dare tantissimo sotto tutti i punti di vista e far crescere il calcio femminile.
    Molti credono ancora che sia meglio un uomo impreparato che una donna-calciatrice..rientra in quella mentalità di cui parlava anche Iole nel paragone con il calcio femminile spagnolo ed europeo.
    La speranza che questa situazione possa migliorare fino a cambiare è sempre viva..
    Vi lascio con una frase che Maria Iole ha inserito nel suo profilo di face book,perché credo la rappresenti.

    "Niente è per caso....ogni nuovo secondo ha il suo peso se lo stai vivendo..così dice il fiore che sceglie di non appassire”
    Roberta Antignozzi
    www.robertaantignozzi.com

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Gennaio 2013 21:45
 

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