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Il Team "Di.Di. Diversamente Disabili" e Marco Lucchinelli all'Autodromo del Levante (BA) PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliabue   
Venerdì 15 Marzo 2013 11:20

EmilianoMatteo

E’ appena partita ma è già un successo l’iniziativa di Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, tornati a correre in moto dopo un grave incidente – Dal loro entusiasmo è nata l’Associazione Di.Di. Diversamente Disabili, che ha debuttato alla Fiera di Roma durante i Motodays


* * *
L’Associazione Di.Di. Diversamente Disabili, nata per far tornare in sella i motociclisti che
hanno subito un incidente invalidante, ha un sostenitore d’eccezione: il pilota Marco
Lucchinelli, campione del mondo della 500 nel 1981, che sarà presente alla gara
d’apertura della stagione, il 23 marzo sul circuito di Binetto.
Riconosciuta come Onlus, l’associazione è nata dall’idea di Emiliano Malagoli e Matteo
Baraldi, due piloti seriamente colpiti da incidenti in moto: privo di una gamba al di sotto
del ginocchio l’uno, e del braccio sopra l’articolazione l’altro, sono tornati a correre e
hanno voluto mettere la loro esperienza a disposizione di chiunque si trovi nella loro
situazione. L’Associazione Di.Di. è appena nata, ma è già grande contenitore di iniziative,
legate al mondo dello sport e non solo.
«Sono curioso di vedere come se la cavano in pista Emiliano e Matteo e per questo ho già
prenotato l’aereo per Bari – ha commentato Marco Lucchinelli. – Da Bologna è una bella
trasferta, ma la faccio volentieri perché con quello che gli è capitato questi due ragazzi
anziché sentirsi degli invalidi scendono in pista e danno del filo da torcere a piloti che
hanno gambe e braccia sane».
Accanto alla prima gara europea di motociclismo riservata esclusivamente a piloti disabili,
nel weekend del 23 e 24 marzo a Binetto si svolgerà infatti anche una gara per piloti
normodotati, alla quale prenderanno parte anche Emiliano Malagodi e Matteo Baraldi.
L’Associazione Di.Di. ha dato vita anche al Trofeo Disabili, che si svolgerà sui principali
circuiti italiani nel contesto della Bridgestone Cup. Qui i piloti con protesi correranno
insieme ai normodotati, ma alla fine verranno stilate classifiche separate. Lo start è
previsto per il 21 aprile a Misano
Nel corso di Motodays, l’evento fieristico che si è svolto a Roma dal 7 al 10 marzo,
l’Associazione Di.Di. ha debuttato ufficialmente con un’altra iniziativa: la Scuola Guida
Moto per Disabili. Nel lungo weekend capitolino, decine di appassionati portatori di protesi
o paraplegici sono tornati in sella e si sono cimentati fra i birilli grazie alle moto adattate
con comandi speciali a seconda delle necessità. Istruttori d’eccezione, Emiliano Malagodi e
Matteo Baraldi, ma anche la campionessa di velocità Chiara Valentini.
Domenica 17 marzo l’Associazione Di.Di. sarà protagonista al TG2 Motori, storica rubrica
motoristica di RAI2 condotta da Maria Leitner, con le interviste a Malagoli e Baraldi.

Queste le date degli appuntamenti in pista con il Team Di.Di. al Bridgestone Challenge:
- 16 e 17 marzo Test Imola
- 21 aprile Misano
- 9 giugno Imola
- 7 luglio Misano
- 8 settembre Vallelunga
- 6 ottobre Mugello.
Il commento del dottor Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile nel mondiale di
MotoGP e Superbike
“Emiliano e Matteo hanno un entusiasmo che contagia. E l’entusiasmo se lo traduciamo dal
greco, significa trovare il Dio che è dentro noi stessi – ha detto il dottor Claudio Costa -. Le
cose sacre sono quelle in cui esiste una tragedia della vita dalla quale ci si risolleva e si
risorge. Zanardi è il simbolo di questa sacralità: la ferita diventa un modo per poter
trascendere in uno stato di felicità che nessuno avrebbe incontrato senza quelle ferite.
Non bisogna chiamarli diversamente abili o handicappati: questi piloti che ogni giorno
giocano a scacchi con la morte dimostrano che lo stato della felicità si può conquistare
proprio laddove esiste una ferita, quindi è messaggio di speranza stupendo. Non dobbiamo
tracciare le righe gialle per terra per loro, ma per gli altri, che si sono alienati dal sacro
della vita. Loro stanno nelle righe bianche, che sono quelle della bellezza e della
meraviglia della vita”.
COME GUIDARE SENZA UN ARTO
Guidare una moto senza un braccio od una gamba richiede naturalmente l’adattamento dei
comandi, specifico per ogni situazione. Nel caso di Emiliano Malagoli, amputato della
gamba destra sotto il ginocchio, è stato sufficiente spostare al manubrio il comando del
freno posteriore, che ora si aziona col pollice sinistro, e inserire sulla pedana destra un
perno nel quale si infila lo stivale per impedire che scivoli.
Baraldi invece ha spostato sul manubrio sinistro comando del gas, del freno anteriore e del
freno posteriore (a pollice); quella che era la pompa del freno posteriore ora aziona la
frizione, comandata dal piede destro. La protesi del braccio è fissata al manubrio con due
dita “a molla”. Naturalmente però ogni caso va trattato in una maniera diversa, con uno
studio a volte complesso per misure e angoli delle protesi.

 

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