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"Il mio calcio è rosa". Intervista a Mister Trovato PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 26 Marzo 2013 22:26

Tags: Marco Trovato | Roberta Antignozzi | Tor Sapienza

trovato

di Roberta Antignozzi

Cari amici questa settimana ho avuto la fortuna di intervistare nuovamente un uomo che ha intrapreso una nuova avventura sportiva. L'avevate conosciuto come tecnico della Asd Roma calcio femminile,categoria primavera che con lui ha vinto anche un campionato.

Sto parlando di Marco Trovato che,dopo una vita nella Roma ha trovato la forza di creare una nuovissima realtà femminile,partendo da zero,il Tor Sapienza calcio femminile.

Dopo la rivoluzione in casa Roma il Mister ha deciso che non era il momento di mollare con il calcio femminile e cosi è riuscito a trovare l'appoggio di una società maschile,il Tor Sapienza,e creare uno staff tecnico. Infine,in pochissimo tempo ha messo su la sua squadra andando a cercare delle giocatrici svincolate che avevano già giocato per lui o che comunque conosceva bene.


Chi conosce bene Marco,come me,può soltanto apprezzarlo,perchè umanamente è una bellissima persona ed ha lasciato un gran bel ricordo. Quando un allenatore lascia un buon ricordo d se credo sia più semplice,un domani,poter riabbracciare giocatrici già allenate.

Vi lascio alle sue parole..

-Dopo tanti anni passati nella Roma ti sei di nuovo messo in gioco. Come mai questa scelta?

Si,dopo 14 anni di GS Roma CF e questo attuale nel Real Tor Sapienza, è come se questo ambiente fosse parte di me stesso, ecco perchè mi sono rimesso in gioco. A me piace il calcio, tutto, ma dopo tanti anni in quello femminile, vivi tutti i cambiamenti come momenti facenti parte della tua vita. Mi sento parte di questo movimento!

-Come nasce il Tor Sapienza Calcio Femminile?

In realtà nasce quasi per caso, tramite mio cognato;ho avuto un incontro con uno dei due Presidenti del Real, Pietro Greco. Dopo una chiacchierata, il Presidente ha dato fiducia a me e Sergio Ciucci e siamo partiti. Il primo problema era il tempo, dato che erano i primi di Settembre, dovevamo sbrigarci e ci siamo messi in moto.

-Come si trovano tante ragazze in cosi poco tempo?

Se lavori bene, le ragazze ti apprezzano e non si dimenticano e se sono disponibili e non vincolate, vengono sicuramente, poi il merito va anche ai miei collaboratori tecnici e dirigenziali, Guido Fioritto, Alessandro Gagliardi e Sergio Ciucci, che hanno contribuito alla ricerca di ragazze. Abbiamo formato un gruppo (Presidente, allenatori, responsabile, dirigenti), prima di tutto nei numeri e poi in qualità, solidissimo e soprattutto sereno. Il Presidente si coccola le ragazze e loro fanno altrettanto.

-In che categoria milita la tua squadra?

In serie C, abbiamo cominciato da capo, come tanti anni fa. Facciamo un passo alla volta.

-Come sta andando il campionato?

-- Per il momento siamo terzi, ma i conti li facciamo a fine campionato, perchè ci sono squadre fuori classifica e perciò in quelle partite i punti non contano.

-A cosa puntate?

Per ora cerchiamo di arrivare il più in alto possibile.

-Hai sempre allenato nel settore giovanile mentre oggi siedi sulla panchina di una prima squadra. E' più bello lavorare con le grandi?

In realtà, tanti anni fa avevo gia diretto una squadra in serie C, vincendo il campionato, ma era tanti anni fa nella Roma, peraltro alcune ragazze sono le stesse di quella squadra. Il calcio è bello sempre, nella prima squadra e nelle giovanili. Cambia il rapporto che devi avere con giocatrici di età diverse. Anche nelle prime squadre puoi avere delle calciatrici giovani, perciò cerchi di fare un mix di gioco, divertimento e serietà. L'importante secondo me, è essere sinceri con tutte le giocatrici e renderle partecipi delle tue idee, in modo che poi in campo svolgano, il loro compito al meglio delle loro possibilità.

-E' vero che lo spogliatoio femminile è complicato rispetto al maschile?

Non ti saprei rispondere perchè ho allenato i bambini all'inizio della mia avventura di allenatore, però non credo le differenze siano molteplici, sono convinto che quello che dai, ricevi. Se dai sincerità e serenità perchè non dovrebbero restituirtele? Le donne sono diverse dagli uomini e perciò hanno esigenze diverse, ma una volta rispettata la figura femminile, il calcio è lo stesso.

-In uno spogliatoio "rosa" quanto sono importanti le regole?

Le regole sono sempre importanti, bisogna solo sceglierle, in base al materiale umano che si ha. La regola principale è rispetto per tutti.

-Tu hai delle tue regole?

Ho delle regole, ma che sono regole anche nella vita, non necessariamente calcistiche. Sincerità e rispetto proprio e altrui e delle persone che lavorano per noi, che ci permettono tutte le domeniche di andare in campo e che non ci fanno mancare niente. Il rispetto soprattutto, sempre, per l'avversario.

-Passiamo al calcio giocato..ti ispiri a qualche allenatore?

Diciamo che non ho un allenatore di riferimento, se osservi bene, puoi imparare un pò da tutti qualcosa, diciamo che mi piacciono molto la concretezza e l'equilibrio.

-Chi ammiri nel panorama femminile e chi in quello maschile,come Mr?

La risposta è simile alla precedente, impariamo un pò da tutti, sempre qualche cosa, anche dai calciatori e calciatrici.

-C'è una giocatrice della tua squadra a cui non rinunceresti mai?

Ci sono giocatrici nella mia squadra che sono importanti, alcune per il carisma, alcune dal punto di vista tecnico, altre da quello tattico, altre sono generosissime dal punto di vista del sacrificio, perciò tutte contribuiscono a questa bella realtà. Se devo dirti un nome, senza fare torto a nessuna, dico che il Capitano Eleonora D'achille, le rappresenta tutte.

-Ed una giocatrice che ti piacerebbe allenare?

In 15 anni di calcio femminile, le ragazze che mi piacerebbe allenare..le ho già allenate;altre le sto allenando. Tra tutte queste, una che mi ha impressionato, per sacrificio, tecnica, carisma e potenza, è stata Venuto Ernesta. E' una mia amica che è stata il capitano della Roma, quando le cose andavano bene e quando andavano male. Tu la conosci e perciò sai di chi sto parlando. Di altre giocatrici, che ho vissuto dal vivo che mi hanno interessato dal punto di vista calcistico, ce ne sono diverse, te ne posso elencare alcune, anche se qualcun'altra me la dimenticherò, Angel Parejo e Selena Mazzantini per la grinta, Gioia Masia per l'eleganza in difesa, Ilaria Pasqui per velocità e tenacia, Patrizia Panico per l'opportunismo unico, Alessia Tuttino per la completezza ed altre che sicuramente ho dimenticato.

-Ogni allenatore ha una sua idea di gioco,un modulo..tu che idea calcistica hai?

Il modulo lo scelgo a seconda delle caratteristiche delle ragazze della mia squadra e delle avversarie. Fino ad ora abbiamo prevalentemente attuato il 4-3-3, ma alcune volte lo abbiamo cambiato. Più che altro cerchiamo di attuare, a seconda delle condizioni, un gioco che sia propositivo e non uno finalizzato solo a distruggere le attività degli avversari, cercando sempre di rispettare un certo equilibrio.

tor sapienza

-Il Tor Sapienza punta anche a costruire un proprio settore giovanile?

Si è un obiettivo della Società che mi trova d'accordissimo, perchè una società maschile o femminile che sia, ha bisogno di un settore giovanile, sempre, per alimentare le squadre superiori.

-Cosa pensi circa il continuo "smantellamento" di società femminili (anche importanti) e spesso della perdita di tante bambine?

Personalmente dall'esterno posso dirti che non farei mai certe scelta,rinunciando a campionati importanti e smantellando squadre ma ognuno fà le sue scelte con le idee e le possibilità che ha, poi, tutto quello che fai avrà un riscontro che ti dimostrerà se la politica societaria adottata è stata giusta o sbagliata. Una mia opinione ,ed è solo la mia opinione e non la regola, è che una società come la Roma ad esempio, deve avere il posto che le compete nel panorama Nazionale.

-Quale è la differenza tra creare un proprio settore giovanile e trovarselo già fatto dallo smantellamento di altre squadre? Se c'è differenza...

Praticamente nessuna, se te lo trovi già fatto hai solo dei vantaggi, il merito delle società di destinazione, sarà se riuscirà, quello di tenersele. Altri hanno formato le giocatrici e le società che le ricevono, metaforicamente possono solo dire grazie. Il problema se ritenuto tale è di chi le ha perse, se sono andate via, vuol dire che qualcosa non ha funzionato...

-Come vedi il calcio femminile nel Lazio e più in generale in Italia?

Nel Lazio i numeri, rispetto a 15 anni fa sono sicuramente aumentati. Il settore giovanile lo aveva solo la Lazio, ora anche la Roma e la Res ,grazie al discorso di prima, hanno una scuola calcio ed un settore giovanile. Sicuramente è in aumento non solo nel Lazio ma anche nel resto d'Italia, al Nord ci sono tantissime squadre che hanno il settore giovanile, credo però che questo movimento per decollare abbia bisogno di più gente con più passione per questo sport di colore rosa.

-Credi che arriveremo mai ad inglobare il femminile nel maschile?

-Perchè nel resto dell'Europa questo passo è gia stato fatto e da noi ancora no?

Non lo so e spero di no. Non credo si debba inglobare il calcio femminile nel calcio maschile, se vogliono le squadre maschili, le formano direttamente le squadre femminili, in questo modo avremmo più squadre femminili, perchè inglobarle? Farne di nuove, questo secondo me è la soluzione, più concorrenza, più qualità, più professionalità, con più squadre, anche meno costi di spostamenti... Io non credo che i vertici delle squadre femminili siano disposti a farsi da parte , per far posto alle squadre maschili che le inglobano.

-Ti dico un paio di nomi..dimmi cosa pensi..Patrizia Panico..

Una grande giocatrice.

-Antonio Cabrini..

Come calciatore un grande, come allenatore femminile ancora non ti so dire.

-Credi che con Cabrini il calcio femminile abbia acquistato in visibilità?

Immagino di si, ma se non fai bene, la visibilità è controproducente. Aspettiamo e vediamo.

-L'ex allenatore del Fiammamonza,Cincotta,è diventato allenatore di una squadra americana..Marco Trovato dove vorrebbe arrivare?

Vorrebbe continuare ad allenare nel mondo del calcio, fare sempre il meglio per questo sport, nel miglior modo possibile, per ora nel Real Tor Sapienza, fare il meglio per questa società e cercare insieme a tutti i collaboratori tecnici e dirigenziali e alle giocatrici, di portarla il più in alto possibile nel mondo femminile. Essere un idea per gli altri e lo stiamo già facendo, ma questa è un'altra storia.

Sono certa che Marco continuerà a fare molto bene in questo sport e credo che il calcio femminile abbia bisogno proprio di persone così per poter crescere.

Non credo che per trovare persone in gamba servano per forza soldi;a volte basterebbe guardarsi bene intorno,individuare persone che,come Mr Trovato,portano avanti tutto con e per passione,basando il loro “lavoro” anzitutto sul profilo umano,gestendo l'ambiente con lealtà,onestà e buon senso,poi su un aspetto tecnico importante.

Marco Trovato è un esempio di tutto questo..perciò spero che le società di calcio femminili imparino a scegliere e lo facciano con criterio,con il solo obiettivo di far crescere il calcio femminile,e non tanto per avere in mano il proprio giocattolino.

Volere è potere,Mr Trovato docet..

Roberta Antignozzi

www.robertaantignozzi.com

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Marzo 2013 23:03
 

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