Contenuto Principale
INTERVISTA A PIETRO SPINOSA,EX PREPARATORE DEI PORTIERI DI LIVORNO E CHIEVO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Aprile 2013 21:44

Tags: Chievo | Cluj | Di Carlo | Eupen | Livorno | Pietro Spinosa

spinosa pietro

Lunedì scorso presso il campo sportivo di Miramare (RN) si è tenuta la giornata di formazione per preparatori dei portieri.

Relatore è stato Pietro Spinosa, che ha messo a disposizione dei partecipanti la sua notevole esperienza e competenza in materia. L'ex preparatore dei numeri uno di Livorno, Cluj, Eupen (Belgio) e Chievo, attualmente in stand by dopo l'esonero di mister Di Carlo e del suo staff dal club clivense, ci ha rilasciato questa lunga intervista riguardante il delicato ma intrigante ruolo del portiere.

Pietro, quali sono le prime nozioni che un preparatore deve insegnare, trasmettere ad un bambino di settore giovanile che si avvicina al ruolo del portiere?
“Innanzitutto deve avere conoscenza del ruolo e saper insegnare; pi bambini sono molto sensibili e quindi e' importante avere un buon approccio con loro, anche perchè molti vedono la figura dell' allenatore ancora più importante dei genitori. Deve avere tantissima pazienza, mai avere fretta di raggiungere gli obiettivi in tempi brevi, perchè questo non sara' possibile. Ha il dovere di insegnare a tutti allo stesso modo, il tempo farà poi una selezione naturale sia per ruolo che per bravura”.

Nel calcio fisico moderno quanto può incidere nella carriera di un portiere la sua struttura fisica?

“Credo che la struttura sia importante anche se ci sono casi di portieri che sopperiscono con doti atletiche ed esplosive. Ma sono pochi sinceramente quelli che giocano in serie A o B che non hanno strutture importanti"

Quanto conta il rapporto che si crea tra il preparatore e i portieri e quale ritiene sia il modo migliore di relazionarsi con loro durante la settimana?
“Il rapporto e' importante nella misura in cui c'e' stima e collaborazione e aggiungo predisposizione al lavoro. Essere chiari e concisi senza creare false illusioni a chi non gioca e massimo rispetto per tutti. Bisogna essere d' aiuto nei momenti difficili, ma seguire la linea della coerenza anche perche', se si lavora con uno staff, noi siamo i referenti dell'allenatore che ci ha dato fiducia”.

Quali sono le caratteristiche principali del portiere che vorresti come esempio, linea guida da seguire?
“In linea di massima mi piace un portiere che sappia leggere bene le situazioni di gara, ma questo aumenta con l'esperienza . Deve essere coraggioso ma al tempo stesso autoritario, un leader e sinceramente non ho grande considerazione di quelli che fanno gesti plateali contro i compagni quando ci sono errori, quasi a scaricarsi delle responsabilità. Il portiere e' il primo che deve dare serenita': oggi rispetto agli anni passati deve avere una discreta tecnica podalica, ma non bisogna dimenticare che si para pure con le mani”.

Quali sono in Italia nelle categorie professionistiche, i giovani portieri dalle prospettive future migliori?
“Ci sono diversi giovani che stanno giocando bene nei vari campionati e sono sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori. Non mi sbilancio nel fare nomi anche perche',come ho detto nella prima domanda, il tempo dira' se saranno all'altezza di platee superiori. Oggi possono essere fenomeni, ma domani si possono perdere per strada e viceversa. Aspettiamo prima di dare giudizi definitivi”.

Quali sono state le esperienze professionali che ricorda con più piacere e in cui ha notato che grazie al suo lavoro, i suoi consigli i portieri sono cresciuti maggiormente?
“Fortunatamente nella mia carriera ho avuto sempre portieri predisposti al lavoro e questo ha facilitato il mio lavoro. Ho saputo cogliere da ognuno il loro il meglio per migliorare personalmente e per trasmettere negli anni anche ai più giovani quello che era il mio pensiero. Ho avuto portieri giovani ,meno giovani e tutti mi hanno dato soddisfazione dal punto professionale e questa per me e' stata la cosa più importante”.

I numeri uno più forti che ha avuto alle sue dipendenze?
“Tutti quelli che ho avuto spesso hanno avuto delle differenze tra loro sotto il profilo tecnico, fisico, tattico e caratteriale. Riuscire con il lavoro quotidiano a farli avvicinare il più possibile vuol dire raccogliere i frutti e ti dà grande soddisfazione. Non e' bello percio' dire chi e' stato il più forte tra quelli che ho allenato, perchè tutti si sono allenati con grande impegno e professionalita' e questo e' stata la cosa più importante per me. A volte pero' capita che qualcuno si dimentica troppo facilmente del passato e diventa una delusione dal punto di vista umano,ma questa e' un'altra storia e fa parte del mondo del calcio.

Grazie mister della disponibilità, speriamo di rivederla presto in azione.
“Grazie speriamo, in bocca al lupo a tutti”.

Ivan Zannoni

 

Collegati o registrati per inviare un commento

Calcio

Tutte le notizie su Professionisti, Dilettanti, Giovanili, Calcio a 5, Calcio Femminile

Sport Acquatici

sportacquatici

Tutte le notizie su Canottaggio, Canoa, Nuoto, Pallanuoto, Pesca Sportiva...

Sport da Combattimento

Tutte le notizie su F.i.j.l.k.a.m., Pugilato e Scherma

    Sport di Squadra

    Tutte le notizie su Basebal, Basket, Football, Hockey, Pallavolo, Rugby...