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Gli ingaggi del Parma di Tanzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 29 Febbraio 2012 21:06
E' ormai storia vecchia, nel bene e nel male, la verit

Il Parma di Tanzi è ormai storia vecchia, nel bene e nel male, la verità su quel ‘miracolo’ di provincia può quindi venire a galla. Sempre per merito della giustizia ordinaria, ovviamente. Mai che nessuno dei tanti controllori del mondo del calcio (dalla Covisoc in giù) all’epoca d’oro si fosse chiesto come mai calciatori senza alcuna immagine sottoscrivessero contratti pubblicitari per miliardi di lire. In ordine alfabetico Apolloni, Asprilla, Baggio (Dino, ovviamente), Brolin, Chiesa, Crippa, Crespo, Minotti, Stoichkov, Thuram, Veron: una formazione super anche senza il portiere, una formazione tutta finita nel registro degli indagati della Procura di Parma per concorso in bancarotta finalizzata alla distrazione (notizia data per prima dalla Gazzetta di Parma).
Il periodo preso in esame dalla pm Paola Dal Monte è quello dal 1998 al 2003, cioé gli ultimi 5 anni dell’epopea raccontata in parte dal film ‘Il gioiellino’.
Il reato sarebbe stato commesso in concorso con Calisto Tanzi (e chi se no?) e tanti altri dirigenti. Perché Tanzi e Tonna (che in questa vicenda non c’entra) possono anche essere i cattivi mediatici, ma da questo carrozzone hanno arraffato soldi veri in tanti: non ultimi i calciatori. Qual è la tesi dell’accusa? Semplice: la casa madre e sue consociate pagavano ai calciatori veri e propri ingaggi paralleli a quello del Parma Calcio, senza che ci fosse una controprestazione. Avete mai visto Crippa pubblicizzare uno yogurt o Brolin una merendina? Ma anche campioni come Thuram e Veron non ci sembra siano stati protagonisti di migliaia di spot…
Tutto questo avveniva quando già la Parmalat era avviata verso il crack
, bisogna ricordare (i piccoli azionisti se lo ricordano senz’altro) a chi non riesce ad equiparare i reati finanziari alla criminalità fisica. Non siamo al ‘nero’ puro, quello delle valigette che pure esiste e prospera anche in questi tempi di crisi, ma siamo in pieno doping finanziario: quello che altri club hanno praticato attraverso plusvalenze fittizie, rivalutazioni spericolate, operazioni con parti correlate (cioè con altre aziende facenti capo ad azionisti del club stesso).
Interessante è il filone dell’indagine che riguarda Amauri, che quasi nessuno si ricorda essere transitato da Parma nel 2001 (quasi dieci anni dopo ci sarebbe tornato, in prestito dalla Juventus).
In questo caso indagati sempre per bancarotta per distrazione sarebbero l’ex direttore sportivo Larini, Enrico Fedele, ex responsabile dell’area tecnica, più vari altri. Secondo l’accusa il Parma avrebbe pagato 3,5 milioni di dollari a una società di consulenza solo per l’operazione Amauri. Piccolo dettaglio: all’epoca il futuro azzurro (una partita con Prandelli) era svincolato. Quindi consulenza per cosa? Vi ricordano le ‘mediazioni’ tuttora pagate da altri club per giocatori conosciutissimi, provenienti da club famosi? Perché se entriamo nel campo della veridicità della cosiddetta ‘controprestazione’, quasi nessun bilancio si salverebbe.

Twitter @StefanoOlivari

fonte: http://blog.guerinsportivo.it

 

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