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MISSIONE GAZA 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliabue   
Lunedì 09 Luglio 2012 13:41

Eccovi il resoconto dell’ingresso di Stefano, Sonia, Valentina e Fabio nella Striscia di Gaza. Si può seguire la missione iscrivendosi e cliccando “Mi Piace” alla pagina di facebook http://www.facebook.com/#!/pages/MUSIC-FOR-PEACE-CREATIVI-DELLA-NOTTE/250125084193

Grazie e buona giornata

13° GIORNO DI MISSIONE

“El Arish – Egitto / Rafah – Striscia di Gaza”

Noi ragazze abbiamo dormito un paio d’ore. Nonostante il sonno devastante non siamo riuscite ad addormentarci velocemente per il semplice fatto che la sicurezza del luogo è minima. Il Sinai è una delle zone a più alto rischio. Ogni rumore, ogni passo dietro alla porta è stato un sussulto. La voglia di dormire ha sopraffatto, verso le 4:00, il disagio. Alle 6:30 la sveglia suona. La gioia di poter rientrare in Gaza permette a tutti e quattro di alzarsi immediatamente dal letto. Chiudiamo gli zaini. Siamo nella hall dell’albergo. Attendiamo il Dott. Omar, della Mezza Luna Rossa Egiziana e la macchina che ci condurrà finalmente al border. Carichiamo gli zaini nella vettura. Si parte. La strada è deserta…in tutti i sensi. Pensiamo a quanto potrà accadere durante la mattinata. Riflettiamo sui possibili ulteriori blocchi; rivediamo nella mente le lunghe attese; ricordiamo gli interrogatori con i Mukabarat, le risposte non date...questi sono stati, negli anni, i trattamenti riservati ai convogli umanitari di Music for Peace destinati ai civili di Gaza. Passiamo tutti i check-point senza essere fermati…stranissimo. Siamo stupiti, ma anche preoccupati di questo comportamento. Ad ogni blocco le guardie parlano con Omar…e proseguiamo all’alzata di mano degli uomini in divisa. Sono le 8:40. I cancelli del border sono davanti a noi. Pelle d’oca. Sensazioni e sentimenti si susseguono accelerate dentro al cuore. Silenzio tra noi. Quando si entra in Gaza non ci sono molte parole, ma solo sensazioni da condividere inizialmente solo con se stessi. Le macchine si fermano. Stiamo per aprire le portiere. Omar ci bussa al finestrino e ci comunica di rimanere dentro. Corrucciamo la fronte. Dopo pochi minuti si aprono i cancelli e fanno cenno di passare. VARCHIAMO IL CANCELLO DEL BORDER IN MACCHINA CON UN ATTESA DI CIRCA DUE MINUTI. I commenti non ci sono. Siamo basiti. Arrivati al varco egiziano scendiamo. Prendiamo i bagagli. Omar ci scorta all’interno. Prende i nostri passaporti. Trascorrono dieci minuti. Vogliono vedere se i nostri volti corrispondono alle foto dei documenti. Ci scrutano. Riconsegnano tutto a Omar. Proseguiamo. Arriviamo al lato palestinese. I passaporti vengono stampati. E’ fatta. Omar ci conduce sino alla carovana. Prende i documenti della dogana e le fatture proforma e si allontana. Trascorrono circa trenta minuti. Torna. Possiamo avviare le operazioni di carico sui mezzi palestinesi. La collaborazione con la Mezza Luna Egiziana è stata fondamentale. La nostra resistenza di anni anche. Noi saliamo su una macchina. Scendiamo dopo alcuni metri e troviamo davanti a noi un dispiegamento di macchine fotografiche e telecamere. Circa 20 giornalisti ci attendono. Le associazioni con cui collaboreremo quest’anno hanno organizzato un’importantissima conferenza stampa. Veniamo accolti da moltissime personalità di Gaza: Ing. Abed – Almonen; Consulente del Consiglio dei Ministri Dott. Issa Nashar; Deputato del Ministero delle Politiche Sociali Dott. Omar Al Derbi. La stampa presente: Al Aqsa Channel; Palastine today; Al Quds Channel; Palestina Tv; Maan News; Safa News; Al Quds net; Shebab News; Donia Al Wattan News. Le personalità politiche introducono il nostro lavoro, dopodiché è il turno di Stefano, il quale anche non essendo un ottimo oratore, ha tenuto occupato il microfono per circa 30 minuti ottenendo una conclusione accompagnata da applausi sentiti e sinceri da parte dei presenti. Terminata la conferenza risaliamo in macchina e usciamo dall’ultimo cancello, seguiti dal convoglio. Siamo in terra di Palestina, siamo in Striscia di Gaza. Siamo noi 4 più uno: Vik ci stai aprendo la strada. La prima tappa è il magazzino in cui verranno posizionati i contenitori. I camion prendono posto, il resto lo compie la gru. Lo scarico è stato studiato in maniera tale da poter ricreare, domani, il magazzino di Genova. E’ necessario ordine e spazio per ottimizzare il lavoro e procedere nel migliore dei modi. Sono ormai le 18:00. Veniamo accompagnati nel luogo in cui pernotteremo fino alla fine delle distribuzioni. Siamo a casa di un amico, in Rafah. Ceniamo. Ci riuniamo, con alcuni referenti delle associazioni con cui abbiamo stretto i paternariati di quest’anno. E’ necessario organizzare il lavoro per domani. Dalle 21:00 in poi si susseguono tantissimi visite da parte di amici che ci attendono da un anno. Sono felicissimi, lo siamo tanto anche noi. Trascorriamo una serata infinita, con una stanchezza pesantissima sulle spalle, ma è tra i momenti più belli della nostra vita. Occhi che si guardano, lunghi sorrisi, abbracci, strette di mano, bicchieri di thè e caffè turco che girano tra le mani, sigarette, risate, caldo, l’elettricità che ovviamente manca…tanto calore umano e tanta voglia di libertà. Domani quando inizieremo lo scarico del materiale non sentiremo poi tanto la stanchezza… siamo ormai caricati di una forza speciale…Free Palestine

Cittadini del Mondo

 
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