‘IVORY CRUSH’, il disco d’esordio degli ‘HI FI GLOOM’ Stampa
Scritto da Administrator   
Giovedì 15 Marzo 2018 20:28

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Hi Fi Gloom

Come nasce la vostra band e da chi è venuta l’idea di mettersi insieme?  


L’idea di formare la band è venuta a me (Daniele, il batterista) 3 anni fa. Dopo aver per lungo tempo suonato in band improntate quasi prettamente al rock, cercavo qualcuno per un progetto che mescolasse l’immediatezza del pop ad atmosfere maggiormente elettroniche, più sofisticate. Le persone giuste le ho trovate in Alessio (voce/chitarre/basso) - che con me ha condiviso alcune precedenti esperienze musicali per le quali eravamo la sezione ritmica -, e Simone (synth, piano) il cui nome mi è stato suggerito da un amico. In un primo incontro abbiamo tracciato sommariamente la direzione da intraprendere, qualche giorno dopo ci siamo scambiati delle idee, in poche settimane le abbiamo assemblate e nel giro di poco avevamo “Wish”. Da lì è stato facile capire chi eravamo musicalmente.  

Dove volete arrivare?  
Abbiamo l’ambizione di farci conoscere al maggior numero di persone possibile, vorremmo portare la nostra musica in giro, se possibile restando fedeli allo stile che ci caratterizza sia nel disco che nei video.

Quali sono i segreti della vostra musica?  
Grandi segreti non ce ne sono; la nostra musica ha il pregio (e il difetto) di essere molto personale, molto legata ai nostri talenti e ai nostri limiti, non vogliamo fingere né copiare nessuno. Al di là degli arrangiamenti e di alcune scelte stilistiche studiate a tavolino, ci viene così. Una cosa però credo si possa dire: lavoriamo molto e cerchiamo di curare ogni dettaglio.

Tra di voi siete affiatati o vi scontrate spesso e, se sì, per cosa?
C’è un buon equilibrio all’interno della band. I ruoli sono abbastanza definiti e agiamo tutti con in mente il nostro obiettivo di volta in volta, sia esso organizzarsi per creare/registrare, preparare un concerto, allestire tecnicamente il set a seconda delle varie situazioni, ecc.
Non avendo il tempo dei professionisti, sappiamo che le energie che abbiamo non possiamo sprecarle a discutere, vogliamo capitalizzare ad ogni costo. Fino ad ora abbiamo sempre dimostrato una certa maturità, consapevoli delle qualità e dei difetti di ognuno di noi.

Parlatemi di questo album d’esordio
L’album è frutto del lavoro di quasi tre anni, tra prove/studio/realizzazione/ricerca etichetta. È stato bello lavorare in un territorio nuovo, perché musicalmente parlando non avevamo mai fatto niente di simile. Direi che abbiamo superato l’idea di musica che avevamo qualche anno fa, per immergerci in delle sonorità atipiche per il nostro pregresso. È stato molto interessante: ci siamo trasformati molto e il titolo Ivory Crush si riferisce anche a questo. In qualche modo ci siamo “annullati” per continuare a esistere, paradossale ma efficace. Il disco contiene dieci tracce, scelte tra una quindicina che abbiamo realizzato in studio: alcune sono quasi esclusivamente elettroniche, altre hanno un taglio più rock.

Cosa ripudiate (se ripudiate qualcosa) della musica dei giorni nostri?  
In sé la musica dei nostri giorni non ha nulla per cui possa essere ripudiata. La modalità con cui è fruita, velocemente e senza quasi alcuna attenzione, quella è una cosa che ci lascia perplessi. Viene masticata e sputata così rapidamente che è difficile lasciare il segno, oppure farsi prendere da questo o quell’artista in maniera duratura. Se da un lato possono sembrare affascinanti l’illimitata diffusione e l’infinita esposizione, dall’altro sono un aspetto non del tutto positivo. L’industria musicale ha assunto un ritmo così frenetico che per noi l’unica cosa importante, nonostante tutto, è cercare sempre di offrire cose di qualità.

Hi Fi Gloom Copertina

I vostri gruppi o cantanti preferiti e perché?  
I miei preferiti sono i Nine Inch Nails perché come nessun altro gruppo hanno saputo mescolare il rock all’elettronica e poi hanno un’immagine fortissima. Quelli di Simone sono i Radiohead perché hanno la follia dei Pink Floyd e la lungimiranza dei grandi geni. Alessio adora i Nirvana perché non c’è un’altra band al mondo altrettanto spontanea e viscerale, i Led Zeppelin perché sono i Led Zeppelin, i REM perché sono i Led Zeppelin dopo i Led Zeppelin.

La canzone che vi ha uniti e quella preferita di ognuno di voi nella storia della musica?  
Suoniamo una cover di Ásgeir, “Going Home”; quella canzone ci unisce, piace a tutti e tre moltissimo. Io adoro “We’re In This Together” (NIN), Simone “Weird Fishes” (Radiohead), Alessio “Everybody Here Wants You” (Buckley)

I vostri gusti musicali sono identici od ognuno di voi va per la propria strada?  
Ognuno di noi segue percorsi abbastanza diversi. Io sono molto attento alle nuove uscite, anche Simone ha dei gusti “all’avanguardia”, Alessio è affezionato a sonorità più datate.

Possiamo dire che tutti con l’aiutino tecnologico possono fare oggi musica?  
Sì, la musica la fanno anche i computer, e a breve anche i robot suoneranno.
Ma per emozionare non basta emettere un suono secondo un ritmo, un ordine o un algoritmo. È per questo che sarà sempre difficile (o facile per alcuni) fare musica bella.

Progetti futuri a medio o breve termine?
Vogliamo suonare molto dal vivo, dato che per un po’ siamo rimasti in saletta/studio. Vorremmo portare allo scoperto il nostro lavoro, proporre il nostro show ed emozionare chi ci ascolterà con l’atmosfera che la nostra musica può creare.



E' uscito il 12 marzo 2018 per ‘La Clinica Dischi’ l’album d’esordio della band trentina ‘HI | FI GLOOM’, dal titolo ‘Ivory Crush’.

Frutto di un minuzioso lavoro di composizione durato quasi tre anni, Ivory Crush è un disco caratterizzato da sonorità elettroniche eteree e delicate e da una grande cura e attenzione nella scelta dei suoni; atmosfere algide e minimali fanno da sfondo a linee vocali dirette e immediate, che traggono ispirazione da artisti come Asgeir, James Blake, Nick Murphy e più in generale da una certa scena elettronica alternativa che negli ultimi anni ha introdotto importanti elementi di novità nell’ambito della musica pop. I testi (in lingua inglese) fanno riferimento a esperienze personali, a stati d’animo reali e suggestioni puramente soggettive legati ai rapporti umani, l’intimità, la nostalgia, la comunicazione interpersonale.

“Ivory Crush è distruggere per proteggere. Ivory Crush è rinnegare per sopravvivere. Ivory Crush è innocenza da sacrificare. Ecco il miglior movente”.

Il brano scelto come singolo che anticiperà l’uscita del disco (del quale è stato realizzato anche un videoclip) è ‘I Hid A Voice’. Un pezzo che nasce da pochi accordi di piano e da un testo scritto di getto all’indomani di una profonda umiliazione personale. Una canzone che rappresenta idealmente una sorta di manifesto del sound del gruppo, che seppure in certe altre composizioni mostra un lato meno minimale, maggiormente acustico e più tradizionalmente pop, qui riduce all’osso il proprio linguaggio sonoro per musicare un monito che promette l’unica vendetta possibile: quella voce ingiustamente zittita tornerà a farsi sentire.

“Se questo mondo non sa ascoltare, sarà l’universo a poter sentire. C’è nascosta una voce. Oltre il silenzio. Parlerà”.

Il tema portante del videoclip è rappresentato dall’illusione di poter cambiare la propria condizione. Il desiderio di libertà spinge a inseguire una condizione migliore, ma è un abbaglio che avvolge per pochi istanti, prima di essere riportati alla realtà, a quel circolo vizioso che impedisce di andare oltre i propri limiti.