Il mercato della Roma secondo il giornalista Luca Colantoni Stampa
Scritto da Fabiana   
Martedì 18 Giugno 2013 18:53

Tags: Andrea Bertolacci | Francesco Totti | Genoa | Lamela | Luca Colantoni | Roma | Rudy Garcia

È tempo di calciomercato e la Roma, come le altre società, si sta dando da fare per rinforzare e sfoltire la rosa, con lo scopo di arrivare ad inizio campionato con una squadra determinata ad ambire ai posti alti della classifica. Abbiamo approfondito il discorso del mercato giallorosso con il giornalista Luca Colantoni.

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Il nuovo mister giallorosso porta il nome di Rudy Garcia; che idea ti sei fatto su di lui?

Garcia a me piace, seguo il campionato francese e la sua impostazione di gioco e caratteriale mi interessa. Spero possa portare tutto a Roma dove la piazza non è così facile da affrontare. Sono sicuro che i giocatori rimarranno soddisfatti dei metodi e spero che il nuovo tecnico non si lasci influenzare troppo dall'ambiente: in città c'è sempre qualcuno scontento a prescindere e questo non aiuta il lavoro di chi arriva.

Da 1 a 10 che voto dai ad Andreazzoli?

Il mio voto per Andreazzoli è medio, direi 6,5. Ha preso in corsa una squadra allo sbando e ha rimesso a posto dei tasselli che si erano disuniti. Ha provato a ridare un'identità ad un gruppo che ormai andava per conto proprio. Ha sbagliato qualche volta l'utilizzo di un uomo anzichè un altro, ma, cosa ormai nota, le pressioni in questa città sono tantissime. La finale di Coppa Italia persa è un caso isolato, stanchezza, paura e scelte sbagliate hanno fatto il resto.

Secondo te meritava di restare?

Il peso di una grande piazza non è così facile da sopportare. Alla Roma, dopo tanti alti e bassi, serviva un tecnico di spessore, lui di fatto già il giorno della finale di Coppa Italia sapeva che sarebbe stata la sua ultima partita con la Roma.

In che reparto va rinforzata principalmente la squadra?

Credo che vada rinforzata con almeno uno o due uomini per reparto. La difesa spesso è salita sul banco degli imputati, mentre a centrocampo e in attacco, tra infortuni, squalifiche e situazioni varie, spesso la Roma ha avuto gli uomini contati. La linea dei giovani da far crescere va anche bene, ma c'è bisogno di qualche altra figura di spessore in campo, non solo Totti.

Hai appena parlato di Totti, cosa ti senti di dire su di lui?

Con me sfondi una porta aperta. Voglio raccontare un aneddoto: per la prima volta iniziavo a fare il cronista in tribuna stampa e lui lo stesso giorno esordiva in serie A, una carriera parallela. Ho seguito la Roma per tanti anni, dieci per l'esattezza, l'ho conosciuto, intervistato più volte e quindi mi viene facile parlare delle sue qualità sia umane che di calciatore. Lui può fare tutto perchè è la quinta essenza del calcio, una visione di gioco superiore alla media, un modo di toccare il pallone senza precedenti, cervello e piedi che viaggiano all'unisono, ultima bandiera di un calcio che ormai non esiste più. Sono anni che si carica la squadra sulle spalle sia in campo che nelle dichiarazioni fuori dal campo, e che dire: Dio lo conservi a lungo, anche se bisognerà cominciare ad entrare nell'ottica di accompagnarlo con tutti gli onori verso la fine di una carriera splendida e quello sarà un giorno da groppo in gola.

Come si risolverà la comproprietà di Bertolacci tra Genoa e Roma? Il ragazzo potrebbe risultare utile alla squadra di Garcia?

Dipenderà dalle scelte del nuovo mister. In ogni caso non sarà semplice trovare spazio, ma conoscendo la valenza del giocatore, sarebbe un peccato perderlo per la Roma.

Il Tottenham avrebbe richiesto Lamela; quali sono le qualità ed i difetti sul terreno di gioco di questo giocatore?

Non credo che la Roma voglia privarsi di uno dei suoi talenti migliori. Baldini, andato via da Roma, sta facendo pressioni per averlo, ma alla fine credo che non se ne farà nulla, anzi, il nuovo tecnico punterà molto sul suo estro. Le sue qualità sono velocità, fantasia, duttilità, cambio di passo, mentre i difetti posso dire che è giovane e avrà tempo di migliorare il fatto di voler essere spesso un individualista. A volte è meglio fare il passaggio più semplice del mondo piuttosto che ostinarsi in un dribbling.

Fabiana Rebora