La seduta odierna del Consiglio regionale Stampa
Scritto da Massimo Tagliabue   
Lunedì 06 Agosto 2012 10:30

Modifiche alla legge sulla caccia
Con 27 voti favorevoli, 5 contrari (Siri e Pellerano delle Liste civiche per Biasotti presidente, Scialfa e Piredda dell’Idv e Benzi della Federazione della sinistra) e 2 astenuti (Manti del pd e Conti Federazione della sinistra) è stata approvata la proposta di legge 220 “Modifiche alla legge regionale 1 luglio 1994, n.29 (norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio)”, primo firmatario Francesco Bruzzone (Lega Nord-Liguria Padania.


E’ stato approvato emendamento (Bruzzone, Garibaldi, Chiesa, Ferrando, Cavarra) che regolamenta in modo più specifico gli appostamenti fissi. La legge, tra gli altri elementi di novità introdotti, prevede che, qualora intervenga un provvedimento sospensivo dell’efficacia del calendario venatorio, durante la stagione venatoria stessa,  la Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, è autorizzata ad approvare un nuovo calendario venatorio, riferito all’anno in corso, in tempi molto stretti. L’approvazione è prevista entro dieci giorni dalla data del provvedimento sospensivo. Si stabilisce che le giornate di caccia settimanale siano  tre  a scelta del cacciatore. Si aggiungono due giornate settimanali per l’esercizio venatorio da appostamento alla fauna selvatica migratoria nel periodo intercorrente  fra il 1 ottobre ed il 30 novembre. Sono previste misure che garantiscono una maggior tutela dei richiami vivi.  La nuova legge regionale, sentiti la Commissione faunistico venatoria regionale e l’Ispra, stabilisce che il calendario venatorio abbia valenza annuale e non triennale, come avveniva in passato. 
Francesco Bruzzone ha illustrato la relazione di maggioranza: «La presente proposta di Legge intende produrre alcune modifiche alla Legge regionale 29 del 94 introduce miglioramenti alle norme per la detenzione dei richiami vivi, autorizza la Giunta all’approvazione urgente e in tempi brevi di un eventuale calendario transitorio in caso di sospensione dell’efficacia del calendario vigente e stabilisce che le giornate di caccia sono almeno  3 settimanali a scelta del cacciatore. Il lavoro svolto durante le sedute della Commissione consiliare, inoltre, ha prodotto adeguati miglioramenti al testo iniziale. Auspico, quindi, una veloce ed ampia approvazione della legge».
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente), relazione  di minoranza: «Negli ultimi mesi abbiamo impegnato la commissione attività produttive con proposte sulla caccia. Onore al merito all’impegno dei consiglieri, ma viene da pensare che ci siano temi più importanti per la vita dei cittadini soprattutto in questi tempi, e alla maggioranza dei liguri forse questo tema non interessa. Ci sono altre priorità su cui impegnare le commissioni del Consiglio regionale. Sul tema specifico ribadiamo di non essere contrari alla caccia, ma bisogna rispettare le regole. Spesso abbiamo votato in quest’aula leggi che poi sono state bocciate da Tar, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Bisogna fare calendari legittimi, che non rischiano di essere impugnati»
Nella discussione generale sono intervenuti:
Valter Ferrando (Pd) che ha annunciato il voto favorevole: «Questi provvedimenti sono sempre sottoposti alle forche caudine del tar e questa legge mette al riparo l’attività venatoria da lunghe sospensioni»..
Gino Garibaldi (Pdl), che ha annunciato voto favorevole ha aggiunto: «La caccia è un tema importante per chi vive nell’entroterra., perché i cacciatori presidiano il territorio».  

Assenti: Della Bianca, Rosso
Quorum: 20 voti

Rendiconto generale dell’amministrazione della regione Liguria per l’esercizio finanziario 2011

Con 23 voti a favore 11 contrari (centrodestra) è stato approvato il disegno di legge 228 “Rendiconto generale dell’amministrazione della regione Liguria per l’esercizio finanziario 2011”.

Il rendiconto dell’attività finanziaria e patrimoniale svolta nell’esercizio finanziario dalla Regione consente una verifica del grado di attuazione delle previsioni di bilancio e fornisce indicazioni sia sulla situazione economico-finanziaria dell’ente sia sull’andamento della gestione nel suo complesso e nei vari settori di attività.

Secondo quanto evidenziato dal rendiconto, per far fronte ai pensanti tagli dei trasferimenti statali è stato necessario effettuare risparmi Per le spese di convegni, manifestazioni, pubbliche relazioni, informazione e comunicazione si è passati da un milione e 570mila euro a 466mila euro per il 2011. Il personale è passato da 1086 dipendenti nel 2010 a 1021 dipendenti nel 2011, a cui si aggiunge il personale delle ex comunità montane che è pari ad altri 81 dipendenti al 2011.

Per quanto riguarda la sanità, il cui fondo e l’eventuale disavanzo è regolato dalle norme in modo specifico, Il Tavolo tecnico ministeriale per la verifica degli adempimenti regionali ha certificato un disavanzo sanitario di gestione per l’anno 2010 di 95 milioni di euro. A dicembre 2011 si è deciso di esentare dalla maggiorazione regionale all’addizionale IRPEF i contribuenti con reddito imponibile compreso tra i 20 e 30 mila euro. Infatti, per la copertura del disavanzo del sistema sanitario per l’anno 2011 si è dato corso alla dismissione di parte del patrimonio immobiliare disponibile delle Aziende Sanitarie e di alcuni immobili di proprietà della Regione. Il 30 dicembre 2011 la Regione ha proceduto alla sottoscrizione del contratto per l’alienazione e contestuale cessione di credito per il trasferimento del patrimonio immobiliare disponibile tra Regione Liguria, gli Enti del Servizio Sanitario Regionale e ARTE Genova per un importo complessivo di euro 76.183.558,72.

La Regione Liguria ha rispettato gli obiettivi del patto di stabilità interno 2011.

 

La discussione generale avviata nella mattinata ha riguardato anche l’Assestamento del Bilancio di Previsione per l’anno 2012 e l’Adeguamento alle disposizioni di carattere finanziario, che verranno votate successivamente.

Alessio Cavarra (Pd) ha illustrato la relazione di maggioranza sul Rendiconto 2011 e l’Assestamento 2012: «Discutiamo oggi due provvedimenti fondamentali dell’attività finanziaria e patrimoniale regionale. Provvedimenti che, ogni anno di più, ci costringono a misurare le crescenti difficoltà e le frustrazioni imposte dalle gravi condizioni economiche in cui versa il Paese e dal quadro di incertezza che caratterizza le politiche finanziarie nazionali. Per quanto riguarda il conto consuntivo, dobbiamo ricordare che la programmazione finanziaria per il 2011 si inseriva in un contesto politico, economico e normativo nazionale molto negativo e confuso, un quadro di grande incertezza politico-finanziaria – che ha poi caratterizzato tutto il 2011 – che rendeva aleatoria ogni ipotesi programmatica: dal trasporto pubblico locale al welfare regionale, dagli investimenti ai fondi Fas, al comparto sanitario. Tutto ciò si è poi tradotto per la nostra Regione in un differenziale di 235 milioni di euro in meno rispetto al bilancio 2010, che già scontava una notevole contrazione rispetto al 2009. Le risorse effettive del bilancio, al netto della spesa sanitaria, si sono infatti ridotte dai 2 miliardi del 2009 a poco più di 1,4 miliardi di euro del 2011.

Una situazione a dir poco drammatica, che ha obbligato la Regione a scelte importanti e difficili che, però, hanno consentito di attenuare gli effetti dei tagli, altrimenti insostenibili, su importanti settori di spesa come il trasporto pubblico locale e il sociale. La priorità di bilancio è stata infatti quella di scongiurare il rischio di una contrazione insostenibile del sistema di welfare regionale, su cui si è scaricato il peso maggiore dei tagli ai trasferimenti statali (35 milioni sul trasporto pubblico locale e 28 milioni sul sociale). Nel trasporto pubblico locale abbiamo dovuto registrare un taglio di circa il 40%, che la Regione ha dovuto in parte colmare con risorse proprie sottratte ad altri centri di spesa. Nel settore sociale il bilancio è riuscito a garantire un budget analogo a quello del 2010, sia nel settore della salute umana che nei trasferimenti agli Enti locali, consentendo così l’erogazione di servizi altrimenti a rischio (primo fra tutti il fondo per la non autosufficienza)». Secondo Cavarra «la quadratura del bilancio non sarebbe stata possibile senza proseguire le rigorose politiche di riduzione e razionalizzazione della spesa. Rispetto al 2009, al netto della componente sanitaria, registriamo infatti una riduzione della spesa complessiva del 27,3%, pari ad un risparmio di oltre 530 milioni di euro. Anche nel settore sanitario il bilancio 2011 evidenzia l’efficacia della strada del rigore che in questi anni ha consentito di ottenere una progressiva e sensibile riduzione della spesa e di colmare il deficit sanitario. Anche sul fronte della fiscalità, il bilancio 2011 ha dimostrato particolare attenzione alle fasce sociali più deboli. Se la gestione della spesa corrente si è dimostrata particolarmente difficile e complessa, si è rivelato migliore il versante degli investimenti, grazie allo sblocco di parte dei fondi FAS». Cavarra ha poi affrontato il documento del bilancio corrente: «E’ a tutti evidente come le difficoltà finanziarie che hanno caratterizzato il passato esercizio si siano aggravate nell’anno in corso. Difficoltà legate alla scarsità e all’incertezza delle risorse disponibili, che ci obbligano anche per quest’anno ad un assestamento di natura meramente tecnica. Com’è noto, sul bilancio di quest’anno grava infatti l’incertezza sull’entità delle ripercussioni della spending review, che si sommano ai già pesanti tagli delle precedenti manovre finanziarie, con un effetto altamente destabilizzante, e , in alcune sue parti, si persevera invece nella cattiva strada dei tagli lineari e della disparità di trattamento tra i diversi livelli di governo. Il decreto del Governo continua infatti a penalizzare fortemente le Regioni e l’intero sistema delle autonomie locali,. I tagli, inoltre, colpiscono in modo indiscriminato e paritario tutte le Regioni, col risultato paradossale di penalizzare soprattutto le Regioni più virtuose, come la nostra. E, ad esempio, inaccettabile e soprattutto insostenibile, nel momento di grave disagio che patiscono soprattutto i cittadini più deboli, il sostanziale azzeramento del Fondo nazionale per le politiche sociali, precipitato dai 550 milioni del 2009 a poco più di 10 milioni per quest’anno. E’ stato detto che la spending review serve per scongiurare l’aumento dell’IVA e quindi l’ulteriore riduzione dei consumi. Ma se poi si costringono Regioni ed enti locali ad aumentare le imposte e i tributi locali o a tagliare servizi e contribuzioni essenziali per cittadini e imprese, il risultato è deprimere la crescita, aggravare la recessione e aumentare la povertà. Ad oggi il decreto del Governo rischia di tagliare al bilancio 2012 della nostra Regione circa 20 milioni di euro di minori trasferimenti dello Stato destinati, stato sociale e trasporto pubblico locale. Un taglio che metterebbe a rischio parte della già insufficiente quota di finanziamento destinata al TPL con inevitabili e pesanti ripercussioni sul servizio. La Regione intende comunque mantenere queste priorità». Cavarra ha concluso la sua relazione dichiarando: «Si dovrà perciò proseguire con ancora maggiore determinazione e intensità l’impegno sul contenimento della spesa: o conteniamo i costi oppure l’alternativa è quella di aumentare le imposte. Anche sul versante sanità vi sono ancora oggi margini di risparmio in un settore che necessità di una profonda riforma. Anche nella nostra Regione, che pure ha fatto già tanto – per l’anno in corso è verosimile prevedere un risparmio di 120 milioni – è possibile proseguire ulteriormente le politiche di risparmio avviate in questi anni. Un altro settore in cui non è solo è possibile ma doveroso realizzare sensibili risparmi è quello delle partecipazioni societarie della Regione, sono perciò convinto che vada sostenuta con determinazione la meritoria iniziativa del capo gruppo del Pdl per ridurre la presenza della Regione nelle società partecipate attraverso una profonda ed incisiva razionalizzazione delle relative spese. Sul versante degli investimenti, la regionalizzazione del patto di stabilità decisa dalla Giunta consente a diversi Comuni di liberare complessivamente 20 milioni di euro per la realizzazione di progetti di sviluppo. Nonostante la situazione di incertezza e le prospettive economico-finanziarie regionali molto negative, con l’assestamento 2012 l’Amministrazione regionale ribadisce comunque la volontà di caratterizzare la propria azione di governo con chiari elementi di solidarietà, seppure uniti al necessario rigore contabile».

Luigi Morgillo (Pdl): «Noi arriviamo in aula ad approvare provvedimenti dettati dalla fretta. Non si è compreso come la giunta intenda recuperare risorse per la famigerata spending rewiew. La determinazione di molte e poste, relative alla spending rewiew,  Ã¨ stata affidata alla conferenza Stato Regioni che spero troverà una quadra entro la fine di settembre. Bisogna procedere con il coraggio e la determinazione che io ho sempre chiesto all’assessore al bilancio. Ci è stato detto che ci potrebbero essere tagli fra i dieci ed i quaranta milioni di euro. Ma nei documenti non ho trovato alcuna indicazione di come la giunta intende fronteggiare questi tagli. Stiamo discutendo di un atto incompleto. Da quando si è insediata questa giunta non è mai stata fatta una discussione vera sul bilancio dell’Ente Regione e, da quanto vedo, non la faremo neppure oggi. Siamo sempre impegnati a fronteggiare un’emergenza, ma oggi ci sono questioni irrisolte: alcuni capitoli relativi al trasporto pubblico locale non hanno sufficiente copertura, bisogna quindi rideterminare questa posta. Ed è necessario attendere l’emendamento che sta varando la giunta e che arriva oggi sui banchi di questo Consiglio. E vedremo se verrà mantenuta la situazione complessiva. Ad esempio, per quanto riguarda la sanità, abbiamo appreso in Commissione, da parte dell’assessore competente, che il disavanzo per il 2012 si aggira intorno ai 200 milioni di euro, mentre non si conoscono ancora le iniziative che la Giunta intende mettere in atto per evitare che scatti per la nostra Regione il commissariamento e contestualmente l’aumento delle aliquote IRPEF al massimo. Dal 2008 ad oggi non è cambiato nulla. L’unico risparmio significativo inizio a intravederlo nel primo trimestre 2012. Vendere gli immobili per far cassa è ben altra cosa. La giunta non deve quindi sostenere che ha ridotto la spesa. Ridurre la spesa è un’altra cosa».

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente):  «Diventa difficile valutare l’operato della giunta, di fronte ad una situazione che sembra essere sempre di emergenza. – ha detto -  la realtà della Regione appare sempre “nascosta” dietro la situazione nazionale. Sarebbe importante, invece, fare un’analisi con parametri ben chiari. Questa maggioranza di centrosinistra affronta le emergenze ricorrendo a provvedimenti straordinari, mettendo mano al patrimonio immobiliare. A questo punto il patrimonio controllato dalla Regione non c’è più. Resta in ballo l’operazione affrontato lo scorso anno, con la vendita di beni immobili ad Arte. Vorrei sapere a che punto siamo in questa operazione, a livello contabile. Ritengo, inoltre,  ci siano spazi per ulteriori risparmi in diversi settori, in particolare nella società partecipate. In generale mi auguro si torni presto ad una situazione normale,  senza emergenza».

Nella discussione generale sui tre provvedimenti è intervenuto Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) che ha avanzato forti perplessità sulle cifre riportare nel Rendiconto e nell’Assestamento: «Prima di tutto devo sottolineare che per la sanità le spese di competenza fra il 2010 e il 2011 sono aumentate passando da 3 miliardi e 83 milioni di euro a 3 miliardi e 121milioni, quindi non capisco bene dove sono state attuate le politiche di contenimento. Devo poi rilevare che, sempre in campo sanitario, la previsione di spesa era stata di 3 miliardi e 772 milioni di euro, ma oggi, contemporaneamente, approviamo cifre ormai impegnate in modo definitivo per 3 miliardi e 181. Queste cifre, cioè quanto previsto e quanto impegnato dovrebbe coincidere. Come mai non è così? ».

L’assessore al bilancio, Sergio Rossetti: «Con questa proposta di assestamento di bilancio abbiamo cercato di salvaguardare il fondo per la non autosufficienza, rimasto senza il contributo nazionale  e limitato il più possibile i tagli al trasporto pubblico locale, oltre ad evitare nuove tasse». Ha continuato: «Si tratta di un assestamento che è pari a 226 milioni di euro, recuperati da economie su fondi vincolati e fondi perenti non utilizzati lo scorso anno che verranno  riutilizzati nel 2012  a favore dell’ambiente (7 milioni di euro), dei trasporti ( 22,5 milioni di euro), dell’edilizia (17,5 milioni di euro), della protezione civile (23,2 milioni di euro), della sanità (113,9 milioni) e per programmi comunitari (26,9 milioni).  – ha detto - Si tratta di finanziamenti non utilizzati  che potranno dare un po’ di ossigeno all’economia regionale». A proposito del trasporto pubblico locale, ha chiarito: «Purtroppo abbiamo dovuto ridurre di 4 milioni i contratti di servizio del trasporto pubblico locale, sia su ferro che su gomma, a seguito  della manovra Monti sulla spending review che ha ulteriormente tagliato di 21, 4 milioni di euro le spese della Regione Liguria”. Rossetti ha inoltre annunciato: «A settembre è previsto un ulteriore assestamento di bilancio per definire nuovi residui a favore dei servizi sociali e dei disabili».

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Agosto 2012 13:03