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Lunedì 30 Aprile 2012 10:24
Imagine Pavia. I dialetti danno vita a John Lennon - 4 maggio 2012  

Il 4 maggio nel cortile delle statue dell'Università di Pavia prende il via la settimana clou della manifestazione “Imagine Pavia”. Il contributo dell’Università con uno spettacolo di poesia e musica, in occasione della presentazione del libro “E che il mondo sia una cosa sola: i dialetti danno voce a John Lennon”.


Venerdì 4 maggio alle 17 nel cortile delle statue della sede centrale dell'Università di Pavia prende il via, con uno spettacolo di poesia e musica, la settimana clou della manifestazione “IMAGINE.PAVIA di pace e di diritti, di sogni e sognatori: una città per John Lennon”. In occasione della presentazione del libro “E che il mondo sia una cosa sola: i dialetti danno voce a John Lennon”, alcuni degli autori leggeranno le loro versioni di Imagine, alternandosi con le esecuzioni musicali dell'ensemble barocco Il Demetrio, diretto da Maurizio Schiavo, che partecipa a IMAGINE.PAVIA con il progetto “Lennon in barocco”.


Il libro, curato per le edizioni IBIS da Gianfranca Lavezzi e Giuseppe Polimeni, raccoglie 13 traduzioni di Imagine in differenti dialetti, dal friulano al calabrese, dal sardo al marchigiano: l'idea guida è appunto quella proporre al dialetto di misurarsi con l’inglese, di mettere in dialogo la lingua universale della comunicazione con quella particolare che nei secoli ha raccolto una storia quotidiana di lavoro e di affetti. Completano il volume il “preludio” di Lorenzo Coveri e 5 tavole disegnate da Marco Giusfredi.

Lennon in barocco” è una proposta musicale che parte da un’idea di “contaminazione” fra generi che sta caratterizzando trasversalmente l’arte e la cultura del tardo Novecento e del primo decennio del Duemila: l’intuizione, già presente in opere novecentesche come “Il gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse, che con la creazione di opere nuove si può “giocare” col passato in una fitta serie di combinazioni-ricombinazioni-rimandi che rendono il fattore tempo una variabile insignificante al fine della creazione artistica. Già in Stravinskij è marcatamente presente la capacità di rielaborazione dei materiali musicali precedenti (si pensi alla suite “Pulcinella” su musiche di Pergolesi), mentre con il Novecento avanzato la contaminazione diventa addirittura una vera e propria cifra stilistica: jazz-rock, jazz-pop, pop-classica… Il progetto “Lennon in barocco”, nel quale a Ugo Nastrucci è affidata la parte compositiva, mentre al direttore d'orchestra Maurizio Schiavo spetta la responsabilità dell'esecuzione concertistica, propone appunto una feconda contaminazione Lennon-musica antica, tesa ad evidenziare i legami che legano la tradizione musicale classica britannica alle composizioni dell’ex-Beatle. Un omaggio che consiste da una parte in una riscrittura (e non in un semplice arrangiamento) di alcuni brani di Lennon secondo i canoni estetici propri del Barocco (con chiari riferimenti a Purcell e a Handel): dall'altra nella creazione di nuovi brani (suite, fughe, ecc.) che utilizzano come materiali tematici elementi melodici tratti dalle sua canzoni. Al fine di garantire una sonorità affatto diversa, antica e attuale insieme, si utilizzeranno strumenti storici: che in questo caso saranno quelli suonati dai musicisti dell'ensemble barocco pavese Il Demetrio, specializzati appunto nella prassi esecutiva filologica.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Aprile 2012 10:24