I CENT’ANNI DEL GRAND HOTEL MAJESTIC “GIÀ BAGLIONI” Stampa
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Giovedì 13 Dicembre 2012 22:13

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Ha inaugurato ieri sera, in occasione dei festeggiamenti dei cent’anni del Grand Hotel Majestic “già Baglioni”, Celebrities since 1912, un racconto fotografico a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi.


Aperto alla città in occasione di ArteFiera fino alla metà di gennaio, il progetto espositivo, nella magnificenza
degli affreschi dell’albergo, ripercorre attraverso gli sguardi dei personaggi più famosi la storia dell’hotel.
Immagini che scorrono dal bianco e nero al colore, testimonianze delle epoche di una città in continuo
divenire. Dalle folle in via Indipendenza per vedere i miti del cinematografo Clark Gable, Ava Gardner e Frank
Sinatra, alle urla dei fan per Paul McCartney, le Spice Girls e Sting, il percorso fotografico racchiude in sé
passato, contemporaneità e visioni del futuro. L’eleganza e il pop, il fascino e le tendenze sono immortalati dai
principali studi fotografici bolognesi, preziosi archivi di un albergo icona del territorio.
La vernice di Celebrities since 1912 ha risvegliato ricordi ed emozioni in una serata che ha visto una grande
partecipazione dei bolognesi che hanno scoperto o riscoperto un luogo - simbolo di Bologna. E ancora una
volta il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” è andato oltre le aspettative. Oltre trecento gli ospiti che hanno
celebrato il traguardo del secolo di vita dell’hotel apponendo le loro firme sull’albo celebrativo, tra una visita
alle suite ricche di memorie e i calici alzati a un luogo così importante di Bologna.
L’altro momento clou della serata è stato la presentazione del volume Grand Hotel Majestic “già Baglioni”.
Cent’anni di eccellenze edito da Umberto Allemandi, che sarà replicata al pubblico per ArteFiera. Un parterre
rappresentativo delle istituzioni e delle eccellenze della città ha portato gli auguri del territorio consolidando il
rapporto tra mondo politico, economico e culturale che lega Bologna all’hotel: Duccio Campagnoli,
presidente della Fiera di Bologna, Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Del Monte, Gianfranco
Maraniello, direttore del Museo d’arte contemporanea di Bologna, il cavaliere Mario Bandiera, proprietario
dell’immobile e del brand Les Copains, il presidente di Duetorri Hotels Spa Giovanni Paolo, il generale del
comando militare dell’esercito Antonio De Vita, il rettore del Collegio di Spagna Garcia Valdecasas, Stefano
Caliandro, presidente del Consiglio provinciale, Giuseppina Gualtieri, presidente di TPER, Luciano Sita,
presidente di Legacoop, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna Gerardo Bombonato, il
presidente onorario di Ant Franco Pannuti, Nicoletta Mantovani Pavarotti, la modella Roberta Capua, e i
rappresentanti delle più importanti case automobilistiche della Motor Valley.
Emozione, ricordo, ma anche <la voglia di proiettarsi nel futuro per i cento anni più uno>, come hanno
sottolineato il direttore dell’hotel Tiberio Biondi e Franco Vanetti, direttore generale di Duetorri Hotels spa, la
società che gestisce, oltre al Grand Hotel Majestic “già Baglioni”, i luxury hotel Due Torri di Verona, Bernini di
Firenze, Bristol Palace di Genova, il business Hotel Santa Barbara di Milano e il Budget Hotel Alga Milano. Poi gli
autori del libro, che hanno letteralmente svelato i segreti dell’hotel e di un posto speciale per la città fin
dall’epoca romana. A condurre il ritmo degli interventi lo storico e giornalista Giancarlo Roversi, curatore del
volume oltre che autore: <Questo albergo è un simbolo non solo di Bologna, infatti quello che mi ha colpito
nelle mie ricerche sono le dediche degli ospiti da tutto il mondo sull’Albo d’Oro e d’Onore: firme, autografi,
disegni, commenti entusiasti e soprattutto spontanei. È questo senso di accoglienza che rimane in chi è stato in
questo luogo il segreto del successo dell’hotel: dopo un viaggio chi torna a casa ricorda soprattutto due cose,
dove ha alloggiato e che cosa ha mangiato. Mi piace immaginare queste sale affollate di gioiosi fantasmi che
brindano insieme a noi ai prossimi cent’anni>.
Non hanno fatto mancare la loro firma sull’albo celebrativo il sindaco di Bologna Virginio Merola e l’assessore
al commercio e turismo di Bologna Nadia Monti: <È anche grazie al Baglioni che Bologna è conosciuta e
amata in tutto il mondo – spiega l’assessore - credo che la strada percorsa in questi cento anni sia quella
vincente: un percorso di eleganza e stile che ha saputo fondere tradizione e modernità. Il mio augurio è che
questo spirito venga assorbito anche dalle nuove generazioni>.
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Momento di grande emozione per l’intervento di Giovanardi Baglioni, discendente diretto di Guido, il primo
proprietario e fondatore dell’albergo: <È una grande emozione partecipare ai festeggiamenti, per me è un
modo di ricordare il lavoro e l’intraprendenza della mia famiglia. Le ricerche per questo libro hanno stimolato la
mia curiosità facendomi riscoprire la lungimiranza della scelta di Bologna da parte del mio antenato. Assistere
a questo centenario mi riempie di orgoglio e testimonia la tradizione di qualità che l’albergo ha saputo
mantenere. Il Baglioni ha un grande futuro>.
Un luogo speciale, non solo per la recente storia di accoglienza stellata, ma anche per il valore archeologico e
artistico, come hanno spiegato gli autori Paola Foschi e Mario Fanti. Da punto d’incontro di direttrici che già gli
etruschi ritenevano ideali per il sorgere di una città, fino ai resti di una strada romana ancora ben visibile
all’interno dell’albergo, l’edificio è paradigma della storia di Bologna: passando per le torri medievali degli
Ariosti, le botteghe artigianali e i mercati all’aperto, la storia dei fratelli Carracci, dal Settecento con il
completamento della ristrutturazione architettonica ai giorni nostri. E tra le storie nascoste nel libro e nei muri
del Baglioni, anche quella che Beatrice Buscaroli definisce <la prima notte bianca della storia>, quando i
Futuristi diedero vita nel 1914 a una mostra aperta 24 ore mettendo in luce <l’amore contrastato di Marinetti
per la Bologna passatista>. Poi le lettere conservate negli archivi storici della città, <quelle degli architetti
Edoardo Collamarini e Giulio Ulisse Arata>, che hanno dato una spinta supplementare al lavoro di Daniela
Sinigalliesi. Oppure la <ricerca infinita> di Rosaria Grassilli che <attraverso i quotidiani> ha scoperto curiosità,
aneddoti e ricostruito una fedele cronologia dell’albergo.
<Abbiamo bisogno di recupero di memorie, ma la storia per diventare memoria va vissuta o raccontata con
esattezza. Questo libro, grazie alla sua accuratezza, ci rende tutti eredi e protagonisti. Il Baglioni rappresenta lo
spirito dei bolognesi, la ricerca continua dell’eccellenza> ha concluso il professor Rolando Dondarini, docente
di storia medievale dell' Università di Bologna.
A completare la magnifica serata un raffinato cocktail con i piatti elaborati dalla maestria di Giacomo
Galeazzo, executive chef del ristorante I Carracci, che ha proposto un menu dedicato ai piatti prediletti degli
ospiti famosi che hanno salito i gradini del Grand Hotel Majestic “già Baglioni”.