Valeria Ciardiello, il volto di '90 minuti' su Raisport Stampa
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Domenica 10 Febbraio 2013 15:04

Tags: 90 minuti | Alex Del Piero | Alex Schwazer | Chiellini | Enrico Varriale | Espn Classic | Josefa Idem | Juventus | Juventus Channel | Marco Mazzocchi | Mario Mattioli | Nelson Mandela | Obama | Raisport | Saxa Rubra | Sic Simoncelli | Sky Sport | Valeria Ciardiello

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La ragazza della porta accanto. Valeria Ciardiello è la vicina che tutti sognano di avere, una 'conduttrice-giornalista', come si definisce lei, con dei valori profondi della vita. Ti conquista per la sua semplicità, il suo desiderio di viaggiatrice sognante, la sua spigliatezza. Doti che non guastano in un mondo dove ci si guarda tutti con diffidenza e con personaggi televisivi ben diversi dalla realtà del vivere quotidiano.


Sei una grande appassionata di sport, ma quali hai praticato da piccola?


"Da ragazzina ho praticato ginnastica artistica a livello agonistico, ma sono stata fermata dai problemi alla schiena, quando avevo ottenuto la qualificazione ai Campionati Italiani. Sarei andata avanti con quello, se l'ortopedico non mi avesse costretta a fermarmi per una forte scoliosi. Così mi sono dedicata a nuoto e danza. Lo sport era di casa in famiglia con i genitori ciclisti e il fratello calciatore. Mia mamma è stata una pioniera del ciclismo, conquistando quattro titoli italiani e andando ai mondiali, sia su pista sia su strada. Poi, mettendo su famiglia, abbandonò l'attività. Appena può, ora, va in bici a fare la spesa. Mio padre è arrivato alle soglie del professionismo e ancora adesso fa circa 20.000 chilometri all'anno sulle due ruote. Io, oggi, sono una cultrice della ginnastica, pilates e yoga. La bici non l'ho mai vista agonisticamente, ho una bella bici, pratico mountain bike appena ho l'opportunità di andare in montagna, ma lo vedo come un momento di piacere, un modo di stare in contatto con la natura. Fare gare vuol dire sacrificio; per me è un diversivo, ma se mi propongono una vacanza in bicicletta non mi tiro indietro. I miei genitori si sono conosciuti in bicicletta e come giornalista ho seguito mia mamma quando vengono fatti dei raduni tra ciclisti dei suoi anni, ad esempio in occasione di cronometro a coppie dove partecipa con promesse di oggi. In casa abbiamo le coppe, i ritagli di giornale, so tutto delle sue gare".

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FOTO DI UFFICIO STAMPA RAI

 


Da piccola, sognavi di lavorare nel mondo della tv e del giornalismo?


"Ho seguito un percorso particolare, mi sono laureata in scienze ambientali, avrei potuto andare a studiare le balene o gli orsi nei parchi naturali, la vocazione per la tv l'ho sempre avuta, perché ho una sana faccia tosta, tanto da stare benissimo su un palco, perché il teatro è stato il mio hobby recitando nella scuola di "Quelli di Grock". E' la mia grandissima passione, lo rifarei subito, farei salti mortali per tornare, perché è unico, 'sul palco è vita' ed è veicolo per migliorare e trasferire al pubblico le parole, i gesti. Il mio recitare era molto fisico, quasi una danza. Ai tempi dell'Universita lavoravo come tour leader e partecipavo a eventi. Questo mi ha permesso di entrare in contatto con il mondo del giornalismo e, in seguito, sono stata contattata da Espn Classic, dove si possono vedere eventi sportivi cassettati. Conducevo la trasmissione 'Protagonisti', programma fatto in collaborazione con la Gazzetta dello Sport, dove si parlava di un campione sportivo. Poi, sono andata a Sky Sport, in occasione dei Mondiali 2006, mi venne chiesto se volevo far parte del team in una striscia mattutina con un target giovanile. In quello stesso periodo nasceva Juventus Channel, canale tematico. Ci furono dei colloqui a Torino con la Juventus, dove ho passato cinque anni, prima di approdare a Rai Sport. La scorsa primavera, tra aprile e maggio, ci fu il lancio di Mattina Sport con Marco Mazzocchi, su volontà del direttore De Paoli. A giugno, c'erano gli Europei di calcio, esclusiva della Rai, e mi venne chiesto di restare con Mario Mattioli. A settembre ho lasciato la Juventus, per condurre in Rai Sport, con Enrico Varriale, la nuova trasmissione '90 minuti', in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Io, nativa di Milano, dopo aver vissuto alcuni anni a Torino per seguire la Juventus, mi sono trasferita adesso a Roma".


Il tuo cuore è bianconero, il massimo arrivare alla Juventus.


"Sono arrivata a lavorare in maniera del tutto casuale. Papà e fratello sono sempre stati tifosi della Juventus e sono diventata bianconera per forza. Si simpatizzava anche per la Cremonese, essendo mia mamma di Cremona, e per l'Avellino, di cui è originario mio papà. La Juventus l'ho vissuta come periodo di lavoro e non da fanatica, mi piacciono vedere giocatori che giocano bene a calcio e allenatori che allenano bene. Nell'ultimo periodo avevo capito che il mio tempo di apprendimento era finito e avevo voglia di crescere attraverso nuove esperienze professionali, non era facile continuare un lavoro in un canale monotematico. Sono rimasta in ottimi rapporti con tutti, erano dispiaciuti. L'esperienza a Juventus Channel è stata estremamente formativa, passavo da interviste con i tacchi post gara a condurre eventi sponsor. Tutto questo l'ho fatto nella squadra più prestigiosa e mi ha portato ad avere relazioni con i network più importanti. Ho conosciuto il mondo dei tifosi e mi si è aperta la mente. Arrivai alla Juventus quando andò in serie B, io professionalmente l'ho vissuta bene, avevo appena finito di lavorare per Sky con i mondiali, andando nella società seguita da tutti gli italiani e la retrocessione era una notizia forte per il nostro calcio, ma per me era pur sempre lavoro, indipendentemente dalla categoria. L'ho lasciata da Campione d'Italia, mi auguro che rivinca lo scudetto, anche se in campionato sta facendo fatica per alcuni infortuni pesanti, Chiellini su tutti, poi bisognerà vedere se il Napoli regge. L'anno scorso, in cuor mio, sapevo che avrebbe vinto lo scudetto perché era più fresca delle altre, in questa stagione è più complicato. La Champions è come fare un terno. C'è gran voglia di riproporsi in campo internazionale, non è semplice, ma ci sono tanti fattori che possono entrare in gioco, ma se riesce a recuperare gli infortunati...La prossima estate, se mi troverò nel Nord Italia, andrò a trovarli in ritiro a Chatillon. Fino al primo luglio sarò impegnata con la Confederation Cup".

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FOTO DI UFFICIO STAMPA RAI


Espn, Sky, Juventus Channel, ora la Rai, cosa ti hanno regalato queste esperienze?


"Con Espn ero emozionata perché era la novità, dovevo capire come pormi; con Sky ho vissuto l'ingresso nel mondo grande, anche se all'epoca non erano strutturati come oggi, dove hanno una struttura organizzativa e tecnologica di alto livello; con Juventus Channel mi sono consolidata con un'esperienza diversificata, siamo partiti da zero, frutto del nostro lavoro. Lavoravo anche ai contenuti delle trasmissioni e mi ero specializzata nel lavoro con i calciatori, interviste speciali che ripercorrevano la loro carriera, dagli inizi ad oggi, cercando di far emergere il lato più personale del calciatore, in genere nascosto o poco valorizzato. E' stato un modo per conoscere le loro famiglie e i calciatori erano strafelici. La Rai invece rappresenta la vastità della struttura aziendale, la bellezza nella varietà dei temi, persone nuove. Se penso alla mia rubrica si sono triplicati i numeri di telefono che ho memorizzato. E' una fonte di crescita quotidiana e sono sempre stimolata".


Ti senti più conduttrice o più giornalista?


"Bella domanda, me la sono posta anche io diverse volte, ti rispondo che mi sento una giornalista conduttrice. Un giorno vorrei avere uno spazio tutto mio, dove fare approfondimento in maniera diversa, un giornalismo garbato, gentile. Sono sempre due persone di fronte, due esseri umani che dialogano e a volte si va sempre a cercare la domanda cattiva. Non ti so dire se il programma tutto mio vertirebbe sullo sport. Ho ampliato i temi trattati in Rai, seguiamo anche lo sport sociale, il terzo settore, ma anche sport economia, e in settimana abbiamo avuto un maliano in studio per festeggiare il terzo posto in Coppa d'Africa, ma il caso Mali si è allargato ai temi delle guerriglie islamiche. Lo sport è un momento di unione e creatività, sempre, e va allargato ad altri ambiti. Enrico Varriale ha tanta esperienza e me la sta trasferendo. Mi piacerebbe, un giorno, intervistare Alex Schwazer per guardarlo in faccia e capire il suo dramma. Ma anche la fidanzata del Sic Simoncelli, Josefa Idem, da sola, per una chiacchierata e, perché no, personaggi dello spessore di Usain Bolt, Nelson Mandela e Obama".

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Valeria a una convention

 


Oltre al teatro, hai fatto cinema e spot, li rifaresti? E proposte di calendari?


"Il cinema virtualmente mi piacerebbe farlo, ma non sono un'attrice, ci vuole tempo per imparare e non si improvvisa. Ho fatto anche televendite, mentre le proposte per calendari le ho avute, ma sono state rifiutate perché non mi interessano"


E in cucina come te la cavi?


"Sono un disatro, cucinare non mi piace tantissimo, mangerei sempre riso. Non ho neanche tempo per farlo e devi imparare. Mi piace trovare pronto, mi manca la mamma come cuoca e quando vado a trovare i miei genitori a Milano mi riempie di contenitori di plastica con i piatti preferiti che mi porto a Roma e almeno vado avanti qualche giorno. Appena posso torno a casa dalla mia famiglia e ci tengo a dire che mi manca tantissimo il mio nipotino Christian".


Viaggiare per te è un hobby. Come la lettura.


"Ho viaggiato tanto con incentive e convention, per me è un privilegio e una fortuna. Se avessi la possibilità economica per farlo viaggerei sempre. Ho girato tutto il mondo, mi manca solo la parte della Thailandia, Malesia e Vietnam, in Australia potrei andare a trovare Alex Del Piero, magari prima che raggiunga il Flamengo in Brasile, notizia tutta da verificare, un paese che ho già visitato due volte. Mi piace leggere, vorrei trovare tempo per un romanzo, non di quelli sdolcinati. In vacanza riesco a leggerne due o tre, altrimenti ora mi dedico ai quotidiani sportivi e ai libri che parlano di sport. Nel programma '90 minuti' c'è una rubrica che si chiama 'Segnalibro', in cui chiediamo al personaggio quale è il suo libro preferito e, in quella settimana, lo leggo. E' una scelta forzata, ma piacevole".

CON I BIMBI IN KENYA

Valeria con i bambini in Kenia

 


Come sei nella vita di tutti i giorni?


"Il complimento migliore che ricevo è quando mi dicono che in tv sono come fuori, è una mia caratteristica. Chi mi vede riconosce la stessa colloquialità, perché sono una persona a cui piace molto il suo lavoro. Mi piace fare sport, pilates e yoga, stare con gli amici, anche se a Roma tutto è più difficile, e mi riferisco agli amici di vecchia data. Mi rilasso difficilmente, questo è un po' un mio difetto. Mi alzo alle 7 e vado a fare pilates, poi colazione e si va a Saxa Rubra. Si leggono i quotidiani e mi confronto con la redazione, per decidere di cosa parliamo nella puntata del pomeriggio. Dopo la riunione di redazione, con Enrico e la regia, si legge il copione della trasmissione, si va in sala trucco prima di andare in onda e, dopo la puntata, ancora una riunione. Alle 20 torno a casa".


Quanto conta la bellezza in una donna? E per fare carriera?


"Conta, eccome se conta, ma attraverso la personalità di una donna e la cura, devi saperti valorizzare, volerti bene, interiormente, fare sport, curarti con i prodotti giusti. Amo entrare in erboristeria, è il momento di una coccola; la bellezza conta come biglietto da visita. Se non la supporti svanisce, ma ogni età ha la sua bellezza".


Quando ti guardi allo specchio cosa vorresti cambiare e quale è il tuo lato migliore, fisico e caratteriale?


"Sono contenta di guardarmi allo specchio. I capelli rossi ora sono il mio punto di forza perché siamo in poche ad avere questo colore naturale. Da bambina mi vergognavo perché mi prendevano in giro. Vorrei fare tre ore in più di pilates, ma quelle sono scemate, diciamo che i miei genitori hanno fatto un buon lavoro. Logico che se guardi una supermodella è più bella di te, ma i canoni estetici e i gusti sono diversi, perciò mi ritengo fortunata. Per il carattere dovrei essere più paziente, faccio fatica, e per questo cerco di migliorarmi. Sto lavorando a questo aspetto".


La tua vita sentimentale e il tuo uomo ideale?


"Sono fidanzata e felice con Andrea. L'uomo ideale ce l'ho, per me l'uomo ideale è lui perché è una persona con cui ho un feeling intellettivo altissimo, parliamo tanto, condividiamo tanto. Siamo tutte due curiosi del mondo, persone entusiaste. Siamo felici, ci siamo trovati e cerchiamo quotidianamente di viverci l'uno per l'altra e l'uno con l'altra. Siamo un buon team!"


Romantica e sognatrice, oppure cacciatrice e leonessa?


"Dipende dai momenti, una donna è tutto questo"

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FOTO DI UFFICIO STAMPA RAI


Tempo libero per le amicizie?


"Per fortuna ci sono i mezzi tecnologici, con skype puoi tenere tutte le relazioni con le persone"


E i social network?


"Questo è il mio punto debole, non mi piace tantissimo, ma mi rendo conto che ora è fondamentale. Il sito è da aggiornare è che non ne ho voglia, però è uno dei miei obiettivi. In due mesi ti prometto che lo aggiorno. E' necessario, anche se c'è una certa riluttanza. Ricevo ogni giorno tanti messaggi, ma sono ancora lenta nel rispondere quotidiano. Ho avuto tante trasformazioni in questo periodo e le energie sono quelle che sono".


Rifaresti tutto quello che hai fatto, mai pentita di nulla?


"Pentita no, con il senno di poi, in certi momenti, ho commesso dei piccoli errori. Dovevo essere più strategica, ad esempio quando andai a Sky Sport ero a un crocevia e l'ho lasciato per la Juventus. Ora, quelle stesse scelte, mi hanno portato a Roma e in Rai. Ogni tanto penso alla laurea in scienze ambientali mai adoperata, avrei potuto essere anche in ambito turistico".

CON MIO NIPOTE CHRISTIAN

Valeria con il nipote Christian

 


E in futuro cosa farà Valeria?


"Il sogno per il prossimo futuro è una trasmissione mia, uno spazio mio nel quale fare quel giornalismo garbato e della 'buona notizia'. In un futuro più lontano mi piacerebbe fare un'esperienza di vita all'estero, provando a viverci. La nostra vita è un profondo movimento, non mi sento mai arrivata e mai ferma"


Cosa suggeriresti a chi ti segue sempre?


"Il mio consiglio è quello di approfondire culture di diversi popoli, anche per tema religioso. Il buddismo è una pratica importante perché avvicina alla gente, ti insegna ad affrontare con visioni diverse, a lanciare messaggi alla gente. In un momento di profonda difficoltà generale, ti solleva con punti di vista diversi, dà una lettura diversa della situazione. Secondo me, c'è poca cultura e i telegiornali ci bombardano di notizie negative. Proporre notizie positive, è quello che vorrei fare in una mia trasmissione".

 

Massimo Tagliabue