Federica Aliberti, il calcio è passione Stampa
Scritto da Massimo Tagliabue   
Mercoledì 20 Febbraio 2013 22:39

Tags: Federica Aliberti | Juventus | Orgoglio Granata | Saluzzo | Toro

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La scalata di Federica Aliberti. Potrebbe fare l'avvocato, ma ha scelto il giornalismo o meglio la sua passione infinita per il calcio.

Quello raccontato dagli spalti, da bordocampo, dalle tribune, dagli spogliatoi. Federica è spigliata, determinata a raggiungere ogni traguardo, senza porsi limiti. La vediamo in tv, nel programma 'Orgoglio Granata' dall'emittente Grp, ma lavora anche per la testata Sprint&Sport. Ventisei anni, tanta grinta, Federica è una bella ragazza bionda nata in Francia, ma residente a Torino.

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Chi è Federica, presentati a chi ancora non ti conosce?

"Federica è una ragazza che ha avuto una grande fortuna di nascere da genitori misti, ovvero mia madre è un mix di tedesca-spagnola, nata a Parigi da due generazioni originarie dell'Algeria, io sono nata a Cagnes Sur Mer, mio padre è nato a Saluzzo, ma di origini toscane e argentina. Per questo sono di una cultura genetica aperta e ho una grande passione per la storia, trasmessa da mio padre, collezionista e massimo esperto del Regio Esercito Italiano. Sono cresciuta nel castello di Castellar. Dal 2009 mi sono trasferita in pianta stabile a Torino, perché da un punto di vista giornalistico mi offre maggiori possibilità, ma non ci ho mai creduto più di tanto. A scuola in italiano, non ero brava, secondo l'insegnante, nell'evoluzione di un saggio breve. Direi che, ora, mi sono specializzata. Mio papà non mi ha mai permesso di vedere il calcio perché lo considerava l'oppio del popolo, per non far pensare alla realtà della vita. Lui è sempre stato un po' d'annunziano, un eclettico, ma controcorrente. Io guardavo, già all'età di 4-5 anni, le partite in tv, ma se venivo scoperta mi cambiava subito canale. In famiglia ho tre fratelli maschi, ma ero l'unica con questa passione, seguendo le orme di mio nonno, mai conosciuto, che tifava Toro. Mia mamma, di nascosto, a undici anni, mi mandò allo stadio a vedere un Juventus-Salernitana e da allora è nato il vero amore verso il calcio. Sono legata alle squadre della mia zona, come il Saluzzo che andavo a vedere ai tempi del liceo. Con il lavoro che faccio non posso permettermi di tifare, sono molto legata al Saluzzo e sono contenta di essere riuscita a far vedere Juventus-Roma l'anno scorso a mio padre. Per quanto riguarda gli studi, mi è sempre piaciuto il diritto, mio papà era imprenditore, mio fratello Gian Maria Aliberti è giornalista di gossip, avrebbe avuto senso fare comunicazione, ma giurisprudenza è una facoltà che apre la mente, che ti fa capire come gira il mondo. Nel 2011 mi sono ribellata al sistema di mio padre e ho puntato i piedi, precisando 'l'avvocato non lo faccio'. La laurea serve, ma serve essere felici e adesso lo sono. Il giornalismo mi permette di essere più libera, se fossi stata avvocato, come donna in carriera, non avrei avuto le stesse possibilità. Così mi seguo le partite delle squadre sabato e domenica, le gestisco come voglio io, mentre la trasmissione televisiva mi porta via una giornata. Per me è una esigenza avere del tempo libero".

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Federica a Cagnes sur Mer


Da piccola, sognavi di lavorare nel mondo della tv o del giornalismo?

"Nonostante il mio sangue mi portasse a vestire con gonnelline da principessa, sono sempre stata un maschiaccio. I capelli, che arrivavano al fondoschiena, arrampicandomi sugli alberi, si ricoprivano di resina. Per me il calcio è stato amore a prima vista. E' stato difficile capire cosa volevo diventare: ho pensato di fare la suora o la pastorella, ero sempre in chiesa. Leggendo un annuncio di ricerca personale di Sprint&Sport è arrivato il colloquio. Mi piaceva l'idea, ma vedendo poche figure femminili nel giornalismo non facevo granché affidamento. Mi videro abbastanza ferrata in materia di giovanili di Toro e Juve e così fui subito presa per la settimana successiva, ma preferii inviare prima un articolo per far si che giudicassero il mio modo di scrivere. Era la prima volta che scrivevo qualcosa di sport e di calcio. Per anni avevo scritto tutt'altro, mi riferisco alla moda e al make-up. Devo dire grazie a Marco Marone, allora, e a Claudio Varretto, adesso. Gavetta ne devo fare ancora tanta perché non si finisce mai di imparare. Si può e si deve sempre migliorare. L'anno scorso iniziai anche l'esperienza in tv: andai a Telestudio al lunedì sera per condurre un tg sportivo, programma fatto in collaborazione con Sprint&Sport, alla scoperta di nuovi talenti, c'era anche il progetto di una trasmissione da condurre quest'anno, ma tutto è poi decaduto. Fortunatamente, sono stata contattata da Grp per 'Orgoglio Granata', dove andai dapprima come opinionista, per poi diventare fissa. Ho ricevuto una proposta da un'altra rete, ma ho declinato l'invito. Sono molto intuitiva, capisco se dire si o dire no, vado con il cuore, molto a pelle, e ora sono contenta della scelta fatta e di essere li".


La bellezza quanto conta per fare carriera?

"Ci sono pro e contro. Di primo acchito dico che per la persona o l'opportunità conta, purtroppo, conta; il contro è che con la bellezza devi dimostrare molto di più. La ragazza se piacevole o piacente, a seconda dei punti di vista, deve sempre dimostrare. Per questo mi sono studiata dei libri, gli stessi che usano a Coverciano per fare il corso allenatori. Questo mi aiuta a capire le scelte, le tattiche, le evoluzioni delle stesse in una gara, quali domande porre ai tecnici a fine gara. Il corpo parla molto di come è una persona, per questo non cambierei nulla, perché mi rappresenta, non ho fatto alcun ritocco estetico, sono totalmente naturale. L'unico correttivo è l'apparecchio per i denti, ma quello è un bisogno".

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Pregi e difetti del tuo carattere?

"Sono migliorata molto. Ho avuto cambiamenti nella vita, ho passato determinate cose, sono cresciuta molto in fretta, ero troppo matura per certe cose, per questo, pur andando controcorrente, sono sempre stata molto tradizionalista, severa con me stessa, pignola. Frequento poche persone, ma buone, ho un ristretto cerchio di amicizie, i soliti amici fissi che si contano sulle dita di una mano. Gli altri sono solo conoscenti, ho imparato molto di come è un essere umano. Ho meditato su me stessa per capire come è il mondo. Cerco di essere meno emotiva e di accollarmi meno i problemi degli altri. Ci sono sempre per tutti, a dispensare consigli e ad ascoltare. Lo sanno i miei genitori, i miei coetanei. Tendo la mano, non vivo fra le nuvole, voglio capire i problemi perché sono molto curiosa e devo capire i meccanismi, pur facendo sempre i fatti miei. Non sto mai ferma, spero di non annoiare le altre persone, ho bisogno di ricevere stimoli e darli. So che chi è con me è felice di stare con me. Spesso vado in 'ritiro prepartita' e mi devono tirare fuori da casa. E' meglio una cena in compagnia per chiacchierare e non una serata in discoteca. E' un modo per essere tranquilla e serena, ho i miei ritmi. Poi, adoro cucinare, lavare, stirare, cucire, fare la lana, le sciarpe. Penso di essere una donna da sposare, tengo al valore di una famiglia, quella ben fatta. Sono convinta che mio marito sarà fortunato, non voglio essere presuntuosa, conosco i miei limiti, ma se c'è amore c'è tutto. E spero di essere fortunata anche io"

Daniele Bumma e lex difensore del toro Natalino Fossati

Federica con Daniele Bumma e Natalino Fossati, ex difensore del Torino


La prima cosa che guardi in un uomo?

"Gli occhi, non il colore; sono attratta dagli sguardi buoni, non quelli da furbo. Non ho un ideale di uomo. Sono uscita con un ragazzo bellissimo, ma anche con altri che gli amici proprio non mi ci vedevano insieme. Il belloccio non mi attrae. Deve sorridere, starci insieme e ridere con lui senza chiederti un perchè, nel tuo mondo, nel nostro mondo. Credo che l'amore vero tra due persone non sia un incontro tra due mondi, ma che insieme, dal primo istante, ci si senta già un unico mondo. Due mondi differenti insieme, per me, non fanno una galassia. Uso il mio istinto e senti di far parte di un'unica cosa. Ho provato cos'è l'amore una volta e so cosa vuol dire. Ora, tutto è più difficile, perché una volta c'erano sentimenti senza filtri. Aiutano poco i social network, il mondo è più frenetico, la gente passa il tempo su iphone, ipad. Un tempo si scrivevano lettere, ci si telefonava sul fisso di casa ed era tutto più romantico, diretto".


A proposito di social network, il tuo rapporto, pro e contro? Rispondi a tutti i fans?

"Provo a rispondere a tutti, magari con ritardo, dovrei essere pagata da facebook per tutte le risposte ai messaggi. Sono per il contatto diretto in generale. Mi piace da una parte, perché serve per incuriosire e lo uso per il mio lavoro, ma comparire è anche una forma di esibizionismo che è tipica dell'essere umano. Se scrivo un'esternazione o pubblico una foto su facebook non è qualcosa che resta privato".

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Federica e la passione per Fifa

Hobby e tempo libero, cosa fai?

"Per me è il calcio. E' lavoro, hobby e tempo libero ed è per quello che sono felice. Chiaro che conta star bene perché la salute è alla base di tutto, come stare con le persone che amo. Ma guardare il calcio..cosa c'è di più splendido con una pizza e una birra...Per me il tempo libero è anche condividere il giocare a Fifa. Oppure andare a Roma almeno una volta l'anno perché è una città che adoro. Devo superare un mio limite, quello dell'aereo, una fobia come è quella per i ragni. Non riesco a stare più di cinque ore in volo".

Da chi vorresti ricevere una proposta di lavoro?

"Non ho preferenze, lascio ogni porta aperta. Non voglio fare i salti mortali, ma non chiudo nessuna strada. Se accetto una proposta è perché sono pronta a farlo. Non mi spaventa nulla, sono determinata, ma anche tanto flessibile e costante. Non ho mai condannato chi cambia idea, anche perché i cambiamenti di valutazione sono indici di crescita. Non precludo i cambiamenti, come eventuali trasferimenti in altre città. Tutto è possibile..."

 

Massimo Tagliabue