«Ritengo che l’ordine del giorno approvato questa mattina sia un buon passo in avanti da cui partire per fare fronte comune a favore della realizzazione del Terzo Valico. Il fatto che la maggioranza abbia accettato la nostra proposta di modifica – e quindi il riferimento agli stop che quest’opera ha subito nel 1998 e nel 2006 sotto governi di centro-sinistra – indica un cambio di mentalità e un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Mi auguro che questo documento serva per fare pressione, a livello locale in Comune, a livello nazionale nei partiti e nel governo. Bisogna ricordarsi del tempo perso in questi anni, per non commettere gli stessi errori del passato e far sì che finalmente le grandi opere escano dal libro dei sogni e diventino realtà ». Così interviene Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, a margine del Consiglio regionale monotematico sul Terzo Valico.
«È però evidente la mancanza di coesione e di forza propulsiva a favore della realizzazione delle grandi opere all’interno di questa maggioranza di centrosinistra che da decenni ormai governa la nostra città , con continuità , e la nostra regione. Oggi l’espressione più evidente di un atteggiamento immobilista che soffoca il nostro territorio è rappresentata dalle posizioni attendiste del sindaco di Genova, che in un anno di mandato non è riuscito a prendere una decisione fattiva su queste tematiche tanto indispensabili per il futuro della nostra economia».
«L’assessore Paita – ha aggiunto Pellerano – durante la sua relazione ha fatto una cronistoria del Terzo Valico a partire dal 2010, che ritengo riduttiva. Per capire a fondo il quasi totale immobilismo sulle infrastrutture genovesi occorre avere una visione più completa. Prima di tutto bisogna ricordare perché le grandi infrastrutture sono strategiche per Genova, per la Liguria e per il Paese. Dove metteremo i milioni di container in più che transiteranno nei porti liguri quando saranno state completate le nuove banchine di Bettolo, Ronco-Canepa, Vado? Il porto di Genova ha poi ulteriori potenzialità enormi legate a spazi, preziosissimi, oggi sotto-utilizzati. Penso, per esempio, ai 3 mila metri lineari di banchina realizzabili tra Cornigliano e Sestri Ponente.
Purtroppo, se ci guardiamo indietro, vediamo che poco è stato fatto per lo sviluppo delle infrastrutture legate alla portualità in questi anni. Basti pensare che l’unica immagine disponibile dei cantieri del Terzo Valico è ancora – a distanza di anni – quella del foro pilota prima di Voltaggio. Per non parlare del progetto di ribaltamento a mare del cantiere di Fincantieri di Sestri Ponente che dovrebbe essere realizzato con il materiale di scavo delle gallerie e da anni è chiuso nel cassetto dell’Autorità Portuale di Genova. Il bando di gara per la realizzazione non si può fare perché i 50 milioni di euro destinati dal governo sono stati “congelati†dalla banca Monte Paschi di Siena. Occorre fare di più per sbloccare la situazione.
Purtroppo, i ritardi e i tempi biblici, a cui ci hanno abituato le amministrazioni di centrosinistra, hanno avuto conseguenze disastrose sul piano dei finanziamenti alle infrastrutture liguri. Un esempio, neppure troppo lontano, è la revoca, due anni fa, di 75 milioni di euro destinati al Comune di Genova per la realizzazione di un sistema di trasporto in sede fissa in Val Bisagno, miseramente perduti per la mancanza di un progetto da presentare al ministero competente.
Per non parlare dei “tira e molla†sulla Gronda che dopo assemblee, dibattiti pubblici e discussioni in tutte le sedi ancora sembra non convincere il sindaco di Genova, che continua a non prendere una posizione sulla necessità di quest’opera».






