
Una lunga carriera alle spalle. Dove volete arrivare?
Esattamente dove siamo…scherzo.
A parte la battuta, siamo soddisfatti di come è considerato sin dagli esordi il nostro gruppo, ovvero una “cult-band”. Oggi siamo molto più conosciuti di prima, e questo finalmente anche in Italia; ammetto che comunque è difficilissimo rompere il muro dell’indifferenza nel nostro paese, specie se suoni rock e canti in inglese. Per quest’album infatti abbiamo deciso di uscire oltre che per la nostra etichetta storica Musea, anche con un’etichetta italiana per il solo mercato italiano (Velut Luna). Naturalmente non ci dispiacerebbe raggiungere fette di potenziali estimatori, magari ignari della nostra musica, con questo album…
Come nasce il vostro gruppo?
Nasce a Bari nel 1985 (in realtà nel 1982 come Onyx Marker) in piena esplosione Post-Punk, ma con reminiscenze e consapevoli contaminazioni psichedeliche e progressive.
Tra di voi siete affiatati o vi scontrate spesso e, se sì, per cosa?
Siamo molto affiatati, specie quando componiamo e registriamo. Sì talora litighiamo, ma per stupidaggini e sempre in modo costruttivo, io e mio fratello Marco o io e Tonio. Mai Marco e Tonio, raramente con Elena, ma soprattutto è impossibile scontrarsi con Paolo-Bass (Paolo Sorcinelli) che ha un carattere fantastico, è un musicista vero e nel contempo si fa rispettare e fa valere le sue opinioni, ovvero come si suol dire l’autorevolezza vs. la sterile autorità.
Parlatemi di questo nuovo lavoro
Come l’ha definito un giornalista molto apprezzato di Rockerilla è un punto di arrivo che sembra voler tirare le somme di un lungo lavoro (e infatti suoniamo da oltre 30 anni!) e guardare nuovamente al futuro. Per i particolari del nuovo disco invitiamo tutti gli interessati a leggere il nostro comunicato stampa che ormai si trova facilmente su tutto l’web, digitando le parole chiave.

Cosa ripudiate (se ripudiate qualcosa) della musica dei giorni nostri?
Il rap, specie se cantato in italiano. Un’unico brano con alcune sembianze rap ove la voce non mi dispiaceva, anche perché si tratta di una canzone stupenda era “Ti regalerò una Rosa” di Simone Cristicchi.
I vostri gruppi o cantanti preferiti e perché?
Di solito elenchiamo miriadi di band quando ci fanno questa domanda, ma forse sarebbe più semplice dire cosa non ci piace, visto che ascoltiamo praticamente tutta la musica di qualità, dal blues alla classica, dal reggae al punk, dalla psichedelia al jazz, passando ovviamente per il prog. Forse giusto la lirica, il rap e la musica latino-americana non ci sono particolarmente congeniali, ma poi bisogna andare a vedere nel singolo. Comunque nessuno di noi ascolta generalmente questi tre generi.
La canzone che vi ha uniti e quella preferita di ognuno di voi nella storia della musica?
La canzone che letteralmente ci ha uniti, perché ha dato il nome alla band è “Twenty Four Hours” dei Joy Division.
Per quanto riguarda le canzoni preferite di sempre, invece…. Mmmmhhhh domanda difficilissimissimissima!!!! Proviamoci…
Paolo: “Pack Yr Romantic Mind” degli Sterolab
Marco: “Epitaph” dei King Crimson
Tonio: “Shine on You Crazy Diamond” dei Pink Floyd
Paolo: “Confortably Numb” dei Pink Floyd
Elena: “Dante’s Prayer” di Loreena McKennitt
I vostri gusti musicali sono identici od ognuno di voi va per la propria strada?
Simili, ma ognuno va per la propria strada.
Possiamo dire che tutti con l’aiutino tecnologico possono fare oggi musica?
Sì… fare musica oggi sì, è facile per chiunque. L’accessibilità di ottimi strumenti musicali a prezzi stracciati (le mie chitarre Vox SSC 55 e Squire Bullett suonano meglio di molte Gibson moderne che costano molto di più) e le varie schede audio multicanale + daw rendono il tutto davvero elementare. Fare musica di qualità no… quello è sempre molto difficile!
Progetti futuri a medio o breve termine?
Una raccolta di brani tipo “the best of”; dopo tutto il materiale (edito e inedito) che abbiamo composto e registrato sarebbe anche ora! Poi un disco di improvvisazioni psichedeliche tipo Ummagumma, ci piacerebbe moltissimo. Anche suonare assieme ai nostri compagni di avventura i Tuxedomoon, sempre improvvisando, ci piacerebbe molto, ma questo dipende dai loro impegni… Vedremo dai!

Biografia
I Twenty Four Hours possono essere considerati la più longeva band di Psychedelia Progressiva italiana nata negli anni ottanta. Attivi fin dal 1982 con il nome Onyx Marker iniziarono, poco più che diciottenni, a comporre brani che miscelavano generi all’epoca apparentemente inconciliabili come il Punk e la Psichedelia, il Progressive e la New Wave.
La formazione si stabilizzò sin dal 1987 ed è rimasta la medesima sino ai nostri giorni, fatta eccezione per lo storico bassista Nico Colucci, che per motivi indipendenti dalla sua volontà è attualmente sostituito da Paolo Sorcinelli. Qualche anno più tardi uno sconosciuto ed esile ragazzo della contea dell’Hertfordshire di nome Steven Wilson fondò quasi per scherzo i Porcupine Tree che, parallelamente e indipendentemente, portarono avanti un progetto musicale simile.
Da allora i Twenty Four Hours sono sempre stati assimilati dalla critica underground alla più famosa band inglese, anche se il sound del gruppo italiano risulta ancora più eclettico, sfaccettato e mutevole, tanto da essere talvolta di difficile collocazione e classificazione. In realtà quest’ultima caratteristica risulterà proprio essere il punto di forza della band pugliese, a livello di pubblico e critica. I Twenty Four Hours sono giunti al loro sesto album ufficiale in studio che si intitolerà “Close – Lamb – White – Walls” ed uscirà il 25 Ottobre 2018 per Velut Luna in Italia e per Musea nel resto del
mondo.







