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INTITOLAZIONI PIAZZETTA FEDI E ARCHIVOLTO CHIESA – 8 GIUGNO

Sabato 8 giugno alle ore 10 avrà luogo a Finale Ligure, nelle vicinanze di Via Marassi (Palazzo Comunale), la cerimonia d’intitolazione di una Piazza al poeta dialettale Virgilio Fedi, detto u Finarìn, e dell’Archivolto Leonardo Chiesa, detto Dino, Decorato al Valor Militare, industriale.

Di seguito le biografie tratte da I Cento del Finale – Biografie di Uomini Illustri di Finale, edizione 2006, a cura di Luigi Alonzo.

VIRGILIO FEDI VULGO FINARÌN – 1911-1998
Rimase orfano a otto anni, quando il padre cadde in un conflitto a fuoco con i carabinieri durante le manifestazioni della ‘settimana rossa’ di Genova. Educato dalla Madre, ebbe, a causa di quello che era accaduto al padre, una fanciullezza difficile, trovandosi emarginato dai ‘benpensanti’ e dai circoli cattolici e laici. Nel 1924, a tredici anni, iniziò a lavorare nelle officine meccaniche, nel 1925 perse il fratello minore in tragiche circostanze, un altro duro colpo per la famiglia. Nel frattempo si era consolidato il régime fascista, fu tra i perseguitati e le difficoltà di trovare lavoro aumentò. Si dedicò alla pesca, lavoro duro ma formativo del carattere, un lavoro a contatto con uomini semplici e poveri che, senza inutili parole, avevano compreso il suo dramma e si prodigavano quotidianamente nell’insegnargli il mestiere. Nel 1935 fu richiamato alle armi e inviato in Africa Orientale ove rimase fino all’agosto del 1937. Rientrato in Italia riprese il lavoro di pescatore e in seguito entrò alla R. Piaggio, industria ferroviaria e aeronautica, dove per le necessità del momento non si guardava più alle tendenze politiche. In quel periodo era iscritto al Partito Comunista clandestino come responsabile di zona. Con l’entrata in guerra dell’Italia e il succedersi degli eventi bellici e politici, partecipò attivamente alla lotta per la Resistenza, occupando posti di responsabilità: svolse il suo compito con onestà, coraggio e umiltà. Fu imprigionato e torturato. Il 25 aprile del 1945 fu nominato Commissario della brigata G. Volpi, il giorno seguente gli fu conferita la carica di vice sindaco di Finale Ligure, alla quale rinunciò, consapevole delle sue scarse capacità amministrative, ritenendo che persone più idonee potessero meglio svolgere questo compito. Date le dimissioni dal Consiglio Comunale si dedicò con altri compagni alla ristrutturazione del Partito Comunista nel Finale, ricoprendo la carica di Segretario e responsabile di zona. Uomo di lotta e di sacrifici, schivo da notorietà e da riconoscimenti ufficiali. Con il trascorrere degli anni, iniziò a scrivere in vernacolo Finalese, una lunga serie di poesie, dettate dall’esperienza di vita. Fedi può essere definito il vero e solo poeta dell’idioma Finalese: difficile sarà emularlo. Rimane di lui la figura dell’uomo integerrimo, sereno e amante della terra ligure. Nel 1993 ricevette, quale riconoscimento delle sue opere dialettali, la nomina a socio onorario dell’Associazione Centro Storico di Finale Ligure. Il 6 giugno 2013 i Finalesi gli dedicarono una Piazza a Suo ricordo.

Sue opere
I mugugni du nonnu, pubblicato a cura di Dino Chiesa, Albisola 1987, tip. Giorgis (AF-BF); E büscaje du Finô – poesie manoscritto, donato al Centro Storico del Finale 1993-95; Papè remesüe, poesie, manoscritto donato al CSF. 1994; E Büsche du Finarìn – Pape Remesüje da i Quaderni raccolta di trenta poesie ed. CSF. Molte sue poesie sono state pubblicate su giornali e riviste, calendari.

Bibl.: Alonzo L. Virgilio Fedi (U Finarin), 36 poesie, in “Scafale Finalese”, n°1,2005, ed. Bibl. Mediateca Finalese; Fedi V. in DBL Genova p/p. ed. Consulta Ligure; Alonzo L. Testimonianze letterarie a Finale Ligure, Finale Lig. 2013; Dressino A. Le poesie del ‘Finarìn’, in La Stampa 11 gennaio 1987; Toso F – Piastra W. Bibliografia dialettale ligure, Genova 1994, ed. A Compagna; Piccardi A. I Ribelli delle valli finalesi, Finale Ligure 1980, tip. Bolla; Lesi L. V. Fedi – ricordi, in Dialogo aperto, Parrocchia di Finalmarina n°39, 1998; I mugugni du nonnu, in Riv. Qui AVIS n° 2, 1988; U Finarìn, a faciôta da Baxilica, in Bol. Dialogo aperto, Parrocchia di Finalmarina, n° 22, 1994; U Finarìn in Guida Gallery, n°131, pp. 92-94 Genova 1994; id 1998; Poesie scritte in occasione del 50° anno di sacerdozio di L. Botta, R. Cavallero e L. Lesi in Bol. Dialogo aperto, Parrocchia di Finalmarina, n°28, 1995; Città in lutto per U Finarin, in La Voce di Finale L. n°1, 1998.
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LEONARDO (Dino) CHIESA Decorato al Val. Militare, industriale – 1912 – 1995
Il padre Albino nel 1913, aprì in Via Garibaldi a Finale Ligure una bottega di salumi e formaggi, successivamente passò alla produzione di ghiaccio usato particolarmente per la conservazione degli alimenti, passò alla produzione di prosciutti e salumi.Il giovane Leonardo diplomato in ragioneria, iniziò ad aiutare l’impresa del padre nella gestione. All’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra mondiale, inoltrò domanda per essere richiamato alle armi, ritenendo che un giovane, scapolo, in ottima salute, non doveva sottrarsi a quello che anche oggi la Costituzione definisce Il più sacro dovere del cittadino.
Fu inviato sul fronte greco-albanese la vigilia di Natale del 1940 al comando del suo plotone dell’8° Cp. Del 41° Rgt. Fanteria”Modena” fu ferito gravemente sul ciglio di fuoco, in una cruenta azione di contrassalto con bombe a mano, colla conseguente amputazione di entrambi gli arti inferiori ed è miracolosamente sopravvissuto. Per il suo comportamento e per altri fatti d’armi, gli fu conferita la Medaglia di Bronzo al V.M. con la successiva qualifica di Colonello del Ruolo d’Onore e di Grande Mutilato in Guerra.
Durante la dolorosa guerra civile (1943-1945) ritenne doveroso rendersi utile ai Finalesi, negli anni 1943- 1945 acettò la carica amministrattiva di Commissario al Comune, nonché Giudice Conciliatore. Per la sua appassionata attività ebbe lusinghieri apprezzamenti dalla cittadinanza e da uomini di diversa tendenza politica. Militò sin dai primordi nel M.S.I. per una necessità dello spirito, convinto fosse l’unica formazione politica atta a difendere idealmente il sacrificio di tutti i Soldati caduti che operarono nella buona a cattiva sorte “con fedeltà e onore” fra i quali conta suo fratello Dante, disperso sul fronte Russo. Ebbe modo d’impegnare il tempo libero a opere umanitarie quali: Presidente Ass. Famiglie Caduti in Guerra, l’A.I.D.O (Donatori di organi), La pubblica assistenza Croce Bianca, e altre analoghe Istituzioni. L’A.V.I.S. (donatori di sangue) della quale è stato tra i fondatori della Sezione Finalese e Vice Presidente per tanti anni, gli conferì la Medaglia d’Oro al compimento della 50ª donazione. Sposato felicemente con l’insegnante di Lettere Annunziata Bianchi, visse attorniato da tre figlie e sei nipoti.
Bibl.; Alonzo Luigi Leonardo Chiesa in I Cento del Finale – biografie di Finalesi – Finale Ligure 2013 – terza edizione.