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Istituto idrografico della Marina, Pellerano (Lista Biasotti): “L’impegno di tutti perché rimanga a Genova”

«La politica genovese, a tutti i livelli istituzionali, ha il dovere di tenere alta l’attenzione sulla permanenza, oggi a rischio, nel capoluogo ligure dell’Istituto idrografico della Marina Militare che, oltre a dare prestigio alla nostra città, ne rafforza la strategicità nel settore marittimo».

Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che da due anni è impegnato in prima linea per la difesa e il rilancio dell’IIM, per cui ha presentato due interrogazioni. «L’ente è alla ricerca di una sede più consona di quella attuale di Forte San Giorgio – spiega Pellerano – tra le ipotesi ventilate in questi mesi anche dal Presidente Burlando c’è quella del trasferimento dell’ente in ambito portuale, nelle vicinanze dei Magazzini del Cotone, dove ha già sede la Guardia Costiera. Ritengo che sarebbe la soluzione ottimale che consentirebbe all’Iim di avere una sede sul mare più funzionale e più facilmente raggiungibile .

In attesa che si individui al più presto la nuova collocazione dell’Iim, è auspicabile un impegno condiviso, da parte di tutte le forze politiche della città, a garanzia della continuità di permanenza di questo ente che da 140 anni ha sede proprio nel capoluogo ligure. Per questo, ritengo positivo che oggi pomeriggio in Comune anche il Pd, attraverso il consigliere comunale Vassallo, abbia finalmente fatto sentire la sua voce per opporsi alle ipotesi di trasferimento alla Spezia dell’Iim e che lo stesso sindaco Doria si sia detto disponibile a un dialogo con il direttore dell’Iim, con i vertici della Marina Militare e con le altre istituzioni locali per trovare spazi più adeguati e funzionali rispetto a quelli che attualmente ospitano l’istituto, manifestando la disponibilità del Comune per la valorizzazione degli immobili che la Marina potrà liberare dopo il trasferimento.

Auspico che sia l’inizio di un percorso condiviso per il rilancio dell’ente, ma mi chiedo che cosa Comune e Regione abbiano fatto in questi anni per affrontare un problema di cui erano a conoscenza, tanto più alla luce di quanto è stato dichiarato in Consiglio Comunale affrontando il tema durante la discussione dell’interrogazione del PD: “meglio prevenire che curare”. Non so se Comune e Regione siano ancora in tempo per “prevenire” il danno, ma mi auguro siano in tempo per curarlo».