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Juventus: parla Conte

Sono passati solo cinque mesi, ma sembra un’eternità. Era l’11 settembre 2011 quando la Juventus giocava la sua prima gara ufficiale nel nuovo stadio e spazzava via il Parma con un sonoro 4-1. Una partita praticamente perfetta quella dei bianconeri, tanto che in molti allora dubitarono dell’effettiva consistenza degli emiliani. Oggi, cinque mesi dopo, la Juve ha confermato quanto fatto vedere quel pomeriggio e il Parma, conducendo un campionato più che buono, ha ribadito che quel punteggio fu merito della squadra di Conte. «Fu un’ottima gara da parte nostra – ricorda il tecnico bianconero e iniziammo il campionato alla grande. Da allora sono cambiate tante cose e la squadra ha continuato un processo di crescita sotto tutti i punti di vista tattico, fisico di mentalità e di atteggiamento. Siamo cresciuti, come penso sia cresciuto il Parma, che è un’ottima squadra e che si è ulteriormente rinforzata con il mercato di riparazione».

Mercoledì sera al Tardini alla Juve serviranno la prestazione e soprattutto il risultato della gara di andata, per riprendersi la testa della classifica. Per Conte il primato non è un’ossessione, ma sa anche che in queste gare di febbraio la sua squadra si gioca molto: «La mia non è una carriera lunga, anche se avendo vinto due campionati in B su quattro disputati, ho capito che certi momenti vanno sfruttati. Non so se questo mese potrà essere determinante, ma essendo ormai nel girone di ritorno, ogni occasione non sfruttata è persa».

E del resto, la ricerca della vittoria, per il tecnico bianconero, non è legata alla classifica. E’ una condizione naturale per lui e altrettanto dev’essere per i suoi giocatori: «Questa è la mentalità che ho cercato di trasmettere ai ragazzi e devo dire che non ci è voluto molto. Vincere ci fa stare bene. A volte ci riusciamo altre no, ma il bisogno di vincere dev’essere nel nostro Dna. I ragazzi sono sintonizzati su questa mentalità e questo è uno dei motivi per i quali ci troviamo in alto in classifica».

Il fatto di dover vincere per riconquistare il primato non è comunque una fonte di stress, o meglio, «è “eustress” – spiega Conte – che è il tipo positivo, al contrario del “distress”, che è invece negativo e controproducente. Noi siamo tornati a essere competitivi e ne siamo orgogliosi, perché queste sono situazioni da vivere. Sono momenti che regalano belle sensazioni, molto migliori di quelle da settimo posto. Dovessi trovare dello scoramento tra i miei gli farei vedere la classifica dello scorso anno…».

Certo, la vittoria del Milan a Udine non ha fatto piacere a Conte: «Ma non ho rotto il televisore, altrimenti mia moglie e mia figlia… – scherza il tecnico – Quella partita ha dimostrato la bontà di quanto continuo a dire da tempo. Il Milan con 14 assenti ha vinto su un campo difficilissimo sul quale tutte le altre avevano perso e noi pareggiato».

Ora però la palla passa ai bianconeri. Conte, come di consueto, non anticipa nulla riguardo al modulo e alla formazione perché «sono più importanti l’atteggiamento, la voglia e la determinazione», ma ribadisce la sua fiducia a Marchisio e Vidal, che a qualcuno sono parsi sottotono nelle ultime uscite: «Non sono preoccupato dalle loro condizioni, perché stanno facendo bene. Il loro inizio è stato strepitoso, ma il fatto che la squadra, nonostante la “decelerazione” di qualche elemento, rimanga ai vertici e competitiva, la dice lunga su quanto di buono stiamo facendo. Detto questo sono convinto che sia Vidal che Marchisio domani giocheranno alla grande».

fonte: www.juventus.com