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Juventus, prima finalista

Vucinic decisivo nei supplementari

La splendida cornice dello Juventus Stadium, gremito in ogni ordine di posti e caldissimo, è il miglior teatro oggi possibile nel Bel Paese per esportare il prodotto calcio all'estero.
Dopo il 2-1 per i piemontesi all'andata e le stucchevoli polemiche delle ultime settimane scaturite dal gol fantasma di Muntari nel match di campionato, la partita di ieri sera è stato lo spot migliore per il calcio italiano, per dirla in breve una di quelle partite che conciliano davvero il pubblico con il calcio giocato.
I due Mister hanno presentato le compagini limitando il turn over al minimo indispensabile, il resto lo ha fatto la sana rivalità tra le due società e la voglia di dimostrare reciprocamente la propria forza e dunque la superiorità sull'avversario, non solo per ottenere il premio del conseguimento della finale di Coppa Italia, ma anche per riaffermare le proprie rispettive credenziali in ottica lotta scudetto.
Il vantaggio iniziale dell'eterno Del Piero, onestamente sotto stimato e sotto utilizzato da Conte in questa stagione, dopo l'iniziale predominio rossonero, ha galvanizzato in bianconeri e tagliato le gambe ai meneghini, apparsi un po' slegati e poco pungenti in avanti con El Shaarawy volenteroso ma un po' evanescente, ed Ibra che troppo presto si è allontanato dall'area di rigore per andare a fare il rifinitore sulla metacampo.
La sostituzione dello svedese nell'intervallo per il rientrante Maxy Lopez, è sembrato ai più quasi un segnale di resa, meglio tenere Ibra a riposo in vista dei più impegnativi ed importanti match contro Roma e Barcellona che dannarsi per una rimonta quasi impossibile, e forse lo hanno pensato anche i bianconeri che hanno approcciato la ripresa un po' più calmi e rilassati.
L'impatto dell'argentino sul match è stato però inatteso e determinante, la difesa centrale con un umomo nel cuore dell'area  è andata in difficoltà e ne ha subito approfittato Mesbah per cogliere il pareggio con uno splendido gol in tuffo di testa, primo gol per lui in rossonero e pareggio.
La partita, tornata in bilico, è diventata bellissima, le squadre lunghe non hanno più badato a rispettare i dettami tattici degli allenatori e si sono affrontati come due pugili in mezzo al ring, senza esclusione di colpi.
Una grande giocata di Maxy Lopez che, con una veronica in due metri, si è liberato di Chiellini e Bonucci, e ha battuto Storari con un tiro secco ed imparabile ha spento per un attimo lo Juventus Stadium regalando ai rossoneri l'incredibile 2-1 che riportava le cose in assoluta parità.
C'è gloria nel finale anche per Inzaghi che però, dopo pochissimo, si accascia al suolo per fortissimi crampi allo stomaco,   lo stesso Maxy si blocca per un risentimento muscolare.
Nei supplementari, quando l'inerzi del match sembrava in mano al Milan tutto cambia di nuovo e la Juventus torna arrembate e spiritata per 5 minuti, prima è Marchisio a fallire sotto misura il tap in, poi è Amelia a salvare in uscita disperata sui piedi di Giaccherini, infine è Vucinic con un tiro dai trenta metri, praticamente da fermo e di rara potenza e bellezza, a trovare il sette più lontano incendiando letteralmente lo Juventus Stadium, 2-2 e Juve qualificate.
A nulla serve il tempo rimanente alla fine la Juventus si qualifica per la sua XV finale di Coppa Italia, e non le accadeva dal 2004, confermando di essere squadra forte, determinata ed organizzata, pronta per tornare a svolgere il suo ruolo di protagonista del calcio italiano.
Al Milan va l'onore delle armi ed un sentito ringraziamento per lo spirito e la volontà con cui è stata affrontata e vissuta una sfida che pareva impossibile e sicuramente meno appetibile e di richiamo rispetto ai futuri, duri, impegni, confermandosi complesso fortissimo in tutti i suoi reparti e con una rosa varia e sconfinata.
I migliori: nella Juventus Vucinic e Pirlo, nel Milan Maxy Lopez e Thiago Silva  
       
Giuseppe floriano bonanno