Home Altro Varie

L

Intervista a Roberto Minoliti, autore del libro Seven Press ha intervistato Roberto Minoliti, autore del libro “L’avventura del CF Boglia Pieve – A2 passi dal cielo” (Fratelli Frilli Editori). Minoliti dedica ogni pagina del libro al calcio femminile, sport troppo poco seguito qui in Italia e che sarebbe un bene pubblicizzarlo di più. Un libro da leggere tutto d’un fiato, assaporando i momenti belli, le gioie, le vittorie, le soddisfazioni ma anche i momenti difficili e negativi del calcio femminile Bogliasco Pieve.Con il suo libro sul Calcio Femminile Bogliasco Pieve, cosa vuole trasmettere al lettore maggiormente?Il volume è nato più che altro per “celebrare” il percorso emozionante di tutti coloro che hanno vissuto 6 anni indimenticabili e pionieristici al Boglia, dal 2005 al 2011. L’idea è proprio scattata quando, a febbraio del 2011, la Fusione che stavamo preparando con gli Amici del Molassana era ormai in dirittura d’arrivo. E’ quindi un libro denso di ricordi, di desiderio di appartenenza, di spirito di gruppo; ci sono molte foto a colori, tutte le statistiche di queste emozionanti stagioni. Soprattutto è un volume che parla di uno sport poco pubblicizzato come il Calcio in Rosa: come si dice nella sinapsi “Un libro sul Calcio Femminile: in questo senso, quasi una rarità” Mi piacerebbe ovviamente trasmettere al lettore emozione, curiosità ed interesse verso le ragazze che giocano, a prezzo di grandi sacrifici, a calcio e contribuire a sfatare gli immeritati ed assurdi pregiudizi che ci sono sulle calciatrici.Il calcio rosa in Italia non decolla, mentre negli altri paesi si. Come mai secondo lei?Ci sono tantissime ragioni: esiste poca visibilità, i media si interessano poco di noi. La ragione principale per la quale negli altri Paesi il football in gonnella va forte, è che le società professionistiche annoverano una sezione al Femminile: Arsenal, Sheffield, Chelsea, Bayern Monaco. In Italia le società dilettantistiche non hanno nessun obbligo di “aprire” alle ragazze. Noi a Molassana siamo particolarmente fortunati, perché il Sodalizio supporta (e non sopporta) la Sezione in Rosa, e fa sentire le nostre atlete assolutamente ed ugualmente importanti ai calciatori maschi.Che differenza c’è tra calcio femminile e maschile? Oppure non ci sono differenze?Le differenze ci sono, eccome, nel senso che non potrai mai fare giocare contro una squadra maschile ed una femminile, per motivi fisici, mentre una tennista brava prenderà a “pallate” un onesto mestierante della racchetta. Per il resto: la Federazione è la stessa, i campi anche, i palloni pure, così le regole, i tempi, il numero delle sostituzioni. In questo senso il Calcio femminile è identico al maschile. In questo senso.In veste d’allenatore del Bogliasco Pieve, qual è il suo ricordo più bello ed il suo ricordo più brutto?Ho davvero soltanto ricordi belli: sono stati 6 anni faticosi e un po’ folli, che hanno portato a due promozioni, dalla C alla B, e dalla B alla A2, ma anche alcune salvezze miracolose. Ricordi impagabili di ragazze che non la smettevano di lottare, autentico carburante per i volenterosi dirigenti che le seguivano. Se proprio devo scegliere l’emozione più grande, direi la prima salvezza, nel 2007, con una compagine che ha effettuato, tecnicamente, un vero miracolo sportivo! Il ricordo più brutto per fortuna non si è avverato: lo abbiamo anestetizzato con la Fusione, riuscendo ad evitare di arrivare, un brutto giorno, stanchi e senza più risorse, a dover abbandonare tutto, come spesso purtroppo accade a molti sodalizi di calcio femminile.Quindi la fusione con il S.C. Molassana Boero 1918, vi ha evitato di abbandonare tutto?In una società in grande crisi economica, anche gli sport dilettantistici vanno in grande difficoltà, vista la diminuzione continua di sponsor ed aiuti; il calcio in rosa era già in ambasce prima, figurarsi quindi ora. La Fusione è stata una scelta lungimirante, che ha fatto contenti entrambi i Club, proprio perché quello che avevano gli uni, mancava agli altri, e viceversa: il Boglia aveva l’esperienza, il titolo sportivo, ed un nucleo di ragazze di prim’ordine, tra Prima Squadra e Juniores; il Mola aveva la struttura, l’organizzazione, la sede, gli Impianti sportivi, un vero Presidente. Insomma: eccoci qua! Non sempre le Fusioni vanno bene: noi oggi possiamo dire di aver fatto tutti la scelta giusta, e non certo perché il Team naviga attualmente, da matricola, al quarto posto del campionato di A2, ma perché si è riusciti ad unire i valori di entrambi i Gruppi, contribuendo a far nascere un nuovissimo e bellissimo Spirito Mola, che ha sostituito il nostro tanto caro Spirito Boglia.Qual è secondo lei il motivo per cui una ragazza finisce a praticare questo sport, invece di preferire discipline più femminili, come la danza, ad esempio?Una volta era molto raro che una ragazza si “invaghisse” del pallone: ora è certamente più semplice. Qui a Genova, per esempio, la meravigliosa idea di Paolo Mantovani, con la creazione del Ravano, aperto anche alle bambine, ha dato vitalità ed impulso ai settori giovanili dei club in rosa. Credo in ogni caso che il “pallone” sia ancora uno sport molto di nicchia, al femminile, rispetto a tutti gli altri. A proposito: mia figlia Carola, che ha 6 anni, va a danza.La personalità ed il modo con cui si impone una ragazza sul terreno di gioco, sono da eguagliare a quelli di un maschio?Assolutamente sì; anzi, sotto questo punto di vista, le calciatrici sono molto più coriacee, forti e dense di spiccata personalità. Nella mia squadra di quest’anno ho la fortuna di avere molte giocatrici con queste qualità. Pensa che una di loro, che si chiama Martina Cella, è stata ribattezzata “Jena”, in ricordo del famoso film con Kurt Russell 1997, fuga da New York”, proprio per la sua devastante personalità che estrinseca sul terreno di gioco.A chi consiglia il libro? Ad appassionati di calcio femminile o a persone che non l’hanno mai seguito, ma che con questo volume possono iniziare a farlo?Mi auguro che lo possano leggere varie tipologie di lettori e lettrici: ovviamente credo che nessun “Addetto ai Lavori” se lo voglia far scappare. Nell’introduzione inizio riflettendo: “Un libro sul Calcio Femminile? Ma siamo matti? E chi lo leggerà mai…” In questo senso è stata un po’ un’altra sfida, avventurarsi su questo terreno. Ci sono più di 300 persone citate nel testo, ed in fondo al volume c’è proprio un elenco di questi “Personaggi ed Interpreti”, con vicino al nominativo le pagine nelle quali sono citati. Ma al di là di questi “protagonisti”, io mi auguro che, un po’ per curiosità, e un po’ per la novità, possano leggerlo anche coloro che non hanno mai dedicato la loro attenzione al Calcio delle Donne. Non è facile per le giocatrici, e per i Dirigenti e gli Allenatori, affrontare le fatiche di un Campionato Nazionale, partire al sabato in pullman, andare a prendere l’aereo, girare l’Italia (e questo è anche bello), ma spesso il tutto ai limiti della visibilità, e a volte nell’indifferenza più totale. Dopo la partita interna di poche settimane fa, contro la capolista del nostro girone, il Perugia, ho avuto il piacere di ascoltare alcuni commenti sorpresi, e positivi, di persone che erano venute per la prima volta a vedere un match di calcio femminile. Nel nostro piccolo, quel giorno, abbiamo fatto qualcosa di positivo per il Movimento. Io spero che anche il mio libro, sempre nel suo piccolo, possa contribuire a risvegliare un po’ di interesse intorno a noi.Lei è iscritto all’ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti. Ricorda ancora il giorno che prese il tesserino?Il tesserino l’ho preso esattamente l’11 marzo del 1988. Il numero della Tessera non lo ricordo, ovviamente; ma la data sì! O almeno, non pensavo di rammentarla, ma questa domanda mi ha fatto scoprire che è proprio così! Naturalmente, sono andato a controllare, per sicurezza, e la data era quella giusta.Ha dei consigli da dare ai giovani che vogliono intraprendere la carriera del giornalista freelance? Meglio essere umili o sfrontati?Non mi sento di dare consigli in tema: penso che la cosa migliore sia essere sé stessi; certo, l’umiltà è una ottima dote, però ogni tanto un pò di sfrontatezza non guasta.Lei ha una rubrica sul sito Città di Genova e si occupa della Sampdoria. Segue la sua squadra allo stadio?La mia squadra femminile gioca la domenica, e quindi, quando non siamo in trasferta, potrei anche seguire i blucerchiati. Così mia moglie Paola mi sparerebbe! Ho anche un bimbo di 2 anni, Nicolò, e quindi cerco di stare il più possibile in Famiglia, quando posso. La Samp la vedo in ogni caso in tivù, quando riesco; in ogni caso ho l’abbonamento nella Sud: quello lo faccio per principio! La mia rubrica su “Città di Genova” si chiama “Quando parava Battara”, in omaggio al mio idolo Pierone, grande portiere ed allenatore, ed inventore della figura di Preparatore Specifico dei Numeri Uno.La zona play off sia sta avvicinando, i blucerchiati sono a – 4 da questa zona tanto ambita. Hanno le carte in regola per arrivarci velocemente?Credo che, dopo la campagna acquisti di gennaio, qualcosa sia cambiato nel Team, soprattutto a livello mentale, anche il mister ha cominciato, dopo gli ovvi problemi iniziali, a ben raccapezzarsi. Mi sembra che le cose stiano piano piano migliorando. Certo, i punti sembrerebbero non incolmabili, ma bisogna anche fare i conti con il lotto ancora numeroso impegnato alla conquista di questi spareggi. Il prossimo filotto di gare sarà decisivo. Credo che adesso la Samp possa ambire a riparare una stagione iniziata davvero in maniera sconcertante. Tutti i nostri supporters se lo meriterebbero.Secondo lei quali sono le squadre di Serie B che saranno promosse direttamente in A?Penso che la lotta si restringerà a Torino, Pescara, al sorprendente Sassuolo ed al Verona.Ritornando al suo libro, lo ha dedicato a qualcuno? Verrà presentato ufficialmente? Avete stabilito qualche data con l’editore Frilli?

L’ho dedicato alla mia famiglia, a mia moglie e ai bimbi, ed anche ai miei genitori, Alberico e Liliana. Con l’Editore Frilli abbiamo stabilito due Presentazioni del volume: la prima, dedicata maggiormente alle Società di calcio femminile ed ai Dirigenti del settore, al Comitato Regionale della Figc ed ai funzionari dell’Aiac (Associazione Allenatori), più altri enti, si svolgerà sabato 31 marzo, alle ore 19, presso la Sede dello Sport Club Molassana Boero 1918, in via di Pino, 35 cancello, all’interno degli Impianti di Cà de Rissi, nel complesso intitolato a Federico Boero. La seconda, sarà invece organizzata venerdì 30 marzo, presso la libreria Mondadori, in via XX Settembre, a Genova. Speriamo ovviamente che molti vengano ad assistere al lancio de “L’avventura del C.F. Boglia Pieve-A2 Passi dal Cielo”, dove A2 passi dal cielo, vuole simboleggiare la massima categoria, la serie A. Ma quello sarebbe davvero un incredibile Dream.

 Fabiana Rebora