
L’agonismo è il gioco più “serio” del mondo, muove interessi importanti, economici e non, e attira un’attenzione mediatica sempre maggiore.
È la grande narrazione collettiva del nostro tempo e richiede, da parte dei giornalisti, una competenza e un’abilità speciali. Ecco perché Cortina tra le Righe ha dedicato la sua seconda serata pubblica a questo tema. Una serata di formazione-informazione su un tema molto caro a una località come Cortina d’Ampezzo, prossima ad ospitare i Mondiali di Sci nel 2021 e in lizza per la candidatura italiana ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026.
La settimana di formazione ad alta quota ha accolto mercoledì 11 luglio i grandi protagonisti di tutto ciò che ruota intorno allo sport: persone che lo hanno praticato ai livelli più alti, che lo hanno raccontato dalle pagine di un giornale, che allenano le nuove generazioni di campioni, che svolgono un indispensabile lavoro dietro le quinte di un evento come Cortina 2021.
Sul palco dell’Alexander Girardi Hall, Massimo De Luca, maestro del giornalismo e conduttore radiofonico, già direttore di Raisport, Mediaset Sport e della Domenica Sportiva, ha dialogato con Alberto Ghezze, ex atleta nazionale, oggi responsabile sport e infrastrutture Fondazione Cortina 2021, Roberto Manzoni, responsabile scientifico e coordinatore dell’attività formativa FSN (Federazioni Sportive Nazionali), Markus Waldner, responsabile della Coppa del Mondo maschile di sci alpino. E ancora, con due fuoriclasse dello sci, come Christof Innerhofer, campione del mondo di supergigante nel 2011 e vincitore di diverse medaglie olimpiche e iridate, e Kristian Ghedina, il più vittorioso discesista italiano nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino e uno dei migliori specialisti degli anni Novanta.
Come ha ricordato in apertura Massimo De Luca, lo sport è comunicazione, in senso attivo e passivo: non solo viene raccontato, ma è di per sé racconto. Proietta l’immagine di una comunità e di un territorio. Eppure a lungo la figura del giornalista sportivo è stata sottovalutata. “Erano considerati cronisti di serie B, non veri professionisti. E il linguaggio che utilizzavano ricalcava questa visione, denso com’era di cliché, luoghi comuni gonfi di retorica ed espressioni stereotipate”.
Le ragioni sono da rintracciare nel clima di sospetto che ha circondato a lungo tutto il settore: lo sport, in epoca fascista, era la bandiera dell’Italia, uno strumento per esaltare le virtù guerresche della nazione e accrescere la popolarità del regime. Non è un caso se la Carta Costituzionale non menziona mai la parola sport, ha sostenuto De Luca. “Addirittura, nel primissimo dopoguerra, Giulio Onesti era stato nominato commissario straordinario per liquidare il Coni: invece l’ha riformato completamente, e l’ha guidato da presidente per trent’anni, fino al ’78. Un successo: abbiamo avuto le Olimpiadi invernali di Cortina nel ‘56 e quelle di Roma nel ’60, e l’Italia ha finalmente potuto presentarsi al mondo, facendo un grande salto di qualità”. Parallelamente si è evoluto anche il linguaggio sportivo, grazie al progresso tecnico e all’opera dei grandi maestri: Gianni Brera, Gino Palumbo, Bruno Pizzul solo per citarne alcuni. “Oggi il giornalista sportivo deve avere competenze orizzontali”, ha proseguito De Luca. “Occorre conoscere il contesto, compreso quello economico e politico. Come spiegare l’acquisto di CR7 da parte della Juventus senza parlare di operazioni economiche, merchandising, diritti televisivi? I giornalisti sportivi devono essere completi: quando hanno dovuto raccontare la tragedia dell’Heisel, ad esempio, hanno indossato la veste di cronisti a tutto tondo, parlando di dinamiche e responsabilità”.
Il linguaggio sportivo si costruisce nella relazione tra il giornalista, l’atleta, l’allenatore, l’organizzatore di eventi. Una relazione basata sulle domande, che spesso nei momenti convulsi del dopo gara tendono a somigliarsi. “In genere mi chiedono com’è andata, gli errori commessi, come mi sento, il mio grado di soddisfazione personale” ha commentato Christof Innerhofer. “Ma così si perdono informazioni più interessanti: la gara per me inizia molto prima, al momento della preparazione, dell’allenamento, dell’alimentazione, della concentrazione sull’obiettivo”.
Altrimenti ci si focalizza sulla prestazione, e non sulla storia. È un aspetto evidenziato anche da Markus Waldner, responsabile della Coppa del Mondo di sci maschile. “Fermo restando che se non mi fanno interviste solitamente significa che in pista è andato tutto bene – sorride–. Ho notato un certo accanimento, da parte dei giornalisti, sugli atleti che non hanno ottenuto grandi risultati. Anche se è vero che dal tipo di risposta si vede la grandezza dell’atleta, che per i suoi insuccessi non dà colpa solo ai materiali e ad altre circostanze indipendenti dalla sua prestazione. Ci sono altri aspetti più interessanti da raccontare: la sicurezza dell’atleta, il fatto di gareggiare ai limiti, sul filo del rasoio. E il meteo:elemento sempre più determinante in gara, capace di sabotare una discesa, come è accaduto durante le Olimpiadi in Corea del Sud”. Anche Markus Waldner ha sottolineato come la comunicazione sia al centro dello sport. “Però, al di là delle interviste, degli articoli, delle dirette e dei social, non dobbiamo perdere di vista il fatto che un discesista – e uno sportivo in generale – comunica essenzialmente e primariamente quando è in gara, con la propria tecnica, il temperamento che dimostra in pista”.
L’atleta è al centro, ma non è l’unico artefice della vittoria e neppure l’unico motore della narrazione sportiva. Il professor Roberto Manzoni l’ha evidenziato con una riflessione. “Mi occupo di formazione di quadri tecnici, fisioterapisti e altre figure. Nella mia posizione ho avuto modo di osservare come si sia sviluppata una vera e propria cultura dell’evento sportivo. Fondamentale, a questo scopo, è il metodo, che significa costruzionescientifica della prestazione, ma anche sensibilità nel capire i bisogni, le necessità. Il giornalista è una figura che racconta lo sport anche da questo punto di vista, ponendosi grandi questioni, come quella, intramontabile, del talento sportivo: come lo si riconosce, lo si incoraggia”.
Se il giornalista è storicamente il mediatore tra l’atleta e il suo pubblico, con l’avvento dei social la distanza tra questi due poli è quasi scomparsa. “Grazie a questi strumenti possiamo ottenere una visibilità molto maggiore, e cresce anche l’interesse degli sponsor. È una parte del nostro lavoro ormai indispensabile” ha raccontato Christof Innerhofer. “Oggi è così facile contattarci, bastano un commento, un messaggio privato. Le persone mi formulano delle richieste, e nei limiti del possibile rispondo volentieri. L’interazione segue anche altre strade: spesso organizzo dei concorsi social, mettendo in palio la possibilità di gareggiare in pista con me. Ne sono felice, non dimentico mai quanto mi sarebbe piaciuto, quando ero un ragazzino, avere questo tipo di opportunità avvicinandomi magari a Tomba, o a Ghedina”.
E proprio Kristian Ghedina ha approfondito il tema della comunicazione come parte essenziale del mondo dell’agonismo. “L’atleta è il fulcro di un circolo vizioso, è in un rapporto di interdipendenza contutto ciò che gli gira attorno: allenatori, tecnici, giornalisti, sponsor. Lo chiamo vizioso– ha spiegato – perché l’aspetto della comunicazione sui social è necessario per poter praticare lo sport ad alto livello, ma al tempo stesso sottrae tempo ed energia agli allenamenti e alla preparazione. Capitava anche ai miei tempi: non c’era Facebook, ma la televisione giocava lo stesso ruolo. La gestione di tutto ciò è un lavoro a sé, l’atleta deve poter trovare sostegno in altre figure”.
Kristian Ghedina, indimenticato campione di casa, è il testimonial della candidatura di Cortina 2021 – ha accompagnato la delegazione a Cancún, per l’annuncio ufficiale – e rappresenta uno dei volti sportivi del Mondiale.
Un uomo chiave del progetto Cortina 2021 è Alberto Ghezze, che ha lasciato il ruolo di responsabile della squadra di velocità femminile di Coppa del Mondo per dedicarsi a tempo pieno all’Area Sportiva dei Mondiali e rappresentante FISI all’interno del Cda di Fondazione Cortina 2021. “Ho sentito il desiderio di fare qualcosa per mettere la mia esperienza agonistica al servizio del mio paese. È il momento di ritrovare smalto, riprendere quota e non vivere eternamente nel ricordo glorioso delle Olimpiadi del ’56”. Due anni fa è stato assegnato il Mondiale e da allora è stato avviato un cronoprogramma in 4 fasi. Le prime due riguardano le questioni agonistiche, gli accessi alle aree di gara, la sicurezza delle piste, gli adempimenti necessari per un simile evento. Cortina parte con un patrimonio di infrastrutture e un know-how molto adatto. Le altre due fasi riguardano il rilancio in senso più ampio, il contorno, le azioni da intraprendere come enti privati e pubblici, in modo tale da sfruttare al massimo le possibilità offerte dai Mondiali come cassa di risonanza delle Dolomiti. “Nessuna bacchetta magica – ha assicurato Ghezze – ma tanto lavoro e un team che comprende Fondazione 2021, Comune, Governo, federazioni sportive, Coni, molti privati, come gli impiantisti e gli albergatori: tutte persone che credono nel progetto e lavorano compatti per un progetto corale di rinnovamento. Come in una squadra di atleti, conta la capacità di comunicare bene e gestire i rapporti umani: e questo fa parte della formazione dell’allenatore”.
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Sempre per il ciclo I linguaggi dei media, domani venerdì 13 luglio si parlerà di WEB.
17.30-19.30
Hotel de la Poste
Strumenti Google per giornalisti
“Googlare” è diventata un’azione ormai quotidiana. Ma quanti conoscono davvero questo strumento? Barbara Sgarzi, giornalista e Teaching Fellow per l’Italia per Google News Lab, spiegherà come trarre il massimo dal motore di ricerca e dai suoi tools: Google Trends, Google Alerts, Google Scholar, Google Immagini e ricerca inversa Immagini, Google Translate, oltre ad alcuni utili strumenti realizzati da piattaforme non Google. La seconda parte del corso sarà invece dedicata agli strumenti Google immersivi: mappe e street view, immagini a 360°, Storyspheres, Google Earth Pro, Google Crisis Maps. Dalla teoria alla pratica: Gianluca Lorenzi, consigliere delegato del turismo del comune ampezzano, presenterà una case history di successo, “Cortina top view”. Grazie a questo progetto innovativo oggi basta un click per camminare virtualmente sui sentieri di Cortina, immergendosi in un paesaggio unico.
21.00-23.00
Hotel de la Poste
*I linguaggi dei media| Il web
Il web, una rivoluzione epocale nella storia dell’uomo che ha rimpicciolito il mondo portando tutto alla portata di un click. Ne parla Maurizio Codogno, in arte .mau., da tempo una piccola “celebrità” nel mondo del web: laureato in matematica alla Normale di Pisa e poi in informatica a Torino, wikipediano della prima ora (amministratore di Wikipedia e socio fondatore di Wikimedia Italia), il suo blog di divulgazione matematica, attualmente su Il Post, è uno dei più apprezzati e seguiti. Con lui saranno presenti Cosimo Accoto, Research Affiliate al MIT di Boston, esperto di big data e nuovi orizzonti tecnologici, e Stefano Caridi, YouTube Partnership Manager per l’Italia, Brand Activation Specialist.
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CORTINA TRA LE RIGHE
Un progetto di:
Fondazione Cortina 2021, Comune di Cortina d’Ampezzo
A cura di:
Ordine dei Giornalisti del Veneto, OMNIA Relations
Con il supporto di:
Cortina Marketing SeAm, Associazione Albergatori, Regole d’Ampezzo, Ordine dei Giornalisti del Piemonte
Special partner:
Google, GIST Giornalisti della stampa turistica e GIS Giornalisti sciatori
Main sponsor:
Audi
Official sponsor:
Prosecco
Hospitality partner:
Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa
Rosapetra Spa Resort
Hotel de la Poste







