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La Fiorentina si aggiudica la finale della Viareggio Cup

La Fiorentina si aggiudica la finale della Viareggio Cup
La formazione della Fiorentina Under 18 (Foto di Alessandro Bugelli)

Viareggio – C’è un’altra Fiorentina che vince, quando la prima squadra ancora soffre ma si dà un gran daffare per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione . E’ quella della “under 18, che si è aggiudicata la Viareggio Cup. Dopo trentaquattro inverni e altrettante primavere — un’era geologica nel pallone giovanile che corre più svelto del vento di tramontana — la squadra viola torna a piantare il suo giglio sul gonfalone della Viareggio Cup, la Coppa Carnevale dei baldi virgulti che un domani dovranno calcare i campi della serie A. E lo fa con piglio da compagnia di ventura, strapazzando ai supplementari (4-1) i croati del Rijeka nello scenario marinaro dello stadio dei Pini-Bresciani, sotto l’occhio vigile del dg Alessandro Ferrari, quasi fosse un notaio di glorie ritrovate.

Rijeka
La formazione del Rijeka (Foto di Alessandro Bugelli)

È il nono sigillo viola nella storia del torneo: roba da aristocrazia del vivaio, roba da sedersi allo stesso tavolo con Juventus e Milan, tra i signori delle italiche giovanili.

Non è cronaca ma saga ed ha un protagonista con i calzettoni ancora profumati di adolescenza: Federico Croci, classe 2010, un ragazzotto che correva come una lepre di Maremma e pensava come un vecchio mezzala d’altri tempi. Due gol e un assist per Mataran (poi incoronato Golden Boy della giostra viareggina), più l’epilogo notarile firmato dal rigore di Cianciulli. Al Rijeka resta il fugace lampo del pari di Grulovic: una fiammata nel pomeriggio tinto di viola.

La partita si apre con la Fiorentina che pressa come una muta di segugi affamati. Ma senza troppo graffiare. Al 13’, il primo sussulto: Giusto incorna in mischia: rete? No, fuorigioco. Gol abortito, ma presagio chiaro. Al 17’ Bianchini martella due volte, Peteh respinge come può, poi Beldenti sbaglia la mira. È l’antipasto.

Un minuto dopo arriva la portata principale: Croci parte in slalom con la sfrontatezza dei ragazzi che non temono la storia e trafigge Brzic con un rasoterra chirurgico. 1-0, e pareva quasi inevitabile.

Il Rijeka annaspa. I viola governano senza strafare, ma con autorità. Al 35’ Bianchini timbra il palo – legno che canta e vibra come campana di borgo – e al 41’ Boskovic sfiora di testa. Si va al riposo con la Fiorentina avanti e padrona del racconto.

Nella ripresa i croati si svegliano dal torpore. Non sono pericolosi, ma insistono, sono salcigni. Al 17’ Pietropaolo ha il raddoppio sul piede e lo spreca davanti a Brzic. Passa un soffio e arriva la beffa: Samateh sguscia sulla sinistra e Grulovic impallina Dolfi. Pari.

I gigliati accusano il colpo: gambe più pesanti, pensieri meno limpidi. Il Rijeka prende coraggio. Perrotti salva sulla linea al 35’, poi Peteh colpisce la traversa al 37’. È il momento più cupo per i toscani. Ma resistono. Si va ai supplementari: il tempo dei nervi e del destino. Un destino che si deve disegnarlo da soli. Ed è lì che riemerge il talento, quello vero. Al 3’ Croci pennella una punizione dalla destra: Mataran svetta e deposita in rete approfittando dell’uscita sballata di Brzic. Rijeka tramortito.

La Fiorentina sente l’odore della gloria e affonda ancora: al 10’ Croci — sempre lui, l’eroe coi calzettoni arrotolati – sfonda centralmente, anticipa il portiere e firma il 3-1. Partita chiusa, storia scritta.

Nel finale Cianciulli mette il sigillo dal dischetto (fallaccio di Jaiteh, espulsione inevitabile) e allora sì: la lunga attesa viola può finire. Viareggio torna a parlare fiorentino.

Poi la passerella dei premi: Golden Boy a Mataran, capocannoniere Ndiaga Sall della Rappresentativa Serie D, miglior giocatore della finale Croci, miglior portiere Kovac, miglior difensore del torneo Tomic, miglior difensore della finale Boskovic. E panchina d’oro morale a Marco Capparella, timoniere di questa brigata garibaldina di viola vestita.

Trentaquattro anni dopo, il giglio è tornato a fiorire sul mare di Viareggio. E non è poesia: è calcio giovanile quando diventa epica. Alessandro Bugelli

Il primo gol di Croci (foto di Alessandro Bugelli)

IL TABELLINO

Fiorentina-Rijeka 4-1

Reti: 18’ pt. Croci (F); 18’ st. Grulovic (R); 3’ pts. Mataran (F), 10’ Croci (F); 15’ sts. Cianciulli rig. (F).

FIORENTINA (4-3-1-2): Dolfi; Colaciuri, Giusto, Boskovic, Perrotti (13’ st. Morazzini); Beldenti (21’ st. Guidorizzi), Cianciulli, Mataran; Bianchini (32’ st. Clarizia); Pietropaolo (21’ st. Ikenna), Croci (1’ sts. Angeloni). A disp.: Pinzani, Magalotti, Durante, Fattori, Niang, Melani. All.: Capparella.

RIJEKA (4-3-1-2): Brzic; Vesligaj, Kitin, Tomic, Peteh (14’ pts. Bogovic); Skalamera (8’ st. Miskulin), Jaiteh, Beviakva; Serifi; Grulovic, Samateh (5’ sts. Udovicic). A disp.: Markovic, Simunic, Budanovic. All.: Gajzler.

Arbitro: Crezzini di Siena. Assistenti: Bercigli e Ricci di Firenze.

Note: espulso Jaiteh (R) al 15’ sts. Ammoniti Perrotti (F), Kitin (R), Skalamera (R), Peteh (R), Mataran (F), Clarizia (F), Beviakva (R), Angeloni (F).

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