Mercoledì 10 maggio, ore 19, presso la libreria Bookowski, di vico Valoria 40 R a Genova, la giovane scrittrice Ilenia Menale presenterà il suo libro: “La Guerra oltre la notizia”. Dialogherà con l’autrice Edoardo Meoli, giornalista de Il Secolo XIX.
È in tutte le librerie il testo d’esordio di una giovane scrittrice che filtra le violenze e orrori della guerra attraverso le paure e le emozioni dei reporter.
Che cosa pensano i giornalisti di guerra una volta rientrati dalla loro missione? E cosa provano in guerra? Perché molti di loro sentono la necessità di scrivere un libro subito dopo l’esperienza di guerra? A queste domande risponderanno due ex inviati e giornalisti contemporanei, Toni Capuozzo e Franco Di Mare, che replicheranno alle domande dell’autrice e caleranno il lettore nei loro trascorsi con l’ausilio di due testi recenti: Il cecchino e la bambina e Adiós, entrambi scritti dopo l’esperienza di guerra. C’è differenza tra la notizia riportata sui giornali e quella scritta nei libri? E le memorie, quanto incidono le loro memorie nella loro vita quotidiana, quella di oggi? Il giornalista di guerra è anche e soprattutto un uomo che non dimentica, che non vuole, non può e non riesce a dimenticare. Il lettore si cimenterà in una breve storia sul giornalismo di guerra ed entrerà nei toni cupi delle vicende belliche restando sgomento per quello che vedrà pur non avendo mai visto. La prefazione del libro è di Franco Di Mare. Il lavoro ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine Dei Giornalisti del Lazio.
Ilenia Menale, nata a Napoli ma residente da alcuni anni a Roma. Due lauree, una in Economia e Management ed una in Comunicazione d’Impresa, si occupa di ufficio stampa culturale e politico. E’ ,inoltre, giornalista freelance e docente di giornalismo presso alcuni licei del Lazio e della Campania. Da sempre ripudia ogni forma di violenza. “La guerra oltre la notizia” è il suo libro d’esordio come scrittrice.
Scrive sul testo Giovan Battista Brunori, Vice Caporedattore Esteri e Vaticanista Tg2: “Il libro conduce il lettore ad andare oltre i luoghi comuni sulla guerra e a confrontarsi con le esperienze concrete del giornalista che compie in condizioni proibitive il proprio lavoro, per amore della verità. Un documento su un mestiere affascinante ma difficile che mette a dura prova le emozioni e i sentimenti dell’inviato che, prima che un professionista, è un uomo che sceglie di denunciare – a rischio della sua incolumità personale – l’assurdità della violenza dell’uomo sull’uomo.”






