Home Altro Varie

La seduta odierna del Consiglio regionale

Situazione occupazionale della Ericsson Telecomunicazioni S.p.A.

Maruska Piredda (Di Pietro-Idv) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai consiglieri Marylin Fusco e Stefano Quaini (Di Pietro – Italia dei Valori) e Matteo Rossi (Sel) sulla situazione della società di telecomunicazioni e, in particolare, sulle procedure per la risoluzione del rapporto di lavoro con conseguente collocazione in mobilità di 94 lavoratori avviate nella sede di Genova. Alla discussione ha assistito una folta delegazione di lavoratori che dal primo mattino avevano presidiato l’aula consiliare.
Maruska Piredda ha domandato alla giunta «se la Regione Liguria, cofinanziatrice per l’importo di 11 milioni di euro nei confronti della Società Ericsson Telecomunicazioni Spa, abbia un proprio membro all’interno del Comitato Scientifico nominato per vagliare i progetti che la stessa Società dovrà sviluppare a Genova e per i quali sono stati stanziati i circa 42 milioni di euro pubblici e se si sia impegnata concretamente, con l’indizione urgente di un tavolo tecnico, per definire e risolvere l’annosa situazione dei lavoratori nella sede di Genova». Il consigliere ha concluso ricordando che l’importo di 41,9 milioni di euro stanziati per i progetti da sviluppare nel nuovo polo tecnologico di Genova «avrebbero dovuto essere finalizzati a potenziare la presenza di un’importante multinazionale delle telecomunicazioni sul nostro territorio, valorizzando il know how di tecnici ed ingegneri, con aspettative di crescita occupazionale per Genova». Piredda ha rilevato che il settore high tech a Genova comprende 150 aziende con 14 mila addetti e che le previsioni del Dixet – Distretto Elettronica e Tecnologie Avanzate – Club d’Imprese sono di arrivare a quota 190 aziende nel 2021 con un incremento occupazionale di 7mila unità (di cui 5 mila nel parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli).
Lo scorso 19 maggio Regione Liguria, Comune e provincia di Genova, insieme con i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno firmato con la multinazionale svedese Ericsson l’accordo di programma che prevede un finanziamento complessivo di 41,9 milioni di euro (11 milioni di Regione Liguria; 24 milioni del MIUR; 6,9 milioni del Mise) per la realizzazione del nuovo Centro di ricerca e sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazione dell’azienda all’interno del Parco scientifico e tecnologico di Erzelli del costo complessivo previsto pari a 73,3 milioni di euro. Chiediamo alla giunta di convocare quanto prima un tavolo tecnico per definire e risolvere la situazione occupazionale di questi lavoratori» .
Renzo Guccinelli, assessore allo Sviluppo economico ha risposto che fino ad oggi non sono state erogate risorse regionali, che comunque sono impegnate e saranno disponibili nel momento in cui si avviasse un progetto di ricerca. Secondo Guccinelli, di fronte ad atteggiamenti intransigenti di Ericsson, e nonostante la contrarietà della Regione, potrebbe diventare inevitabile mettere in discussione l’accordo di programma sottoscritto: «Si pensava che l’operazione Ericsson a Erzelli avrebbe avuto un risultato occupazionale positivo. Invece ci troviamo con 94 lavoratori in mobilità che rappresentano circa il 12% forza lavoro ed è saltata l’operazione spin off che si basava su programmi cofinanziati dalla Regione. Sia chiaro: per il momento Ericcson non ha ancora ricevuto i fondi perché deve ricevere l’ok dal comitato scientifico che vedrà una presenza della Regione». Guccinelli ha ribadito l’accordo pieno sul ruolo che l’hig tech e la ricerca devono avere in Liguria e ha rilevato la contraddizione fra la decisione di insediarsi ad Erzelli e poi dichiarare gli esuberi. L’assessore, dopo aver annunciato un incontro giovedì mattina, fra Ericsson e la Rsu, ha ribadito: «Di fronte ad atteggiamenti intransigenti di Ericsson, nostro malgrado, metteremmo in discussione l’accordo di programma sottoscritto».
Maruska Piredda ha replicato ricordando che le multinazionali ricevono finanziamenti pubblici e agevolazioni di tutti i tipi per insediarsi, ma i finanziamenti devono avere ricadute occupazionali. «Per questo non capisco perché nell’accordo di programma non si è voluta inserire una clausola occupazionale».

Favorire il rientro nelle proprie abitazioni delle famiglie colpite dall’alluvione 2011
Matteo Rosso (Pdl) ha illustrato un’interrogazione che, riprendendo il contenuto di una sua precedente iniziativa consiliare della fine di luglio, ha chiesto informazioni precise sullo stato di avanzamento lavori finalizzati al rientro nelle loro case delle famiglie che hanno perso la propria abitazione durante l’alluvione del 2011. «In quella occasione il presidente della Giunta Claudio Burlando, nella sua qualità di commissario delegato per il superamento dell’emergenza – ha ricordato Rosso – rispose che attualmente è al controllo preventivo della Corte dei Conti il provvedimento per favorire il rientro delle famiglie evacuate dalla propria abitazione perché distrutta o inagibile. A distanza di qualche mese, vorrei sapere il contenuto del provvedimento ed i tempi di attivazione di questa normativa che dovrebbe prevedere interventi a favore delle famiglie pesantemente colpite, sempre nel caso in cui venisse approvata dalla Corte dei Conti. Per ora le persone che hanno perso la casa hanno ricevuto 100 euro al mese di rimborso. Una cifra quasi offensiva. Occorrono, invece, risposte serie mentre i funzionari palleggiano le responsabilità fra l’assessore all’ambiente e il commissario delegato alla protezione civile».
Per la giunta ha risposto Renata Briano, assessore all’Ambiente, sviluppo sostenibile e attività di protezione civile, illustrando quello che si è fatto in questi mesi. Di fronte alla carenza di risorse nazionali e alla mole degli interventi necessari si renderà indispensabile il prolungamento della addizionale regionale sulle accise in quanto gli introiti sono inferiori al previsto e alle necessità. Infatti gli evacuati sono stati 461 e le case con gravi danni 200 di cui ben 30 hanno ancora situazioni pesanti. «In questi mesi – ha detto Briano – abbiamo lavorato ai criteri per sostenere le famiglie colpite dalle alluvioni del 2010 e del 2011 garantendo a coloro che sono rimasti fuori casa una cifra mensile per un massimo di 12 mesi. I criteri di risarcimento fanno riferimento ai danni che concretamente ha subito l’immobile e ai costi per risanarlo o per ricostruirlo altrove. Tali criteri sono definiti dalle ordinanze della Protezione civile nazionale e non dalla Regione uniformi su tutto il territorio nazionale. La disponibilità iniziale era di 30 mila euro a immobile: così la Regione Liguria aveva deciso di cofinanziare mettendo delle risorse nostre ricavate dal gettito delle accise. Intanto il 15 ottobre i comuni hanno mandato i dati e le richieste relative alle spese sostenute e entro 15 giorni verrà emesso il decreto per allocare le risorse: i cittadini senza casa saranno i primi a cui verrà ripartita la cifra prevista. Entro la fine del mese, quindi, il quadro delle esigenze e delle risorse derivanti dalle accise sarà più preciso».
Matteo Rosso ha replicato: «Se io fossi uno sfollato e, a un anno di distanza, mi dicessero che ancora non si sa chi avrà i contributi e chi no, a quanto ammonteranno e soprattutto quando potrò ritornare a casa mia sarei davvero esasperato. I soldi dovevano essere dati nel giro di tre mesi invece a questa gente non è arrivato un centesimo e a chi che ha perso tutto dopo un anno si continuano a versare 100 euro al mese di rimborso».

Riordino e diminuzione delle province previsto da Governo
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha affrontato la questione del riordino delle Province previsto dal decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012 (la cosiddetta “Spending Review”) e ha ricordato che questo riordino cambierà completamente la geografia politica dell’Italia perché entro la fine del 2012 si passerà dalle attuali 107 Province a 43 di cui poi 10 diventeranno “città metropolitane” entro il 1° gennaio 2014. «Le nuove Province continueranno ad esercitare le competenze in materia ambientale, di trasporto e di viabilità – ha rilevato Pellerano – mentre, entro il 31 dicembre 2012, le altre competenze verranno devolute ai Comuni o alle Regioni, così come stabilito dal decreto n. 201 del 6 dicembre 2011 ( il cosiddetto “Salva Italia”). Sempre il decreto legge 95 del 2012 all’art. 16 “Razionalizzazione della spesa degli Enti territoriali” determina un taglio ai trasferimenti Stato – Province pari a 500 milioni di euro per il 2012 e ad 1 miliardo di euro per il 2013». Sulla base di questi provvedimenti, i tagli sono parametrati al criterio della “spesa intermedia” che, secondo Pellerano, penalizza fortemente le Province liguri, che sono titolari di pesanti funzioni delegate. «Per quanto riguarda la Provincia di Genova – ha aggiunto – il taglio per il 2012 corrisponderà a 11,5 milioni e per il 2013 raggiungerà l’allarmante quota di 22 milioni e 800 mila euro. Se le cose dovessero restare così, questa drastica riduzione dei trasferimenti statali si tradurrebbe per gli enti in una totale impossibilità di garantire i servizi al cittadino quali, ad esempio, la manutenzione ed il controllo degli istituti delle scuole medie superiori, la manutenzione delle strade provinciali, il trasporto pubblico extraurbano, l’offerta di una formazione professionale, solo per citarne alcuni». Al termine del proprio intervento, Pellerano ha chiesto alla giunta «come intenda ridistribuire le deleghe fino ad oggi conferite alle Province e definirne le nuove funzioni; in che modo si sia attivata per predisporre la riorganizzazione della Regione in vista dell’assorbimento delle competenze dei servizi e del personale ad oggi in carico alle Province e in che modo intenda attivarsi affinché i criteri dei tagli previsti dalla “Spending Review” non penalizzino ulteriormente la nostra Regione.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Raffaella Paita: «La Liguria è stata una delle poche regioni che ha avanzato una propria proposta al Governo in questa materia senza accontentarsi di subire una decisione dell’esecutivo nazionale». L’assessore ha, quindi, ricordato che proprio sull’attribuzione delle deleghe delle province la normativa nazionale è in continua evoluzione. «La stessa scadenza del 31 dicembre – ha ricordato – non è perentoria perché le competenze rimarranno alle Province fino a che non saranno riassegnate o in capo alla Regioni o ai Comuni. E’ facile percepire il disorientamento dei dipendenti e dei funzionari. Anche a loro dobbiamo dare risposte chiare. In ogni caso l’orientamento è recuperare alcune funzioni in capo alla Regione anche se poi il nodo successivo da sciogliere sarà quello relativo alle risorse a disposizione, con l’obiettivo di evitare squilibri tra un settore e l’altro tanto più che, a causa della spending review, spesso non ci sono più le risorse su alcune deleghe». Secondo Paita: «E’ impossibile governare con norme che cambiano in continuazione e riconvocherò il tavolo di coordinamento che ho già previsto in altre occasioni e nei prossimi giorni avremo un quadro più generale». Secondo Paita si potrebbe costituire una vera e propria commissione ad hoc sul tema delle Province per cercare di chiudere nel più breve tempo possibile il riordino e l’assegnazione delle competenze.
Lorenzo Pellerano ha replicato: «Ben venga che la Regione valuti quello che è meglio per noi e vedere che la nostra proposta coincida con quella nazionale».

Indagini sull’alluvione di Genova.
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) «per conoscere quali azioni la Regione Liguria intenda promuovere per raggiungere la più completa e veritiera conoscenza di quanto accaduto il 4 novembre 2011 e per sapere quali competenze abbia avuto nella gestione dell’alluvione».
Il consigliere ha ricordato che la Procura di Genova ha aperto un’indagine riguardo agli eventi alluvionali sul rio Fereggiano del 4 novembre 2011, durante i quali hanno perso la vita sei persone, che la Polizia Giudiziaria ha già eseguito un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare nei confronti di un dirigente della Protezione Civile genovese e che risultano indagati anche un altro manager di Palazzo Tursi ed il Direttore Generale dell’area Sicurezza e Progetti Speciali del Comune. «Secondo gli investigatori gli indagati avrebbero falsificato il rapporto di un volontario sullo stato di guardia del rio Fereggiano – ha aggiunto in aula – cambiandone gli orari al fine di giustificare una limitata capacità d’intervento da parte dei servizi competenti. Intanto i principali esponenti politici, passati e presenti, del Comune di Genova si stanno trincerando dietro frasi di circostanza senza fornire alla cittadinanza risposte concrete sui tragici fatti in questione».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla Protezione civile Renata Briano : «La Regione non è coinvolta in queste indagini e noi aspettiamo i risultati. In tutte le situazioni di questo tipo noi abbiamo il compito di emanare l’allerta e di organizzare i soccorsi e abbiamo dato una mano».
Rixi ha replicato: «Rimango allibito dal fatto che dobbiamo rivolgerci alla magistratura per sapere cosa è successo durante un’alluvione mentre le istituzioni fanno muro di gomma».

Adeguamento impianti termici civili.
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche da Edoardo Rixi e Maurizio Tortertolo (Lega Nord Liguria-Padania) sull’adeguamento degli impianti termici civili. Il consigliere ha ricordato l’entrata in vigore del decreto legislativo 128 del 2010 che ha modificato il decreto legislativo 152 del 2006, per cui i combustibili consentiti negli impianti termici civili di potenza inferiore a 3MW non comprendono più l’olio combustibile e gli altri distillati pesanti di petrolio, le emulsioni acqua – olio combustibile o le emulsioni acqua – altri distillati pesanti di petrolio. La Regione, ha aggiunto, aveva dato indicazione di adeguare gli impianti anche per quelli che, nello stesso periodo, hanno presentato istanza di autorizzazione alle emissioni; entro il 1° settembre 2013. «Queste disposizioni in questo momento di criticità economica, disagi e aumenti di costi per gli utenti – ha concluso – aumentano i disagi. Chiedo, quindi alla giunta se esista la possibilità di procrastinare i tempi di intervento richiesti».
Per la giunta ha risposto l’assessore allo Sviluppo sostenibile Renata Briano: «Purtroppo la Regione Liguria non ha il potere di procrastinare la scadenza, essendo stata fissata da un decreto nazionale» e ha riconosciuto che si tratta di un decreto anomalo.
Bruzzone ha replicato rimarcando la propria insoddisfazione per la vicenda.

Ex caserme Gallardi a Ventimiglia
Sergio Scibilia (Pd) ha presentato un’interrogazione sul complesso immobiliare denominato “ex caserme Gallardi” a Ventimiglia chiedendo al presidente della Giunta e all’assessore competente se intendano chiedere un intervento presso il Ministero affinché tale polo abitativo, «formato da oltre cento famiglie, venga adeguato secondo le normative vigenti in materia di sicurezza e di antincendio, con previsione di un progetto di recupero edilizio ed esecuzione di tutte le opere necessarie affinché vengano eliminati i pericoli per i residenti». Secondo Scibilia occorre «prevedere una riqualificazione urbanistica del sito delle ex caserme Gallardi all’interno dell’accordo di programma per realizzare nuove strutture sociali necessarie per un quartiere popoloso, creare spazi di aggregazione sociale per minori ed anziani, aree verdi e sportive». Il complesso immobiliare “ex caserme Gallardi “ è formato da un unico complesso con all’interno oltre cento abitazioni. Il fabbricato, di proprietà dello Stato, in origine era una caserma che nel dopoguerra era stato trasformato in rifugio per gli sfollati. Questi ultimi, a proprie spese, avevano provveduto a trasformare le vecchie camerate in modesti alloggi. Successivamente sono state lasciate dalla proprietà pubblica in uno stato di semi abbandono senza manutenzione straordinaria: molti alloggi sono occupati da anziani e famiglie con redditi bassi e problematiche di disagio sociale e il fabbricato, a quasi cento anni dalla sua costruzione, ha gravi problemi strutturali e un avanzato stato di degrado. «Considerato che è in corso di elaborazione un “Accordo di Programma” fra Comune di Ventimiglia, Regione Liguria, Provincia di Imperia, Agenzia del Demanio e Ferrovie dello Stato per la riconversione ad usi commerciali e produttivi del parco ferroviario Roja e, visto che l’area ferroviaria è ai piedi del complesso immobiliare della “ex caserme Gallardi”, sarebbe l’occasione giusta per intervenire con un progetto di recupero».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche abitative e edilizia Giovanni Boitano che ha ricostruito la storia del complesso che va dal tentativo di alienazione ad una serie di ricorsi al Tar: La cartolarizzazione aveva portato alla vendita di solo nove dei cento alloggi e successivamente di altri 7 creando, alla fine, una situazione complessa fra proprietari e inquilini, in buona parte morosi, dell’agenzia del demanio. «Ci stiamo trascinando in questa controversia – ha concluso l’assessore – e cercheremo di dare una mano per arrivare ad una soluzione del problema».
Scibilia ha replicato chiedendo all’assessore di compiere un sopralluogo nella ex caserma dove esistono realtà sociali difficilissime e tentativi lodevoli di volontari che si sforzano di riscattare socialmente e culturalmente il quartiere.

Chiusura sede Inail a Sarzana.
Alessio Cavarra (Pd) ha presentato un’interrogazione alla giunta «per sapere quali azioni si ritiene possano essere adottate, anche di concerto con gli enti locali e le organizzazioni sindacali e datoriali, per scongiurare la chiusura della sede Inail di Sarzana». Il consigliere ha ricordato che Inail, in attuazione del decreto sulla “spending review” con cui si prevedono tagli alle dotazioni organiche nella misura del 10 per cento per i dipendenti pubblici e del 20 per cento per i dirigenti, sta elaborando un piano per la riorganizzazione dell’Istituto, la cui attuazione potrebbe riguardare, fra gli altri interventi, anche la soppressione della sede di Sarzana. Secondo il consigliere «l’accentramento degli uffici alla Spezia produrrebbe inevitabili complicazioni e difficoltà all’utenza, obbligandola a lunghi spostamenti e priverebbe i lavoratori e le aziende della città e dell’intera vallata del Magra di un importante punto di riferimento e supporto nello svolgimento di tutte le pratiche». Cavarra ha rilevato, inoltre, che la sede di Sarzana offre, con una presenza minima di personale (un amministrativo ed un medico tre volte a settimana), un servizio ad una parte cospicua dell’intero sistema economico della provincia spezzina, come dimostra anche il numero di procedure aperte: 1851 nel 2010, 1499 nel 2011 e 1008 ad agosto 2012. Secondo il consigliere «la soppressione di un servizio a favore dei lavoratori e, di riflesso, delle stesse aziende dovrebbe essere adeguatamente motivato, rendendo noti i parametri sulla base dei quali l’Inail ritiene che la chiusura della sede di Sarzana potrebbe contribuire a produrre i risparmi imposti dal decreto sulla “spending review” ».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle Politiche attive del lavoro Enrico Vesco: «Condivido le preoccupazioni che lei ha espresso ma non c’è un atto ufficiale che sancisca questa chiusura». L’assessore ha letto in aula la risposta del direttore regionale che non avrebbe nessuna informazione in merito dalla sede centrale Inail e ha ribadito il proprio impegno per scongiurare al chiusura della sede.
Alessio Cavarra ha chiesto all’assessore un intervento sulla sede nazionale Inail

Situazione occupazionale di “Fisia Italimpianti S.p.A.”
Maruska Piredda (Di Pietro-Idv) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da  Nicolò Scialfa e Stefano Quaini (Di Pietro – Idv), sulla situazione di Fisia Italimpianti spa e ha chiesto alla giunta «se siano state assunte, da parte dell’azionista “Impregilo S.p.A.”, tutte le iniziative ed i conseguenti atti per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali attuali ed gli investimenti necessari per il rilancio della società anche in differenti settori; se la Regione Liguria si sia impegnata a garantire la cassa integrazione in deroga per tutto il 2013, qualora le normative e le intese nazionali lo consentiranno ed in presenza delle relative disponibilità finanziarie, fermo restando l’impegno di “Fisia” al mantenimento in forza del personale in organico». Il consigliere, inoltre, ha domandato se «le parti firmatarie del protocollo d’intesa, stipulato il 2 marzo 2012, si siano incontrate nel mese di settembre 2012 per verificare l’evolversi della stessa». Piredda ha ricordato che il 28 febbraio 2012 è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno dell’Assemblea legislativa della Liguria riguardante il piano industriale di “Fisia Italimpianti S.p.A.” (Gruppo Impregilo), una società che nel  settore della progettazione e realizzazione di impianti di dissalazione e di depurazione delle acque «è fra le più importanti al mondo e detiene una vasta gamma di referenze e di esperienze tecnologiche». Il consigliere ha, quindi, rilevato che il piano industriale, dal 2009 ad oggi, ha visto soltanto la dismissione della divisione ambiente con la messa in cassa integrazione, a zero ore, di metà degli addetti operanti sul territorio genovese e l’altra metà lavora, o meglio, è presente in azienda, a quindicine alternate. “Fisia Italimpianti S.p.A.”, inoltre, attraverso il reiterato ricorso ad ammortizzatori sociali ha dovuto far fronte al perdurare della situazione di crisi aziendale. Il consigliere ha sottolineato, infine, che il Consiglio di Amministrazione di “Impregilo S.p.A.” il 25 settembre 2012 ha approvato le linee guida strategiche per il 2013 – 2017 che delineano i principali obiettivi ed aree sulle quali intervenire per rilanciare le attività industriali del Gruppo nel settore globale delle costruzioni e avviare il processo di dismissione degli assets non-core e che questa approvazione «ha incarnato il destino di “Fisia Italimpianti S.p.A.” che probabilmente risulterebbe segnato con tutta la drammaticità sia da un punto di vista industriale (sparisce un altro punto di eccellenza italiano) ma, soprattutto, da un punto di vista umano e sociale». Secondo il consigliere, invece,  i lavori per il “terzo valico ferroviario”, «costituiscono l’occasione prioritaria per la ricollocazione dei lavoratori sospesi in cassa integrazione guadagni (CIG) in deroga da parte di “Impregilo S.p.A.” (azionista di maggioranza di “Fisia Italimpianti S.p.A.” e capofila del “Consorzio COCIV – General Contractor”)».
Per la giunta ha risposto l’assessore al lavoro, Enrico Vesco che ha confermato l’intento della Regione di confermare per il 2013 la cassa integrazione in deroga per il lavoratori di Fisia. L’assessore non ha però  nascosto la sua preoccupazione per il futuro dell’azienda: «Fisia si occupa oramai essenzialmente della  dissalazione delle acque, che rappresenta un mercato in difficoltà. L’’azienda ha spesso manifestato ottimismo, per l’ipotesi di commesse, che poi è sempre tramontato per la mancata assegnazione delle stesse. L’azienda non vuole fare il passaggio verso impianti più piccoli e questo, a mio avviso, è un errore». Vesco ha anche sottolineato l’importanza dal punto di vista del futuro occupazionale, dell’accordo siglato dalla Regione Liguria, Fisia e organizzazioni sindacali, il 2 marzo 2012, citato dalla stessa Piredda. Piredda ha manifestato soddisfazione per l’estensione al 2013 degli ammortizzatori sociali. Ha quindi invitato l’assessore a portare avanti tutte le possibili azioni per salvaguardare i futuro occupazionale dei lavoratori Fisia e, quindi, di vigilare sull’attuazione dell’accordo siglato. 

Spese legali della Regione per difendere i provvedimenti sull’attività venatoria
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche da Lorenzo Pellerano, (Liste civiche per Biasotti presidente) per conoscere l’ammontare delle spese legali sostenute dalla Regione per gli onorari dell’avvocato del Foro di Brescia «quindi, esterno all’Avvocatura regionale», incaricato di difendere «l’ennesimo illegittimo provvedimento inerente l’attività venatoria in Liguria».
Il consigliere ha ricordato che la Corte Costituzionale con due sentenze del 26 aprile dichiarava l’illegittimità del calendario venatorio della Regione Liguria per il triennio 2011-2014 e cancellava la deroga per abbattere gli ungulati nelle zone innevate, previsto invece dalla delibera n. 1050/2011. «Si tratta di provvedimenti – ha sottolineato – che il Consiglio ha approvato il 31 maggio 2011 con solo due voti contrari, quelli dei due consiglieri delle “Liste Civiche per Biasotti Presidente». Siri ha sottolineato che «le precedenti e ripetute liquidazioni da parte della Regione di parcelle allo stesso studio legale esterno». Il consigliere ha concluso sottolineando che, mentre si spende per perorare la questione caccia, sono stati sospesi i finanziamenti per i non autosufficienti.
Per la Giunta ha risposto l’assessore all’ambiente, Renata Briano:  Â«A volte i provvedimenti vengono impugnati anche quando chi li vara ritiene di essere nel giusto e nella piena legalità e, come nel nostro caso, dopo aver utilizzato come metodo quello di ascoltare preventivamente le associazioni venatorie e ambientaliste. Detto questo sottolineo che, per quanto riguarda i ricorsi relativi all’ultimo calendario, noi ci siamo difesi davanti al Tar avvalendoci del nostro Ufficio, ottenendo un risultato nella sostanza positivo. Infatti il Tar ci ha dato ragione su quasi tutto il provvedimento». L’assessore, che ha consegnato a Siri una dettagliata tabella riguardante i costi legali sopportati negli ultimi anni, relativi a questioni giuridiche inerenti l’attività venatoria, ha ricordato che la Regione si è avvalsa di legali esterni negli anni 2007, 2008 e 2011. Ha sottolineato che nel 2011 si trattava in particolare dell’attività venatoria agli ungulati  nei territorio innevati. Ha anche ribadito il dovere della Regione a difendersi, visto che in ballo c’è l’attività di cacciatori che pagano un regolare “tesserino” per esercitarla. 

Soppressione di carrozze per viaggiatori con mobilità limitata
Sergio Scibilia (Pd) ha presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta «quali azioni intenda intraprendere con Trenitalia per il ripristino della carrozza disabili sull’”Intercity 505” Ventimiglia-Roma e per un potenziamento del servizio di trasporto su ferro per le persone diversamente abili, in particolare per quanto riguarda l’offerta dei treni regionali». Il consigliere ha ricordato «il disagio generalizzato di questa stagione del trasporto ferroviario ed, in particolare, il fenomeno allarmante della soppressione dei treni, a cui si è aggiunta ora anche l’eliminazione, su alcuni treni, di servizi essenziali per le persone diversamente abili. In particolare, tale servizio, funzionante sino alla scorso orario invernale sul treno “Intercity 505” Ventimiglia – Roma con una carrozza attrezzata, con l’entrata in funzione di quello estivo è stato soppresso». Scibilia ha ricordato che l’esistenza di treni con l’accesso facilitato è prevista dal “Contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale locale” sottoscritto dalla Regione Liguria e dalla società “Trenitalia S.p.A.” con l’obbligo di “porre particolare attenzione alle necessità connesse all’abbattimento delle barriere architettoniche per i viaggiatori diversamente abili e per tutte le persone a mobilità ridotta“ e che attualmente il numero di treni regionali attrezzato per le persone diversamente abili risulta essere insufficiente rispetto alla reali esigenze. Il consigliere ha concluso: «La mobilità delle persone portatrici di handicap è un diritto che deve essere garantito come stabilito anche dalla “Carta dei diritti europei”».
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Enrico Vesco il quale, dopo aver premesso che la Regione pone grande attenzione al diritto alla mobilità di tutti, ha annunciato: «Da dicembre, con il cambio di orario, il servizio per persone diversamente abili tornerà attivo sull’Intercity 505, citato da Scibilia e io vigilerò affinché l’impegno assunto da Trenitalia venga rispettato». Ha quindi spiegato: «Il treno in questione aveva una carrozza abilitata al servizio per i diversamente abili. Ma, secondo quanto comunicatomi dalla Direzione generale passeggeri, c’è stata la necessità di fermarla per un periodo, per procedere al collaudo periodico. Ho quindi chiesto se non era possibile sostituire la carrozza in questione con un’altra abilitata e mi è stato risposta che non ce n’è un’altra. E questo rende chiaro il quadro nel quale si deve operare»
Sergio Scibilia si è detto soddisfatto per l’imminente ripristino, esprimendo, invece, dure critiche per la politica di Trenitalia che dimentica le persone in difficoltà.

 Vendita di Ansaldo Energia
Sulla vendita di Ansaldo Energia sono state presentate due interrogazioni: una di Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-Riformisti italiani) e la seconda di Alessio Saso (Pdl),  sottoscritta anche da Roberta Gasco (Pdl).
Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-Riformisti italiani) ha concentrato l’attenzione sull’offerta del gruppo industriale “Siemens” per l’acquisizione di quote di “Ansaldo Energia” chiedendo se la Giunta regionale «intenda attivarsi, anche e soprattutto rivolgendosi al Governo, per proteggere un’azienda così strategica e redditizia non solo per la nostra Regione ma per l’intero Paese». Secondo Della Bianca «bisogna avere la sicurezza che l’intera operazione sia effettuata seguendo ragioni prettamente industriali».
Sullo stesso argomento è intervenuto anche il consigliere Alessio Saso  (Pdl) chiedendo di «conoscere quali iniziative saranno intraprese verso il Governo, azionista di Finmeccanica, per evitare che si arrivi alla cessione di “Ansaldo Energia” senza che siano state valutate le ripercussioni sull’economia del Paese, ma soprattutto sulla città di Genova.
I consiglieri hanno ricordato che in una audizione alla Commissione Industria del Senato Orsi, amministratore delegato e presidente del Gruppo Finmeccanica che controlla Ansaldo Energia per il 55% del capitale, ha confermato la volontà di procedere alla vendita. Prontamente uno dei competitor più importanti di Ansaldo nel settore energetico, il colosso industriale tedesco Siemens, ha fatto sapere di essere pronto a rilevare l’azienda.
Secondo Raffaella Della Bianca «la cessione di un gioiello come “Ansaldo Energia”, 3500 addetti al lavoro, non è accettabile: si tratta di  una realtà nota in tutto il mondo e che ha sempre portato risultati economici eccellenti nei bilanci di Finmeccanica ed é conosciuta per il valore strategico che questo comparto industriale ha portato per la crescita del sistema Paese», mentre «l’ipotesi di una possibile cordata di banche e imprenditori locali in grado di contrastare i tedeschi della “Siemens” sembra un diversivo per rendere meno dolorosa la perdita dell’italianità dell’azienda».
Della Bianca e Saso hanno entrambi rimarcato che la loro interrogazione risale a qualche tempo fa e, quindi, hanno chiesto in particolare se ci sono novità rispetto alle audizioni svoltosi di recente nella competente commissione, relative proprio alla vicenda.
Ha risposto l’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli : «Rispetto alle recenti audizioni non ci sono rilevanti novità. Sono da tempo stati istituiti due tavoli di lavoro con parlamentari e parti sociali e sindacali. Il presidente Burlando ha sempre ribadito che dobbiamo seguire con Finmeccanica lo stesso metodo adottato per la questione Fincantieri: si è proceduto in maniera bipartisan,  in accordo con il territorio, le organizzazioni sindacali e i lavoratori stessi» e ha sottolineato: «Il ruolo che sta svolgendo la Regione in questo momento è di stimolo, nei confronti del governo, azionista di maggioranza, affinché si pronunci con chiarezza sulla vicenda.  Sia da parte del ministro Grilli che da parte del ministro Passera, finora ci sono stati pronunciamenti troppo timidi. Non si può accettare che per far cassa e salvare altri settori si svenda il comparto energia, che ha un ruolo fondamentale nel gruppo stesso».
 Della Bianca ha replicato che la politica in questo caso deve giocare un ruolo decisivo. «Dobbiamo mettere in atto azioni forti e incisive».
Saso si è detto soddisfatto della risposta avuta dall’assessore.
.
Realizzazione del ponte autostradale sul torrente Recco
Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha presentato un’interrogazione sulla notizia apparsa su alcuni media secondo cui  il senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama, avrebbe dichiarato che il nuovo ponte sul torrente Recco difficilmente sarà realizzato, a causa delle problematiche emerse al progetto, presentato da Anas e Società Autostrade, da parte della Provincia di Genova.
Capurro ha ricordato di aver partecipato l’inverno scorso ad un sopralluogo al ponte autostradale sul torrente Recco alla presenza di un nutrito numero di amministratori locali, dello stesso senatore Grillo e di rappresentanti di Anas e Società Autostrade. «In tale occasione – ha detto – si era addirittura brindato sulla realizzazione dei nuovi due ponti e, secondo i presenti, grazie ai finanziamenti di Anas e Società Autostrade, i lavori avrebbero potuto iniziare entro i primi mesi del 2013. In seguito a tale visita, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita, aveva incontrato l’assessore alla Viabilità della Provincia di Genova, Piero Fossati, e il Sindaco di Recco, Dario Capurro». Capurro, ha quindi chiesto alla giunta «se quanto apparso sui giornali corrisponda al vero e se la mancata realizzazione dell’intervento possa essere addebitata alle problematiche manifestate dalla Provincia di Genova, soprattutto per quanto riguarda il Piano di Bacino oppure ai mancati finanziamenti evidenziati dal Senatore Grillo».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture, Raffaella Paita: «Esiste un progetto predisposto da tempo per l’attraversamento del torrente Recco, di collegamento tra la viabilità comunale ed il casello autostradale. Il progetto, però, ha subito una sorta di stop da parte della Provincia che lo reputa non congruo, non conforme con il Piano di Bacino. Il Comune di Recco si è quindi incaricato di rivedere lo studio idraulico per migliorare il progetto e renderlo conforme al Piano. A quel punto si è avuta la percezione che l’interesse di Aspi (Autostrade per l’Italia) non fosse così palese». L’assessore ha quindi proposto, a breve, un incontro fra tutte le parti interessate per verificare le reali possibilità di procedere nell’intervento.   
Ezio Armando Capurro ha accolto favorevolmente la proposta, sottolineando che spera nella progettazione di un ponte dissimile da quello “intelligente” di Rapallo che, viste le continue allerte, ultimamente si alza due volte al mese, spezzando in due la viabilità: «Meglio quelli a schiena d’asino, tradizionali».

No all’accorpamento dell’Ufficio scolastico regionale
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Maurizio Torterolo) contro l’accorpamento, che potrebbe avvenire entro fine anno, dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria con quello del Piemonte. Il documento, che è stato sottoscritto da tutti i gruppi, “impegna la giunta a impugnare, sentiti gli uffici preposti, il provvedimento del Governo innanzi alla Corte Costituzionale”.
Nell’ordine del giorno si denuncia che l’accorpamento potrebbe avere ripercussioni negative sul mondo della scuola e sui 103 dipendenti dell’Ufficio scolastico regionale e viene osservato che tali scelte “potrebbero ledere l’autonomia della Regione garantita dal Titolo V della Costituzione

Rinviati alla programmazione ordinaria altri due ordini del giorno, in seguito al ritiro della firma da parte di alcuni consiglieri che li avevano sottoscritti. Non avendo più il consenso unanime dell’Assemblea, secondo il regolamento, la loro trattazione d’urgenza è stata rinviata al calendario ordinario dei lavori.
I consiglieri Rixi e Melgrati hanno polemizzato contro la scelta di rinvio del presidente del Consiglio regionale Monteleone e contro il ritiro della firma da parte di altri consiglieri.

Assenti: Barbagallo
Quorum: 21 voti