Modifica della composizioni delle Commissioni consiliari permanenti
All’unanimità è stata approvata la modifica della composizione delle commissioni consiliari permanenti, necessaria in seguito al passaggio di Massimo Donzella dal gruppo “Noi con Claudio Burlando†al gruppo Udc, peraltro annunciato ufficialmente in apertura di seduta dal vicepresidente, Michele Boffa che presiedeva l’Assemblea. .
Tunnel Rapallo – Santa Margherita
Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha illustrato un’interrogazione sul tunnel Rapallo – Santa Margherita e ha chiesto alla Giunta se condivide le affermazioni del sindaco di Santa Margherita, Roberto De Marchi che, secondo Capurro, ha definito «tale opera insostenibile e immorale sotto il profilo dei costi, inaccettabile dal punto di vista ambientale, concettualmente vecchia, relativamente inutile per la stessa Rapallo». In particolare Capurro ha chiesto «se la Giunta ritenga ancora valida la soluzione progettuale del tunnel e quali iniziative intenda adottare affinché la stessa venga concretizzata con la realizzazione dell’opera tenuto conto che anche la Regione Liguria il 3 agosto 2006, insieme alla Provincia di Genova ed ai Comuni di Rapallo e Santa Margherita, aveva firmato il protocollo d’intesa per la realizzazione del tunnel stesso».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture, Raffaella Paita: «Non condivido le affermazioni del sindaco di Santa Margherita, ma non posso sottovalutarle. Sono infatti una delle componenti da tenere in considerazione per valutare la congruità e la possibilità di realizzare opere. Io ho fatto tutto il possibile per cercare una composizione. Ad oggi non mi sembra di percepire la possibilità di trovare una convergenza: benché ci sia stato un cambio di amministrazione nel Comune di Rapallo, le posizioni più o meno sono rimaste invariate. Proverò ancora. Ma più passa il tempo e più tutto diventa difficile, soprattutto in un momento come quello attuale: non è facile, infatti, ottenere i finanziamenti necessari, neppure per opere che riscuotono un consenso condiviso. Le cose vanno meglio per il tunnel della Fontanabuona: entro giugno potremo valutare il progetto definitivo».
Capurro ha ribadito la necessità dell’opera che, a suo avviso, richiederebbe un costo proporzionalmente più basso rispetto al tunnel della Fontanabuona.
Soglia Isee per accedere al “Fondo di Solidarietà per le persone con gravi disabilità â€
Marco Scajola (Pdl) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai consiglieri Roberto Bagnasco e Marco Melgrati (Pdl) sulla soglia Isee per l’accesso ai fondi del settore sociale.
Il consigliere ha ricordato che con la delibera del 28 settembre 2012 la Giunta ha ridotto il tetto di accesso al “Fondo di Solidarietà per le persone con gravi disabilità †da un ISEE individuale di 40 mila euro ad un ISEE individuale di 10 mila euro. Secondo il consigliere, l’abbassamento della soglia di ISEE individuale esclude dalla possibilità di beneficio una fetta consistente di persone, ricompresa nelle fasce dai 10.001 a 15.000 mila pari a 172 persone, cioè il 10,72%, e nella fascia dai 15.001 ai 20.000 mila, pari a 98 persone, cioè il 6,11%. Secondo Scajola si tratterebbe comunque di «redditi molto bassi» e rimarrebbero fuori dal fondo le persone ricomprese nelle fasce di reddito dai 20.001 ai 40.000 euro, quindi 167 persone che non potranno più beneficiare del Fondo di Solidarietà per le persone con gravi disabilità . «Le manovre di risparmio – ha aggiunto – non devono ricadere sulle fasce più deboli della popolazione, sia per condizione fisica che per reddito» e ha chiesto alla giunta se intenda modificare la delibera spostando la soglia di accesso ISEE individuale da 10.000 a 20.000 euro individuale.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche sociali, Lorena Rambaudi che ha fornito alcune indicazioni relative al Fondo, istituito dalla Regione Liguria per far fronte ad una norma nazionale che pone in capo alle famiglie una quota del pagamento relativo all’assistenza di persone con gravi disabilità in strutture residenziali o semiresidenziali. Il fondo, secondo quanto sottolineato dall’assessore, è stato istituito proprio per compensare quella quota. «Abbiamo sospeso l’efficacia della delibera della quale si parla nell’interrogazione – ha aggiunto Lorena Rambaudi – perché prima di tutto vogliamo avere i dati precisi relativi a tutte le famiglie di persone con gravi disabilità . C’è, infatti, un equivoco tra Isee familiare e personale. Quest’ultimo per legge non esiste. Abbiamo firmato, quindi, un protocollo con i Caf della Liguria che ci hanno dato piena disponibilità , anche con sportelli dedicati, per effettuare correttamente il conteggio dell’Isee familiare, quello a norma di legge, con l’estratto di Isee individuale. Intanto a novembre abbiamo comunicato alle famiglie di non pagare la quota. Come detto, quando avremo un quadro preciso e potremo ragionare con dati concreti, sarà mia cura coinvolgere i capigruppo e ragionare su cosa fare per poter continuare il sostegno alle famiglie, evitando le iniquità ».
Ha replicato Roberto Bagnasco: «Questo lavoro è molto importante. E’ necessario tenere sospesa l’efficacia della delibera e attendere i risultati dell’accertamento».
Accorpamento dell’Ufficio scolastico regionale
Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche da Edoardo Rixi e Francesco Bruzzone, relativa all’accorpamento dell’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria con quello del Piemonte. In particolare il consigliere ha sottolineato che, in seguito ad un recente decreto ministeriale, la Liguria, entro la fine dell’anno potrebbe perdere il proprio Ufficio Scolastico Regionale, l’ex Provveditorato, che verrebbe accorpato a quello del Piemonte dove nascerà un Ufficio Scolastico Interregionale. Secondo il consigliere, il provvedimento potrebbe avere ripercussioni negative sul mondo della scuola ligure, sul personale docente, sugli alunni e sulle famiglie, oltre che per i 103 dipendenti dell’ufficio scolastico. Torterolo ha inoltre aggiunto che «tali scelte potrebbero ledere l’autonomia dell’ente Regione e talune norme potrebbero essere oggetto di ricorso innanzi la Corte Costituzionale».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’istruzione, Sergio Rossetti: «Quella del governo è una scelta annunciata ma non formalizzata, nel senso che siamo in assenza dell’atto formale di accorpamento. Noi, comunque, abbiamo manifestato in via formale contro questa ipotesi di accorpamento. lo abbiamo fatto con un ordine del giorno approvato da questo Consiglio, abbiamo parlato personalmente con il sottosegretario e abbiamo scritto alcune lettere. Questo governo ha oramai pochi giorni di attività : vediamo se decreterà all’ultimo minuto o se soprasiederà . In quest’ultimo caso se ne potrà discutere con il prossimo governo».
Torterelo ha rimarcato che tenere aperto l’Ufficio scolastico regionale non è uno spreco: «Calcoli, spesso peraltro sbagliati, non tengono conto delle reali esigenze delle persone e, soprattutto, non tengono in adeguata considerazione il rapporto costi-benefici».
Finanziamento di un progetto per la mondialità e la pace
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta di «intervenire su progetti ed iniziative realmente utili per lo sviluppo del nostro territorio e dare finalmente opportunità vere e tangibili in un momento di profonda criticità ». Oggetto dell’interrogazione è lo schema di convenzione tra Regione Liguria e Filse del novembre 2010 per supportare il Servizio “Interventi per il Terzo Settore Cooperazione allo Sviluppo†che ha impegnato 315 mila euro. La Giunta, inoltre, ha cofinanziato un “progetto di educazione alla mondialità e alla pace†con 45mila euro che Filse assegnerà all’Unione Regionale delle Province Liguri per il progetto “Cooper-Amiamociâ€, con lo scopo di educare le nuove generazioni alla mondialità , al dialogo tra i popoli ed alla pace. «In tempi di profonda crisi economica, Regione Liguria – ha dichiarato Della Bianca – dovrebbe utilizzare le proprie risorse per reali emergenze che toccano da vicino i cittadini, intervenendo sulla sanità o, ad esempio, sulla riduzione dell’addizionale sulla benzina».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla cooperazione allo sviluppo, Lorena Rambaudi: «Si tratta di finanziamenti del 2010, inseriti nel bilancio di quell’anno. – ha detto – Io avevo bloccato l’erogazione per compiere una revisione dei progetti su sviluppo e mondialità , per utilizzarli al meglio. Del resto questi soldi non possono essere destinati ad altri settori, perché sono vincolati. Ho, quindi, ritenuto opportuno cercare di costruire un progetto di sistema: ho immaginato come interlocutore le Province liguri, perché l’URPL (Unione regionale Province liguri), che da sempre partecipa a questo tipo di progetti, si è detta disponibile alla compartecipazione, mettendo a disposizione il venti per cento delle risorse necessarie. Si tratta, dunque, di un progetto che coinvolge le scuole di tutta la Liguria, di tutte le Province. Credo che ai nostri ragazzi sia utile aprire uno sguardo sul mondo».
Della Bianca ha ribattuto: «Prima di tutto bisogna dare i contributi a favore della propria popolazione» me ha rimarcato la crisi attuale che crea pesanti difficoltà alle famiglie e agli enti, tra cui gli le Province, in difficoltà anche per assicurare il riscaldamento nelle scuole.
No a soppressioni di fermate nelle stazioni della Val Roja
Sulla soppressione di fermate (In particolare (Bevera, Airole e Olivetta) lungo la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia sono state presentate due interrogazioni: una sottoscritta da Sergio Scibilia (Pd) e l’altra da Marco Scajola (Pdl).
Scibiia, dopo aver rimarcato chele tre fermate in questione riguardano un tratto ligure, ma gestito dal Piemonte, ha sottolineato che «questa decisione comporta un isolamento dei collegamenti dei paesi della Val Roja, con conseguenti forti disagi per queste comunità dell’entroterra, dato che il treno viene utilizzato soprattutto da studenti, anziani residenti privi di altri mezzi di trasporto e da turisti stranieri che quotidianamente si spostano in treno». Ha quindi chiesto se c’è la possibilità di arrivare al ripristino delle fermate, “agendo†sulla Regione Piemonte.
Secondo Scajola(Pdl) :«Questo ridimensionamento rappresenta l’ennesima perdita e penalizzazione per il territorio con gravi ripercussioni sulle esigenze quotidiane dei cittadini, soprattutto, del Ponente ligure». Il consigliere ha quindi polemizzato con la giunta e la maggioranza: «Qui siamo in Regione Liguria – ha detto – E non possiamo dare ad altri la colpa di quanto sta accadendo. La Liguria ha un assessorato ai trasporti che farebbe bene a dire come stanno le cose».
L’assessore ai trasporti, Giovanni Enrico Vesco ha ribattuto: «Quando nel 1997 è stata fatta la regionalizzazione dei trasporti, le tratte che univano due o più regioni sono state assegnate a singole Regioni. Il Piemonte governa, dunque, la tratta in questione sulla quale noi non abbiamo alcuna competenza e il Piemonte gestisce anche gli introiti. Nella riorganizzazione del servizio, tuttavia, sono state soppresse molte linee del Piemonte. Noi abbiamo appreso per vie informali quanto previsto per il tratto in questione e ci siamo subito attivati, chiedendo con insistenza un incontro con l’assessore ai trasporti del Piemonte, Bonino. Ci sono stati diverse riunioni, che hanno riguardato anche la Regione francese del Paca, sempre disertate dall’assessore Bonino ha sempre mandato in sua vece un collaboratore, il quale ci ha illustrato i loro intendimenti. Io e i tecnici del mio assessorato abbiamo definito le ipotesi inaccettabili e non abbiamo firmato nulla. Anzi, io ed il presidente Burlando abbiamo scritto delle lettere per contestare le iniziative del Piemonte. Anche il 22 novembre c’è stata una riunione a Cairo, anche in questo caso disertata dall’assessore Bonino. Un suo collaboratore ha poi detto che, nonostante le forti pressioni della Liguria, il Piemonte andava avanti sulla sua posizione. Ho quindi scritto l’ennesima lettera e ho puntato a smantellare la motivazione economica del Piemonte, dicendo che la Regione Liguria è disposta a sopportare il costo relativo alle tre fermate soppresse».
Scibilia ha rimarcato che sono evidenti le responsabilità del Piemonte e si è detto favorevolmente sorpreso dalla notizia della proposta avanzata dalla Regione Liguria
Di altro segno l’intervento di Scajola, secondo il quale la proposta doveva essere avanzata prima.
Relazione della commissione di inchiesta sui rischi
e le misure di prevenzione dell’inquinamento ambientale
Il consiglio regionale ha preso atto all’unanimità della relazione redatta dalla Commissione d’inchiesta sui rischi e le misure di prevenzione dell’inquinamento ambientale nella città di Genova.
Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania), presidente della commissione, ha illustrato la relazione conclusiva dei lavori della commissione. La commissione era stata istituita il 12 settembre 2011, in seguito alla rottura accidentale di una tubatura durante alcuni lavori sulla strada, avvenuta l’11 luglio 2011 all’oleodotto di Sestri Ponente, che provocò la consistente nella fuoriuscita di benzina. La Commissione ha esteso il campo d’indagine anche all’incidente verificatosi nel torrente Polcevera a causa della perdita di idrocarburi da una tubatura dell’oleodotto che unisce il Porto Petroli e San Quirico.
Carente mappatura delle reti sotterranee
La commissione ha rivolto particolare attenzione agli obblighi e alle modalità di accertamento preventivo di reti sotterranee presenti nel sottosuolo: uno dei principali problemi sollevati riguarda la completezza dei dati nonché la carente mappatura degli oleodotti. In seguito all’incidente avvenuto a Sestri Ponente il Comune ha provveduto alla redazione del censimento delle reti presenti nel sottosuolo fino all’elaborazione di una delibera della giunta del 20 ottobre 2011 che contiene il catasto delle reti tecnologiche, che è stata trasmessa a tutti gli enti interessati. Questo documento dovrebbe costituire lo strumento idoneo a prevenire incidenti analoghi, in aggiunta all’utilizzo delle apposite strumentazioni di rilevazione. Resta a carico di chi opera il rischio legato ai relativi interventi, visto che esistono apposite tecniche di monitoraggio e c’è un apposito regolamento comunale per la rottura del suolo pubblico e per l’uso del sottosuolo e delle infrastrutture municipali, nel quale sono riportate le prassi da rispettare.
Non sono obbligatorie le targhette identificative degli oleodotti
La commissione ha rilevato un elemento che complica la normativa vigente: il Regio decreto 523 del 1904 nella parte relativa alla “polizia idraulica†e un Decreto ministeriale del 1934 relativo alle norme di sicurezza per la lavorazione, l’immagazzinamento, l’impiego o la vendita di oli minerali, e per il trasporto degli oli stessi prevedono solo linee generali di identificazione e non obbligano la segnalazione con targhette degli oleodotti. Sono, tuttavia, previsti controlli con una frequenza stabilita dal gestore per la manutenzione ordinaria e straordinaria in caso di esecuzione di lavori.
Analizzando il successivo episodio di inquinamento del torrente Polcevera, la Commissione ha riscontrato la vetustà delle tubature e la possibile presenza di concause nei fattori di rischio fra cui l’usura e un possibile danneggiamento, il cui accertamento è stato rimesso alla magistratura. Sulle lacune normative, la commissione è giunta ad analoghe conclusioni rispetto all’episodio di Sestri Ponente, sia per la mappatura degli oleodotti che per l’impossibilità di apporre targhe identificative per motivi di sicurezza.
Necessario un costante monitoraggio delle reti nel sottosuolo
La Commissione ha deliberato di verificare lo stato dell’arte del catasto delle reti e della normativa a sostegno del rilascio dei permessi da parte della civica amministrazione.
In seguito all’elaborazione del Catasto delle reti tecnologiche la Commissione ritiene superfluo un intervento regionale sulle modalità di accertamento di reti nel sottosuolo e ai rapporti tra Comune e gestori, che sembrano ora impostati con una maggiore sinergia e, nella prassi, ad una reciproca informazione. La Commissione ha sottolineato la necessità di un costante monitoraggio delle condizioni degli oleodotti installati nel sottosuolo della città . La relazione verrà trasmessa a tutti i Municipi del Comune di Genova.
Assenze in aula
Con due interventi sull’ordine dei lavori, Marco Melgrati (capogruppo Pdl) ha sottolineato che in diverse occasioni molti consiglieri di maggioranza si sono assentati dalla seduta di Consiglio e che il numero legale è stato mantenuto solo grazie alla presenza dei rappresentanti della minoranza. Melgrati ha chiesto un richiamo ufficiale da parte dei capigruppo della maggioranza ai propri consiglieri. Il vicepresidente Michele Boffa che presiedeva la seduta ha richiamato alla doverosa presenza ai lavori.
Nuove norme per la sicurezza nei cantieri
A larga maggioranza (astenuta Raffaella Della Bianca, Gruppo misto – Riformisti italiani) sono state approvate diverse modifiche alla legge regionale 15 febbraio 2010, n. 5: Norme per la prevenzione delle cadute dall’alto nei cantieri edili. Innanzitutto viene sostituito il titolo della legge che diventa: “Norme tecniche e procedurali per la prevenzione delle cadute dall’alto nei cantieri temporanei o mobiliâ€. La legge modifica anche l’articolo uno relativo alle finalità delle norme originarie sottolineando che la stessa disciplina aspetti tecnici e procedurali, anche in attuazione della legge regionale 30/2007: “Norme regionali per la sicurezza e la qualità del lavoroâ€.
Nella legge viene stabilito che deve essere predisposto un sistema di ancoraggio permanente e sicuro negli interventi comportanti rischio di caduta dall’alto come: nuova costruzione, sostituzione edilizia; opere edilizie comportanti il rifacimento totale dell’orditura principale della copertura; manutenzione ordinaria o straordinaria che riguardano il rifacimento totale dei manti di copertura.
Le disposizioni della legge non si applicano alle serre né agli edifici già edificati che non attuino interventi edilizi. Il progettista, per poter conseguire il titolo edilizio negli interventi che richiedono la predisposizione di un sistema di ancoraggio permanente – le cosiddette linee vita – deve produrre un elaborato planimetrico contenente l’individuazione dei punti di installazione dei dispositivi di ancoraggio, degli accessi e dei percorsi e una relazione di calcolo di verifica della resistenza dei punti di ancoraggio. In alternativa alle linee vita si potranno utilizzare altri strumenti di sicurezza (come i ponteggi) già previsti dalla normativa nazionale.
A lavori eseguiti deve essere rilasciata al committente la dichiarazione di conformità del produttore e la dichiarazione di corretta installazione; il manuale d’uso dei sistemi installati con l’indicazione dei dispositivi di ritenzione che possono essere usati in abbinamento con il sistema installato; il programma di manutenzione del sistema anche in base a quanto previsto dal costruttore.
Negli interventi successivi all’installazione dei dispositivi, ove sia prevista la nomina del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, lo stesso valuta nel piano di sicurezza e coordinamento l’utilizzo dei dispositivi. Nel caso in cui la nomina del coordinatore per la sicurezza non sia prevista, il datore di lavoro valuta nel piano operativo di sicurezza l’utilizzo dei dispositivi da parte dei lavoratori che operano in quota.
Sergio Scibilia (Pd) ha definito la legge «importante in quanto riguarda tutte le abitazioni e i tetti di copertura garantendo la sicurezza delle maestranze ma allo stesso avendo cura di non aggiungere l’ennesima gabella a carico dei contribuenti. La soluzione trovata non va ad intaccare la sicurezza, ma dà la possibilità che i dispositivi permanenti sui tetti siano installati nei nuovi interventi senza aggravare i costi di manutenzione degli immobili. La modifica infatti riguarda l’esclusione degli edifici esistenti e delle serre. La legge verrà inoltre accompagnata da una circolare a tutti gli uffici tecnici che esplica in modo chiaro ed evita il ricorso a pareri legali e tecnici.
Marco Melgrati (Pdl) ha spiegato che il suo gruppo, grazie alle modifiche introdotte, avrebbe cambiato il proprio voto da astensione a favorevole. Melgrati ha anche ricordato che la minoranza aveva presentato una proposta di legge alternativa al disegno di legge poi approvato. «Nella sua stesura originaria – ha spiegato – la legge era inutile e dannosa perché si andava a sovrapporre in maniera pericolosa a un decreto legislativo nazionale che norma tutti i pericoli di caduta dall’alto. Sarebbe stato poi veramente assurdo prevedere che sui tetti degli edifici storici si dovessero installare torrini e cavi d’acciaio salvavita creando un danno al nostro patrimonio e aggravando le spese per i cittadini. Le modifiche e la previsione di una circolare esplicativa soddisfano le nostre richieste».
Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo modificando quello di astensione espresso durante i lavori della commissione. «Abbiamo visto la bozza di circolare e ci sembra che sgomberi il campo da ogni problema interpretativi. Le linee vita sugli edifici storici sarebbero state uno scempio edilizio».
Anche Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha dichiarato il proprio voto favorevole grazie alla circolare interpretativa e alla volontà di non creare problemi ai cittadini e uffici tecnici.
«Finalmente ora c’è un chiarimento» ha detto Massimo Donzella (Udc) ricordando che, in passato, malintesi sulla normativa avevano portato alcuni enti territoriali a chiedere interventi anche sulle serre agricole.
Marylin Fusco (Diritti e libertà ) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo.
Nuovo porto turistico e cantieri navali Rodriguez di Pietra Ligure
All’unanimità è stata approvata la variante di aggiornamento al Piano territoriale di coordinamento della costa. Si tratta di uno stralcio delle indicazioni relative al comune di Pietra Ligure e della sostituzione dell’articolo 4 delle relative norme di attuazione con riferimento alla disciplina dei cantieri navali. Lo stralcio è finalizzato a consentire il trasferimento del cantiere navale Rodriguez e la realizzazione di un nuovo porticciolo turistico.
La variante di aggiornamento al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) della costa e quelle relative al vigente Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico – deliberata dalla Giunta regionale il 3 ottobre scorso – prevede infatti, per la riqualificazione dei cantieri Rodriquez, che la stessa sia integrata da un nuovo porto turistico quale presupposto per l’intervento di rilancio dell’attività cantieristica. Il tutto comporta anche una variante al vigente PTCP – indicazioni di livello locale assetto insediativo – per l’introduzione di una nuova zona AI-CO per l’area marina interessata dalle nuove opere a mare, funzionali sia all’attività cantieristica sia alle nuove destinazioni.
A questo proposito il Comune di Pietra Ligure in passato non aveva accolto l’unica osservazione pervenuta da parte del “WWF Italia – Sezione regionale Liguria†che dissente da entrambe le proposte di variante al PTC della costa e al PTCP.
Il nuovo porto turistico viene prefigurato in relazione ad una parziale riconversione dei cantieri Rodriquez.. L’inter della vicenda è lungo: nel 2007 la società Rodriquez Cantieri Navali S.p.A., in considerazione dell’attuale ubicazione del cantiere nel centro urbano di Pietra Ligure, che progressivamente ha reso non produttivo un suo sviluppo nell’ambito della costruzione di grandi imbarcazioni, ha manifestato l’esigenza di un piano di ristrutturazione capace di garantire la continuità del cantiere predisponendo il riutilizzo delle aree e un complessivo riassetto urbanistico comprendente la costruzione di un nuovo cantiere navale. Tale scelta è stata condivisa dalle associazioni sindacali e dagli enti istituzionali che hanno sottoscritto due protocolli d’intesa garantendo alla società la possibilità di fruire di spazi più idonei a svolgere attività industriali. Conseguentemente per il personale si è fatto ricorso ad ammortizzatori sociali.
Nel frattempo, la società Rodriquez ha presentato un progetto per la costruzione e gestione di un porto turistico nell’area degli ex cantieri, comprendente la ricostruzione del nuovo cantiere nautico, sul quale la Regione si è espressa favorevolmente il 9 agosto 2011. Nel giugno 2012 la società ha presentato al Comune il progetto definitivo.
A fronte delle implicazioni di carattere occupazionale, e proprio al fine di consentire una più agevole e celere conclusione della procedura di approvazione del progetto di porto turistico, si è proceduto all’approvazione in via anticipata – e cioè a stralcio rispetto alla variante di aggiornamento al PTC della costa e al vigente PTCP relativi al Comune di Pietra Ligure e alla sostituzione dell’articolo 4 delle Norme di attuazione del PTC della Costa.
Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) ha dichiarato che, trattandosi di uno tralcio dal Ptcp della costa del cantiere, come era stato chiesto dalla amministrazione di Pietra Ligure, il suo gruppo cambierà il voto espresso in commissione di astensione a favorevole. «Ci esprimiamo solo sullo stralcio – ha spiegato – non ci esprimiamo sul progetto di porto».
Anche Marco Melgrati (capogruppo Pdl) ha annunciato che il suo gruppo, sulla base delle verifiche fatte e considerata la volontà del Comune di riqualificare la zona, sarebbe passato dall’astensione al voto favorevole. Positivo sull’intera operazione anche il giudizio del capogruppo Pd Antonino Miceli, mentre Massimo Donzella (Udc) ha ricordato che il provvedimento consentirà il rilancio dei cantieri Rodriguez .
Ordinamento della professione di guida alpina
All’unanimità è stata approvata la proposta di legge: “Ordinamento della professione di guida alpina†che vede come primo firmatario Edoardo Rixi, (Lega Nord Liguria-Padania). Il testo è stato sottoscritto anche da Giancarlo Manti, Pd, Gino Garibaldi, Pdl, Lorenzo Pellerano, Liste civiche per Biasotti presidente, Stefano Quaini (Sel), Maruska Piredda (Idv), Marco Scajola, Pdl, Sergio Scibilia, Pd. Molti dei consiglieri avevano aderito al gruppo trasversale â€Amici della montagna†che ha come presidente Edoardo Rixi e vice Giancarlo Manti.
«Dopo vent’anni – ha ricordato Rixi nella sua relazione di maggioranza – finalmente anche la Regione Liguria ha adempiuto alla previsione nazionale che imponeva di normare regione per regione la professione di guida alpina. Eravamo l’unica regione dell’arco alpino e una delle ultime d’Italia a non aver approvato una legge sul tema. Eppure in Liguria non mancano luoghi importanti per l’arrampicata libera come il finalese l’albenganese e Borghetto Santo Spirito. Ogni anno 200 mila arrampicatori praticano tale sport nella nostra regione e costituiscono una fonte non indifferente di reddito in quelle stagioni dove il turismo balneare è più limitato. La legge contribuirà a diminuire il rischio degli appassionati a ridurre gli incidenti e a gestire in modo più professionale i corsi di formazione negli sport di montagna. E’ bene ricordare che la Liguria non solo fa parte dell’arco alpino per metà del sui territorio, ma è montana in una percentuale elevata». Rixi ha ricordato che la legge nasce da una larga collaborazione fra appassionati e associazioni.
Giancarlo Manti (Pd) ha aggiunto: «La nostra regione è una terra di mare ma circondata dalle montagne. Questa nuova legge parte da questo presupposto culturale e darà impulso al turismo di montagna. Importante è la possibilità di avere un collegio delle guide alpine della Liguria che può incentivare la presenza di persone esperte e dare nuovo impulso ad un turismo di nicchia importante come quello che utilizza i rifugi e gli alberghi dell’entroterra e può apportare nuovo ossigeno a chi opera nel settore degli alberghi, dei rifugi e quant’altro. Importante è che le guide alpine vengano selezionate attraverso corsi di alta specializzazione».
I contenuti della nuova legge
Scopo della legge è disciplinare in Liguria la professione di guida alpina. Viene definita guida alpina chi svolge professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, l’attività di accompagnamento di persone in ascensioni sia su roccia che su ghiaccio o in escursioni in montagna; di accompagnamento di persone in ascensioni sci-alpinistiche o in escursioni sciistiche; di insegnamento delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche con esclusione delle tecniche sciistiche su piste di discesa e di fondo.
Albo professionale
Lo svolgimento a titolo professionale di queste attività , su qualsiasi terreno e senza limiti di difficoltà e, per le escursioni sciistiche, fuori delle stazioni sciistiche attrezzate o delle piste di discesa o di fondo, e comunque laddove possa essere necessario l’uso di tecniche e di attrezzature alpinistiche, è riservato alle guide alpine abilitate all’esercizio professionale e iscritte nell’albo professionale delle guide alpine (che viene previsto dalla legge) e che sarà tenuto, sotto la vigilanza della Regione, dal Collegio regionale delle guide alpine. Il Collegio regionale delle guide alpine rilascia agli iscritti apposita tessera e distintivo.
Gradi della professione
La professione si articola in due gradi: “aspirante guida†e “guida alpina-maestro di alpinismoâ€.
L’aspirante guida può svolgere le attività professionali con esclusione delle ascensioni di maggiore impegno, come definite dal Direttivo del Collegio regionale delle guide alpine. Tale divieto non sussiste se l’aspirante guida fa parte di comitive condotte da una guida alpina-maestro di alpinismo. L’aspirante guida può esercitare l’insegnamento sistematico delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche solo nell’ambito di una scuola di alpinismo o di sci-alpinismo. L’aspirante guida deve conseguire il grado di guida alpina-maestro di alpinismo entro il decimo anno successivo a quello in cui ha conseguito l’abilitazione tecnica all’esercizio della professione come aspirante guida. In mancanza, decade dall’iscrizione nell’albo professionale.
Iscrizione all’albo professionale
L’iscrizione nell’albo professionale della Regione Liguria è obbligatoria per le guide alpine e aspiranti guide che intendono esercitare stabilmente la professione nel corrispondente territorio regionale e abilita all’esercizio della professione in tutto il territorio nazionale. Nel caso di esercizio stabile della professione nel territorio di più regioni è ammessa l’iscrizione in più di un albo. È considerato esercizio stabile della professione, l’attività svolta dalla guida alpina maestro di alpinismo o dall’aspirante guida che abbia un recapito, anche stagionale, nel territorio della regione, ovvero che in essa offra le proprie prestazioni ai clienti per un periodo superiore a sei mesi, anche non continuativi, nel corso dell’anno.
L’iscrizione all’albo professionale regionale delle guide alpine è subordinata al conseguimento dell’abilitazione tecnica.
Le guide alpine e le aspiranti guide alpine iscritte in albi professionali differenti da quello della Regione Liguria che intendono esercitare stabilmente la professione in Liguria devono richiedere l’iscrizione all’albo professionale della Regione Liguria.
Abilitazione tecnica all’esercizio della professione di guida alpina
L’abilitazione tecnica all’esercizio della professione di guida alpina – maestro di alpinismo o di aspirante guida si consegue mediante la frequenza di appositi corsi di formazione e il superamento degli esami. La commissione esaminatrice per l’abilitazione alla professione sarà composta fra gli altri da due istruttori di guida alpina, due esperti delle materie teoriche, un medico esperto in medicina sportiva e/o d’urgenza, un esperto in soccorso alpino. L’iscrizione negli albi professionali ha efficacia per tre anni ed è rinnovabile. Il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale e deve rendere noti al cliente gli estremi della polizza.
Specializzazioni
Le guide alpine-maestri di alpinismo e gli aspiranti guida possono conseguire, mediate frequenza di appositi corsi specializzazioni in: arrampicata sportiva in roccia o ghiaccio; speleologia; altre specializzazioni eventualmente definite dal direttivo del collegio nazionale delle guide.
Scuole di alpinismo e di sci alpinismo
Possono essere istituite scuole di alpinismo e di sci alpinismo per l’esercizio coordinato delle attività professionali di guida alpina. Le scuole di alpinismo e sci alpinismo sono riconosciute dalla Giunta regionale sulla base di una verifica e sono iscritte in apposito elenco. Le scuole e gli istruttori del C.A.I. non sono soggetti alla legge approvata.
Sanzioni
Sono previste sanzioni per chi esercita la professione in violazione delle norme, per l’esercizio abusivo di scuola di alpinismo o di sci alpinismo e per le guide alpine e le aspiranti guide alpine iscritte nell’albo professionale che si rendano colpevoli di violazioni di norme di deontologia professionale, ovvero di norme a carattere comportamentale.
Tutela del patrimonio storico, sociale e culturale
delle Società di Mutuo Soccorso
All’unanimità sono state approvate le “Modifiche alla legge regionale 21 marzo 1994, n. 13 (Tutela del patrimonio storico, sociale e culturale delle Associazioni che operano nel campo della mutualità e della solidarietà sociale)â€. Le modifiche riguardano il titolo della legge 13 che diventa: “Tutela del patrimonio storico, sociale e culturale delle Società di Mutuo Soccorsoâ€. Anche nelle altre parti del testo le parole: “delle associazioni†e “dei sodalizi†sono sostituite dalla dicitura: “delle Società di Mutuo Soccorsoâ€. Come già previsto dalla versione originaria della legge, la Giunta regionale può concedere alle società di Mutuo soccorso contributi in conto capitale per la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria degli immobili, il rinnovo degli arredi, degli impianti e dei beni strumentali connessi all’attività sociale; la catalogazione, ordinamento, digitalizzazione, e interventi conservativi e di restauro del patrimonio storico, iconografico, bibliografico e documentale. In base alle norme approvate oggi, i contributi stessi saranno corrisposti “compatibilmente con le disponibilità di bilancioâ€. Inoltre il comma della legge precedente sulla base del quale le associazioni potevano richiedere contributi per iniziative nel campo della solidarietà sociale è abrogato.
La Giunta regionale determinerà , sulla base della disponibilità di bilancio, le modalità e i termini per la concessione dei contributi.
Possibile cacciare i cinghiali sulla terra coperta di neve
E’ stata approvata con due voti contrari (Giancarlo Manti del Pd e Stefano Quaini di Sel) la proposta di legge 256 che modifica la legge n.29 del 1994 “Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatoriâ€. La modifica, che è stata presentata dai consiglieri Ferrando, Miceli, Cavarra e Scibilia (Pd) , prevede la possibilità di cacciare gli ungulati anche sui terreni coperti dalle neve.
Secondo il provvedimento, le Province, allo scopo di ricondurre la popolazione dei cinghiali a livelli sostenibili, nel caso in cui in zone sia vietata la caccia a causa della presenza di neve, garantiscono il raggiungimento del contingente prestabilito attuando piani di abbattimento.
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha salutato con favore il provvedimento: «Molte province sono in difficoltà per la presenza smisurata di questo ungulato che crea scompensi ambientali e danni» e ha sottolineato, infatti, che la modifica fa riferimento non alla caccia di elezione ma a quella prevista nel controllo faunistico nel quale saranno impegnati molti volontari.
Valter Ferrando (Pd) ha aggiunto: «Abbiamo dato uno strumento a difesa a molti territori per i disastri che la popolazione degli ungulati sta arrecando».
Iniziative sociali a favore dei detenuti nelle carceri liguri
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Gino Garibaldi Pdl) che impegna la giunta ad attivarsi e assumere tutte le iniziative e le azioni necessarie, anche attraverso protocolli di intesa, per attivare progetti di lavoro socialmente utile per i detenuti delle carceri liguri e a stanziare risorse adeguate per queste iniziative.
Nel documento si ricorda che in Italia l’indice di sovraffollamento dele carceri è il più alto fra i paese dell’Unione europea e raggiunge il 142%, cioè ci sono oltre 140 detenuti per cento posti mentre la media europea è del 99,6%. E fra le regioni italiane, la Liguria, oltre la Puglia e il Veneto, ha il maggiore sovraffollamento con una percentuale 176,8%. E nella popolazione carceraria ligure oltre la metà sono stranieri (la media nazionale è del 35%). In questa situazione di disagio si manifestano fra i detenuti, si legge nell’ordine del giorno, alcune patologie di natura psichica, malattie infettive e parassitarie. Di qui l’importanza di attivare iniziative che “hanno dato risultati positivi sia dal punto di vista economico che sociale†e hanno trovato “la soddisfazione espressa sia dai detenuti che dai soggetti responsabili dei progetti di lavoro socialmente utile attuati attraverso alcuni protocolli di intesa fra i vari enti interessati e il ministero di Giustiziaâ€.
Assenti: Berlangieri, Burlando, Cascino, Guccinelli, Monteleone, Montaldo.
Quorum: 19 voti






