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LA SEDUTA ODIERNA DEL CONSIGLIO REGIONALE

Cancellazione di treni, lavori di ammodernamento e declassamento delle vetture di prima classe sui treni regionali e situazione della linea Genova-Acqui Terme.

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato due interrogazioni. Nella prima interrogazione ha ricordato che il servizio ferroviario ha subito numerosi cambiamenti, dovuti ai già preannunciati tagli ai servizi. I tagli, secondo quanto sostenuto da Siri, hanno riguardato i treni regionali che uniscono Sestri Levante  a Savona, per quanto riguarda il Levante e Savona a Voltri, per quanto riguarda il Ponente e la città di Genova. I tagli, come sottolineato dal consigliere, hanno pesanti ricadute sul turismo e soprattutto sui pendolari. Disagi particolari sono stati sopportati dai pendolari della linea Ovada – Genova che dal 5 agosto 2012 per raggiungere Genova non hanno più potuto utilizzare il treno, ma il servizio sostitutivo su gomma, in quanto erano previsti dei lavori di ammodernamento della linea ferroviaria.  Siri ha chiesto alla giunta quali siano le ragioni che hanno determinato le variazioni di orario e le cancellazioni di treni regionali e i tempi di ultimazione dei lavori di ammodernamento della linea Ovada – Genova.
Nella seconda interrogazione Siri ha chiesto quando si procederà al declassamento delle vetture di prima classe sui treni regionali, che sarebbero scarsamente utilizzate. Il consigliere ha ricordato che nel maggio scorso l’assessore Enrico Vesco e il direttore regionale di Trenitalia, Enrico Melloni avevano convenuto sulla necessità di intervenire sulla composizione delle carrozze, poiché risulterebbe che degli 8400 posti di prima classe disponibili, ne vengano occupati mediamente 400 al giorno, pari al 5 per cento del totale. Il consigliere ha ricordato a questo proposito le continue lamentele dei pendolari della linea ferroviaria Genova – Acqui Terme e ha domandato «in quale maniera intenda intervenire presso Trenitalia affinché siano risolti i problemi».
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti, Giovanni Enrico Vesco: «La linea in questione è gestita dalla Regione Liguria, benché una parte consistente del servizio si trovi nel Piemonte e ci sono molte difficoltà, dal punto di vista strutturale. Negli incontri con Trenitalia e Rfi non perdo occasione per chiedere investimenti. Periodicamente abbiamo incontri con il Comitato dei pendolari e con i sindaci dei Comuni della tratta interessata, per fare il punto della situazione. La linea è datata ed è soggetta ad un’alta incidenza di frane e Rfi, ha difficoltà ad effettuare gli interventi in continuità di servizio e per questa ragione da tre anni ha deciso di chiudere la linea per il mese di agosto: il disagio in quel mese è inferiore, rispetto a quello che si provocherebbe in altri periodi dell’anno. Anche nel 2013 gli interventi saranno concentrati in quel periodo, ma vengono istituiti servizi sostitutivi su autobus. Non si può poi prescindere – ha aggiunto – dal materiale in servizio nella tratta, forse il più datato della regione. Trenitalia, in virtù del contratto di servizio del 2009, sta fornendo nuovi treni: due sono già arrivati, a breve arriverà il terzo e entro l’estate il quarto.  Appena arriverà quest’ultimo, uno dei nuovi Vivalto sarà attivato sulla linea in questione e consentirà di migliorare le condizioni di viaggio. Per quanto riguarda i ritardi, va detto che sono dovuti prevalentemente al fatto che su questa linea, che è a binario unico, transitano molti treni merci. Cerchiamo di fare in modo che il transito merci non si concentri nei momenti di massimo afflusso legati al pendolarismo, ma finora il risultato in questo senso è ancora deludente, Spero si riesca ad armonizzare il trasporto cargo e quello regionale». Vesco ha quindi affrontato la questione della prima classe chiarendo che a dicembre la giunta ha approvato una delibera con cui si dà mandato a Trenitalia di eliminarla dai treni esclusivamente regionali. Resterà sugli interregionali.  Infine, per quanto riguarda la neve, l’assessore ha chiarito che Trenitalia e Rfi hanno ora messo in atto alcune contromisure per non farsi trovare impreparati: è stato attivato un macchinario che consente lo “sbrinamento” degli scambi. In funzione anche una locomotiva “raschia ghiaccio”.
Siri ha chiesto di essere tenuto costantemente aggiornato su eventuali sviluppi ed eventualmente di poter partecipare alla diverse riunioni per la tratta in questione.

Disservizi del digitale terrestre
Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha chiesto alla giunta quali iniziative abbia intrapreso, o intenda intraprendere, per assicurare ai cittadini liguri una corretta visione dei programmi televisivi, tenuto conto che in diverse zone del territorio della nostra regione, e in modo particolare del Tigullio e del suo entroterra, vengono segnalati da parte degli utenti numerosi disagi nella ricezione dei canali privati, ma anche di quelli Rai. Tutto questo si verifica in seguito al passaggio, avvenuto  nel mese di ottobre 2011, dal sistema analogico a quello digitale terrestre. Capurro ha ricordato che la Regione Liguria ha predisposto un apposito bando al fine di favorire le emittenti televisive ad adeguare le proprie strutture.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla tutela del consumatore Renzo Guccinelli, il quale ha ricordato che oggi la situazione è sensibilmente migliorata e che restano ancora disservizi in poche zone, in piccole porzioni di territorio. L’assessore ha ricordato che il presidente della giunta Claudio Burlando aveva invitato i sindaci ad effettuare una mappatura delle zone “buie”. E la cosa è stata fatta. «Abbiamo quindi avuto un confronto con la Rai, affinché si facesse carico dei problemi esistenti. Grazie alla forte azione di pressione sull’azienda, le cose sono  migliorate. Abbiamo inoltre attivato un bando per erogare finanziamenti alle emittenti locali, affinché si dotassero di nuove tecnologie e fornissero un adeguato servizio, a fronte degli investimenti che hanno dovuto affrontare. Il bando ha avuto successo e c’è una nuova finestra di quel bando che parte nei prossimi giorni».

Situazione Ilva
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha chiesto alla giunta quali iniziative politiche la Regione Liguria mette in campo per contrastare le gravi conseguenze che un’eventuale chiusura dello stabilimento  Ilva di Taranto potrebbe avere sullo stabilimento genovese, e quali scelte intende operare per coniugare risanamento ambientale e tutela occupazionale. Il consigliere ha ricordato che a Genova vengono lavorati i rotoli di acciaio provenienti da Taranto
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, il quale ha ricordato che le cose sono cambiate rispetto al momento della presentazione dell’interrogazione e la vicenda dell’Ilva di Taranto è stata sbloccata. «Lo stabilimento di Cornigliano vive comunque una difficile situazione . – ha aggiunto – e sono stato attivati i contratti di solidarietà. Per arrivare ad una soluzione della vicenda di Taranto ricordo che si sono attivate  le forze politiche e sindacali e alla fine si è convinto il governo al varo del decreto che ha consentito la ripresa dell’attività. Ad oggi c’è quantomeno la possibilità di avere il prodotto per continuare l’attività anche a Cornigliano, ma nell’impianto di Taranto è bloccato oltre un milione di tonnellate di prodotto finito. Questo significa una forte esposizione finanziaria che sta determinando una situazione di incertezza: commesse già assegnate a Ilva sono state, infatti, disdette, sono venute meno. E’ una situazione difficile, che dobbiamo continuare a monitorare. Non possiamo permetterci di uscire dal sistema acciaio».  
Rixi ha ribadito che per il futuro di Genova è importante affrontare la questione delle aree occupazionali ed in particolare di quelle di Cornigliano, di cui si parla ormai da molti anni, anche per le preoccupazioni di carattere ambientale.

La legge regionale riguardante i collezionisti di auto e moto storiche
Sulle esenzioni per i possessori di auto storiche sono state presentate due interrogazioni: una di Roberto Bagnasco (Il Popolo della Libertà) e una di Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania).
Bagnasco ha illustrato un’interrogazione con la quale ha chiesto alla giunta se intenda modificare la legge regionale 3 del 2005 che sarebbe  in palese contraddizione con la normativa nazionale, e obbliga i collezionisti liguri – anche se presenti negli elenchi ASI E FMI, ma non  iscritti a tali associazioni private – al pagamento della tassa di proprietà non dovuta per i loro veicoli d’epoca. Bagnasco ha sottolineato che Equitalia, in applicazione della legge regionale, sta richiedendo ai collezionisti presenti negli elenchi, ma non iscritti ASI o FMI, il pagamento della tassa di proprietà per bolli non pagati dal 2009 ad oggi, invece di far pagare loro un forfait, di 24 euro circa, di tassa di circolazione.
Edoardo Rixi ha ricordato la legge n. 342 del 2000, che  esenta i proprietari dei veicoli e motoveicoli con più di trent’anni dal pagamento delle tasse di proprietà con le parole e che viene predisposto, per gli autoveicoli dall’Automobil club Storico Italiano (ASI), per i motoveicoli anche dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI), un apposito elenco indicante i periodi di produzione dei veicoli.
L’esenzione è estesa agli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico per i quali il termine è ridotto a venti anni. Il consigliere ha aggiunto che in base alla legge della Regione Liguria n. 3 del 2005 pare prevista l’iscrizione all’A.S.I. o al F.M.I. affinché i possessori di veicoli storici ottengano l’esenzione fiscale, con un conseguente aumento delle spese non richiesto dalla legge italiana, ma che «la Corte Costituzionale, attraverso la sentenza n. 445 del 2005 e l’ordinanza n. 74 del 2008 ha, inequivocabilmente, stabilito la priorità della legge italiana su quella regionale per quanto concerne la riscossione dei tributi». Il consigliere ha quindi chiesto alla giunta «le procedure previste dalla normativa regionale in materia di bollo, al fine di non gravare i proprietari di veicoli storici di tributi non previsti dalla normativa nazionale».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti «Le  interrogazioni di fatto pongono la questione della chiarezza della normativa e mettono in dubbio le legittimità della costruzione della legge regionale. – ha detto – La legge regionale numero 3 del 2005 è stato oggetto di rilievi. La Suprema Corte  ha stabilito che è legittima l’iscrizione nei due citati registri e che questo sia stabilito nella legge regionale.  Alcuni cittadini hanno fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale, che con recenti sentenze ha respinto i ricorsi, in quanto, rifacendosi anche alla sentenza della Corte, ha ritenuto legittimo il dettato normativo regionale.  L’attuale legge, del 2006, che obbliga l’iscrizione ai registri le auto e moto storiche, non è solo legittima, dunque, ma è stata anche oggetto di una sentenza della commissione tributaria. Entrando nel merito della legge, possiamo dire che alcune Regioni hanno comportamenti uguali al nostro, altre differenti».
Bagnasco ha ribadito che non si contesta l’iscrizione a due registri, ma il pagamento di due “gabelle”, che in altre Regioni non vengono pagate.
Rixi ha invocato la semplificazione della normativa e un unico pagamento.

Allarme povertà
Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-riformisti italiani) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta se in questo momento, mentre la Regione sta deliberando il “Testo unico sui servizi sociali”, possa intervenire urgentemente per dotare i Comuni dei servizi necessari per affrontare situazioni di emergenza, venutesi a creare a seguito della violenta crisi economica che ha colpito il nostro territorio, creando una preoccupante sacca di povertà. Ha chiesto, inoltre,  se «si riesca a fare azione divulgativa su quali siano gli enti preposti e attraverso quali strumenti le persone in difficoltà possano ottenere un aiuto dalla rete dei servizi sociali». Il consigliere ha sottolineato il ruolo importante del volontariato e, fra le emergenze, ha denunciato la lentezza nelle assegnazioni delle case popolari a chi ha perso il lavoro. «Molte famiglie in difficoltà non sanno come accedere agli aiuti – ha ribadito Della Bianca – e non sanno a chi si devono rivolgere».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche sociali Lorena Rambaudi «Il tema è molto ampio e sono disponibile ad un approfondimento in commissione. Il piano sociosanitario che stiamo predisponendo, e che  sarà sottoposto all’esame della commissione, prevede gli interventi per i prossimi tre anni, che saranno prioritari. Stiamo, intanto, facendo un percorso con gli enti locali e il terzo settore sul territorio: abbiamo immaginato una sorta di scheda sulla povertà che prevede un’azione coordinata di Regioni ed Enti locali. Stiamo già lavorando per mettere a sistema il banco alimentare, con le associazioni attive nel settore in Liguria. Vorremmo, inoltre, coinvolgere nel sistema la grande distribuzione che finora ha fatto interventi in modo separato evogliamo sostenere i Comuni che attuano misure a favore delle persone senza fissa dimora. C’è poi una grossa novità: la social card, che è però consentita soltanto nelle città metropolitane e,quindi, a Genova. Da noi è stata in un primo tempo criticata, ma il sottosegretario al welfare ha provveduto a ridefinirla ed ora rappresenta un aiuto concreto e abbiamo chiesto di poter portare avanti questo discorso anche noi, come Regione, in modo da poterla applicare anche nelle piccole comunità.  Nell’assegnazione – ha concluso – si dà priorità alle famiglie con figli minorenni».  
Della Bianca ha ribadito che non l’assessore non harisposto al quesito per lei prioritario: a chi deve rivolgersi una persona quando si trova in difficoltà. Se ci sono  o meno gli strumenti, un numero di telefono o altro, da allertare e che funga da punto di riferimento.

Apertura delle sale da gioco e sponsorizzazioni al gioco pubblico
L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha risposto a due interrogazioni sul gioco d’azzardo e sale da gioco.
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione sull’apertura delle sale da gioco chiedendo alla giunta di accertare che gli uffici comunali verifichino la regolarità dei requisiti degli esercizi del settore.
Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha domandato se le sponsorizzazioni collegate al gioco non siano in contrasto con le leggi regionali
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha chiesto alla giunta di accertare la regolarità dei requisiti degli esercizi del settore e vigilino sull’eventuale presenza di pubblicità ingannevole, che venga attuato quanto previsto dalla legge regionale 18/2012 “Norme per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP)”, soprattutto sulle informative e i messaggi per prevenire il gioco d’azzardo e avvertire delle sue conseguenze psicologiche e sociali e sui rischi di dipendenza». Siri ha sottolineato che il gioco d’azzardo ha avuto negli ultimi anni dimensioni crescenti, specie fra le fasce più deboli e disagiate mentre centinaia di migliaia di minorenni possono accedere con facilità al gioco d’azzardo nonostante questo sia vietato per legge. Il nuovo PUC del Comune di Genova, inoltre, stabilisce che non debbano sorgere sale da gioco nei distretti storici, ma è sempre più insistente la voce di una possibile nuova apertura di una sala giochi a Rivarolo nei pressi di piazza Pallavicini all’interno di un comprensorio storico in cui è presente un asilo nido e a pochi metri una suola elementare e media. Non solo: nell’arco di 800 metri, si contano già 5 tra sale giochi e sale scommesse, oltre a tutti i giochi installati in bar, tabacchini ed edicole.
Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha presentato un’interrogazione dopo aver verificato che «molti club delle varie discipline sportive, professionistiche e dilettantistiche, con sede nelle nostra regione, oppure società provenienti da regioni limitrofe che giungono in Liguria per svolgere l’attività sportiva, hanno quali sponsor aziende direttamente collegate al gioco pubblico». Capurro ha ricordato che la Regione nell’aprile 2012 ha approvato la legge che disciplina le sale da gioco e vieta qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’aperture o all’esercizio di queste strutture e ha chiesto alla giunta se tali sponsorizzazioni siano in contrasto con le leggi regionali e quali provvedimenti intenda adottare affinché le norme approvate siano rispettate». Ha precisato Capurro:  «La sponsorizzazione è una forma di pubblicità. Chiedo all’assessore se è permesso in attività sportive pubblicizzare attività  connesse al gioco».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio  Montaldo: «Credo che il gioco debba diventare un tema di confronto, prima di tutto presso i decisori politici. Nel tempo è cresciuta la sensibilità per quelle attività lecite, ma che producono problemi per la salute, quali il fumo o l’alcool. Nel gioco, oltretutto,  si muove una massa di denaro che attira l’attenzione della criminalità organizzata, con intenti di riciclaggio. L’autorità politica non può, quindi, valutare il fenomeno del gioco solo dal punto di vista delle entrate che produce. E’ stato utile, opportuno per la nostra Regione aver legiferato in materia: abbiamo fornito un valido strumento ai Comuni. Oggi, tuttavia, siamo in presenza di una legge regionale divergente da quella nazionale: ne abbiamo già parlato con il prefetto di Genova e gli uffici stanno lavorando per cercare di capire come gestire questa divergenza di indirizzo legislativo. Non siamo ancora alla conclusione. Chiedo, quindi, ai consiglieri di ritornare su questo tema, su loro iniziativa,  tra qualche settimana, per valutare gli approfondimenti nostri e quelli fatti con gli organi della prefettura, per far così convergere le azioni».
Siri ha ribadito la sua censura nei confronti del governo, accusandolo di anteporre questioni di cassa alle pesanti ricadute sociali.
Capurro ha sottolineato l’urgenza dell’approfondimento e ha invitato l’assessore, dopo aver coinvolto la prefettura, ad avviare anche  un dialogo con la  questura, che, secondo il consigliere, non darebbe corretta lettura e attuazione della norma regionale.

Lutto per il presidente Garrone
Per rispetto del lutto della famiglia del presidente Garrone, Matteo Rosso (Pdl), ha chiesto di soprassedere alla trattazione dell’interrogazione da lui presentata sulla realizzazione dello stadio alla Fiera del mare. L’interrogazione, nella quale si chiede alla giunta quale sia la posizione dell’amministrazione regionale sul progetto e se sia previsto un contributo da parte della Regione alla realizzazione dell’opera, verrà discussa in una prossima seduta.

Riduzione dei fondi alle pubbliche assistenze
Marco Scajola Pdl ha presentato un’interrogazione, (sottoscritta anche da Alessio Saso, Marco Melgrati, Luigi Morgillo, Matteo Rosso, Gino Garibaldi, Franco Rocca, Roberto Bagnasco e Roberta Gasco del Pdl) sui tagli economici al settore delle pubbliche assistenze che «rischiano di portare ad un blocco di un servizio insostituibile e preziosissimo per la collettività». Il consigliere ha chiesto alla giunta «di valutare altre opzioni perché non è tollerabile che la scelta avvenga solamente in base a criteri prettamente economici e non vengano, invece, considerate le conseguenze negative che tagli di questa natura possono causare ai cittadini. Si tratta di personale volontario che fa un lavoro eccezionale e rappresenta un fiore all’occhiello del nostro paese e che si rischia di avere un blocco dell’assistenza».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Non abbiamo fatto altro che applicare le norme sui Lea, i Livelli essenziali di assistenza. I Lea prevedono che si possano trasportare, oltre alle emergenze, solo persone in dialisi e persone che non deambulano temporaneamente o permanentemente, ma nel tempo queste norme sono state interpretate in modo estensivo con una crescita di spese per diversi milioni che oggi non possiamo più reggere. E’ vero che il servizio si fonda sul volontariato, ma ci sono anche circa 400 lavoratori dipendenti. E’ vero, inoltre, che in una regione “anziana” come la Liguria le ambulanze svolgono anche un ruolo sociale per quanto riguarda chi ha difficoltà a deambulare, ma questo tema va affrontato in un rapporto con i comuni, superando logiche di campanile e in un’ottica di integrazione socio-assistenziale. Abbiamo fatto la scelta di privilegiare le associazioni di volontariato e vogliamo discutere con loro delle modalità diverse con le quali offrire il servizio, riducendo un costo oggi molto alto».
Marco Scajola ha ribattuto: «Siamo di fronte ad un cane che si morde la coda: si tagliano gli ospedali diffusi sul territorio e poi si scopre che le pubbliche assistenze percorrono un mare di chilometri. Ci siamo dimenticati che tipo di territorio abbiamo e che le pubbliche assistenze operano nell’entroterra. Occorre una modalità nuova e bisogna smetterla con il metodo di calare fondi dall’alto. E’ vero che le pubbliche assistenze hanno dei dipendenti ma di sicuro fanno orari pesanti e non percepiscono grandi stipendi. Invito la Giunta a intervenire nel più breve tempo possibile».

Piano dell’Offerta formativa, fra le novità due licei sportivi
All’unanimità è stato approvato il Piano dell’Offerta formativa, che integra il Piano approvato con deliberazione del Consiglio regionale nel dicembre 2011 e adegua la materia al Decreto Interministeriale 24 aprile 2012. Fra le deleghe attribuite alle Regioni vi è la programmazione della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento tra istruzione e formazione professionale e l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole.
Il provvedimento approvato arricchisce e diversifica l’offerta formativa delle scuole liguri garantendo agli studenti un più ampio ventaglio di opportunità. Fra i nuovi indirizzi di studio previsti, quello sportivo che viene istituito nelle nuove sezioni dei licei scientifici King di Genova e Giordano Bruno di Albenga. Il liceo sportivo, sezione del liceo scientifico, potrà comunque partire dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del relativo regolamento, approvato la settimana scorsa. Diverse le novità negli istituti professionali: fra le altre, all’alberghiero Bergese di Sestri Ponente verrà creata una specializzazione in produzioni dolciarie, mentre all’Odero, sempre nella delegazione del ponente genovese, verrà introdotto lo studio dell’artigianato tipico del territorio e delle tecnologie relative alla produzione dei mezzi di trasporto. Al Gaslini- Meucci si terrà un corso in produzioni audiovisive, al Primo Levi di Ronco uno di grafica e comunicazione. Al Nautico di Genova verranno studiate tutte le opzioni relative alla conduzione di mezzi aerei e aereonavali, al Ruffini, sempre nel capoluogo ligure, la promozione commerciale e pubblicitaria, al Firpo Buonarroti (geometri) le tecnologie del legno applicate all’industria delle costruzioni; all’Istituto professionale Einaudi-Chiodo della Spezia le produzioni tessili e sartoriali. Studio dei prodotti dolciari anche al Casini (alberghiero) della Spezia.

Aumentare le sezioni del liceo sportivo
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Roberto Bagnasco del Pdl), sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, collegato al Piano dell’offerta formativa, che impegna la giunta a individuare con il ministero dell’Istruzione le “modalità per superare la restrizione attualmente imposta il relazione al numero massimo di sezioni di liceo sportivo attivabili sul territorio regionale verificando, in caso di mancato accordo con il ministero, le possibilità di un ricorso alla Corte Costituzionale”. Nell’ordine del giorno si ricorda la richiesta di costituzione di una sezione di Liceo sportivo nell’istituto Fortunio Liceti di Rapallo, che non è stata recepita dalla Provincia di Genova, la quale ha deliberato l’attivazione della sezione di liceo sportivo presso il liceo scientifico King di Genova ma nel documento si riconosce la necessità che King e Liceti “trovino ogni forma di collaborazione e sinergia per rendere fruibile al più elevato standard di qualità la nuova offerta di liceo sportivo agli utenti interessati”.

Convenzione Legambiente e Regione Liguria
Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-riformisti italiani) con un’interrogazione sull’accordo fra Legambiente e Regione, ha chiesto alla giunta se «ritenga opportuno fare convenzioni e affidare incarichi a soggetti esterni e non possa trovare, all’interno dell’Ente regionale stesso, competenze in grado di svolgere queste attività» e ha domandato se «in questo momento di allarmante scarsità di risorse nazionali per settori importanti come quello della tutela ambientale, Regione Liguria non possa sviluppare, al posto di mille dispersivi progetti, un progetto unico che porti un effettivo beneficio per il nostro territorio». Il consigliere ha ricordato, infatti, che nell’aprile 2010 è stato approvato il progetto SylvaMED “Mediterranean Forests for all – Foreste Mediterranee, un bene per tutti”, che ha autorità capofila il “Centro Tecnologico Forestale della Catalogna” e come partner la Regione Liguria – Dipartimento Ambiente. Il programma MED, che ha come obiettivo facilitare l’integrazione delle strategie ambientali sulle foreste nelle politiche regionali di settore, prevede che possano partecipare al progetto le associazioni del ‘Settore non governativo’ e “Legambiente Liguria Onlus” è stata l’unica associazione ad aver inviato una manifestazione di interesse. Il progetto è stato finanziato con un budget pari a 6 mila euro.
Per la giunta ha risposto Renata Briano, assessore all’Ambiente e sviluppo sostenibile. «Come Regione abbiamo molte competenze e abbiamo recuperato tantissimi progetti europei da cui ottenere fondi. Con il personale che abbiamo non ci è possibile farci carico di tutti i progetti. Per l’ambiente, la tutela dei boschi e altro ancora: sarebbe bellissimo avere un unico progetto, ma dobbiamo fare i conti con le politiche europee ed elaborare dei progetti che stiano nelle linee che l’Europa ci chiede».
Della Bianca ha ribattuto: «La questione è politica. Oggi si spendono 25 mila euro per buffet e affitto sale e poi non si hanno i fondi per le politiche ambientali vere. I progetti europei sono complicati e inadatti alla nostra realtà? Vale la pena ricordare però che la Liguria è membro della conferenza Stato – Regioni e in quella sede dovrebbe porre il problema politico di incidere a livello europeo affinché anche i burocrati europei possano capiscano che i fondi vadano spesi in maniera più razionale e più utile».

Bando di gara per l’affidamento della gestione di cani randagi e gatti
Sergio Scibilia (Pd) ha presentato un’interrogazione sul un bando di gara d’appalto emanato dal distretto sociosanitario 1 di Ventimiglia per l’affidamento della gestione del servizio di ricovero, mantenimento e cura per i cani randagi ed i gatti liberi. Nel bando sono ammessi a partecipare i concorrenti iscritti al registro delle imprese della Camera di Commercio ovvero all’albo delle società cooperative, escludendo le associazioni che svolgono attività di protezione degli animali; il vincitore avrà la disponibilità di un canile rifugio e, nel caso in cui fosse ubicato furori Provincia, “dovrà disporre nel territorio distrettuale, di idonei spazi per accogliere gli animali catturati per poi procedere al loro trasferimento alla struttura di pertinenza“.Attualmente nel distretto ventimigliese, presso la struttura gestita dalla “Lega per la Difesa del Cane”, entrano in media 370 cani all’anno. «A fronte del notevole investimento finanziario per realizzare la struttura, il bando è riferito a soli due anni – ha spiegato Scibilia – e ormai da tanti anni, la sezione locale della “Lega per la Difesa del Cane”, oltre a gestire l’unico canile pubblico presente in zona, svolge un importante lavoro sociale di sensibilizzazione tra la popolazione coinvolgendo centinaia di volontari». Il consigliere ha, quindi, chiesto alla giunta «se il bando rispetti le norme e requisiti regionali in merito alla tutela e benessere degli animali e prevenzione del randagismo, se rispetti l’obbligo di prevedere una zona destinata a gattile e l’obbligo da parte dei Comuni di provvedere al ricovero ed alla custodia temporanea dei cani e dei gatti, senza limiti». La normativa vigente, inoltre, stabilisce che il ricovero e la custodia degli animali siano assicurati dai Comuni mediante apposite strutture private convenzionate, un obbligo non richiesto dal bando.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Il bando prevede che il servizio dovrà essere svolto nel rispetto della normativa regionale sul benessere degli animali, prevede che possano usufruirne sia cani che gatti e che il distretto sociosanitario in quanto soggetto appaltatore potenzi la prassi delle adozioni di cani randagi in modo che il numero di animali annualmente ricoverati non ecceda le 200 unità: questo avviene – ha spiegato – per favorire la pratica delle adozioni, a scapito di una permanenza indefinita degli animali nella struttura, che non è auspicabile né per il benessere degli animali né da un punto di vista economico. Il bando, inoltre, prevede una convenzione con 19 comuni del distretto sociosanitario di Ventimiglia per il mantenimento e la cura dei cani randagi e dei gatti liberi non di proprietà , sia per il servizio di polo di emergenza veterinaria. Il bando, quindi, dopo una approfondita disanima, non sembrerebbe presentare criticità relative al benessere animale e alla normativa vigente in materia. Sarà comunque cura degli enti competenti vigilare sull’evoluzione del progetto e sulla gestione della struttura una volta realizzata».

Trasporti sanitari e accordi con le Pubbliche Assistenze
Montaldo ha risposto ad un’interrogazione con rispoista scritta presentata da Raffaella della Bianca (Gruppo Misto-Riformisti italiani). Nell’interrogazione si affrontava la questione relativa alla deliberazione delle giunta regionale del 15 luglio 2011 sull’accordo quadro per regolare i rapporti tra le aziende sanitarie e le pubbliche assistenze, annullata di recente dal Tar. Secondo quanto detto dal consigliere, il 26 aprile 2012 il Tar ha annullato anche le convenzioni per i trasporti sanitari sottoscritte dalla ASL 5. Della Bianca ha sottolineato che il Tar censura il sistema di affidamento dei trasporti sanitari, che sarebbe avvenuto senza confronto concorrenziale e in carenza dei presupposti di legge, critica il rimborso di ogni tipologia di spesa di funzionamento degli operatori e, perciò, il carattere di sovvenzione ai soggetti che esercitano il trasporto e, infine, la mancanza di un efficace sistema di controlli pubblici sui cosiddetti rimborsi effettuati. Il consigliere ritiene assolutamente condivisibili le motivazioni del Tar e ha chiesto se sinora le pubbliche assistenze che effettuano i trasporti sanitari nell’ambito dell’accordo quadro abbiano rendicontato i propri costi alle Asl e aziende ospedaliere per giustificare le fatture alle medesime addebitate; se la Regione Liguria abbia verificato la coerenza di tali rendicontazioni con i bilanci delle singole pubbliche assistenze e quali interventi di razionalizzazione del settore, tra quelli previsti sin dal “Piano di rientro” 2007, siano stati effettivamente attuati e con quali risultati.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «Le delibere della giunta hanno fissato fra gli obiettivi delle Asl il contenimento almeno del 10% delle spese per il trasporto sanitario. Come ho già detto il trasporto è regolato dai Lea e non ricomprende tutto, ma solo le emergenze, il servizio di trasporto ai centri dialisi e il trasferimento di ammalati che non possono deambulare. E’ chiaro che un’applicazione rigorosa delle norme può creare qualche disagio a pazienti border line rispetto ai Lea, ma i costi erano molto elevati e un po’ di rigore a portato a risparmi consistenti».
Della Bianca ha ricordato che l’interrogazione riguardava una sentenza del Tar del 26 aprile 2012 e che l’assessore non ha risposto in merito alle obiezioni sollevate dal Tar : «E’ come se l’assessore avesse risposto ad un’altra interrogazione e non alla mia». Montaldo ha ammesso il disguido e ha assicurato una puntuale risposta per iscritto.

Autosilos di via Bocciardo a Genova
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione sull’autosilos di via Bocciardo. Il consigliere ha ricordato che nell’area in cui sorgeva il civico 60 di via Tanini, a dicembre 2011 erano in corso i lavori di esecuzione di un’autorimessa interrata secondo un progetto che prevedeva anche la costruzione di un edificio residenziale sovrastante, ma che il terreno si trova in zona sottoposta a vincolo idrogeologico. Il 4 dicembre si è verificato nell’area del cantiere il cedimento strutturale di un elemento costruito per contrastare la spinta del muro di sostegno in cemento armato, che confina con il fabbricato di Via Bocciardo 1 e 1A, sopra l’area di cantiere. Di qui lo sgombero del fabbricato. Da un successivo sopralluogo era emerso che i lavori di scavo erano stati eseguiti in difformità rispetto a quanto illustrato nella relazione tecnica depositata in Provincia e il Comune aveva emanato un’ordinanza con cui si richiedeva alla ditta di mettere in sicurezza l’edificio e l’area entro 30 giorni. Secondo Pellerano, «ad oggi, né la ditta né il Comune hanno provveduto a mettere in sicurezza l’edificio e l’area del cantiere e il 19 novembre 2012 è stata depositata l’ordinanza del Tribunale di Genova che, tra l’altro, ordina alla ditta di provvedere alle opere per garantire la sicurezza dell’edificio condominiale e dell’area di cantiere». Intanto è trascorso più di un anno da quando i condomini di via Bocciardo 1 e 1A sono stati allontanati dalle loro unità abitative e fino ad allora «né il Comune di Genova né altre istituzioni si sono fatte carico della situazione dei condomini di Via Bocciardo». Pellerano ha chiesto alla giunta «se intenda attivarsi direttamente perché al più presto le famiglie possano rientrare in casa e venga messo in sicurezza il cantiere e lo stesso palazzo» e se Regione ed Enti locali siano in condizione di predisporre forme di ospitalità temporanea a favore degli abitanti di Via Bocciardo 1.
Per la giunta ha risposto Gabriele Cascino, assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica «Sul problema abbiamo chiesto un chiarimento al Comune di Genova perché la Regione non ha competenze su questa opera. Come assessorato prendo l’impegno politico di fissare una riunione con gli amministratori del capoluogo. Per quanto di competenza posso dire che ci è arrivata una nota dettagliata da parte del comune di Genova dove si parla di una causa in corso. Agli atti c’è una perizia disposta dal giudice nell’ambito della Consulenza Tecnica di Ufficio (CTU ) nella quale si afferma che per garantire la sicurezza dell’immobile sarebbe utile un parcheggio interrato che risolverebbe il problema della scarpata».
Lorenzo Pellerano ha replicato: «È chiaro che a livello politico la responsabilità è del Comune anche se la Provincia ha una competenza sull’aspetto idrogeologico. Però si tratta di un’area delicata e sovrastante una strada di livello regionale e il problema va risolto: dobbiamo attivarci tutti per dare sicurezza a quell’area e per dare un alloggio a queste famiglie che sono fuori casa da un anno».

Convenzione per il servizio di guardia medica territoriale
Roberto Bagnasco (Pdl) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Matteo Rosso per chiedere alla giunta «cosa intenda fare affinché la Asl 4 Chiavarese provveda al rinnovo della convenzione esistente con la guardia medica territoriale, garantendone l’adeguata copertura finanziaria». Il 31 dicembre, infatti, è scaduta la convenzione tra Asl4 e Servizio di guardia medica territoriale. Il consigliere ha sottolineato che «la gestione dei servizi svolti dalle pubbliche assistenze è un esempio assoluto di efficacia, efficienza ed economicità che non ha eguali tra i fornitori della ASL» e ha ricordato che il servizio di accompagnamento del medico di guardia medica è nato dalla Croce Bianca Rapallese nel 1975 e che il rapporto tra costo e beneficio per la Asl ma, soprattutto, per i medici e l’utenza «è straordinariamente favorevole». Il costo del servizio ammonta per la Asl 4 a 30 mila 906 euro. XXX ha concluso ricordando «le sempre maggiori difficoltà economiche e il difficile equilibrio che si raggiunge solo mettendo insieme tante piccole fonti di contributo, compreso il modesto apporto della Guardia medica».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «La convenzione con Asl 4 la sede e la copertura oraria del servizio di guardia medica notturna, prefestiva e festiva diurna non vengono modificati e muta solo la modalità con cui il medico si reca a domicilio del paziente, cioè conducendo una vettura della asl oppure accompagnato da un veicolo della pubblica assistenza con autista. Attualmente il medico del polo di Rapallo viene accompagnato dall’automezzo con autista delle pubbliche assistenze in tutti i turni con un costo per la Asl di circa 30 mila euro all’anno. La riorganizzazione prevede ancora l’accompagnamento con auto della pubblica assistenza con autista nei turni diurni (festivi e prefestivi), caratterizzati da un maggior numero di servizi e da peggiori condizioni di traffico e di posteggio mentre nei turni notturni il medico si sposterà conducendo un veicolo aziendale. Questo ci consente di ridurre la quota destinata alle pubbliche assistenze di circa 22 mila euro, di cui 7 mila saranno investiti per acquisire un veicolo aziendale e per il suo funzionamento, quindi il risparmio finale è di 15 mila euro all’anno cioè il 50% della spesa ad oggi annualmente sostenuta». L’assessore ha quindi ricordato che ,oltre ai poli montani di Varese Ligure, Borzonasca e Rezzoaglio, dove da tempo il medio si sposta utilizzando l’auto aziendale, nel 2012 questo sistema è stato adottato anche a Sestri levante e Cicagna. L’unico polo in cui è previsto il mantenimento del servizio autista in convenzione su tutti i turni è quello di Chiavari e lo stesso è previsto nei turni diurni (festivi e prefestivi) del polo di Rapallo. «Attraverso queste misure – ha concluso – abbiamo aumentato notevolmente la sostenibilità economica di un servizio importantissimo per i cittadini, ma senza ridurre i servizi all’utenza».
Bagnasco si è dichiarato insoddisfatto della risposta e preoccupato: «Lei assessore conosce poco il territorio di Rapallo e le differenze fra Rapallo e Chiavari sono decisamente peggiori per Rapallo per la possibilità di posteggiare in estate, quando i residenti raddoppiano».

Inquinamento del rio Gaggi a Sestri Levante
Gino Garibaldi (Pdl) con un’interrogazione sottoscritta anche da Matteo Rosso (Pdl) ha manifestato timori per il rischio di contaminazione del rio Gaggi, a Sestri Levante, identificando fra le possibili cause presenti sul territorio, prima fra tutte la discarica di Ca’ da Matta. «Non si comprende, infatti, come mai, ad ogni temporale, il rio Gaggi si riempia di schiume maleodoranti e dal colore giallognolo», ha detto il consigliere. Garibaldi ha chiesto alla giunta se sia sua intenzione intervenire a tutela e salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini attraverso l’attivazione dell’Agenzia per l’ambiente Arpal. «Sono problemi sul tappeto da anni – ha detto – ma di fatto non si sta facendo nulla per risanare e governare le discariche, vere bombe ecologiche sparse sul territorio. Occorre affrontare sul serio il problema dello smaltimento dei rifiuti che vede la Liguria fanalino di coda in Europa e in Italia cercando un’alternativa alle discariche. In quanto alle acque è necessario controllare il livello di inquinamento.
Per la Giunta ha risposto ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano: «Per quel che riguarda la zona di Sestri Levante non risultano essere stati presentati esposti relativi alla situazione ambientale. In quanto alle discariche il tema va affrontato nell’ambito del complessivo problema dei rifiuti che devono diminuire di volume tramite il riciclaggio, la raccolta differenziata e il compostaggio. E’ su quello che bisogna lavorare a fondo. In quanto al Rio Gaggia, le sue acque vengono monitorate in due punti con frequenza quindicinale, per quanto riguarda i livelli di ammoniaca, e trimestralmente su altri parametri e le analisi non hanno evidenziato anomalie allarmanti e sforamenti dalle norme. I dati sono disponibili e totalmente trasparenti. In quanto al percolato che fuoriesce a causa della rottura provocata dal ghiaccio, viene raccolto e smaltito in impianti specifici».
«Nonostante i dati dell’Arpal, che le chiedo di acquisire – ha ribattuto Gino Garibaldi – Il problema inquinamento dei rii, a causa di discariche abusive o meno, esiste e non è limitato al rio Gaggi. Certo come Regione dobbiamo porci il problema della differenziata, del compostaggio e degli ingombranti, ma è indubbio che il ciclo dei rifiuti non si conclude senza discariche e, a partire dal comune di Genova, il problema del trattamento definitivo della spazzatura non è stato risolto».

Esercizio di voto per studenti all’estero
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Sergio Scibilia del Pd) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta “a verificare con il Governo la possibilità di un intervento normativo, attraverso un decreto legge, affinché gli studenti che svolgono un periodo di studio all’estero siano inseriti fra le categorie di “cittadini temporaneamente all’estero ai quali è consentito l’esercizio del diritto di voto all’estero. Nel documento si ricorda che in occasione delle prossime elezioni politiche circa 25 mila studenti italiani saranno impegnati all’estero nel quadro del programma Erasmus, i quali rischiano di non poter esprimere il proprio voto e che la Commissione europea all’istruzione e cultura “sostiene il principio che questi studenti non devono essere discriminati”. Nell’ordine del giorno si ricorda, infine, che il ministro Cancellieri ha negato questa possibilità di voto perché “tecnicamente non possibile”.

Assenti: Berlangieri, Chiesa, Donzella, Gasco, Quaini e Scialfa
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