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La superlega degli Ancelotti

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Al Paris Saint Germain adesso manca solo Galliani

Al Paris Saint Germain adesso manca solo Galliani… chissà, forse se fosse libero da vincoli di gratitudine e di altra natura, Silvio Berlusconi potrebbe essere tentato di dare al suo ex dirigente preferito questo ‘consiglio’. Certo è che il progetto messo in piedi dal principe Al-Thani con l’ingaggio di Ancelotti assume uno spessore diverso, con tutto il rispetto per le qualità di Leonardo. Prima di tutto perché Ancelotti in tutta la sua carriera ha sempre scelto non solo la ricchezza dei proprietari, ovvia base di ogni successo, ma anche le prospettive. Dopo l’esperienza da vice-Sacchi in azzurro e la promozione in A con la Reggiana ha infatti allenato il Parma nel pieno dell’età dell’oro (finto in generale per il gruppo e il parco buoi degli investitori, ma vero per la squadra) di Tanzi, una Juventus forte ma penalizzata dalle cambiali moggiane nei confronti del mondo Geronzi (i web-giuristi che idolatrano Moggi, fra l’altro sempre meno, potrebbero chiedersi come mai il loro idolo non si battè per far ripetere una partita palesemente irregolare come quella di Perugia o per andare in tutti i tribunali del mondo contro il cambiamento a stagione in corso delle regole sugli extracomunitari), il Milan berlusconiano proprio all’inizio dell’era della ricostruzione (fra il 2001 e il 2003 arrivarono Pirlo, Inzaghi, Rui Costa, Seedorf, Nesta, Kakà, eccetera), il Chelsea e adesso appunto il PSG. Escludendo che ad Ancelotti freghi qualcosa della Ligue 1, è chiaro che le prospettive che ha in testa sono da fascia alta europea in previsione della riforma della Champions League se non direttamente della superlega (con o senza bollino Uefa). In questa ottica ci saranno da aspettarsi più Pastore e meno Sakho, anche senza entrare in ‘Tutto Tevez minuto per minuto’. La portata della firma di Ancelotti sembra quindi evidente: anche solo due anni fa un allenatore con il suo curriculum e non ancora in fase discendente (anche se con Il Chelsea in campo europeo ha fatto decisamente male) non avrebbe nemmeno preso in considerazione una squadra francese. Adesso qualcosa è cambiato e chi più di noi (ci vuole poco) parla con i grandi dirigenti del calcio europeo lo ha capito. Il Paris Saint Germain aspira ad essere la squadra dei francesi in questa nuova entità di cui si parla da vent’anni ma che adesso sta nascendo per davvero. Inutile aspettare Roma, sia pure pagati da Londra, quando Parigi è già pronta.

Twitter @StefanoOlivari

fonte: http://blog.guerinsportivo.it

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